Franco Frabboni Franca Pinto-Minerva Introduzione alla pedagogia generale

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  • Franco Frabboni Franca Pinto-Minerva Introduzione alla pedagogia generale
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  • Nella Introduzione alla pedagogia generale di Franco Frabboni e Franca Pinto-Minerva viene tracciato un quadro essenziale del sapere sulla formazione, sapere caratterizzato dalla dialettica fra prassi e teoria e attraversato da due istanze: una istanza critico-riflessiva una istanza critico-emancipativa (che ha come obiettivo la formazione multidimensionale della persona nel contesto sociale)
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  • Il testo utilizza approcci epistemologici non univoci e totalizzanti ma che piuttosto tengono conto della parzialit e della storicit del sapere e sono capaci di ri- problematizzare le classiche dimensioni del sapere pedagogiche, spesso concepite in contrapposizione: natura/cultura; corpo/mente; soggettivit/intersoggettivit.
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  • La prima parte del testo attiene all identit della pedagogia che gli autori definiscono utilizzando il problematicismo pedagogico, in cui si riconoscono gli Autori
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  • La parte seconda tratta della pedagogia fra le scienze, mostrando come determinate tematiche cruciali per il discorso pedagogico abbisognino del contributo di approcci scientifici diversi. Tali tematiche sono relative Alla complessit, che rimanda alla pluralit, alla differenza, allesercizio del giudizio critico Al rapporto fra natura e tecnica, che si andato approfondendo negli ultimi decenni con lapporto della biologia, della cibernetica, della neurobiologia Al nesso tra soggetto, cultura e societ, che la pedagogia deve guardare dal punto di vista del soggetto ecologicamente interpretato in rapporto alla cultura e alla societ
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  • Parte prima Lidentit della pedagogia
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  • Ci che oggi il sapere pedagogico frutto di una lunga storia e vi una stretta connessione fra lattuale riflessione sullapparato teorico della pedagogia e la pi complessiva storia di tale riflessione
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  • La pedagogia fra ricerca di autonomia ed esigenza di interdisciplinarit: la pedagogia appare contraddistinta da una naturale tendenza a lasciarsi contaminare da altri saperi ma, allo stesso tempo, impegnata a elaborare propri autonomi punti di vista.
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  • Messa in discussione della dipendenza della pedagogia dalla filosofia adozione di un punto di vista scientifico avviene con ladesione al pragmatismo di Dewey, che valorizza la dimensione logico- investigativa del pensiero, sollecitando cos nelleducazione un atteggiamento scientifico. In Italia, negli anni 60 e 70, il pragmatismo si allarga a modelli ispirati al neopositivismo. Laporta uno dei teorici pi fini e rigorosi.
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  • Raffaele Laporta, Avviamento alla pedagogia, 2001 La pedagogia , per leducando, apprendimento; sul versante delleducatore comunicazione. Lapprendimento si fonda sulla motivazione a sopravvivere (biologicamente) e consiste behavioristicamente nel senso di tentativi ed errori nel ricordare e ripetere in ogni occasione le scelte giuste. La libert stata qualificata come spontaneit, come impulso interiore, motivazioni proprie. Se la libert esiste, dicono i filosofi, implica una motivazione spontanea alla crescita. Ed in effetti quando diciamo di essere liberi avvertiamo che i nostri pensieri si sviluppano spontaneamente Raffaele Laporta 1917-2000
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  • Lapprendimento qualcosa di naturale e fa parte della vita di tutti i giorni, neppure ci accorgiamo di imparareLa libert come motivazione (spontaneit) e scelte (che si fanno via via nella vita) rappresenta una verit biopsichica indipendentemente dagli orientamenti filosofico-religiosi. Non si pu educare qualcuno senza tener conto della sua libert nellapprendimento. Se lo si forza, il soggetto imparer a memoria, ma quella nozione rimarr fuori dal sistema delle sue conoscenze convinte sulle quali si fonda il suo modo di vivere: servir al massimo a liberarsi di noi o a tenerci buoni, se obbligato a subirci. Lapprendimento ha una componente emotiva essenziale, implicita alla natura della motivazione, la quale sentita dallorganismo, sino al livello limbico, che larea pi profonda del cervello. Lemotivit opera non solo a livello di gratificazione e frustrazione e come sentirsi dellorganismo nellambiente, ma anche ad un livello che riguarda soltanto la nostra specie e che ha a che fare con la personalit, con ci che chiamiamo io, che un complesso non del tutto coerente, ma sufficiente per operare e pensare secondo propri criteri.
