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Dobbiamo Disobbedire (Bibliotec - Parise, Goffredo

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Text of Dobbiamo Disobbedire (Bibliotec - Parise, Goffredo

  • IndiceFrontespizioColophonDOBBIAMO DISOBBEDIRE

    I lettori che scrivonoIl rimedio la povertLa democrazia rumorosaLa carriera politicaScuola e TvLe facce dei politiciVivere la vita dellItalia dei piLItalia dei lottiRagione intima e ragione pubblica

    Postfazione di Silvio Perrella

  • Goffredo Parise

    Dobbiamodisobbedire

    A cura di Silvio Perrella

    Adelphi eBook

  • Questopera protettadalla legge sul diritto dautore

    vietata ogni duplicazione,anche parziale, non autorizzata

    In copertina: Domenico Gnoli, Computers(da un reportage per Cape Canaveral, Industrys

    Trial by Fire, in Fortune, giugno 1962)Collezione privata, Roma

    DOMENICO GNOLI by SIAE 2013

    Prima edizione digitale 2013

    2013 ADELPHI EDIZIONI S.P.A. MILANOwww.adelphi.it

    ISBN 978-88-459-7369-7

  • DOBBIAMO DISOBBEDIRE

  • I LETTORI CHE SCRIVONO

    Molti mi chiedono: che cosa scrivono i lettori? Che tipo di lettere? E che cosa chiedono a unoscrittore? E perch uno scrittore decide di corrispondere con i lettori?

    Imprudente suggerimento il suo mi scrive la signora Franca Leosini di Napoli di proporre ailettori argomenti anche personali... litaliano, come lei ben sa, per temperamento individualista,portato a ricondurre ogni argomento di carattere generale a problema personale. Mi diverte quindiimmaginare lItalia delle donne abbandonate, dei mariti traditi, rivolgersi a lei per consiglio e aiuto,a rischio di trasformare la sua intelligente rubrica in una equivalente a quelle gi note sottolocchiello di Donna Letizia o di Contessa Clara. La mia solo la provocazione di una suaestimatrice....

    Gianluigi Corsini, insegnante di lettere di Firenze, anche lui mi rimprovera, un po: ... lei non mai stato uno scrittore facile, nemmeno quando fa di proposito il facile, come nel Sillabario N. 1, che un esercizio di stile. E nemmeno ora in queste rubriche, che leggo sempre ma che non so quantosiano utili alla letteratura....

    Giangiorgio Galante di Schio (Vicenza) dice in una lunghissima lettera: Uno scrittore, nelmomento in cui la sua parola si diffonde, grazie ai mezzi di comunicazione di massa, e penetra nelcervello di migliaia di individui, diventa automaticamente, lo voglia o no, un maestro con tutte leresponsabilit che ne derivano. Ma allora gli incombe il dovere di essere un buon maestro perchaltrimenti si macchia di una gravissima colpa: quella di aver contribuito a dissestare le struttureetiche della societ senza aver saputo crearne di nuove e migliori....

    A proposito di un mio articolo (punto di vista) sullaborto, Stefano Bessio di Gorizia scrive: ...che ne direbbe, signor Parise, se la sua mamma avesse abortito senza farla nascere?.... Direi poco,signor Bessio, credo nulla.

    Puntualmente mi scrive il signor Lo Iacono di Vercelli, un mio personale Hellzapopping, che vuolerisposte che non so dare perch le sue lettere sono come questultima: Dottore, come volevasidimostrare, Lei non risponde: un reazionario. Si fa scrivere da anonimi: clericale. Le due cose lapromuovono democristiano di sinistra. scoperto. Se un giorno vincer il comunismo non lavorranno perch sar ritenuto borghese, un cattivo borghese ricco. Che cosa le posso rispondere,signor Lo Iacono, se lei ha gi dimostrato tutto con la sua brillantissima equazione di logica? Non loso proprio.

    Sono alcuni campioni di lettere, scelti tra le molte, troppo spesso lunghe, che affrontanoproblemi cos generali da coprire lintero arco dellessere e del divenire, lalfa e lomega delmondo. Risponder alle domande dirette, della signora Leosini, del signor Corsini e di molti altri:che mi riguardano o che riguardano il mio a volte definito utopico rapporto con i lettori chescrivono.

    Mi sono proposto questa rubrica innanzitutto per curiosit umana: la stessa che ho viaggiando,incontrando molta gente di molti paesi e parlando, nei luoghi pi disparati, in pace e in guerra. ASaigon stavo spesso sulla terrazza dellhotel Continental, ogni sera quando non ero fuori, per mesi, echiacchieravo con tutti: avevo un solo concorrente che su quella terrazza passava molto pi tempo dime, un enorme bicchiere di scotch sul tavolo: Graham Greene. In treno, come tutti, tendo a guardarmiintorno e a fare due chiacchiere. In generale, nella vita, vivendola giorno per giorno, tendo percuriosit umana a guardarmi intorno, a conoscere, a sentir parlare, a far parlare. Non soltanto di

