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A.R.T.VA. E TECNICA DI RICERCA AUTOSOCCORSO IN VALANGA INSA Enrico Volpe AISA Roberto De Marco

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A.R.T.VA. E TECNICA DI RICERCA

AUTOSOCCORSO IN VALANGAINSA Enrico Volpe

AISA Roberto De Marco

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ALCUNE DOTAZIONI MINIMEA.R.T.VA.

SONDA PALA

CARTA, ALTIMETRO, BUSSOLA

CELLULARE RADIO

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ALCUNE DOTAZIONI INTEGRATIVEStrumenti che riducono il grado di seppellimento.Attraverso un aumento del volume della persona si attiva un meccanismo di spinta ascensionale: si “galleggia” sulla massa nevosa.

Zaino Airbag• uno pallone di materiale sintetico fissato a uno 

zaino.• sistema di innesco che, tirando una cordicella, 

in 2‐3 secondi riempie il pallone con 150 litri di una miscela d’aria e azoto

• Una bomboletta di Azoto• Il peso complessivo dell’apparecchiatura sta 

giungendo ad un livello “tollerabile” (1850g per un pallone da 150l)

Zaino ABS• due palloni di materiale sintetico fissati a uno 

zaino.• Un sistema di innesco che, tirando una 

cordicella, in 2‐3 secondi riempie i palloni con 150 litri di una miscela d’aria e azoto

• Una bomboletta di Azoto• Il peso complessivo dell’apparecchiatura sta 

giungendo ad un livello “tollerabile” (1565g per due palloni da 75l)

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ALCUNE DOTAZIONI INTEGRATIVEStrumenti che riducono il tempo di seppellimento (oltre ad A.R.T.VA., PALA E SONDA)

ReccoIl sistema RECCO è formato da due parti: il DETECTOR e il REFLECTOR. • Il REFLECTOR è un piccolo circuito stampato ricoperto di plastica, non richiede batterie, 

non ha un sistema di accensione (non può essere, quindi, accidentalmente disinserito), è estremamente resistente e pesa pochi grammi. E’ integrato in tanti capi di abbigliamento invernale (scarponi, giacche, caschi, ecc). Con il Reflector si può essere solo localizzati.

• Il DETECTOR (Recco Rescue System Detector) viene usato solo dalle organizzazioni di soccorso, consiste in un trasmettitore ed un ricevitore, il tutto pesa 1,6 kg.

A differenza dell'ARVA  chi va in montagna con un Recco‐Reflector, può essere localizzato in caso di valanga, ma non può localizzare chi è travolto.

Pallone da valangaÈ l’evoluzione del cordino da valanga.  Tramite uno strappo alla maniglia di azionamentol’AVALANCHE BALL viene scaraventato fuori dal marsupio. Durante la discesa della valanga, rimane sopra la superficie nevosa e resta legato allo sciatore tramite un cordino. Il pallone indica il punto di sepoltura. Grazie al cordino di collegamento è teso sulla superficie nevosa e funge da sonda portando direttamente al sepolto. Grazie al cordino si può individuare la persona sepolta

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ALCUNE DOTAZIONI INTEGRATIVEStrumenti che prolungano la sopravvivenza sotto la neve 

AVALUNGPermette alle persone sepolte sotto la neve di estrarre l’aria direttamente dallo zaino.Una valvola all’interno del sistema devia la CO2 espirata al di fuori dell’area di aspirazione.

• Estrae aria dalla neve per dare la possibilità ad una persona sepolta di continuare a respirare.

• Separa l’aria esalata contenente anidride carbonica in una diversa zona dello zaino.• Minimizza l’”ice masking”, (la maschera di ghiaccio).• Minimizza l’occlusione della trachea per mantenere libere le vie aere

Quando si attraversa un terreno pericoloso posizionare il boccaglio nella posizione di “ready” o addirittura tra le labbra. 

posizion

e di re

ady

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PRINCIPALI TIPOLOGIE A.R.T.VA.ANALOGICI DIGITALI DIGITALI A TRE ANTENNE

BARRYVOXVS2000 (CH)

ORTOVOX F1 FOCUS (D)

PIEPS OPTI FINDER (A)

FITRE SNOW BIP I e II (I)

MAMMUT BARRYVOX OPTO 

3000 (CH)

ORTOVOX M1 e M2 (D)

TRACKER DTS (USA)

ARVA 9000 (F)

MAMMUT BARRYVOXPULSE(CH)

PIEPSDSP (A)

ORTOVOX S1 (D)

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COME E’ FATTO UN A.R.T.VA.(ES. FITRE ANALOGICO)

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DISPOSIZIONE ANTENNE  E FUNZIONAMENTO  A.R.T.VA.

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CAMPO MAGNETICO

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VERIFICA FUNZIONAMENTO A.R.T.VA.La speranza di sopravvivenza, cioè di essere trovali in tempo utile mediante l'impiego degli ARTVA, dipende non solo dalle  caratteristiche degli apparecchi e dalla rapidità e capacità dei compagni soccorritori, ma anche dal buon funzionamento degliapparecchi e dallo stato delle batterie che li alimentano.Prima di iniziare una escursione, o di mettersi in moto per una operazione di soccorso, si deve provare il funzionamento di tutti gli apparecchi.

