Architettura romana

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  • 1. DI CIANNI NICOCUMINO FEDERICODE LUCA FRANCESCOCINQUEGRANIFRANCESCO

2. INTRODUZIONEStrade, ponti, anfiteatri, templi, circhi, colonne e archi commemorativi divittorie militari, rappresentano il meglio della produzione architettonicaromana.Le opere architettoniche ed urbanistiche, realizzate tra il I sec. a.C. e il IVsec. d.C., non rispondevano solo a esigenze politiche e militari (dare ilsenso di appartenenza allimpero), ma venivano anche incontro ai bisognidella popolazione, per cui dovevano rispondere a criteri di funzionalit epraticit e furono cos ben edificate da essere utilizzate anche nei secolisuccessivi alla caduta dellimpero, fino ai nostri giorni.Una volta compiuta la conquista militare, i romani badavano soprattutto atracciare e a pavimentare strade, a costruire ponti, a rifornire le citt diabbondante acqua attraverso imponenti acquedotti, a costruire serviziigienici pubblici come terme, bagni e fognature.Tecnicamente gli architetti romani si servivano di due tipologiecostruttive: la muratura e larco.La muratura, cio lutilizzo di materiali come ilmattone cotto nelle fornaci, non conosciuto daigreci, che veniva abbinato al cemento,consentiva la costruzione di alte masse murariein grado di sopportare enormi pesi.Larco invece permetteva di coprire ampi spazi vuoti.Proprio larco a tutto sesto, che gi gli etruschi usavano, il principale segno caratteristico dellarchitettura romana.E formato da una struttura curvilinea, a semicerchio, chetrasmette i pesi e le spinte ai pilastri sui quali sappoggia.Molti archi successivi dello stesso raggio formano la voltache, avendo la forma di un mezzo cilindro, prende il nomedi volta a botte. 3. LARCOLarco composto da uninsieme di elementi di pietra sagomata o di mattoni, detticnci. Quello situato nella parte pi elevata dellarco detto cncio di chiave.Il piano da cui si comincia a costruire larco si chiama piano dimposta, e le lineecurve che lo delimitano in basso e in alto sono dette rispettivamente Intradossoed Estradosso.La distanza verticale tra il piano dimposta e il punto pi elevato della linea diIntradosso si chiama freccia. Nellarco a tutto sesto, la freccia corrisponde alraggio della semicirconferenza.Si dice Archivolto la parte esterna visibile dellarco.Larco si comincia a costruire dai due estremi del piano dimposta. E necessarioche durante le varie fasi di costruzione si ricorra ad una struttura in grado disostenerlo, la centina (solitamente di legno). Linsieme delle centine e degli altrielementi lignei che le tengono allaltezza voluta prende il nome di armatura. 4. Un arco trionfale o arco di trionfo una costruzione con la forma di unamonumentale porta ad arco, solitamente costruita per celebrare una vittoria inguerra.Questa tradizione, infatti, ha antiche origini, e nasce nellAntica Roma;molti archi costruiti in et imperiale possono essere ammirati ancora ogginella "citt eterna".Alcuni archi trionfali sono realizzati in pietra, a Roma in marmo o travertino,ed erano dunque destinati ad essere permanentiLarco di Tito un arco trionfale ad un solo fornice (ossia con una sola arcata),posto sulle pendici settentrionali del Palatino, nella parte occidentale del Foro diRoma. Capolavoro dellarte romana, si tratta del monumento-simbolo dellepocaflavia. Larco di Tito si discosta dagli archi dellepoca augustea per la mole picompatta e robusta, con un distacco ormai netto dai modelli dellarchitetturaellenistica. Qui compare il primo esempio sicuramente datato nella citt di Roma dicapitello composito.Larco costruito in opera quadrata di marmo, pentelico fino ai capitelli e lunensenella parte superiore, con uno zoccolo in travertino e un nucleo interno incementizio. 5. Gli undici acquedotti di epoca romana che dal 312 vennero costruiti portaronoalla citt una disponibilit dacqua pro capite pari a circa il doppio di quellaattuale, distribuita tra le case private (ma solo per pochi privilegiati), lenumerosissime fontane pubbliche (circa 1.300), le fontane monumentali , lepiscine (circa 900) e le terme pubbliche. La sorveglianza, la manutenzione ela distribuzione delle acque venne affidata, per due secoli e mezzo, alla curaun po disorganizzata di imprenditori privati, che dovevano rendere conto delloro operato a magistrati che avevano altri compiti principali. Solo conAgrippa, intorno al 30 a.C., venne creato un apposito servizio, poiperfezionato ed istituzionalizzato da Augusto, che si occupavadellapprovvigionamento idrico cittadino e quindi del controllo e manutenzionedi tutti gli acquedotti. 