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  • Quanto pi procediamo nella vita tanto pi la personalit si rafforza e funziona come controllo emotivo per ogni nuova situazione. Ogni nuovo reale apprendimento coinvolge la nostra personalit tutta, non soltanto gli aspetti cognitivi. Dewey ha espresso una volta questo dicendo che lapprendimento effettivo quanto la conoscenza diventa carattere, ossia quando diventa una convinzione e orienta le nostre azioni (30).
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  • La svolta epistemologia in filosofia* si deve ad autori come Popper, Kuhn, Feyerabend. Per Popper per ogni problema esiste uninfinit di soluzioni possibili. Il discorso scientifico azzarda nuove idee da sottoporre poi a falsificazione. Per Popper una teoria scientifica nella misura in cui pu essere smentita. * Per epistemologia si intende lo studio della validit dei principi, delle ipotesi, delle leggi e dei risultati delle varie scienze
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  • Feyerabend stigmatizza Popper un pedante e nel suo testo Contro il metodo (1975) demolisce senza piet le teorie di Popper, mostrando come la falsificazione non sia mai stata realmente applicata dagli scienziati, e proponendo un anarchismo epistemologico che critica l'approccio classico degli epistemologi, tendente a ricostruire a posteriori un metodo che in realt non esiste. La conoscenza non consiste in una serie di teorie in s coerenti che convergono verso una concezione ideale, come in un approccio graduale, ma consta di un insieme sempre pi vasto di alternative reciprocamente incompatibili (e forse anche incommensurabili): ogni singola teoria ogni favola, ogni mito costringono le altre teorie a una maggiore articolazione e tutte contribuiscono, attraverso questo processo di competizione, allo sviluppo della nostra coscienza. Popper evidenzier limportanza dellintuizione, della motivazione, dellimmaginazione, della narrazione sul procedere della scienza. col salto immaginativo (Gearld Holton, Maru Hesse) che spesso possibili intravedere sentieri inediti Feyerabend approfondisce le sue idee nelle opere successive, chiarendo che un metodo, se esiste, ben pi complesso di quanto illustrato da Popper, e che la validit del metodo comunque legata alla storia relativismo culturale.
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  • A livello filosofico, la rilettura di Nietzsche e Heidegger serve a smascherare lidea di una verit assoluta. In Francia, autori come Foucalt, Derrida, Deleuze, Baudrillard, Lyotard e Lvy propongono una rivalutazione del desiderio quale dimensione costitutiva del soggetto.
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  • Nel dibattito filosofico degli anni Settanta si indaga come dar spazio a una nuova ragione a partire dalla crisi del soggetto. Nel 1979 viene pubblicato un testo in tal senso emblematico: La crisi della ragione, dove la ragione in crisi quella classica. Verso una razionalit pi problematica e plurale (Cambi, La sfida della differenza. Itinerari italiani di pedagogia critico-radicale, Clueb 1987)
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  • In controtendenza a questa problematizzazione della ragione e del soggetto, la pedagogia, per, negli anni Settanta si va facendo propugnatrice di una razionalit rigorosa proprio nel momento in cui nel dibattito epistemologico prendeva consistenza una posizione dubbiosa e critica questo apparente paradosso si pu spiegare col ritardo con cui la pedagogia, tradizionalmente legata alla filosofia, era approdata alla scienza per fondare le proprie strutture di sapere autonomo
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  • la logica formale delle scienze forti viene giudicata insoddisfacente o parziale per il discorso pedagogico. Un contributo al cambiamento venuto da quelle correnti che, da diversi punti di vista, ha contribuito a riportare lattenzione sulla soggettivit e sul carattere parziale della conoscenza del mondo (psicoanalisi post-freudiana, neomarxismo, personalismo laico e religioso, fenomenologia, ermeneutica)
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  • la centralit della persona viene pienamente riconosciuta, anche se ora su un piano ontologico e metafisico, ora su un piano puramente intersoggettivo e relazionale, ora sul piano storico-concreto della realt fenomenica. In tutti i casi, c il pieno riconoscimento delle ragioni inalienabili dellesperienza soggettiva del mondo quale nucleo irrinunciabile per qualsiasi progettazione filosofica (p. 17).
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  • La categoria dellutopia La categoria dellutopia in pedagogia si declina a sua volta nelle categorie dellistanza critica e della tensione trasformativa, in quanto la pedagogia impegnata a produrre unanalisi critica del presente, facendone emergere le contraddizioni, da un lato, e impegnata, dallaltro lato, la prefigura percorsi di trasformazione dellesistente, proiettandoli idealmente in luoghi e mondi nuovi (p. 18)
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  • Lutopia allinterno della pedagogia ha permesso sempre di dialettizzare la contingenza verso il futuro e il possibile. Gi sistematizzata da Platone nella Repubblica, durante la stagione dellUmanesimo europeo lutopia assume i connotati d