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Pietro Varaldo IL COLORE DELL’ANIMA Una via universale alla spiritualità

Il Colore dell'Anima

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Edizione 5-2015La luce e il suono sono lo spazio in cui la scienza incontra la spiritualità, la chiave di comprensione della dimensione dell’anima.Da questa consapevolezza prende forma il presente libro, un inedito strumento interpretativo per chiunque si prefigga una via universale, razionale-intuitiva, alla comprensione della spiritualità. Spiritualità come riscoperta dell’autenticità dell’uomo, della propria dimensione divina, e soluzione ai sempre più pressanti mali del nostro tempo.

Text of Il Colore dell'Anima

  • Pietro Varaldo

    IL COLORE DELLANIMA

    Una via universale alla spiritualit

  • Ai colori ori della luce

    e ai cercat

    2

  • Pietro Varaldo

    Una via universale alla spiritualit

    Il colore dellanima

    3

  • Ebook Il colore dellanima

    www.sc bd.com

    disponibile su: ri

    w gww.energethics.or

    Copyright Pietro Varaldo 2012

    ST

    Prima edizione: maggio 2012

    econda edizione: dicembre 2012 erza edizione, ebook: gennaio 2014Quarta edizione: dicembre 2014

    Q 5

    4

    uinta edizione, ebook: maggio 201

  • A Luisa

    5

  • INDICE

    Prefazione 7 11 19 27 33 63 65 67 79 87 121 125 129 141 177

    PRIMA PARTE

    Energetica I colori Larmonia nellunit I colori dellanima Lenergy disc La memoria dellacqua Consapevolezza La via di mezzo Tra Terra e Cielo Forma e contenuto Acqua e fuoco La chiusura del cerchio

    SECONDA PARTE

    Il colore Lenergy disc Bibliografia 181

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  • Prefazione Questo libro tratta di un particolare linguaggio dellanima. un libro il cui intento di tracciare una sintesi analogica tra i principi della spiritualit e la scienza del colore, ossia di porre in evidenza le correlazioni tra i fondamenti spirituali e i principali fenomeni fisici e percettivi relativi al mondo cromatico, cos da scoprire come il colore, quale linguaggio universale, sia forse il migliore mediatore tra il mondo soprasensibile e il mondo materiale. Mondi in apparenza diversi e lontani ma, in realt, luno il riflesso dellaltro, come evidenzia anche la celebre frase di Ermete Trismegisto contenuta nella Tavola di Smeraldo: come in alto, cos in basso e come in basso, cos in alto. La spiritualit pu essere definita come la conoscenza della realt soprasensibile, ovvero la conoscenza di quei principi e di quelle forze sottili che originano, ma permettono anche di trascendere, la realt materiale: un ponte tra lanima e il corpo. Principi e forze che, allo stesso tempo, non appartengono a un altro mondo ma si compenetrano e costituiscono ununit con la realt fisica, unit il cui riconoscimento conduce allessenziale consapevolezza della profonda natura umana. Il libro si propone quindi di fornire una risposta unitaria, una concezione razionale-intuitiva attraverso la realt riflessa, visibile e oggettiva del colore e, a un tempo, attraverso il suo significato simbolico, allo scopo di chiarire e far comprendere lessenza dei meccanismi spirituali ma anche i pi comuni modi dessere, gli atteggiamenti e i comportamenti delluomo. Questo testo vuole essere dunque una chiave, uno strumento utile per una crescita interiore; un filo di Arianna che ci aiuti a superare, andare oltre i limiti conven-zionali della nostra mente, di noi stessi. Per un risveglio della ragione, premessa di un risveglio pi profondo e vero: quello spirituale.

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  • Il libro, dotato di numerose immagini, nuovi e antichi simboli che ne sintetizzano i concetti, presenta tra gli altri i seguenti contenuti: Linedito e profondo significato inerente al simbolismo del cerchio e del quadrato, in relazione con il suono, il colore, alcune opere della geometria sacra e, in particolare, con la famosa opera di Leonardo: Luomo vitruviano. Opera da cui emergono unilluminante rappresentazione dei livelli dimensionali delluomo in chiave musicale e un singolare numero quantico: 1,17, numero a completamento dellottava spirituale umana. Una sorprendente esperienza attraverso lEnergy disc: uno strumento ancora poco conosciuto, qui proposto in una semplice versione utile a constatare lesistenza di una componente basilare della spiritualit, lenergia vitale. Gli elementi fondamentali sulla scienza del colore, trattati specificamente nella seconda parte del libro, quale fondamento teorico e base di approfondimento sulla corrispondenza analogica tra spiritualit e colore.

    SantAntioco, dicembre 2010

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  • PRIMA PARTE

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  • La luce la spiritualit del colore e il colore lelemento corporale della luce.

    Mohammad Karim-Khan Kermani

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  • Energetica Energia e spiritualit

    Il caso lo pseudonimo scelto da Dio quando non vuole firmarsi di persona.

    Anatole France Tutto energia. Questa oramai classica, semplice ma profonda espressione racchiude una delle pi importanti conquiste della scienza: laver compreso lequivalenza tra energia e materia. Questa equivalenza ha per implicito in s un limite: quello di riferirsi solo allenergia materiale. C in realt un altro tipo di energia che permea lintero universo ed allorigine di tutto ci che conosciamo. Si tratta dellenergia spirituale o vitale. questa forza sottile, preesistente, a rendere realmente possibile la vita in tutte le infinite espressioni del Creato. un tipo di forza che sfugge normalmente a qualunque tipo di indagine fisica, proprio perch non di natura fisica. Se ne pu invece avere esperienza diretta attraverso una certa attenzione e un certo modo di coltivarla. questo, infatti, uno degli scopi delle discipline spirituali o delle pratiche interiori sullenergia. Il termine energetica, normalmente riferito alla scienza delle energie fisiche, in queste pagine posto in relazione con laltro volto dellenergia, quella sottile. (Energia, dalletimo greco: energeia, capacit di agire, vigore vitale). Dato che in fondo tutto interconnesso, il fisico e il sottile, anche il termine che esprime questa realt universale non pu che essere idealmente lo stesso. Inoltre, il medesimo termine, si pu immaginare come formato da due parole: energia ed etica; il che ben si appropria, considerando che la profonda conoscenza dellenergia spirituale non pu prescindere dalla conoscenza di certi principi esprimibili come etici. Per etica, qui non sintende la classica morale rappresentata da norme o convenzioni sociali diversamente stabilite a seconda dei popoli e dei tempi, ma una concezione universale basata sullunit, la bellezza e larmonia del tutto. Concezione riconoscibile come fondamento da sempre di tutte le pi importanti dottrine spirituali, nonch come espressione profonda dellenergia universale, eterna fonte di vita; accordandoci alla quale possiamo sviluppare larmonia e il benessere.

