Escatologia - .sovratemporale; 3. Escatologia anticipata; 4. Escatologia realizzata; S. Escatologia

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  • La voce ESCATOLOGIA curata da Amilcare tratta da: Nuovo dizionario di Teologia,. a cura di Giuseppe Barbaglio e Severino Dianich, Edizioni Paoline, 1977

    EscatologiaSOMMARIO - I . Introduzione. H . La domanda sul futuro: 1. L'escatologia nell'attuale cultura; 2. L'uomo alla ricerca di un senso; 3. La religione e il problema del futuro. III. Le religioni non cristiane e l'escatologia. IV. L'escatologia biblica: 1. L'escatologia nell'AT; 2. L'escatologia nel NT; 3. Conclusione. V. Formazione dell'escatologia cristiana. VI. L'escatologia nella tradizione ortodossa. VII. Escatologia e riforma protestante. VIII. Storia attuale e schaton futuro: 1. Escatologia conseguente; 2. Escatologia sovratemporale; 3. Escatologia anticipata; 4. Escatologia realizzata; S. Escatologia realizzantesi; 6. L'schaton come prolessi; 7. L'schaton come speranza; 8. Conclusione. IX. Il rinnovamento dei trattati.

    I - INTRODUZIONE - Il termine escatologia fu coniato dal teologo luterano Abraham Calov (m. 1686); composto da due parole greche: schata = le ultime cose o realt, e Logos = discorso o studio. L'escatologia quindi lo studio delle ultime realt, che chiuderanno l'intera vita del genere umano. Comunemente viene anche intesa nella mentalit cristiana come studio sull'aldil. Nella teologia dogmatica l'escatologia costituisce l'ultimo trattato, che si occupa del compimento finale della storia della salvezza; questo trattato viene anche indicato con il termine latino "i novissimi". Il primo trattato teologico sui novissimi, del quale sia rimasto un ricordo nella storia della chiesa, venne scritto in Spagna dal vescovo s. Giuliano di Toledo, che lo intitol Prognosticon futuri saeculi ; questo trattato fu terminato con tutta probabilit entro l'anno 688.Nei manuali scolastici l'escatologia viene divisa in due parti fondamentali: l'escatologia individuale che studia le ultime realt riguardanti la fine di ogni singola persona (morte, giudizio particolare, paradiso, inferno e purgatorio) e l'escatologia comunitaria o cosmica che studia la fine tutto il genere umano, comprendente la parusia o il ritorno Cristo, la risurrezione della carne, il giudizio universale e la fine-rinnovamento del mondo. L'escatologia individuale detta anche escatologia intermedia, in quanto si occupa del tempo (anche propriamente non si dovrebbe parlare di tempo) che intercorre tra la morte di una singola persona e la venuta finale di Cristo. Corrispondentemente lescatologia comunitaria viene anche indicata con il termine di escatologia finale.

    Da quando la costituzione Benedictus Deus di Benedetto XII (1336) mise fine ad alcune controversie e si form il corpo fondamentale del trattato escatologico le verit contenute nell'escatologia divennero del tutto tranquille, e immancabilmente divennero anche del tutto secondarie Nella teologia tradizionale lescatologia ha infatti un posto irrilevante, quasi un'appendice messa in fondo alla sistemazione teologica. Gi Troeltsch diceva, riguardo alla teologia del XIX sec., che l'ufficio escatologico per lo pi chiuso 1

    Certo la storia teologica conosce varie dispute su alcuni elementi che fanno parte del trattato escatologico, come per esempio la controversia sulla natura del fuoco dell'inferno, ma il trattato sua globalit rimane indiscusso, e, soprattutto, proprio perch guarda l'aldil, non interessa la vita quotidiana del cristiano. Per rendersi conto di questo scarso interesse basti osservare che il grande DThC del 1913 dedica alla nostra voce una sola colonna, e neppure completa, dove si dice fra l'altro che il termine escatologia non ha ancora generalmente ricevuto diritto di cittadinanza nella teologia francese 2. Non diversamente stanno le cose per la teologia tedesca: il LTK del 1931 dedica alla voce escatologia

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  • quarantanove righe. Molto diversamente vanno le cose in questi ultimissimi anni: gli studi sull'escatologia si moltiplicano ogni giorno, numerosissime sono le monografie su punti e aspetti particolari, numerose riviste di teologia e di altre scienze dedicano all'escatologia articoli e interi numeri speciali. Da pi parti si parla di una teologia escatologica, intendendo dire che l'escatologia potrebbe essere oggi la dimensione onnicomprensiva della teologia, come nel passato ci fu una teologia cristologica o ecclesiologica. H. U. v. Balthasar, in continuit con il passo citato sopra, afferma che ora l'ufficio escatologico fa delle ore straordinarie.