La procedura da adottare è la seguente.1. Il capo comitiva fa disporre tutti i componenti in riga, ad intervallo di almeno un metro.

2. Fa quindi predisporre tutti gli ARTVA in ricezione, sul valore minimo.

3. Pone il proprio ARTVA in trasmissione e sfila lenlamenle davanti a tutti i compenenti, per verificare se tutti gli apparecchi ricevono il suo segnale.

4. Completata questa verifica, fa commutare in trasmissione tutti gli apparecchi, ad esclusione del proprio, che viene commutato in ricezione sul valore minimo.

5. Avvia il gruppo, che gli sfila dinnanzi, mentre lui verifica la corretta emissione di tutti gli ARTVA e la corretta ricezione del proprio.

6. Riporta il proprio ARTVA in trasmissione e raggiunge i compagni.

Non sarà effettualo nessun altro intervento sugli ARTVA sino alla fine dell'escursione o dell'operazione di soccorso, salvo quelli necessari ad una eventuale ricerca.

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PORTATA UTILE A.R.T.VA.

Definizione di portata utile

Portata utile dei nuovi A.R.T.VA. digitali

Per convenzione è stata stabilita in 10 m (portata utile minore indicata fra i costruttori)

gruppo di soccorritori un solo soccorritore

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FASI RICERCA A.R.T.VA., PRIMA FASE

Fasi della ricerca A.R.T.VA

1. Fase primaria: ricerca del primo segnale

• Metodo: linee parallele (con più soccorritori) 

con movimento a greca (con un soccorritore)

2. Fase secondaria: localizzazione

• Metodo: ricerca per linee di campo

3. Fase finale: ricerca di precisione

• Metodo: sistema a croce o a linee ortogonali

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DIFFICOLTA’ A PERCEPIRE LA MASSIMA INTENSITA’ DI SUONO?• state cercando di orientare l’A.R.T.VA. in modo da ottenere il massimo del segnale (con A.R.T.VA. analogico)? Non ci riuscite perché le differenze di suono sono troppo poco evidenti? Allora orientate, ruotandolo nel piano orizzontale, con calma, l’A.R.T.VA. in modo da non sentire più il segnale (ricezione zero) e poi muovetevi in direzione perpendicolare a come è posto l’apparecchio.

• La ricezione zero, per l’orecchio umano, è più evidente ed intuibile rispetto alla sua contrapposta ricerca del massimo segnale acustico. Trovata la nuova direzione, si può quindi riallineare l’A.R.T.VA. (ruotandolo nel piano di 90°) e ripartire lungo la nuova direzione della linea di flusso.

• E’ importantissimo e molto facile…  VALE SOLO OVVIAMENTE PER GLI A.R.T.VA. ANALOGICI.

FASI RICERCA A.R.T.VA., SECONDA FASE

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FASI RICERCA A.R.T.VA., TERZA FASE

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ERRORI COMUNI1. NON GUARDARE IL TERRENO. ALCUNI QUADRANTI POSSONO ESSERE SCARTATI IN PARTENZA 

(PERCHE’ FUORI CAMPO VALANGA, AD ESEMPIO)

2. RITORNARE A SCANDAGLIARE IL CAMPO DI PARTENZA. RICORDIAMOCI CHE, PROVENENDO DAL “CAMPO DI PARTENZA”, SE CI FOSSE UN ALTRO TRAVOLTO LO AVREMMO TROVATO PER PRIMO. QUINDI BISOGNA CONCENTRARCI SUI TRE (O MENO) CAMPI RIMANENTI.

3. USANDO A.R.T.VA. DIGITALI, NON SPAZIENTIAMOCI. QUANDO I POVERI PROCESSORI CI DICONO CHE DEVONO RAGIONARE….  ACCONSENTIAMO. ALTRIMENTI SI ENTRA IN UN LOOP NEGATIVO IN CUI DOPO POCO CI VIENE DA SCARAVENTARLI GIU’ DAL PENDIO….

4. SEMPRE PER I DIGITALI….  QUANDO LA FRECCIA (PER QUELLI CHE CE L’HANNO) DI COLPO SI RIBALTA E CI INDICA LA DIREZIONE OPPOSTA, L’A.R.T.VA. NON E’ IMPAZZITO. SEMPLICEMENTE STA SEGUENDO LA LINEA DI FLUSSO IN SENSO OPPOSTO E NON SE NE E’ RESO CONTO. QUASI SEMPRE DOPO POCO CAPISCE E RIPRENDE LA DIREZIONE ORIGINARIA. PUO’ CAPITARE DI AVERE SUPERATO IL BERSAGLIO, SOPRATTUTTO QUANDO SI E’ MOLTO VICINI (IO CONSIGLIO LA RICERCA FINE IN ANALOGICO…)

5. NEL CASO CHE “LA FRECCIA SI RIBALTI”…  CONTROLLARE ATTENTAMENTE L’INDICATORE DI DISTANZA. SE AUMENTA CI STIAMO ALLONTANANDO…. E’ LUI CHE FA FEDE.