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  • Lessenza sta nella completezza, perch non c vera forza se non c completezza. Quindi per etica, in questo contesto, sintende il principio di totalit e armonia e, in tal senso, con il termine energetica si esprime, dunque, il significato essenziale di energia armonica.

    Tutto in relazione. Bisogna solo scoprire come. Ad esempio, i contadini sanno bene che esiste un collegamento tra i cicli lunare e solare e i lavori in campagna: poich se non si rispettano certe regole del cielo, la terra non d i frutti sperati. Un mucchio di argilla, sabbia e sassi, nellessere mescolati insieme, per quanti infiniti tentativi si possano fare, non potranno mai disporsi casualmente a formare dei muri e tanto meno una casa. Serve innanzitutto lidea della casa, poi la forza per realizzarla e, solo a questo punto, la materia. La meravigliosa, grandiosa e perfetta complessit delluniverso e della natura intorno a noi, a maggior ragione, non pu non essere che la testimonianza inequivocabile di unidea e di una volont creatrice superiore. Vedere in tutto questo, al contrario, lopera della casualit non pu non essere dovuto, invece, che ai limiti della nostra mente. Coscienza, Energia e Materia sono i tre grandi principi universali. Ogni cosa li esprime in diversa misura e luomo ne rappresenta la pi evoluta e complessa espressione. Il corpo umano il risultato di un modello ideale che risiede in ogni singola anima; anima che, come unimmagine olografica1, parte e riflesso dellAnima Universale. In ognuno di noi risiede uno schema, una luce, una speciale luce intelligente, a immagine dellinfinito: un microcosmo riflesso del macrocosmo.

    Luniverso a un tempo coscienza, energia e materia.

    Uno e Trino. 1. Secondo la teoria della Realt Olografica tutto si ritrova nella parte, come la parte nel tutto. Un tipico esempio, in questo senso, ci dato dalla cellula, nella quale sono contenute tutte le informazioni genetiche dellorganismo a cui appartiene. Tale teoria deriva da un interessante fenomeno, quello della fotografia olografica (dal greco holos, tutto), nella quale si ricorre a una particolare tecnica di impressione della pellicola attraverso una luce laser; per cui, se si ritagliano una o pi piccole parti da tale pellicola, da ciascuna di esse, esponendole alla stessa luce, ancora possibile osservare sorprendentemente lintera immagine originale, seppure con una minore nitidezza.

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  • Ogni cosa una parte del tutto, senza la quale il tutto non sarebbe il tutto.

    UNIT

    DUALIT Energia Materia

    TRIADE

    Anima Mente Universale

    Pura energia cosciente Fonte delle Idee

    Spirito

    Energia spirituale o vitale

    Idee

    Corpo

    Manifestazione della realt sul piano fisico

    Materia + energia materiale

    Lo schema indica quale posto occupa lenergia materiale oggetto di indagine della scienza (convenzionale). Lequivalenza tra energia e materia resta valida ma si amplia comprendendo anche la dimensione spirituale.

    Le idee, attraverso lenergia spirituale, si condensano qua e l

    nellOceano dellEssere: nascono le stelle, i mondi e gli innumerevoli esseri e le cose che vi abitano.

    In virt di quanto detto, possiamo ora esprimere una nuova equivalenza, questa volta assoluta:

    Tutto energia animata. Ogni forma, ogni corpo racchiude in s delle istruzioni che originano da altri piani: da quello sottile verso quello materiale; cos come il programma genetico del DNA nei confronti degli organismi biologici. Istruzioni o informazioni indispensabili perch qualsiasi cosa possa strutturarsi e manifestarsi come tale. Un fisico tedesco del XVIII secolo, di nome Ernst Chladni (i cui studi sono stati ripresi nel XX secolo dallo scienziato svizzero Hans Jenny), scopr che facendo vibrare con un archetto di violino una lastra metallica o di vetro con sopra cosparsa una manciata di sabbia (in base allaltezza dei suoni prodotti e alla forma tonda o quadrata della lastra) poteva ottenere, nel modo di disporsi della stessa sabbia, differenti

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  • figure come cerchi, raggiere e griglie2; giungendo cos a unimportante prova, quella dellinfluenza del suono sulla materia. Questo dimostra, attraverso solo uno tra i possibili esempi, una semplice verit universale: che lorigine di ogni forma fisica racchiusa essenzialmente nellenergia informativa sottostante.

    ci che si cela in ogni goccia dacqua che fa di questa, con il gelo, un bellissimo e sempre diverso cristallo di neve.

    Luomo normalmente non consapevole di questo se non a livello puramente intellettuale, perci si identifica unicamente con il proprio corpo fisico, con la propria individualit. Lessere umano una complessa struttura energetica e fisica, la cui formazione, natura e modo dessere sono legati, oltre che allaspetto animico e spirituale, a diversi determinanti fattori come quello biologico e genetico, alle influenze dellambiente familiare e sociale, alle varie esperienze di vita e, nel quotidiano, ai pensieri, alle credenze, ai valori.

    Figure di Ernst Chladni.

    2. La sabbia tende a disporsi nei punti dove la vibrazione nulla, lungo cio le linee nodali di onde stazionarie date in base ai suoni usati, al tipo di lastre e il loro fissaggio.

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  • Attraverso un imprinting dato anche da questi fattori, luomo, seppure globale in potenza grazie alla sua essenza animica, si parzializza dando forma alla propria individualit. Ovvero, la sua struttura psico-fisica assume una certa piega che quella che caratterizza le diversit di ciascuna persona. Attraverso un raffronto con larte dellorigami, potremmo paragonare ciascun uomo a un foglio di carta, il quale allinizio mostra tutta la sua piena potenzialit, che per va a perdere una volta che questo viene opportunamente piegato in una figura determinata. Tale struttura psichica individuale col tempo si consolida e si irrigidisce. Da qui le resistenze percepite quando si vorrebbe cambiare qualcosa in noi stessi, le quali ci danno la sensazione di essere come un treno il cui percorso stabilito dai propri binari. Binari che sono dati, in questo caso, dai limiti delle nostre conoscenze, dai nostri atteggiamenti, dai programmi inconsci. Sono i limiti cristallizzati nel nostro modo dessere e ogni tentativo di cambiare, spesso, si traduce in un ripercorrere inesorabilmente la stessa strada ferrata. In ogni modo, anche uno scambio di binari non sarebbe altro che un cambiamento in termini di prospettiva e non una soluzione reale. Questo perch il problema non il binario in s, dato che ogni binario ha la sua ragione dessere, ma il modo in cui ci si rapporta a esso. Ora, se a questa incapacit di cambiare si aggiunge anche la mancanza di un senso, di reali valori e ideali, sostituiti da una vita superficiale e circondata dal superfluo o da beni importanti solo in apparenza, prima o poi si arriva a sentire un vuoto e una sorda insoddisfazione esistenziale che pu svilupparsi in una profonda infelicit. la mancanza di un senso autentico che equivale, in fondo, a una mancanza di collegamento con la propria interiorit. Per cui il vero benessere non pu che derivare dalla conoscenza dei principi spirituali e dalla loro interiorizzazione, cos da entrare in relazione con una profonda, sconosciuta armonia. Luomo, per poter esprimere le sue reali potenzialit in ogni aspetto della propria vita, compresa la salute o il benessere in generale, dovrebbe riconoscere in s la presenza e lequilibrio delle parti. Dovrebbe riconoscere innanzitutto di essere unanima, di essere quindi energia spirituale e, infine, un corpo fisico. Purtroppo, invece, solo questultimo elemento a essere preso in considerazione. Luomo, nel reputarsi distinto da tutto e da tutti, vive identificandosi esclusivamente nella propria persona, nei propri pensieri, nelle proprie idee e nel