    In questo studio mi propongo come prima cosa di mostrare perch avvenuto questo cambiamento e come si passati, da unindifferenza nei confronti dellescatologia, a farne il centro di tutta la ricerca teologica. Secondariamente mostrer come questo cambiamento, qualora voglia essere una reale conversione teologica, richieda una coraggiosa revisione del dato escatologico tradizionale. Unitamente a questi due punti, e come metodo per svilupparli, cercher di mettermi in dialogo con le forme di pensiero che parallelamente alla teologia cristiana sentono l'importanza del problema escatologico: le religioni non cristiane, i movimenti politici, lo sviluppo tecnico e culturale. Comincer proprio da quest'ultimo punto: l'escatologia costituisce un nodo fondamentale per la cultura occidentale attuale, e la teologia cattolica non fa che recepire con molto ritardo un'esigenza profonda della coscienza umana post-illuministica.

    II - LA DOMANDA SUL FUTURO - Il futuro non pi una realt sicura, sul cui neutro fluire si possa contare in un modo incondizionato, come si pu contare sul perenne sgorgare di una sorgente d'acqua. Essendo ogni giorno sempre pi possibile modificare e costruire il futuro, esso diventato un problema e una domanda. Questa domanda al centro della cultura, dell'auto-comprensione dell'uomo e costituisce oggi la domanda ultima o religiosa.

    1. L'ESCATOLOGIA NELL'ATTUALE CULTURA - Lo sviluppo sempre crescente della scienza e della tecnica ha dato all'uomo la possibilit di prevedere il futuro e di poterlo almeno in parte programmare. nata la futurologia: una scienza che ha lo scopo di pronosticare le linee generali e fondamentali del futuro, sottraendolo all'incognito e all'indovino religioso. Questa scienza ha elaborato dei metodi propri e si dichiara in grado di definire i tratti essenziali dei prossimi trent'anni. Per questo processo il futuro diventato molto meno sicuro: prima era totalmente nelle mani di Dio o del fato, prima l'uomo lo poteva attendere sempre con sorpresa, e, anche se rimaneva deluso, poteva sperare sempre di nuovo, perch il futuro gli era totalmente sconosciuto. Ora non pi cos: le prospettive sul futuro sono cariche di interrogativi pesanti e ci si sente minacciati dalla possibilit di un intervento umano sul futuro, intervento che d'altra parte diviene indispensabile. Le prospettive della futurologia si possono raccogliere in tre grandi gruppi: il primo abbraccia la questione della sopravvivenza fisica dell'umanit sia per il problema atomico sia per il problema energetico; il secondo abbraccia questioni di perfezionamento di questo ambiente artificiale; il terzo infine abbraccia questioni di tecnica biologica e umana, cio come si pu cambiare l'uomo stesso affinch riesca a sopravvivere in un ambiente trasformato

    A monte di questo aspetto scientifico-tecnico esiste tutta una tradizione filosofica che si preoccupata di affrontare il tema del futuro. Si tratta del problema della teleologia o di trovare un tlos (fine) oggettivo e unitario della storia. Per quanto questo tema sia molto vecchio voglio qui ricordare in sintesi alcune soluzioni idealistiche e post-idealistiche.

    Kant dopo aver limitato la validit a priori della ragione teoretica ad oggetti empiricamente percettibili (che cosa posso io sapere?) e dopo aver collocato la ragion pratica nella reciproca condizionatezza di legge morale e libert (che cosa devo io fare?) pone la sua terza domanda: che cosa mi consentito sperare? Egli si chiede se il genere umano si trovi nel continuo progredire verso un mondo migliore, e se 1' uomo abbia

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  • veramente delle buone ragioni per osare di formulare nei confronti del futuro una buona prospettiva. La sua risposta positiva. Questa risposta trova il suo fondamento non tanto in considerazioni empiriche, ma nella fiducia che Kant pone nella natura razionale dell'uomo, che non pu contraddire se stessa. Il continuo progresso verso un mondo migliore non dipende da ci che noi facciamo, ma piuttosto da ci che la natura umana opera in noi e con noi per costringerci su una strada, alla quale non ci adatteremmo facilmente da noi stessi. A questa visione Kant unisce anche il tema della speranza cristiana sul fine di tutte le cose: queste due speranze (speranza politica nel futuro e speranza cristiana) si trovano unite nell'autocoscienza della ragione, la quale non pu rinunciare alla speranza nella propria realizzazione. L'aspettativa finale di Kant pu andare oltre questa storia, cio nell'infinito, dato che questa ragione argomenta in modo trascendentale.

    Proprio qui si rivela l'aporia idealistica di Kant: da dove riceve la ragione le norme per poter constatare un progresso verso il meglio? Essa pu solo basarsi su un essere datole aprioristicamente. Ma per quali motivi questo essere non viene storicizzato? La speranza in un futuro non deve allora fondarsi sullo stesso divenire storico? Con queste domande Hegel ha cercato di superare criticamente il pensiero di Kant. Fin dalla sua giovinezza Hegel era stato affascinato dalla dinamica dei processi storici e aveva cercato di coordinarli in un tutto; da qui ha elaborato la sua posizione finendo