  • problemi generali ma, se posso, proprio di problemi personali, se non addirittura di pettegolezzi.Quasi sempre, signora Leosini, un bel problema personale, anche quello di un marito tradito o di unavedova inconsolabile infinitamente pi interessante di un problema cos detto generale di cuiparlano tutti per un po e poi non se ne parla mai pi. Il particolare, che poi non tanto diverso dalparticulare di Machiavelli, cio come era la moglie del marito tradito, se bionda o bruna, di qualeet e colore degli occhi e carattere, fondamentale. Il particolare personale, anzi, una serie diparticolari personali messi insieme, sono la vita di una persona, di una piccola societ, di una grandesociet, di un mondo. Io non ho scelto di fare questa rubrica per parlare soltanto di problemi generalima per stabilire una conoscenza diretta, o quasi, con i lettori, appunto come si fa in treno o in paesiche non si conoscono. Il professor Corsini mi dice che non sono uno scrittore facile e che la miafacilit un esercizio di stile: io non credo di scrivere in modo molto complicato e in ogni casolesercizio di stile invece lo stile, cio il carattere di una persona. Anche i lettori che mi scrivonohanno un carattere comunicativo ed espressivo, cio uno stile. Le lettere che mi arrivano, io le leggosempre attraverso lo stile ancora prima del contenuto, perch lo stile previene, annuncia il contenuto.Da questa prima lettura puramente grafica viene fuori molto di chi scrive, poi il mio mestierescrivere, e faccio presto a tirar fuori lo stile (cio la scelta delle parole, la composizione della frase,i tempi espositivi) della persona. Certe volte faccio un po il grafologo dilettante e mi diverto aimmaginare una persona dalla sua calligrafia. Perch tutti questi sono dati, campioni di realtmolto importanti per uno scrittore. Un giovane operaio mi ha scritto una lettera a stampatello, senzaun errore di ortografia e di sintassi. Prima di leggerla mi sono chiesto il perch dello stampatello. Lalettera me lha confermato: quel giovane operaio era analfabeta e piano piano ha imparato a scrivereda solo, ma soltanto in stampatello. Non era anche questo un esercizio di stile?

    Il signor Galante di Schio, come molti, dice che uno scrittore, dal momento che la sua parola sidiffonde, diventa un maestro, e che il maestro ha delle responsabilit civili, pubbliche. Me nerendo conto perfettamente, ma rispondo al signor Galante che esse non sono minori, per uno scrittore,anche quando scrive un romanzo o un racconto, non soltanto quando tiene una rubrica di lettere. Ionon mi sento molto maestro, anche se fortissima la tentazione pedagogica ed stata proprio questache mi ha fatto scrivere questa rubrica. Un po maestro anche loperaio che scrive a stampatello lasua lettera, o quelli che scrivono lettere vere, libere, intelligenti e sofferte. Ci sono anche gli stupidi,certo, i moralisti, gli svitati, i maniaci e i prolissi. Ma la vita fatta di persone libere, intelligenti evere, ma anche di moralisti, di maniaci e di noiosi. Quelle lettere annoieranno, irriteranno, siscarteranno: esattamente come nella vita si scartano le persone. I peggiori sono gli antipatici, quelliche vogliono fare, loro, i maestri.

    Tutti questi uomini e donne che sono i lettori che scrivono, anzich diminuire (persovraffollamento) la curiosit, la aumentano. Tra poco mi occorrer una segretaria per star dietroalle lettere. E il signor Corsini trover che tempo sprecato per la letteratura, da buon professoreche vede la cultura, lintelligenza, larte, come una pallida signora molto aristocratica ed elegante,noiosissima vieux jeu, che non se la fa con tutti ma con gli eletti. Non sono di questo parere.

    Questa rubrica non vuole rimanere un classico della letteratura italiana, signor Corsini e gentilesignora di Napoli, questa rubrica una serie di chiacchiere che hanno laria di non essere importanti,d i verba volant. Da questi scambi di informazione, anche personali, ripeto, nascono spesso ideegenerali. E quelle sono e non sono verba volant. A chi mi accusa di voler fare il maestro, dir chequalche volta mi piace fare il maestro proprio nel senso dato dal signor Galante: perch desidero esento di avere responsabilit civili e pubbliche che nascono dalla mia parola. Altre volte sonofelicissimo di raccontare a chi me le chiede molte cose che ho appreso vivendo, senza voler fare il

  • maestro, ma pensando che quelle cose che mi sono tanto piaciute vivendo, possano piacere e dunqueessere utili alla vita di tutti quanti i miei simili che non le hanno vissute.

  • IL RIMEDIO LA POVERT

    Questa volta non risponder ad personam, parler a tutti, in particolare per a quei lettori che mihanno aspramente rimproverato due mie frasi: I poveri hanno sempre ragione, scritta alcuni mesifa, e questaltra: Il rimedio (di tutto) la povert. Tornare indietro? S, tornare indietro, scritta nelmio ultimo articolo.

    Per la prima hanno scritto che sono un comunista, per la seconda alcuni lettori di sinistra miaccusano di fare il gioco dei ricchi e se la prendono con me per il mio odio per i consumi. Diconoche anche le classi meno abbienti hanno il diritto di consumare.

    Lettori, chiamiamoli cos, di destra, usano la seguente logica: senza consumi non c produzione,senza produzione disoccupazione e disastro economico. Da una parte e dallaltra, per ragionidemagogiche o pseudo-economiche, tutti sono daccordo nel dire che il consumo benessere, e iorispondo loro

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