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  • proprio ruolo sociale, cos da essersi tagliato fuori da una fondamentale componente della realt: lanima, la quale costituisce la vera fonte di ogni benessere, benessere di cui potrebbe beneficiare se realizzasse con essa un contatto consapevole. Costruire un ponte per accedere a questa profonda realt da sempre lessenza di ogni dottrina spirituale; e un ponte che collega la coscienza individuale alla coscienza universale simbolicamente rappresentato dallarcobaleno: il riflesso terreno della dimensione celeste3. Ora, attraverso il colore e il ricorso a immagini simboliche, possibile esprimere unanalogia con ci che pu essere considerata lessenza dei principi spirituali, di ogni credo e tempo, e la psiche delluomo. E scoprire che attraverso i colori linguaggio dellanima non semplice metafora ma espressione visibile dei profondi meccanismi della realt fisica, possibile comprendere meglio se stessi. Il colore energia, cos come lo sono i pensieri e le emozioni, e osservando i colori si pu osservare ci che dentro di noi, ovvero, ci che non si pu vedere normalmente.

    *** In principio era il Verbo.

    Giov. 1,1 Questa celebre espressione biblica indica il Verbo il Logos quale forza creatrice universale. Poich luomo a immagine del Creatore, partecipe esso stesso di questa forza creatrice, ovvero un riflesso, su un piano differente, dei principi unitari della triade cosmica: anima, spirito e corpo ed dunque esso stesso un creatore.

    Anima Spirito Corpo

    Coscienza cosmica creatrice

    Coscienze differenziate Forme ed energie sottili

    che originano i corpi fisici Creazione Uomo

    Forme fisiche

    Coscienza umana Luomo come microcosmo

    Idee Informazione Energia

    Concretizzazione delle idee

    3. Nel culto greco, larcobaleno era associato a Ermes, il messaggero degli dei, a cui corrisponde il dio latino Mercurio, pianeta da cui deriva il simbolo dellesagramma.

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  • Questi stessi tre principi unitari si possono cogliere in ogni cosa.

    La luce una particella e unonda al tempo stesso, un quanto specificato da una lunghezza donda.

    La genesi di ogni forma manifesta. Linformazione (lidea) si manifesta nella forma donda e dalla forma donda si risale allinformazione. Ad esempio, il colore blu, proveniente da una fonte di luce, dato da tre onde consecutive (nellunit di tempo) e dalle tre onde si risale al colore blu. Essenzialmente, dunque, linformazione energia espressa in una forma donda.

    Trino con una sola luce.

    Incisione del 1702. Pitagora affermava che tutto numero e che esso permea delle sue virt tutte le cose. In questo senso, ai numeri possono essere fatti corrispondere i seguenti significati

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  • simbolici. Luno la Monade, il punto, il cerchio; lunit, la misura e lorigine di tutti i numeri; Dio, il creatore delle innumerevoli cose, a cui corrisponde, su piani differenti, lanima, il Sole, il cuore. Dalluno discende il due, la Diade, luguaglianza e la giustizia, lequilibrio, la linea, luomo rispetto a Dio, il principio della dualit, la materia, la Terra; ma anche la discordia, lesperienza terrena; da cui abbiamo i polari: Sole-Luna, donna-uomo, cuore-cervello, yin-yang. A questi segue il tre, la Triade, il triangolo, il ternario come sintesi di ogni composto, la misura, il numero e il peso con cui Dio ha ordinato luniverso; il risolutore del due. Secondo unantica e universale concezione religiosa, il mondo il risultato della tripartizione data da: Cielo (o Sole), Terra e ci che media tra i due principi. Il Cielo rappresenta il principio creatore, la Terra la materia informe; mentre in posizione intermedia si colloca la luce, il soffio, il principio in-formatore, vitale e fecondatore che permea e anima la materia. Proseguendo, con il quattro abbiamo il quadrato, il solido, luniverso fisico e dunque la Terra, il sapere esperienziale, la strutturazione della realt (i quattro elementi, le direzioni cardinali, le stagioni, ecc.), la Tetraktis pitagorica. Il cinque il pentagono o la stella a cinque punte, in cui insita la proporzione aurea; il principio vivente-dinamico della natura, la bellezza, la crescita. Il sei lesagono o la stella a sei punte, larmonia della creazione, il rapporto tra il Cielo e la Terra (i sei giorni della creazione), lamore, il numero perfetto (1+2+3=6, sei pari alla somma e al prodotto dei suoi divisori). Il sette la genesi, i cicli periodici di crescita e di sviluppo nella natura e delluomo (la settimana e le fasi lunari di pari durata, il settennio, la scala musicale); la perfezione che partecipa della duplice natura spirituale e materiale (triangolo pi quadrato), lascesa spirituale attraverso le sette sfere planetarie o sette gradi, i rami dellalbero mistico, le sette virt, il ciclo compiuto. Lotto lottagono (figura intermedia tra cerchio e quadrato), lequilibrio cosmico, la concretezza, la struttura, la manifestazione, lottava che conclude (e da cui riparte) il ciclo del sette; lottavo cielo, quello delle stelle fisse, o gli otto cieli visibili. Il nove (32) il completamento, la realizzazione, la fine di una fase (come i mesi di gestazione umana); le nove sfere celesti mobili che emanano e conducono alluno/dieci (1+0=1), la sfera immobile. Nella concezione trinitaria cristiana, Dio uno, assoluto, ma in tre differenti aspetti o Persone: il Padre (la potenza creatrice) il Figlio (lespressione terrena, la sapienza e, su un piano differente, il Logos) e lo Spirito Santo (lintelligenza e lamore universali). Quando un frammento di unimmagine olografica posto nelle giuste condizioni di illuminazione rivela in s lintera immagine da cui origina, come qui semplificato graficamente; da cui, la parte contiene in se olograficamente lintero.

    Particolare ingrandito del ritaglio dellologramma e ottenimento, da questo, dellimmagine originale.