RICERCA MULTIPLA – A.R.T.VA. DISTANTIMETODO DEI QUADRANTI

Abbiamo sentito più segnali nel nostro A.R.T.VA. analogico? Due? Allora possiamo:Ho agganciato due segnali, mi dirigo verso il più forte. Abbasserò il volume fino a che l’altro sparirà. Se questo avviene a volumi alti (da 9 a 6-7 per apparecchio FITRE ad esempio) significa che i travolti sono distanti fra loro e partirò con questa tecnica, altrimenti userò le microgreche. Dispongo un segnale, per riferimento, nel punto in cui l’altro bip è scomparso, trovo il travolto che ha il segnale più forte con le linee di induzione e ricerca fine a croce. Da qui pongo a terra una sonda o un bastoncino in posizione perpendicolare a quella con cui ho raggiunto il primo travolto, come riferimento. Alzo il volume fino a quando sento nuovamente il secondo segnale. Mi sposto a sinistra (per esempio), tenendo l’apparecchio nella medesima posizione con cui ho concluso la precedente ricerca. Se il secondo segnale aumenta di volume è la direzione giusta, altrimenti ritorno sul posto del ritrovamento e mi sposto a destra. In caso ancora negativo ripeto e mi sposto in avanti. E’ il metodo dei quadranti. In una di queste aree sicuramente il segnale aumenterà e potrò concludere la ricerca, nuovamente con il metodo per linee di flusso e quindi la fase finale a croce o direttamente con il metodo a croce. Questo schema può essere fatto anche con l’A.R.T.VA. digitale ovviamente, tenendo presente però di non farsi influenzare dal fatto che, soprattutto con quelli totalmente digitali (a meno non siano quelli di ultima generazione con la possibilità di oscurare i ritrovamenti) facilmente ci si indirizzerà di nuovo al primo ritrovamento, più vicino. Con A.R.T.VA. analogico-digitali conviene commutare su analogico, individuare il quadrante corretto e poi ricommutare su digitale, distanti dal primo ritrovamento.

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RICERCA MULTIPLA – A.R.T.VA. VICINIMETODO DELLA MICROGRECA

Metodo della MICROGRECAHo agganciato più segnali, mi dirigo per linee di induzione sul più forte ma abbassando non perdo gli altri, vuol dire che sono vicini. Marco il posto. Il volume sarà su 4 – 5 (rif. A.R.T.VA. FITRE). Scandaglio con microgreche l’area, sul volume 3 FITRE p.e., lasciando i soliti 4-6 metri fra un braccio e l’altro della greca. L’A.R.T.VA. sarà vicino alla neve, sempre nella ultima posizione in cui eravamo quando abbiamo marcato il punto. Sentiamo aumentare il segnale, metteremo un segno ove abbandoniamo la greca, troviamo il travolto con il metodo a croce e abbassando il volume. Segnamo il punto per far intervenire i sondatori e spalatori, torniamo nel punto dove abbiamo abbandonato la microgreca e torrniamo a cercare rialzando il volume allo stesso livello di prima. Ove, durante la “spazzata” per lungo, ci accorgiamo che perdiamo i segnali, vorrà dire che è il punto ove fare il braccio corto della greca e tornare indietro. Si procederà così fino al ritrovamento dell’ultimo e la perdita nella zona dei segnali.

ASPETTI POSITIVI1. NEL CASO DI TRAVOLGIMENTI MULTIPLI

VICINI SI “CONDENSA” L’AREA DI ESECUZIONE DELLA RICERCA, LIMITANDOLA AL SETTORE DELLA MICROGRECA.

ASPETTI NEGATIVI1. OCCORRE PRATICA E CONCENTRAZIONE,

SOPRATTUTTO QUANDO SI DEVE ABBANDONARE LA MICROGRECA PER FARE LA RICERCA DI TERZA FASE. INDISPENSABILE AVERE CON SE’ QUALCOSA PER “LASCIARE” INDICAZIONI, SEGNI DEI VARI STEP DELLA RICERCA. (BANDIERINE, BASTONCINI, GUANTI, CAPPELLO, ETC. INSOMMA).

2. BISOGNA FARE ATTENZIONE A NON LASCIARE SCOPERTE ALCUNE ZONE, SOPRATTUTTO QUELLA DI INGRESSO SE NON PARTIAMO DA UN LATO COME NELLA ILLUSTRAZIONE. PARTENDO IN CENTRO SI LASCIA SCOPERTA LA PRIMA FASCIA, A SX O DX A SECONDA DI DOVE CI DIRIGIAMO.

3. RICORDIAMOCI DI SCANDAGLIARE ANCHE IL RESTO DEL TERRITORIO, A FINE MICROGRECA.

ATTENZIONE !!!!SE SENTIAMO DUE SEGNALI DI UGUALE INTENSITA’ SU VOLUME4-5 NON PERDIAMO TEMPO ! MICROGRECA SUBITO, ALTRIMENTI RISCHIAMO DI PERDERE ZONE DEL CAMPO DA SCANDAGLIARE !

