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Breviario spirituale - · PDF fileraccoglimento e di rinnovamento. Senza far torto a nessuno, sembra che, dopo la Sacra Scrittura, questo sia il libro più bello di spiritualità

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Text of Breviario spirituale - · PDF fileraccoglimento e di rinnovamento. Senza far torto a nessuno,...

  • 1

    P. MARIANO CORDOVANI O. P.

    BREVIARIO SPIRITUALE

    SECONDO

    L’ “IMITAZIONE DI CRISTO”

    La seconda edizione del libro non trova il P. Cordovani in vita. Una morte repentina ma non da lui imprevista, lo fulminava il 5 aprile 1950. Aveva 67 anni. Filosofo e teologo ebbe soprattutto un animo di apostolo. Mosso da intima profonda passione di apostolato, nella filosofia e nella teologia cercò le questioni più vitali e attuali; svolse una grande attività specie tra gli universitari e gli intellettuali. Sempre sentì e cercò di far sentire la scienza come sapienza di vita e la vita come coerenza alla verità. L’Imitazione di Cristo era diventato specie negli ultimi anni il suo libro preferito. Le diverse edizioni possedute sono piene di sottolineature, di annotazioni, di referenze e riscontri. Ne gustava e cercava di farne gustare la verità e la bellezza, la profonda sapienza cristiana. Con questo intento pubblicò il presente Breviario. Tutte le modificazioni e tutte le aggiunte che si trovano in questa edizione, sono sue. Quanti conobbero e amarono il P. Cordovani, troveranno in queste pagine i sentimenti che accompagnarono fino all’ultimo il suo nobile animo. La morte lo sorprese con l’Imitazione sul tavolo.

    p. R. B.

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    PREFAZIONE

    Questo libro dovrebbe intitolarsi così: Ore di raccoglimento in Dio con l’autore dell’Imitazione di Cristo, perché veramente è questo anonimo e grande mistico che parla e dirige, mentre io non ci metto che un certo ordinamento interno alle sue riflessioni, con qualche commento piuttosto libero. Ma quel titolo diventava troppo lungo, non diceva con chiarezza lo spirito e la perenne novità di questa esercitazione spirituale, e perciò mi sono preso l’innocente libertà di cambiarlo in quello del frontespizio, che ha il merito dell’agilità e della chiarezza. Non dovrebbe essere interessante passare qualche giorno in solitudine con l’autore della imitazione?

    1. Ogni persona intelligente e di buona volontà comprende quanto sia vero ciò che sempre e concordemente si è detto, che questo è un libro buono per tutti gli uomini, per tutte le condizioni, per tutte le ore della vita. (O. Tescari).

    2. Credo di non aver fatto opera vana raccogliendo vari capitoli dell’Imitazione sotto un titolo comune, e disponendoli in serie come soggetti di riflessione e di meditazione per giorni di raccoglimento e di rinnovamento. Senza far torto a nessuno, sembra che, dopo la Sacra Scrittura, questo sia il libro più bello di spiritualità.

    3. Questo libro sta a dimostrare che nella scienza e nell’arte c’è una verità e una bellezza che non tramontano mai per nessuno; e quando hanno trovato una espressione perfetta, quella resta nei secoli contro tutti gli evoluzionismi e i soggettivismi. Di più, questo è un libro che rinnova la gente davvero; e chi non vuole rinnovarsi, lo butta via, come fa lo scemo che non comprende l’oro che ha nelle mani.

    4. Le mie note non sono un commento ai capitoli riportati, ma osservazioni e applicazioni alla vita nostra individuale e sociale, richiami di dottrine e di fatti nel senso di fare avvertire al lettore come attuali e vive siano quelle parole.

    5. Ho usato la traduzione di Mons. Masini di Firenze (che è proprietà letteraria della Casa Editrice Salani, la quale ce ne ha cortesemente permessa la riproduzione solo per il presente lavoro). Ci sono in Italia altre belle traduzioni come quella del Guasti, del prof. Tescari, di padre Lugano, ecc. ma abbiamo preferito questa del Masini per le ragioni, che lasciamo al lettore di interpretare.

    6. Bisogna essere grati e voler bene a questo scrittore anonimo, che parla di cose spirituali con una interiorità di penetrazione, con una freschezza lirica che fa proprio contrasto ai molti, che ci presentano la sapienza divina come un formulario che sa di pelle vecchia e strappata.

    7. Ho sottolineato nel testo dell’autore alcuni versetti, che mi sono sembrati più memorabili, più ricchi di pratica saggezza e di sapienza sovrana. Ma nel libro dell’Imitazione tutto deve essere sottolineato, cioè tutto trascritto e inciso nell’animo intelligente ed amante. Soltanto così avviene quel rinnovamento che s. Paolo descrive agli Efesini (IV, 23) ed ai Corinti (IV, 16).

    Dedico questo mio libro ai giovani che lavorano nei quadri dell’Azione Cattolica secondo lo spirito e la parola programmatica dei Sommi Pontefici Pio XI, Pio XIL. Ai giovani sacerdoti dovunque siano chiamati ad esercitare il loro sacerdozio, col rinnovamento di quanti li avvicinano. Impareranno da questo libro che la loro vera e unica gloria è di essere, degni sacerdoti. Lo dedico a quanti hanno bisogno di rinnovarsi nell’animo, con una di quelle grazie che sono di resurrezione, a tutti i pellegrini dell’Anno Santo, che verranno a Roma per ricevere il perdono di tutte le pene dovute ai peccati!

    p. M. C.