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  • I colori Ci che noi percepiamo come luce bianca dato dalla presenza nella luce stessa di tante differenti componenti luminose, le quali, quando sono colte separatamente, ci danno ognuna la sensazione di un colore diverso. I colori principali che possiamo osservare nelliride o arcobaleno sono cinque: il rosso, il giallo, il verde, lazzurro e il blu. Attraverso la miscelazione di questi possiamo ottenere altri colori presenti nelliride, come larancione e il violetto, e altri non presenti, come il viola1, il quale dato da una mescolanza di rosso e blu.

    Se aggiungiamo il viola ai cinque colori sopra elencati, questo funge da anello di congiunzione in una raffigurazione circolare degli stessi, cos da ottenere la classica ruota dei colori.

    1. Il viola non va confuso con il violetto in quanto solo questultimo compreso nelliride come colore puro. Il viola, come colore puro, non presente nellestremit violetta delliride perch i nostri occhi non riescono a cogliere le componenti della luce oltre una certa soglia (frequenza), anche se si pu presumere che ne sia la naturale continuazione (natura non facit saltus). Liride, infatti, non completa: ogni colore in essa ha il suo complementare, tranne il verde. Il complementare del verde appunto il viola. La nostra mente riesce comunque a visualizzarlo come colore composto da altri colori delliride per noi visibili. Questo, probabilmente, il motivo per cui il viola viene considerato un colore spirituale: perch per poterlo percepire direttamente come colore puro dovremmo poter andare oltre la soglia della fisicit.

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  • Un fenomeno fondamentale nella percezione del colore, denominato sintesi additiva, consiste nella propriet del nostro sistema visivo di cogliere pi luci colorate, miscelate tra loro, attraverso ununica sensazione che pu essere, a seconda dei colori utilizzati, un colore intermedio tra questi oppure il bianco. Mentre, se a essere combinati tra loro sono colori materiali (coloranti oppure filtri ottici), questi, assorbendo varie componenti cromatiche da una fonte di illuminazione bianca, anzich sommare luce alla luce, come nel caso precedente, sottraggono luce alla luce e il risultato sono colori intermedi oppure il nero; fenomeno questultimo denominato sintesi sottrattiva. La percezione del colore risponde quindi a due fenomeni correlati tra loro: la sintesi additiva e la sintesi sottrattiva. La prima data dalla fusione in ununica soluzione di tutte le diverse componenti luminose che vengono colte dai nostri occhi; laltra data dallinterazione della luce con i fenomeni di assorbimento della materia, prima che la luce arrivi ai nostri occhi.

    Limmagine illu aversando due

    ltri colorati (F) tramite il fenomeno dellassorbimento (sintesi sottrattiva); infine,

    so tempo, come una

    stra due fasci di luce bianca (L) che si colorano (C) attrfiqueste luci colorate (C) convergono su una stessa superficie miscelandosi tra loro e ricostituendo, in questo caso, la luce bianca (sintesi additiva). Il colore in questo senso pu essere inteso, allo stessemiombra o una semiluce; oppure come unombra o una luce parziale o, secondo la definizione di Goethe, un valore dombra: ovvero, luce rispetto alloscurit e ombra rispetto alla luce. Semiluce che pu dar luogo a unombra completa se ulteriormente filtrata, oppure a una luce piena se sommata a unaltra semiluce.

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  • caso di

    oscuramento totale (nero) della luce bianca attr ntari vrapposti (sintesi sottrattiva) oltre alla colorazione della stessa, come gi visto.

    e il asso; mentre i colori che emergono da questo rapporto si possono

    2. Anticamente, inazione dei colori base bianco e ne pena di menzionare leffetto Fechner- attraverso cui si pu osservare e, di vari colori.

    Per inciso, in casi particolari le ombre possono apparire, in modo inspiegabile, come

    nca

    Queste altre due immagini illustrano invece di lato e di fronte (in controluce) unaverso due filtri compleme

    so Si potrebbe anche dire che il colore nasce dal bianco e dal nero, ovvero, dallinterazione tra luce e oscurit (materia)2. Il rapporto luce/oscurit costituisce idealmente un asse verticale tra lalto bdisporre lungo un piano orizzontale.

    con Aristotele, il colore era considerato una combro, di luce e oscurit. A tal proposito, vale la Benham, che consiste in un particolare disco bianco e nero

    curiosamente la comparsa, se posto in rotazionsuggestive ombre colorate. Tale fenomeno (conosciuto comunemente come ombre colorate di Otto von Guericke) si pu ottenere facilmente proiettando sovrapposti due fasci di luce, uno bianco e laltro, ad esempio, rosso su una parete bianca e interponendo un oggetto davanti al fascio rosso. Ora, anzich ottenere unombra biaproiettata dalloggetto su uno sfondo rosa (luci rossa + bianca), se ne ottiene, inaspettatamente, una azzurra cio il colore complementare del rosso (rosa).

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  • Le immagini sotto raffigurano delle ruote cromatiche divise in due, in tre, in sei e in dodici parti. In questo caso le divisioni sono state fatte in base ai colori principali, di cui abbiamo gi parlato, ma potremmo scegliere quelli che vogliamo, con un numero di divisioni qualunque. Nella divisione in due parti (a), ciascuna gamma cromatica (semicircolare), nel momento in cui i rispettivi colori vengono fusi additivamente insieme, ci d la sensazione di un unico colore

    termedio: nel primo esempio abbiamo il rosso (viola + rosso + giallo)

    b c

    ine lazzurro (blu + azzurro + verde); nel secondo esempio il giallo (rosso + giallo + verde) e il blu (viola + blu + azzurro). I colori in coppia cos ottenuti, a loro volta, possono essere miscelati tra loro additivamente come luci ottenendo il bianco (1/2 + 1/2 = 1); oppure sovrapposti sottrattivamente come filtri ottenendo il nero (1/2 1/2 = 0). I colori che, combinati insieme, ci danno questi risultati sono chiamati colori complementari. a

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  • Il rapporto complementare o polare il primo e fondamentale rapporto a i colori, il quale non genera nuovi colori ma sfumature degli stessi he si risolvono per gradi nella pienezza della luce o nella vacuit del

    Per poter creare nuovi ere nella

    ota posizioni relative differenti tra loro: il numero minimo di questi e loro disposizione per ottenere il maggior numero di altri colori,

    lla quale corrisponde una minore ampiezza dellarco della gamma

    trcbuio; un po come avviene nel rapporto tra il bianco e il nero attraverso i vari livelli di grigio, come illustrato nellimmagine che segue.