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TRAVOLGIMENTI PROFONDI  ‐ GENSWEIN ‐ 1UN SISTEMA EFFICACE ED AFFIDABILE PER LA PRECISA LOCALIZZAZIONE DITRAVOLTI DA VALANGHE SEPOLTI IN PROFONDITÀ (Manuel Genswein*)

INTRODUZIONE:Nella ricerca di vittime da valanga con gli A.R.T.VA. (apparecchi per la ricerca travolti in valanga), può accadere di incontrare dei massimi ingannevoli che non conducono il soccorritore direttamente alla vittima. La quantità di quei massimi ingannevoli dipende dall'orientamento dell'antenna del sepolto rispetto a quello del soccorritore.La distanza fra la posizione reale della vittima e del massimo ingannevole è approssimativamente uguale alla profondità di sepoltura, ma può essere anche maggiore.Questo effetto non influenza la strategia di ricerca per una profondità media di sepoltura, ma ha un effetto importante sulle sepolture profonde. Anche se il sondaggio può rappresentare un grande aiuto per localizzare la posizione esatta, richiede maggiore tempo quando la zona di sondaggio è maggiore o non chiaramente definita. In questo caso, un sistema di ricerca fine con l’A.R.T.VA. è più veloce e più attendibile.Definizione dei termini:  • un massimo (volume massimo) è definito come un punto che soddisfa la 

seguente condizione:  nell’allontanarsi da quel punto il segnale diminuirà indipendentemente dalla direzione presa;

• un massimo ingannevole è un massimo che non conduce al punto di seppellimento;

• un massimo reale è un massimo che conduce direttamente alla persona sepolta;*Autore:Manuel Genswein, General Willestrasse 375, CH‐8706 Meilen, SvizzeraTel: +41 (0)79 236 36 76  Fax: +41 (0)1 923 40 35  Email: [email protected]

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UN PO’ DI NUMERI

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UN PO’ DI NUMERI

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UN PO’ DI STATISTICHE

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CURVA DI SOPRAVVIVENZAPROBABILITA' DI SOPRAVVIVENZA IN 

RELAZIONE AL TEMPO DI SEPPELLIMENTO

• Entro i primi 15 minuti dai seppellimento le probabilità di trovare persone in vita sono del 93%

• Su 100 travolti comunque 7 persone non sopravvivono, a causa delle lesioni mortali subite.

• Tra i 15 e i 45 minuti dal seppellimento si osserva un forte calo delle probabilità di soprovvivenza che passano dal 93% al 25% circa. In tale periodo subentra la morte per asfissia acuta per tutti i sepolti che non dispongono di una cavità d'aria in cui respirare.

• Da 45 a 90 minuti, una piccola percentuale di persone (circa il 20%), può sopravvivere se dispone di una certa quantità d'aria ed ha una sufficiente libertà toracica per i movimenti respirotori.

• In seguito tra i 90 e i 130 minuti si muore per ipotermia.

Resta perciò fondamentale trovare e disseppellire la persona sepolta entro i primi 15 minuti.

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L’AUTOSOCCORSO

STRATEGIE OPERATIVE FONDAMENTALIL’incidente valanghivo giunge il più delle volte improvviso, inatteso, brusco.Regola di fondo sarà “se non dovrò io coordinare, saprò mettermi a disposizione”.Anche in questo caso il gruppo deve essere preventivamente consapevole di questa necessità di rendersi disponibili senza riserve,di accettare e svolgere compiti, di rispettare i ruoli assegnati, di relazionare in maniera rigida e pragmatica. Tale collettivo atteggiamento sarà finalizzato anche a facilitare l’identificazione (ed i compiti) di un leader che possa guidare le scelte e le operazioni; un responsabile dell’autosoccorso anche automaticamente individuato per particolari doti al momento dell’incidente, di autocontrollo, razionalità, rapidità delle decisioni e che potrebbe anche non coincidere con la persona ritenuta più esperta o carismatica all’inizio dell’escursione.Il suo compito sarà senz’altro favorito dall’adesione piena ‐ da parte dei soccorritori ‐ alla rigida disciplina della sequenza operativa.

E’ FONDAMENTALE CHE I COMPONENTI INIZINO ADORGANIZZARE I SOCCORSI DEI TRAVOLTI IN MODOAUTONOMO.UNA VOLTA CHE VIENE ALLERTATO IL SOCCORSO ALPINO E CHE QUESTORIESCE AD INTERVENIRE TRASCORRONO MINIMO DA 20 MINUTI AMEZZ’ORA E COME SI PUO’ VEDERE DALLA CURVA DI SOPRAVVIVENZA,QUESTO INTERVALLO DI TEMPO E’ FONDAMENTALE.

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L’AUTOSOCCORSOSE NON SIETE COINVOLTI DIRETTAMENTE DAL DISTACCO:• RIMANETE PER QUANTO POSSIBILE CALMI, OSSERVATE IL PERCORSO 

DELLA VALANGA, INDIVIDUATE I PUNTI DI SCOMPARSA DELLE PERSONE COINVOLTE SUL FRONTE NEVOSO.. 

LA PERSONA PIU’ ESPERTA (LEADER, CAPOVALANGA… COME VOLETE) SI PRENDERA’ CARICO DI DIRIGERE LE OPERAZIONI.1. FARA’ SPOSTARE TUTTI IN TERRENO SICURO, SI DEPOSITERANNO I 

MATERIALI (ZAINI ETC.) E SI SPEGNERANNO GLI A.R.T.VA..