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    INTRODUZIONE

    L’AMORE ALLA SOLITUDINE E AL SILENZIO

    1. Cerca il tempo adatto per attendere a te stesso, e ripensa sovente ai benefizi ricevuti da Dio. Lascia stare le curiosità, e leggi attentamente tali materie che ti procurino piuttosto compunzione che occupazione. Se eviterai i discorsi superflui e l’ozioso girellare, come pure l’ascoltar le novità e le chiacchiere, troverai tempo bastante e adatto per intrattenerti in devote meditazioni. I più grandi Santi fuggivano per quanto potevano le umane compagnie, e preferivano, invece, di servire a Dio in solitudine. 2. Disse un tale: Ogni volta che fui in mezzo agli uomini, ne ritornai meno uomo (Seneca, Epist. 7). Di questo facciamo molto spesso esperienza dopo aver conversato a lungo, poiché è più facile tacere del tutto che rimanere nei limiti parlando. È più facile star ritirati in casa, che fuori sapersi riguardare quanto basta. Perciò chi intende di raggiungere la vita interiore e spirituale, bisogna che con Gesù si allontani dalla folla. Nessuno può mostrarsi con sicurezza se non colui che volentieri si nasconde. Nessuno può con sicurezza parlare se non colui che volentieri tace. Nessuno può sicuramente sovrastare se non colui che sa volentieri sottostare Nessuno può comandare con sicurezza se non colui che imparo a bene obbedire Nessuno può con sicurezza rallegrarsi se non colui che ha in se il testimonio d’una buona coscienza 3. Se non che la sicurezza dei Santi fu ognora piena del timore di Dio. E quantunque brillassero per grandezza di virtù e di grazia, non per questo furon meno timorosi ed umili m se medesimi Invece la sicurezza dei cattivi nasce da superbia e da presunzione, e alla fine si converte in loro proprio inganno. Guarda di non riprometterti mai sicurezza in questa vita, per quanto tu sembri un buon cenobita o un pio eremita. 4. Spesso i migliori nell’estimazione degli uomini furon proprio quelli che corsero maggior pericolo, appunto per la loro soverchia confidenza in se medesimi. Onde per molti è più utile non andare affatto esenti da tentazioni ma esserne sovente assaliti, affinché non si credano troppo sicuri e non avvenga loro di montare in superbia, e inoltre perché non si abbandonino senza più freno alle consolazioni esteriori. Se uno giammai cercasse le fugaci allegrezze, se non s’immischiasse mai delle cose del mondo, ah, come pura serberebbe la sua coscienza! Se recidesse via da sé ogni vana preoccupazione, e solamente nutrisse pensieri salutari e divini, e collocasse in Dio tutta la sua speranza, ah, che grande pace e quiete egli godrebbe! 5. Nessuno è degno di celeste consolazione fuor di colui che si è prima diligentemente esercitato nella santa compunzione. Se questa compunzione vuoi sentirla fino al cuore, entra nella tua stanza e chiudi la porta ai rumori del mondo, siccome sta scritto: “Compungetevi sui vostri giacigli” (Salmo 4). In cella troverai quello che fuori troppo spesso perderesti. La cella frequentata si fa dolce, e mal custodita ingenera noia. Se al principio della tua conversione l’avrai bene abitata e bene custodita, dopo ti sarà un’amica diletta e il più gradito conforto.

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    6. Nel silenzio e nella quiete fa progressi l’anima devota e v’impara i reconditi sensi delle Scritture. Quivi essa trova quei fiumi di lacrime con cui ogni notte lavarsi e rendersi monda per così entrare nell’intimità del suo Creatore, e tanto maggiormente quanto più si tiene lontana dallo strepito del mondo. Chi pertanto si sottrae ai conoscenti ed agli amici, a lui s’avvicinerà Iddio con gli Angeli santi. Meglio è star ritirati e aver cura di sé che far miracoli trascurando se stessi. È cosa lodevole per un religioso andar fuori di rado, evitare di esser visto e non avere neppur voglia di vedere la gente. 7. Che t’importa di vedere ciò che non ti è permesso di avere? Passa il mondo, e la sua concupiscenza con lui (S. Giov. II, 19). I desideri dei sensi ci tirano ad andare a zonzo; ma quando quell’ora sarà trascorsa, che cosa ne riporterai se non aggravio di coscienza e dissipazione di cuore? Sovente un’allegra uscita genera un triste ritorno, e un’allegra veglia notturna produce un mattino triste. Così ogni gioia della carne s’insinua dolcemente, ma alla fine rimorde ed ammazza. 8. Che puoi tu vedere altrove, che tu non veda anche qui? Ecco il cielo e la terra e tutti gli elementi; ora, son questi che compongono tutte quante le cose. Che puoi tu vedere in alcun luogo, che possa durare lungamente sotto il sole? Forse t’immagini di poterti saziare, ma non vi potrai riuscire. Se pure ti vedessi dinanzi tutte quante le cose, che al