    colori, i colori di partenza devono assumrulaattraverso la loro combinazione, sono indicati dalla terza immagine (b), quella con la ruota divisa per tre. Nellesempio, abbiamo tre gamme cromatiche che in questo caso ci danno il rosso, il verde e il blu. Tre, dunque, il numero minimo di colori (combinati a due o a tre) necessario per produrre tutti gli altri; e questo pu essere considerato il secondo importante rapporto tra i colori, disposti idealmente ai vertici di un triangolo equilatero, secondo il rapporto triadico o cromatico. Anche questi tre, se combinati insieme, possono dare il bianco o il nero. Nelle ultime immagini (c), ossia quelle con le ruote divise in sei e dodici parti, si arriva a una sempre maggiore specificazione del colore, acromatica sottostante. Anche tra questi colori sussistono rapporti complementari e triadici ma dalle differenti ampiezze e disposizioni cromatiche. Questo significa che nelle somme di luci colorate

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  • complementari non si ottiene un bianco pieno ma un bianco costituito da un ridotto spettro cromatico, ovvero un bianco relativamente meno intenso, pi grigiastro; parimenti nelle azioni sottrattive dei colori materiali si hanno vari livelli di grigio anzich il nero. Nelle immagini successive abbiamo degli esempi di somme o sottrazioni di colori attraverso i rapporti complementari (o polari) e

    iadici (o cromatici). Rapporti tra i colori, lo ricordiamo, altrimenti

    o cnico quanto pi il colore tende verso la specificazione, ovvero uanto meno mescolato con altri colori, pi puro (come i colori

    trespressi come additivo (verso la luce) o sottrattivo (verso lombra).

    Colori-luce Colori-filtri

    Si noti, infine, che quando si parla di purezza del colore, in sensteqdella ruota vista in precedenza divisa in dodici parti piuttosto che in tre o due); in senso spirituale, invece, con purezza generalmente si intende il colore bianco che rappresenta, al contrario, il colore meno specifico,

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  • cio la somma equilibrata di tutti i colori o, essenzialmente, lequilibrio degli opposti complementari.

    I difetti della luce sono i pregi dei colori.

    Si rimanda alla seconda un approfondimento sul tema del colore, qui i amenti base utili alla hiarezza del testo.

    Lesagramma so colori additivi e sottrattivi, rim a lalto il basso, lo na stella che

    parte del libro per

    ntrodotto solo nei linec

    Ruota cromatica con esagramma indicante i sei principali colori secondo i rapporti complementari e triadici.

    pra, raffigurante la disposizione triadica dei

    anda alla nota stella a sei punte: simbolo universale di equilibrio trspirito e la materia, e della congiunzione tra luomo e Dio. Ue

    richiama a sua volta il simbolo, diffuso in tutto il mondo, del fiore a sei petali e il simbolismo della Genesi e della scala musicale. Scala rappresentata dallottava, ovvero da una serie di sei note comprese tra una prima e unottava nota, riconducibile a ununica nota. Una nota base che racchiude in s (come suoni armonici concomitanti) tutte le note della scala, cos come la luce racchiude in s tutti i colori. Una nota (sottintesa nel simbolo) alla quale corrisponde uno stato iniziale, un ante creationem mundi, seguito dai sei giorni, note o colori, della creazione (ovvero, lo schiudersi della potenza in atto) e uno stato finale, un post creationem, il giorno del compimento e del riposo (che richiama ancora la nota fondamentale, di conclusione e riposo, della scala).

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  • 26

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  • Larmonia nellunit

    colore, al di l delle apparenze, non esiste materialmente in natura, on una caratteristica fisica oggettiva, una sostanza, ma una

    dalla percezione di differenti oli luminosi. Spingendoci oltre, ogni espressione del nostro mondo

    o, nel ondo fisico, riflette ci che sta in alto, nel mondo dellanima, e dove

    e creatore, sta a dicare lo stato mentale illusorio, dato da sette veli dei colori delliride, attraverso cui

    lla loro frequenza di vibrazione, come delle note musicali, darebbero

    Ilncostruzione mentale generata in noistimfisico, in fondo, non che una rappresentazione generata dai nostri sensi e dai nostri schemi mentali, i quali pertanto non colgono la vastit di tutto ci che si cela dietro1. Sappiamo, infatti, che le infinite forme materiali nelluniverso sono costituite da poche decine di diversi elementi chimici, e questi, a loro volta, sono formati da pochi costituenti comuni considerabili come le prime forme di energia condensata2. Tutto , appunto, energia. Ma lenergia non si esprime alla cieca, segue invece uno schema, un pensiero che origina da ci che possiamo chiamare Anima Universale. Tutto ci che fisico transitorio mentre lenergia, in perenne trasformazione, eterna. Nel Sutra del Cuore buddista si legge la forma vuoto, il vuoto forma; mentre nella Tavola di Smeraldo di Ermete Trismegisto c scritto come in alto, cos in basso e come in basso, cos in alto. Cos il colore, in fondo, tuttaltro che inesistente, si esprime nella nostra realt fisica attraverso le sue caratteristiche propriet, come un qualcosa che proviene da modelli invisibili: perch tutto ci che sta in bassmbasso e alto, forma e vuoto, in realt sono ununica cosa. 1. Un tema fondamentale della filosofia indiana verte intorno allillusione della maya e alla creazione del mondo mediante il sacrificio che Dio fa di se stesso. Questa creazione chiamata Lila il gioco di Dio e luniverso ne rappresenta lo scenario. In questo contesto, la parola maya, il cui significato originario poterinluomo si rapporta nei confronti del mondo fisico. Mondo s reale ma non limitato come ci appare. 2. Secondo la Teoria delle Stringhe (Corde), la moderna teoria del tutto, i costituenti fondamentali della materia non sarebbero composti da particelle puntiformi, ma da strutture estremamente piccole (miliardi di volte pi piccole dei nuclei atomici) paragonabili a delle corde di energia vibranti, aperte o chiuse ad anello. Corde uguali che, a seconda deorigine ai differenti tipi di particelle elementari come i quark, gli elettroni e i fotoni. A ordini di grandezza diametralmente opposti ci sarebbero invece le stringhe cosmiche.

    27

  • Nelluniverso lenergia sottile una forza onnipresente che tutto permea, da cui tutto origina e a cui tutto ritorna. Essa una forza dinamica che pu essere rappresentata attraverso limmagine di unonda, con il suo ciclico flusso e riflusso, oppure con una spirale.