2. DOVRA’ ALLERTARE (O FAR ALLERTARE) IL SOCCORSO ALPINO TRAMITE IL 118, DANDO ALL’OPERATORE IL VOSTRO NOME E NUMERO, LA DESCRIZIONE DEL SITO E L’ORA DELL’INCIDENTE, QUANTE PERSONE PRESUMIBILMENTE SONO RIMASTE COINVOLTE. A MENO CHE L’INCIDENTE NON SIA VERAMENTE BANALE, PER CUI I COINVOLTI SI POSSONO TRARRE D’IMPACCIO FACILMENTE, E’ MEGLIO RIMANDARE INDIETRO I SOCCORRITORI PIUTTOSTO CHE AVERLI FATTI INTERVENIRE IN RITARDO. LASCIATE POI LIBERO IL CELLULARE PER EVENTUALI RICHIAMATE DA PARTE DEI SOCCORRITORI ! ! ! !

3. SE NON C’E’ CAMPO PER IL CELLULARE (CHE DURANTE LA GITA SARA’ SPENTO PER NON INTERFERIRE CON L’A.R.T.VA.) E C’E’ ESUBERANZA DI PERSONE PER L’AUTOSOCCORSO SUL CAMPO, MANDARE A VALLE DUEPERSONE PER AVVISARE I SOCCORSI.

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L’AUTOSOCCORSO

IL COORDINATORE NOMINATO INOLTRE:1. VALUTERA’ MEDIANTE PROPRIE CONOSCENZE O INTERROGANDO 

GLI ALTRI PARTECIPANTI O SCAMPATI AL TRAVOLGIMENTO QUANTE PERSONE SONO RIMASTE COINVOLTE E SE SONO DOTATE DI A.R.T.VA..

2. INDIVIDUERA’ ALCUNE PERSONE (IN PRIMA IPOTESI UNA PERSONA OGNI 20 METRI DI FRONTE VALANGA) CHE VERRANNO MANDATE VELOCEMENTE SUL TERRENO ALLA RICERCA DI SEGNALI VISIVI O DI SUONI O LAMENTI PROVENIENTI DAL LUOGO DELL’INCIDENTE. QUESTA RICERCA “VISTA‐UDITO” E’ PRELIMINARE …. QUESTI “OSSERVATORI” POTRANNO ANCHE AVERE L’A.R.T.VA. IN RICEZIONE PER FORNIRE PRIME EVENTUALI INDICAZIONI A COLORO CHE SEGUIRANNO. LA RICERCA SI FA IN SILENZIO, PER PERCEPIRE QUALSIASI SEGNALE. IN CASO DI “RITROVAMENTO” IL LEADER DEVE ESSERE IMMEDIATAMENTE AVVISATO.

3. MANDERA’ SUBITO A SEGUIRE ALTRI SOCCORRITORI (SEMPRE 1 OGNI 20 METRI DI FRONTE CIRCA) CHE METTERANNO IL LORO A.R.T.VA. IN RICEZIONE ALLA RICERCA DEL PRIMO SEGNALE E QUINDI DEL TRAVOLTO/I CON LE PROCEDURE PRECEDENTEMENTE ILLUSTRATE.

4. METTERA’ UNA “SENTINELLA” CHE DA UN POSTO SICURO FARA’ UN MONITORAGGIO DEL FRONTE AVVISANDO IMMEDIATAMENTE DI EVENTUALI ULTERIORI POSSIBILITA’ DI DISTACCHI NEVOSI.

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L’AUTOSOCCORSOIL COORDINATORE NOMINATO INOLTRE:5. VALUTERA’ ATTENTAMENTE LA MORFOLOGIA DELLA VALANGA, PER 

INDIRIZZARE I RICERCATORI O EVENTUALI SONDATORI NELLE ZONE PIU’ OPPORTUNE.

6. MANDERA’ DIETRO I RICERCATORI PERSONE DOTATE DI SONDA E PALA, PER LA RICERCA DI FINO E IL DISSEPPELLIMENTO.

7. AVENDO RISORSE SUFFICIENTI, ORGANIZZERA’ IL SONDAGGIO A MAGLIA LARGA (FILA DI SONDATORI SPALLA A SPALLA, UN SONDAGGIO IN AVANZAMENTO OGNI 60 CM CIRCA).

APPENA ARRIVANO I SOCCORSI CI SI METTE A LORO DISPOSIZIONE, DESCRIVENDO L’ACCADUTO E EVENTUALMENTE TOGLIENDOSI DAL CAMPO, SU LORO RICHIESTA.

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L’AUTOSOCCORSOI RICERCATORI:1. NON DOVRANNO INTERFERIRE FRA LORO, MANTENENDO LA 

TRAIETTORIA DI RICERCA SUL FRONTE DELLA VALANGA. POTRANNO LAVORARE A PIEDI O CON GLI SCI A SECONDA DELLO STATO DEL TERRENO. METTERANNO DEI SEGNALI NEI PUNTI OVE E’ AVVENUTA LA SCOMPARSA DEI TRAVOLTI, O DOVE APPAIONO TRACCE (BASTONCINI, ETC).

