Assorbimento provvedimento cautelare

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Capitolo Duecentoventisettesimo LA TUTELA DI MERITO E LASSORBIMENTO DEL PROVVEDIMENTO CAUTELARE 1563. Linstaurazione necessaria del giudizio di merito. 1563.1. Lonere di instaurazione del giudizio di merito. 1563.2. Il giudice competente per il merito. Rinvio. 1563.3. Applicazione del rito cui sottoposta la controversia decisa in sede cautelare. 1563.4. Le parti. 1563.5. La procura ai fini del giudizio di merito. 1563.6. Il luogo di notificazione dellatto di citazione. 1563.7. Art. 51 c.p.c. e identit tra giudice della cautela e giudice del merito. 1563.8. Illegittima unificazione del procedimento cautelare e della causa di merito. Rinvio. 1564. La instaurazione facoltativa del giudizio di merito. 1565. Loggetto del giudizio di merito. 1565.1. Nuove eccezioni e difese. 1565.2. Il rapporto con la cautela emessa ante causam. 1565.3. I vizi del procedimento cautelare. 1565.4. Nuove domande proposte nel giudizio di merito. 1565.5. Il materiale istruttorio acquisito in sede cautelare. 1565.6. Inidoneit della cautela a produrre effetti sulla decisione di merito. 1565.7. La liquidazione delle spese del procedimento cautelare. 1566. Lassorbimento della misura cautelare nella decisione di merito sul diritto cautelato. 1566.1. Sentenze di condanna. 1566.2. Sentenze di mero accertamento e di modificazione giuridica sostanziale. 1566.3. Sentenza di condanna in futuro. 1566.4. Assorbimento implicito. 1566.5. Sentenza di merito e improcedibilit del giudizio di reclamo.

1566.6. La asserita ultraefficacia del sequestro giudiziario. 1566.7. La conversione del sequestro conservativo in pignoramento. Rinvio. 1563. Linstaurazione necessaria del giudizio di merito. Si sono gi esaminati nel capitolo 219o, al quale rinviamo, gli aspetti e le questioni relative alla fissazione quando necessaria , da parte del giudice della cautela, nel provvedimento di accoglimento, del termine per iniziare la causa di merito, nonch alla natura di questo termine, espressamente definito perentorio dal primo comma dellart. 669-octies c.p.c. Entro sessanta giorni (termine cos modificato dalla legge n. 80 del 2005) dalla pronuncia dellordinanza cautelare se avvenuta in udienza ovvero dalla sua comunicazione a mezzo di biglietto di cancelleria, il giudizio di merito strumentale a una cautela non ultrattiva deve essere iniziato, pena la perdita di efficacia della cautela, ai sensi del primo comma dellart. 669-novies c.p.c. (v. il capitolo 221o). Ci limitiamo qui a ribadire che lobbligo di iniziare il giudizio di merito non discende dal provvedimento di fissazione contenuto nellordinanza di accoglimento della domanda cautelare, ma direttamente dalla legge 1. Questo significa che, per le cautele non ultrattive (cio, per le misure cautelari diverse dai provvedimenti durgenza ex art. 700 c.p.c., dagli altri provvedimenti idonei ad assicurare gli effetti della decisione di merito, nonch dai provvedimenti nunciatori: v. ancora il capitolo 219o), questobbligo deve ritenersi sussistente anche quando il giudice, per qualsiasi ragione (compresa la ritenuta, ma a torto, ultrattivit della cautela), non abbia fissato il termine in questione, che, in questo caso, comunque quello, ex lege, di sessanta giorni. Allo stesso modo, se il giudice della cautela abbia erroneamente fissato, per linizio del giudizio di merito, un termine superiore, oggi, a sessanta giorni, questo provvedimento non autorizza, n legittima linstaurazione del giudizio oltre il termine espressamente dichiarato perentorio dallart. 669-octies c.p.c., in quanto tale non prorogabile e derogabile nemmeno dal giudice. Nel presente capitolo saranno esaminate alcune delle questioni che sorgono, o possono sorgere, a partire dalla pendenza della causa di merito, in relazione alla cautela concessa ante causam, fino al momento dellassorbimento (o dellinefficacia ex lege) del provvedimento cautelare (compreso quello concesso in corso di causa) da parte della decisione di merito. Sulla sottoposizione del termine per iniziare la causa di merito alla sospensione durante il periodo feriale (su cui v. anche Trib. Napoli 4 luglio 2001, in Dir. ind. 2002, 129, con nota di Bellomunno) v. il capitolo 219o. In generale, sulla sospensione dei termini processuali nel periodo feriale v. il Volume primo, Tomo primo, capitolo 38o. 1563.1. Lonere di instaurazione del giudizio di merito. La legge non indica n la parte su cui grava lonere di instaurazione della causa di merito, n tanto meno loggetto del giudizio di merito da iniziare. Ferma la possibilit, anche da parte del soggetto passivo della misura urgente, di instaurare autonomo giudizio di ordinaria cognizione per laccertamento negativo del diritto sottoposto a cautela, questa iniziativa, ove assunta, non comunque sufficiente ad evitare la perdita di efficacia del provvedimento, in quanto il giudizio di merito, al quale la legge fa riferimento, quello che deve concludersi con la sentenza i cui effetti sono stati assicurati in via di cautela atipica.1