    Lenergi i di spirale, quella loga a le pi belle. Questa si pu (uno allinterno dellaltro) i cu rapporto o sezione

    urea; la quale corrisponde, per definizione, a quella parte di un segmento che media

    i tutte le cose delluniverso .

    anche la rinascita del ciclo vitale della natura o la fonte della vita.

    a sottile pu essere simboleggiata da una spirale. Tra i diversi tipritmica e in particolar modo quella aurea sono considerate tr

    realizzare attraverso una serie di rettangoli aureii lati, maggiore e minore, stanno tra loro secondo il

    aproporzionale tra lintero segmento e la parte restante; o, allintero che sta alla parte maggiore come la parte maggiore sta a quella minore: 1,618:1=1:0,618; e dove 1,618 () = (51)/2. La spirale aurea riconducibile alle figure frattali (frazione di un tutto), ovvero a quelle figure geometriche (presenti in molte forme in natura: cristalli, felci, ecc.) in cui un motivo identico si ripete su scale diverse. (Si cfr. con lologramma.) Nel disegno che segue, che chiamiamo Aur, due spirali logaritmiche accoppiate simbolizzano luovo micro-macrocosmico. In esso si scorgono, in uno stato embrionale, le due forze primordiali allorigine

    3d 3. La genesi delluniverso da un uovo primordiale compare in molti miti di diverse civilt. Esso simbolizza la totalit contenuta in germe, la nascita di una nuova vita, ma

    28

  • Aur realizzato attraverso il rapporto aureo (da cui il nome). Tale rapporto, cos denominato durante il Rinascimento per via della sua ellezza, conosciuto fin dai tempi pi antichi. I Greci, ad esempio, lo

    butilizzarono nella loro arte scultorea e in architettura. Noto anche come numero aureo Phi ( = 1,618), esso presente in molti aspetti della natura, come nelle proporzioni di molti organismi viventi, uomo com-preso, e nella particolare forma a spirale della conchiglia del nautilo e delle immense galassie; forma a cui si ispira il disegno di Aur. Nellimmagine, i colori bianco e nero esprimono il rapporto polare fondamentale tra luce e oscurit, energia e materia, fuoco e acqua Come si pu notare, le due parti si compenetrano in modo complemen-tare: luna il riflesso dellaltra, questo a significare che il contenuto, il rogetto, lidea, si esprime nel contenente, nella forma, nellesteriore. p

    29

  • Dal rapporto polare primordiale luce-oscurit, la creazione si dispiega in uninfinita variet di colori, linsieme dei quali trova la sua migliore rappresentazione nel simbolo della ruota cromatica.

    La presente ruota dei colori ha una particolare bellezza che esprime qualcosa che va oltre il suo normale impiego: quello nel campo dellarte grafica. Estrapolata dal suo contesto, eccola qui a rappresentarci lunione dei colori (disposti secondo lordine comple-mentare, gli uni di fronte agli altri) in una sintesi armonica degli opposti, data in particolare dalla fusione sfumata degli stessi nella luce bianca centrale. Questimmagine pu rappresentare simbolicamente lanima universale o il suo riflesso, ossia lanima individuale.

    La sintesi unit nel molteplice.

    La fondamentale rappresentazione dellinsieme dei colori data dalla ruota.

    30

  • ***

    Tutte le cose sono diverse e opposte, e nel divenire ogni cosa diventa il suo contrario;

    queste si raccolgono in una superiore unit, cos che tutto identico, tutto uno.

    Inizio e fine coincidono nel cerchio.

    Salita e discesa coincidono nella stessa strada. Eraclito di Efeso

    (Liberamente tratto)

    *** In natura tutto polare e ciclico, ogni polo compensato dal suo polo opposto, cos come nelle stagioni, quella estiva lo nei confronti di quella invernale, e tutto si armonizza dinamicamente nel ritmo. Lo stesso principio riconoscibile nei colori attraverso la loro complementariet, atta a compensare e armonizzare ogni eccesso. Questa propriet si pu facilmente constatare attraverso un particolare fenomeno visivo conosciuto come post-immagine negativa4, attraverso il quale, se si fissa un colore per alcune decine di secondi e quindi si

    osta lo sguardo su una superficie bianca, si pu visualizzare per qual e la

    non fosse solare, come potremmo vedere la luce?

    il divino? Plotino

    4. Il fenomeno della post-immagine positiv ece, si pu sperimentare se si fissa una forte luce bianca o l chiudono gli occhi: persister per alcuni m a macchia di luce.

    spche attimo il suo colore opposto complementare. (Si veda anch

    seconda parte del libro.) Tale fenomeno rimanda alla natura additiva della vista, in quanto, attraverso la sintesi dei colori, si esprime un principio fondamentale, quello dellunione e dellarmonia, di cui la luce bianca il simbolo per eccellenza. Un principio in cui si riflette lessenza degli occhi, specchio dellanima.

    Se locchioSe non vivesse in noi la forza propria di Dio,

    come potrebbe estasiarci

    a, inva luce del Sole per qualche secondo e poi si

    inuti nei nostri occhi la stessa immagine o un

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  • da evidenziata dal contrasto dei olori associati ai due principi: il nero e il bianco, oppure il blu e il rosso (ombra e luce, cqua e fuoco, femminile e maschile). Essi sono circondati dal Bagua (Pa kua), gli tto tr

    energi dalla combinazione d rente modalit, rispettivamente dalle a presente raffigurazione, denominata del Cielo Anteriore, o dimensione celeste, a cui si ontrappone quella del Cielo Posteriore, o dimensione fenomenica terrena (con una ifferente disposizione circolare dei trigrammi), dallalto in senso orario, abbiamo:

    condo, interno e inclinato rispetto al primo, cos da formare una X, rappresenta la

    imensione materiale.

    Taiji e Bagua

    Intaglio, Wellcome Museum, Londra. Una tra le rappresentazioni simboliche pi esplicite e razionali sulla natura complementare della realt appartiene allantica filosofia taoista e corrisponde al simbolo del Taiji (tai chi), ovvero alle energie basilari o principi opposti yin e yang raffigurati allinterno di un cerchio diviso da unoncao igrammi, vale a dire dalle otto specificazioni o stati di trasformazione delle stesse

    e, dispos ari, dati ti in cerchio per coppie opposte e complementei principi yin e yang, rappresentati, secondo una diffe

    linee spezzate e da quelle intere, in gruppi di tre. Nell

    cdCielo, Vento, Acqua, Monte, Terra, Tuono, Fuoco e Lago. Tra il Taiji e il Bagua si inserisce, inoltre, la teoria dei Cinque elementi: Legno, Fuoco, Terra, Metallo e Acqua. Cfr. il Timeo di Platone (34-36), opera che tratta dellanima del mondo, la quale assume a forma di due cerchi: la natura dellIdentico e la natura del Diverso, dei quali ill

    sed

    32

  • I colori dellanima Larazzo della vita Luomo un essere raziocinante dotato di coscienza. Questa coscienza per, generalmente, non si esprime al massimo delle sue potenzialit, anzi si pu considerare mediamente alquanto limitata. Tale limite, di cui solitamente luomo non consapevole, comporta, proprio per questa ragione, ci che potrebbe essere definita come linconsapevolezza della propria inconsapevolezza: ovvero, pi esso inconsapevole e meno si rende conto di esserlo.

    nto constatato dalla scienza, luomo non impiegherebbe ormalmente pi del 10% delle prop mentali. Il motivo di

    questo da ricondur identificazione con propria realt psic mentre,

    ergia mentale ed emozionale sede della coscienza e ellindividualit; il quale per si identifica, per via delle apparenze, on il corpo fisico, ovvero con la realt materiale.