2. UNA VOLTA INDIVIDUATO UN TRAVOLTO CHIAMERANNO SONDATORE E SPALATORE CHE SI DEDICHERANNO A QUEL TRAVOLTO, MENTRE IL RICERCATORE ANDRA’ ALLA RICERCA DEL SEGUENTE SENZA PERDERE TEMPO A SPEGNERE LO STRUMENTO DEL TRAVOLTO. QUESTO FINO AD AVERE RITROVATO TUTTI I TRAVOLTI MUNITI DI A.R.T.VA.. DOPODICHE’, SE CI SONO ALTRI TRAVOLTI, SI PASSERA’ AL SONDAGGIO.

I SONDATORI E SPALATORI:1. INDIVIDUERANNO LA POSIZIONE DEL TRAVOLTO, SCAVANDO NON SOPRA MA DI FIANCO (DA VALLE). APPENA RAGGIUNTA LA 

TESTA SI LIBERERANNO LE VIE RESPIRATORIE E NEL CASO NON RESPIRI SI PROCEDERA’ ALLA RESPIRAZIONE ARTIFICIALE E MASSAGGIO CARDIACO. UNA RESPIRAZIONE OGNI QUNDICI MASSAGGI, MEDIAMENTE. (O SECONDA LE ULTIME DISPOSIZIONI DETTATE DAL BASIC LIFE SUPPORT)..

2. MAI, MAIMASSAGGIARE L’INFORTUNATO PER “RISCALDARLO”. SE E’ IPOTERMICO, COSA MOLTO PROBABILE, RIMETTERESTE IN CIRCOLO IL SANGUE PERIFERICO, FREDDO, NELLE ZONE VITALI CON CONSEGUENZE CATASTROFICHE. UNA VOLTA INDIVIDUATO UN TRAVOLTO IL RICERCATORE CHIAMERA’ SONDATORE E SPALATORE CHE SI DEDICHERANNO A QUEL TRAVOLTO, MENTRE IL RICERCATORE ANDRA’ ALLA RICERCA DEL SEGUENTE SENZA PERDERE TEMPO A SPEGNERE LO STRUMENTO DEL TRAVOLTO. QUESTO FINO AD AVERE RITROVATO TUTTI I TRAVOLTI MUNITI DI A.R.T.VA.. DOPODICHE’, SE CI SONO ALTRI TRAVOLTI, SI PASSERA’ AL SONDAGGIO (VEDI SLIDE PRECEDENTE).

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L’AUTOSOCCORSONOTE PER LO SCAVO E IL DISSEPPELLIMENTO:La soluzione più adeguata consiste invece nello scavare lontano dalla sonda ma dirigendosi verso la sua punta, ed allargare poi lo scavo man mano che si espongono le parti corporee. Verrà così a crearsi una più vasta area all’interno del manto nevoso che fungerà da nicchia per la medicalizzazione, ed altresì da corridoio per evacuare il ferito. Le figure a fianco, indicano le modalità di realizzazione dello scavo e,dopo aver individuato il sepolto con la sonda e iniziato lo scavo, la possibilità di usare una seconda sonda per facilitare l’individuazione della giacitura del sepolto. Questa possibilità, valutata di volta in volta, può portare anche all’opportunità di effettuare un secondo scavo, che già possa estendere quella che sarà l’area di medicalizzazione.La figura a fianco illustra la cosiddetta “Tecnica del tunnel”. Se la densità della neve lo consente, realizzato un primo accesso ad una parte corporea, con la mano guantata si risale lungo la parte scavando con il palmo, cosi da creare una veloce canalizzazione d’aria. Appena possibile si orienterà questo tunnel verso la testa del sepolto, per il quale l’arrivo di ossigeno è impellente necessità.La figura illustra il sistema di scavo finalizzato a creare un’area più ampia dove movimentare e medicalizzare l’infortunato in maniera atraumatica. 

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L’AUTOSOCCORSO4 NUMERI SU CUI RIFLETTERE ‐ STRATEGIE:

Considerazioni sulla priorità di disseppellimento. (Maurizio Lutzenberger – G.A. e Istruttore Nazionale Tecnico Soccorso Alpino)Quando si è soli sulla valanga, sembra evidente che, in presenza di un seppellimento multiplo, sia imperativo occuparsi del primo sepolto individuato. In realtà, considerando che il disseppellimento di un travolto alla profondità di 1 metro richiede circa 15‐20 minuti di scavo, quando il primo individuato risulta molto profondo (oltre i 2m) vale certamente la pena spendere qualche minuto per andare a verificare se gli altri vicini non abbiano possibilità di sopravvivenza maggiori trovandosi forse a minore profondità. A tavolino, questa è una sfumatura strategica interessante, ma in realtà si sarà davvero in grado di ignorare le emozioni?

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SPESSO IL GRUPPO DI SOCCORSO E’ OBBLIGATORIAMENTE RISTRETTO….

DUE NOTE

NON LASCIATE MAI SOLO UN TRAVOLTO, ANCHE SE VIVIENE VOGLIA DI ANDARE A CHIAMARE I SOCCORSI..

SARA’ NECESSARIO INDIVIDUARE STRATEGIE DIVERSE, LE PERSONE DOVRANNO FARE MOLTEPLICI COMPITI.AD ESEMPIO:• CHI FA VISTA‐UDITO POTREBBE ESSERE ANCHE LO STESSO RICERCATORE A.R.T.VA..