Ci comporta che il soggetto che si visto accogliere, in tutto o in parte, la domanda cautelare con un provvedimento non ultrattivo non pu restare inerte e ha lonere di attivarsi per la tempestiva instaurazione del giudizio di merito ovvero per la proposizione, nello stesso giudizio che nelle more sia stato eventualmente gi instaurato dallaltra parte, di domanda riconvenzionale, previa costituzione in cancelleria che deve avvenire, in ogni caso, entro il termine perentorio sopra indicato. In altri termini, il giudizio di merito pu essere certo instaurato anche dal soccombente in cautela, sia prima della pronuncia della cautela stessa sia ancora entro il termine di efficacia; ma non ci sembra avendo riguardo ai principi generali sullinteresse ad agire che lazione del convenuto in cautela possa mai valere a mantenere efficace il provvedimento cautelare reso a favore dellaltra parte. Alla parte vittoriosa in cautela incombe, pertanto, lonere, di provvedere ad instaurare la causa di merito, prima della scadenza del termine in questione, al fine di formulare la o le relative domande. Lo potr fare sia dando impulso ad un giudizio autonomo da riunire con quello eventualmente gi proposto dallaltra parte , sia proponendo, sempre nel rispetto del termine perentorio, una domanda riconvenzionale in quel giudizio. 1563.2. Il giudice competente per il merito. Rinvio. Sul vincolo della competenza cautelare su quella di merito e, pi in generale, sulle conseguenze, ai fini dellindividuazione del giudice davanti al quale iniziare il giudizio di merito, dellavvenuto svolgimento del procedimento cautelare davanti ad un determinato ufficio giudiziario v. il capitolo 212o. 1563.3. Applicazione del rito cui sottoposta la controversia decisa in sede cautelare. La causa di merito deve essere iniziata con losservanza delle norme del rito cui la controversia decisa in sede cautelare ante causam dalla legge sottoposta. Analogamente a quanto accade per lopposizione a decreto ingiuntivo (v. il capitolo 193o), lerrore nella individuazione del rito pu comportare conseguenze assai gravi per la cautela, quando, a causa della mancata adozione della forma dellatto introduttivo prescritta dal rito applicabile, potrebbe non essere rispettato il termine perentorio per linizio della causa di merito. Se, ad esempio, il provvedimento cautelare ha avuto ad oggetto una controversia in materia locatizia, il giudizio di merito deve essere introdotto nelle forme del ricorso ex art. 447-bis c.p.c., e la notifica di un eventuale atto di citazione, pur se tempestiva, non varr ad evitare la sanzione dellinefficacia della cautela se il deposito in cancelleria dello stesso (in occasione delliscrizione a ruolo) non sar avvenuto entro il detto termine. In caso di errata introduzione con atto di citazione, il termine perentorio rispettato, secondo Trib. Belluno 16 settembre 2003 2, solo se la causa iscritta a ruolo nel predetto termine. Vale naturalmente linverso in caso di errata scelta della forma del ricorso, in luogo di quella dellatto di citazione. In questo caso, la perdita di efficacia della cautela si verificher se la notificazione del ricorso (e del decreto di fissazione delludienza) avviene oltre il termine per linizio della causa di merito.

Anche se lerrore sul rito non incide, di per s, sulla validit della domanda giudiziale, nel senso che introdurre un processo con forme diverse da quelle sue proprie non comporta, di per s, la conclusione del processo, n il rigetto della domanda per motivi di mera procedura, ma solo la possibilit che, a seguito di eccezione di parte od anche di rilievo officioso, lo stesso processo prosegua, previo mutamento di rito, secondo diverse regole processuali e si concluda con sentenza di merito, esso pu incidere sul rispetto di termini e di forme e determinare, in questo caso, secondo la giurisprudenza, conseguenze assai gravi: si pensi, ad esempio, allintroduzione del processo di lavoro in grado di appello con citazione, anzich con ricorso, depositata dopo la scadenza del termine di impugnazione o allopposizione a decreto ingiuntivo per crediti di lavoro, pure introdotta con citazione (tardivamente depositata in cancelleria) anzich con ricorso, dalla quale la giurisprudenza fa conseguire linammissibilit del processo se latto di citazione non sia depositato in cancelleria entro lo stesso termine per il deposito del ricorso 3.2

In Gius. 2004, 2601.

Linammissibilit o limproponibilit dellopposizione avverso il decreto ingiuntivo non osta, secondo Cass. 15 marzo 2001, n. 3769, a che lopposizione medesima produca gli effetti di un ordinario atto di citazione, nel concorso dei requisiti previsti dagli artt. 163 e 163-bis c.p.c., con riguardo alle domande che essa contenga, autonome e distinte rispetto alla richiesta di annullamento e revoca del decreto. Nello stesso senso Cass. sez. un. 19 aprile 1982, n. 2387, in Giust. civ. 1982, I, 2363. Cass. 1 febbraio 2001, n. 1396, ha ritenuto applicabil