    Langel di Dio trasse due chiavi. Luna era doro e laltra era dargento

    Pi cara luna, ma laltra vuol troppa Darte e dingegno avanti che diserri,

    Perchella quella che l nodo disgroppa. Dante, Purgatorio, IX, 104-126

    Secondo quan rie facolt

    re essenzialmente alla sua piena o-fisica, con il proprio particolare colore; la

    in direzione opposta, ci che amplierebbe le sue facolt mentali sarebbe da ricondurre a una parte complementare e misteriosa di s: la luce interiore. La mente umana per sua natura tende a essere sottrattiva. In particolare, nella nostra realt materiale, il pensiero cosciente dato attraverso la mediazione di unattivit cerebrale che fisica; questa fisicit espressa dal corpo induce e rafforza in noi lillusorio senso di separazione da ci che ci circonda, ossia lindividualit. questa separazione che crea la nostra ignoranza nei confronti del mondo e di conseguenza il caratteristico processo conoscitivo di analisi della nostra mente razionale (dal latino ratio: calcolo, ragione) che tutto indaga, analizza, separ ssifica e giudica. a, cla Lego non coincide con il corpo fisico, o perlomeno non nellessenza, ma un corpo di endc

    33

  • Lanima rappresentata al centro attraverso la ruota cromatica

    mentre le energie che la racchiudono ne definiscono lindividualit: 1 Vitale/Fisico, 2 Emozionale e 3 Mentale.

    Ogni anima, simbolizzata da una ruota cromatica, si specifica e corporizza selezionando ciascuna un proprio determinato colore, un proprio raggio di luce. In questo modo le singole anime, a un tempo ununica anima, si individualizzano rivestendosi di una propria capacit

    i pensare, provare emozioni, sensazioni e di agire con una distinta

    i fondamentali delluomo.

    dvolont. Ognuna con il proprio scopo. questo che permette alluniverso e alla vita di esistere, in quanto infinita variet di espressioni della creazione. Riprenderemo pi avanti questo discorso.

    Ogni personalit pu essere rappresentata essenzialmente attraverso un diverso colore che la caratterizza. Anima ed ego rappresentano i due pol

    34

  • a

    Ognuno

    a realt duale o relativa fa di noi persone che credono, pensano, giscono altro. Ci

    differen i gusti personali e al essere persone tendenzialmente dinamiche o statiche, cerebrali o emozionali, loquaci o

    problema, per, che in questa parzialit ci siamo talmente identificati da aver perso la visione dinsieme della realt e il senso di unione e di armonia. Quanto detto, si pu illustrare partendo da una semplice analogia, la quale riflette una diffusa metafora e un sapere dimenticato. Ogni nostro modo dessere equivale a una certa colorazione, la quale pu essere rappresentata, nella ruota dei colori, da un raggio di questa. Tutti i colori sono presenti in noi ma alcuni sono pi intensi e forti di altri e sono quelli che ci caratterizzano, donandoci la nostra colorazione

    ominante.

    d articolare modo dessere.

    Le persone possono interagire tra loro in manieranaloga a quanto avviene con i colori.

    di noi vive i propri limiti attraverso la propria storia personale. La e vivono in un modo piuttosto che in un

    ziamo in base al sesso, alla personalit, alle idee, ale esperienze. E cos possiamo

    taciturne, allegre o malinconiche. Questo elenco, chiaramente, potrebbe estendersi allinfinito, anche se tutto fondamentalmente riconducibile a poche tipologie caratteriali. Noi possiamo quindi essere questo o quello ma mai tutto insieme. Questa condizione parziale ha la sua ragione di essere, naturalmente, in quanto quella che rende la vita diversificata e colorata e che assegna a ciascuno di noi il proprio posto e scopo nel mondo. Come una parte di un tutto o una cellula di un unico grande organismo vivente. Il

    dNellimmagine che segue abbiamo un cerchio dei colori diviso in

    odici parti, a ciascuna delle quali si pu far corrispondere unp

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  • gnuno di noi ha un carattere e una natura che pu essere rappresentata attraverso uno o a, cos come lo

    modi d fferenti energie dei 1

    roblematiche dellego; il tipo di nutrizione, eccetera.

    O pi colori. Ricordiamo che tutto energi

    sono i nostri essere, riconducibili ora alle didiversi colori . Per cui, come questi possono essere miscelati tra loro producendo nuove tonalit, cos i nostri pensieri, consci o meno, le loro energie possono interagire con altre parti di noi stessi, con gli altri esseri e con tutto ci che ci circonda producendo nuovi effetti. Ovviamente in questa dimensione non sono pi i nostri occhi a percepire le reazioni di dette energie ma il nostro essere attraverso le sensazioni, le emozioni, i pensieri o, in generale, attraverso lo svolgersi delle situazioni. Il pensiero o latteggiamento mentale non un fenomeno circoscritto e delimitato nella testa di ciascun uomo, ma come unonda radio viaggia nello spazio, come una luce colorata tinge tutto intorno a s. Questa realt pu essere raffigurata attraverso unimmagine classica della filosofia orientale: quella di un arazzo o di un tessuto la cui trama e ordito, disegni e colori sono realizzati attraverso i fili delle nostre energie individuali e quelle di tutto luniverso che si combinano e si intrecciano in un unico immenso e complesso gioco di cause ed effetti. Nella suddetta analogia si rispecchia anche unimportante acquisizione della fisica quantistica, ovvero laver riconosciuto la fondamentale unit tra losservatore e la cosa osservata. Il che significa, in sintesi, che nella nostra realt, in cui ogni cosa appare separata luna dallaltra, esiste invece un sottile collegamento, uninterazione che avviene 1. Il carattere di ogni individuo, lo scopo della propria vita e larmonica espressione delle sue qualit basilari: mentali, emotive e fisiche un bilanciato spettro cromatico determinato dai dettami e i disegni dellanima; dalleredit spirituale delle vite passate; dagli influssi astrali al momento della nascita (essenzialmente dal Sole e la Luna, dei sette pianeti, e dallascendente, in rapporto con lo zodiaco); dalleredit genetica; dallimprinting emozionale dato da una nascita attraverso un parto normale oppure uno dolce; dallinfluenza dei genitori, la loro energia: di amore e armonia o, pi comunemente, quella legata alle p

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  • nellgione, qualunque evento pu presentarsi in maniera differente a

    econda del modo o dellatteggiamento con cui ci si dispone a esso.

    olti meccanismi della mente o i rapporti tra le persone possono essere unque interpretati attraverso lanalogia con i colori, in particolare ttraverso le modalit additiva e sottrattiva. In additiva si va verso la luce, la crescita, la comprensione, larmonia,

    cedenti),

    intimit della materia, al livello dellatomo e che, per questa ras Mdala creativit In sottrattiva verso lombra, la limitazione, lincomprensione, la chiusura mentale Meccanismi della mente i quali convergono nel nostro atteggiamento, ovvero in ci che influisce sulla nostra struttura psico-energetica e fa s che la stessa si trasformi in luce o in ombra e che tutto intorno cambi e assuma significato in relazione a questo. I rapporti tonale o per affinit (tra colori simili), polare (tra colori complementari) e cromatico (variabile tra le due modalit prein additiva (luci) e in sottrattiva (filtri) possono rappresentare le situazioni di base nelle relazioni interpersonali o nei processi psichici.