• SPALATORE/SONDATORE DIVENTANO LA STESSA FIGURA.

• NON SI MANDERANNO A VALLE LE DUE PERSONE PER LA RICHIESTA DI AIUTO FINO AD ALMENO 20‐30 MINUTI DAL TRAVOLGIMENTO. QUESTI OPERERANNO SULLA VALANGA. GLI EFFETTI DELL’ASFISSIA SONO PIU’ IMPORTANTI….

• IL CAPOVALANGA (LEADER) DOVRA’ COLLABORARE DIRETTAMENTE SUL TERRENO.

• IL CAPOVALANGA POTREBBE ESSERE ANCHE LA “SENTINELLA”.

• E CHI PIU’ NE HA PIU’ NE METTA. AL LIMITE POTREBBE ESSERCI SOLO UNA PERSONA IN SUPERFICIE, CHE DEVE ADOPERARSI PER TUTTO.

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SI E’ STACCATA LA VALANGA, SIETE SPETTATORI, NON TRAVOLTI. COSA NON FARE!• SI CAPISCE CHE E’ DIFFICILE, MA LA COSA PEGGIORE E’ FARSI PRENDERE DAL PANICO.

• TENERE L’A.R.T.VA. ACCESO IN TRASMISSIONE. EQUIVALE A TOGLIERE LA POSSIBILITA’ DI SOPRAVVIVENZA AI TRAVOLTI PERCHE’ I RICERCATORI TROVERANNO CHI HA L’A.R.T.VA. IN TRASMISSIONE IN SUPERFICIE.

• TENERE A.R.T.VA. E TELEFONINO ACCESO VICINI, IN QUANTO IL CAMPO ELETTROMAGNETICO DEL TELEFONINO DISTURBA PESANTEMENTE L’A.R.T.VA..

• SPOSTARE DALLA POSIZIONE ESATTA EVENTUALI TRACCE LASCIATE DAI TRAVOLTI.

• AGGIUNGERE PARTI DI ATTREZZATURA O OGGETTI PERSONALI, A MENO DI QUELLI INDISPENSABILI PER INDIVIDUARE PARTICOLARI POSTI, DATO CHE QUESTO GENEREREBBE CONFUSIONE.

• SPORCARE IL TERRENO CON ESCREMENTI, URINA, CIBO, SALIVA, ETC. IN QUANTO I CANI DA VALANGA SAREBBERO DISTOLTI DA QUESTI SEGNALI OLFATTIVI INQUINANTI.

• MANDARE UNA SOLA PERSONA A CHIAMARE I SOCCORSI, PERCHE’ SE DOVESSE FARSI MALE NON CI SAREBBERO PIU’ POSSIBILITA’ DI RAGGIUNGERE CON LE DOVUTE NOTIZIE IL FONDO VALLE (OLTRE AD AVERE UN ULTERIORE DISPERSO).

• MASSAGGIARE IL TRAVOLTO, SOPRATTUTTO GAMBE E BRACCIA, PERCHE’ SI RIMANDA VERSO IL TORACE E IL CUORE SANGUE A BASSISSIMA TEMPERATURA, CON CONSEGUENZE CARDIACHE QUASI SEMPRE FATALI. IL TRAVOLTO IN ATTESA DEI SOCCORSI DEVE ESSERE PROTETTO DAL FREDDO E MANTENUTO POSSIBILMENTE TRANQUILLO.

DUE NOTE

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SI E’ STACCATA LA VALANGA, SIETE TRAVOLTI.COSA FARE?• SI CAPISCE CHE E’ DIFFICILE, MA LA COSA PEGGIORE E’ FARSI PRENDERE DAL PANICO.

• SE RIUSCITE A RIMANERE IN PIEDI SUGLI SCI, CERCATE DI TOGLIERVI DALLA TRAIETTORIA DELLA VALANGA.

• NON CI RIUSCITE: TOGLIETEVI GLI SCI, I BASTONCINI LI AVRETE GIA’ ABBANDONATI VISTO CHE NON DEVONO ESSERE IMPUGNATI NEL LACCIOLO.

• PROVATE A GALLEGGIARE SULLA NEVE, SUI LASTRONI, COME SE NUOTASTE (NON E’ COSI’ FACILE, MA A VOLTE E’ POSSIBILE)

• SE SIETE COINVOLTI IN PIENO, CERCATE DI ASSUMERE UNA POSIZIONE RACCOLTA, LO ZAINO VI PROTEGGERA’ LA SCHIENA, METTETEVI LE MANI DAVANTI AL VOLTO PER CREARE UNA MINIMA RISERVA D’ARIA E PROTEGGERVI.

• UNA VOLTA FERMI, CERCATE DI VALUTARE IN CHE POSIZIONE SIETE FINITI. POTETE FARVI SCIVOLARE SUL VOLTO DELLA SALIVA, LA DIREZIONE CHE PRENDERA’ VI DARA’ CON BUONA APPROSSIMAZIONE LA DIREZIONE DELLA VERTICALE.

• SE SENTITE RUMORI O MOVIMENTI, URLATE, POTREBBERO SENTIRVI.