6. La struttura e lutilizzo degli acquedotti :Dietro la costruzione di un acquedotto stanno tutta una serie di problematiche, che gli ingegneriRomani hanno saputo perfettamente risolvere. Per esempio la forza motrice dellacqua. Gliingegneri avevano intuito che sarebbe stato sufficiente dare una certa pendenza allacquedotto emantenerla per tuto il tragitto, e poi la forza di gravit avrebbe fatto tutto il resto, cos capironoche uninclinazione del 25%, in media un metro di pendenza ogni chilometro, avrebbe fattoscorrere lacqua senza problemi fino alla citt. Era inoltre necessario saper scegliere la sorgentegiusta, in modo da fare defluire una giusta quantit dacqua tutto lanno senza periodi di secca eperiodi di piena.Una volta scelta la sorgente adeguata, si stabiliva il percorso che laqueductus avrebbe compiutoper arrivare in citt, per fare ci si tracciava un profilo della geografia del terreno segnando colinee avvallamenti, pianure e corsi dacqua. A questo punto si procedeva alla sua edificazione.Spesso per la necessit di mantenere una pendenza costante le condotte facevano percorsimolto lunghi con molte curve, e non andavano mai in linea retta, in tal modo lacqua defluivasenza problemi fino alla "foce artificiale", che quasi sempre era costituita da una grossa cisterna.Solo talvolta la conduttura doveva superare fiumi o pianure ed eraquindi necessario costruire una struttura di sostegno (aquae pensiles).Uno degli esempi pi famosi il ponte-acquedotto sul fiume Gardnellattuale Francia, che riforniva la citt di Nemasus lodierna Nimes.La realizzazione iniziava con ledificazione delle fondamenta dei pilastri:se passavano sulla terra si scavava una buca profonda vari metri e sicostruiva una solida base a tronco di piramide con grossi blocchi dipietra. Se invece si trattava di un fiume era necessario preparare unrecinto di legno impermeabilizzato con la pece tutto intorno allarea dellacostruzione di ogni singolo pilastro: in tal modo si poteva asportareprima lacqua, poi la fanghiglia e la ghiaia per poter edificare una solidabase di grossi blocchi di pietra. Fatto ci iniziava la costruzione deipiloni veri e propri. Questi potevano essere sia di pietra che di laterizio,e venivano sovrapposti tra loro alternati e uniti con malta. Solo a questopunto si univano i pilastri con gli archi i quali si costruivano utilizzandodelle strutture di sostegno di legno dette centine che permettevano lacollocazione dei conci fino alla chiusura della "chiave di volta".Costruita la prima arcata si procedeva alledificazione delle altre arcateche poggiavano sempre sugli stessi pilastri, allultimo piano sorgeva inlaterizio la vera e propria condotta dellacquedotto.ACQUEDOTTO DI GARD (FRANCIA) 7. Nella valle posta tra lAventino ed il Palatino, denominata Murzia, Tarquinio Prisco edific ilCirco Massimo costruendovi intorno i sedili coperti, Inoltre lo divise in 30 sezioni. In seguitovenne talmente ingrandito da essere considerata tra le meraviglie della Citt.I due lati maggiori erano congiunti alle estremit da un emiciclo, con la capienza di 150000persone. Nellaltro lato vi partivano i cavalli coi carri.E ricordato come sede di giochi sin dagli inizi della storia della citt: nella valle sarebbeavvenuto il mitico episodio del ratto delle Sabine, in occasione dei giochi indetti da Romolo inonore del dio Consus. Di certo lampio spazio pianeggiante e la sua prossimit allapprodo delTevere dove dallantichit pi remota si svolgevano gli scambi commerciali, fecero s che illuogo costituisse fin dalla fondazione della citt lo spazio elettivo in cui condurre attivit dimercato e di scambi con altre popolazioni, e - di conseguenza - anche le connesse attivitrituali e di socializzazione, come giochi e gare.Il monumento venne restaurato dopo un incendio e probabilmentecompletato da Augusto, che vi aggiunse anche un obelisco di Ramses IIportato dallEgitto da Papa Sisto V in Piazza. Altri restauri avvennero sotto gliimperatori Tiberio e Nerone e un arco venne eretto a Tito nell81 al centro dellato corto curvilineo: si trattava di un passaggio monumentale integrato nellestrutture del circo.Dopo un grave incendio sotto Domiziano, la ricostruzione, probabilmente giiniziata sotto questo imperatore, venne completata da Traiano nel 103.Il circo rimase in efficienza fino alle ultime gare organizzate da Totila nel 549. 8. STRUTTURE E UTILIZZILe dimensioni del circo erano eccezionali: lungo 621 m e largo 118 poteva ospitarecirca 250.000 spettatori.La facciata esterna aveva tre ordini: solo quello inferiore, di altezza doppia, era adarcate. La cavea poggiava su strutture in muratura, che ospitavano i passaggi e lescale per raggiungere i diversi settori dei sedili, ambienti di servizio interni e bottegheaperte verso lesterno. Larena era in origine circondata da un euripo (canale) largoquasi 3 m, pi tardi eliminato per aggiungere altri posti a sedere.Nellarena, si svolgevano le corse dei carri, con dodici quadrighe (cocchi a quattrocavalli) che compivano sette giri intorno alla spina centrale tra le due mete. La spinaera riccamente decorata da statue, edicole e tempietti . I dodici carceres, la struttura dipartenza che si trovava sul lato corto rettilineo verso il Tevere, disposti obliquamenteper permettere lallineamento alla partenza, erano dotati di un meccanismo che nepermetteva lapertura simultanea.Vi si svolgevano, inoltre, le naumachie (battaglie navali): larena del Circo Massimoveniva ino