• AVETE LA FORTUNA DI RIUSCIRE A RIEMERGERE? VALUTATE SENSATAMENTE SE SIETE IN GRADO DI AIUTARE NELLE RICERCHE, PARLATE CON IL CAPOVALANGA. NEL CASO NON CI SIA BISOGNO DI VOI TROVATEVI UN POSTO SICURO E SPEGNETE L’A.R.T.VA., ALTRIMENTI SPEGNETELO COMUNQUE O METTETELO IN RICEZIONE SE SIETE UN RICERCATORE..

DUE NOTE

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APPENA POSSIBILE ……

• SI DOVRA’ ALLERTARE (O FAR ALLERTARE) IL SOCCORSO 

ALPINO TRAMITE IL 118 (RE.GA. 1414 IN SVIZZERA) , 

DANDO ALL’OPERATORE IL VOSTRO NOME E NUMERO, 

LA DESCRIZIONE DEL SITO E L’ORA DELL’INCIDENTE, 

QUANTE PERSONE PRESUMIBILMENTE SONO RIMASTE 

COINVOLTE. A MENO CHE L’INCIDENTE NON SIA 

VERAMENTE BANALE, PER CUI I COINVOLTI SI POSSONO 

TRARRE D’IMPACCIO FACILMENTE, E’ MEGLIO 

RIMANDARE INDIETRO I SOCCORRITORI PIUTTOSTO 

CHE AVERLI FATTI INTERVENIRE IN RITARDO.

IL SOCCORSO ORGANIZZATO

• LASCIATE POI LIBERO IL CELLULARE PER EVENTUALI 

RICHIAMATE DA PARTE DEI SOCCORRITORI ! ! ! !

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YES & NO• DUE BRACCIA ALZATE: SI’ ALLA 

RICHIESTA DI AIUTO

• UN BRACCIO SU ED UNO GIU’: NO, NON ABBIAMO BISOGNO DI AIUTO.

COSA FARE QUANDO ARRIVA L’ELICOTTERO

AREA DI ATTERRAGGIO• VALUTARE BENE LA POSIZIONE DEGLI OSTACOLI, PORSI CON IL 

VENTO ALLE SPALLE, A MONTE DELL’AREA DI ATTERRAGGIO.

• NON CAMBIATE POSIZIONE, AL PIU’ METTETEVI IN GINOCCHIO. IL PILOTA HA SOLTANTO VOI COME RIFERIMENTO.

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FASCIA DI APPROCCIO• ATTENZIONE ! CI SI AVVICINA UNICAMENTE DA SINISTRA O 

DESTRA, ZONA FUSOLIERA. NON DA DAVANTI, MAI NEI PRESSI DEL ROTORE DI CODA. POSSIBILMENTE ASPETTARE CHE IL ROTORE SIA FERMO (IMPOSSIBILE SE ELICOTTERO IN OVERING).

• IL PILOTA NON PUO’ VEDERVI BENE SE NON NELLE FASCE INDICATE. DAVANTI IL ROTORE PUO’ ABBASSARSI SE L’ELICOTTERO DOVESSE RIPRENDERE IL VOLO. CONSEGUENZE…. LASCIO A VOI.

COSA FARE QUANDO ARRIVA L’ELICOTTERO

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RIFERITE QUANTO PIU’ DETTAGLIATAMENTE AL CAPOVALANGA (DELLA SQUADRA DI SOCCORSO):

• INCIDENTE, • NUMERO PRESUNTO TRAVOLTI, • POSSIBILE POSIZIONE,• ORARI,• PRESENZA DI PERSONE SENZA A.R.T.VA.• METTETEVI A DISPOSIZIONE, IN OGNI SENSO, ANCHE SE 

POTREBBE DIRVI DI METTERVI IN DISPARTE.

ENTRA IN AZIONE IL SOCCORSO ORGANIZZATO

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IL SOCCORSO ORGANIZZATO COMINCERA’  A LAVORARE COME DA PROTOCOLLO:• VISTA‐UDITO• RICERCA A.R.VA• VALORE AGGIUNTO DELLE UNITA’ CINOFILE• SQUADRE ORGANIZZATE DI SONDATORI• L’ELICOTTERO SONDERA’ IL CAMPO CON UN A.R.T.VA. A BORDO, CALANDO UN’ANTENNA

ENTRA IN AZIONE IL SOCCORSO ORGANIZZATO

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• E’ INDISPENSABILE ESSERE PRONTI

• CONOSCERE SE STESSI ED I MEZZI A DISPOSIZIONE

• FARE TUTTO QUELLO CHE POSSIAMO PER EVITARE 

UN INCIDENTE E LE SUE CONSEGUENZE

MA NON DOBBIAMO PERO’ FARCI 

IMPRESSIONARE IN MODO ESAGERATO, AL PUNTO 

DA PENSARE CHE IL NOSTRO SPORT POSSA ESSERE 

UN’ATTIVITA’ ECCESSIVAMENTE PERICOLOSA. IL 

NUMERO DI INCIDENTI, RISPETTO AL NUMERO DI 

GITE CHE VENGONO SVOLTE, E’ PER FORTUNA 

MOLTO LIMITATO. QUINDI…..

BUONE GITE !