    Vediamo alcuni semplici esempi in ambito interpersonale.

    37

  • In un rapporto tipicamente di amicizia o sentimentale, due persone affini come carattere, idee e interessi possono essere rappresentate da uno stesso colore: esse tendono a capirsi e a relazionarsi piuttosto bene,

    ovando in questo forza e sostegno reciproco, in particolare in additiva.

    iascuno tendono ad arricchire altro, mentre in sottrattiva le energie vengono sottratte dai filtri

    i teressi condivisi e, al tempo stesso, se in sottrattiva, verso una chiu-

    raverso uninterazione una persona blu (colori polari) trovando il rapporto poco piacevole o interessante. Stessa cosa, se la persona blu si pone ugualmente come filtro nei confronti di quella gialla, per ignoranza,

    regiudizi o rigidit mentale, come nel caso di due persone che non si allaltra. La

    sensazione quella di non capirsi reciprocamente, perch si crea come

    tr

    Si tenga conto, in generale, che in additiva le energie si sommano (maggiore luce), quindi i contributi di clmentali dati dalle differenti opinioni e credenze (minore luce). Quando due persone sono molto simili tra loro (colori tonali) queste vanno daccordo, c una buona intesa ma mancano di originali contri-buti, per cui la tendenza verso unomogeneit delle esperienze e deglinsura o unindifferenza nei confronti di tutto ci che differente da loro.

    Infatti, in sottrattiva, una persona gialla filtra att

    pascoltano e ognuna vuole imporre il proprio punto di vista

    38

  • un buio comunicativo; buio che pu presentarsi sostanzialmente sotto differenti forme, come lindifferenza, lantipatia, lodio o la paura.

    Se invece abbiamo un rapporto cromtra quello tonale e quello polare, que

    o di nuovi. In sottrattiva, attraverso

    Se il rapporto in additiva, ad esempio tra rosso e verde, abbiamo invece una somma delle due energie che produce qualcosa di nuovo, il giallo, che le comprende entrambe elevandole (pi luce). In pratica, pu rappresentare un fertile rapporto creativo e di crescita tra due persone

    al punto di vista sentimentale, di amicizia o professionale: ognuno

    atico (di cui il pi rappresentativo, llo triadico), dallinterazione di

    questi colori ne otteniamlinterazione, ad esempio, di giallo e azzurro si ottiene il verde; questo, essendo il risultato di una differenza di energie, data dai filtri caratteriali di ciascuno, pu significare in pratica che nel rapporto tra due persone ci possono essere solo limitati punti in comune, il verde, anche se non necessariamente condivisi, e invece una possibile incompatibilit in generale (meno luce).

    dimpara, fa proprio qualcosa dellaltro, vede attraverso gli occhi dellaltro. Questo a condizione che tra le due persone ci sia una buona armonia. questa la differenza tra le menti chiuse e le menti aperte: nel primo caso il giallo non vede veramente lazzurro, cio non pu comprenderlo pienamente e viceversa; ma trovano tra loro solo un ristretto punto di contatto; nel secondo caso, il rosso e il verde, pur nella

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  • diversit, si comprendono per quello che sono, potendo proprio per questo produrre qualcosa di nuovo e di pi ampio per entrambi.

    Oppure, due persone, sempre gialla e blu, in un primo momento possono interagire in additiva e, apportando ciascuna quello che manca allaltra un modo dessere e vedere opposto completarsi creativamente in maniera anche molto intensa: condizione rappresentata dalla luce bianca. Questo pu succedere, ad esempio, durante linnamoramento quando due persone arrivano a comprendersi a fondo. Col tempo per, per differenti motivi, queste finiscono generalmente

    er scivolare nella modalit sottrattiva e, non riuscendo pi a mpo ricreare

    antenere lo stato luminoso iniziale, non co ivano

    a scontrarsi e infine a lasciarsi. A amore non riesca a evolvere e a consolidars non si sviluppino dei meccanismirapporto tra elementi opposti q sottrattiva e non hanno nessun punto in

    ssere sottrattivi significa avere una visione limitata della realt: il

    mprendendosi pi, arrmeno che lo stato nascente dell

    i; oppure, al contrario, di dipendenza. difficile infatti coltivare un

    uando entrambi interagiscono incomune.

    Erigido punto di vista che ci rende indifferenti, intolleranti o incapaci di comprendere veramente ci che ci circonda. Essere additivi, invece, vuole dire essere sensibili e ricettivi nei confronti di ci che diverso da noi: una disposizione a sentire, a comprendere e a sommare in s nuove espressioni illuminanti che accrescano la nostra consapevolezza. Essenzialmente, il filtro costituito dalla nostra personale visione della realt ci rende impossibile una reale visione del mondo, qui simbolizzato dalla luce bianca; infatti, di questultima, possiamo cogliere solamente quegli aspetti in qualche modo affini alla nostra visione personale, mentre siamo insensibili agli altri.

    40

  • Ogni coscienza (sopra raffigurata al centro attraverso i filtri blu e rosso) pu generalmente cogliere dalla realt solo quegli aspetti a essa affini (le relative luci blu e rossa, rispettivamente nella prima e seconda immagine), o gli stessi aspetti mediante una sorta di filtraggio da aspetti pi complessi (le luci bianche), mentre opaca verso gli aspetti a essa opposti (le luci rossa e blu).

    Alcune interazioni, in additiva e in sottrattiva, tra differenti colori-personalit.

    Le persone spesso non si trovano daccordo circa le percezioni o le opinioni sulla realt per via dei propri filtri mentali. Ad esempio, nella figura sopra, relativa alle interazioni in sottrattiva tra i colori-personalit, una persona azzurra percepisce il giallo come verde che,

    41

  • invece, percepito da una persona viola come rosso. Nemmeno il bianco (lo sfondo) riconosciuto come tale. Parafrasando il mito della caverna di Platone, se per ipotesi in un gruppo isolato di persone alcune indossassero incessantemente e per lungo tempo degli occhiali con lenti blu, queste troverebbero normale vedere tutto blu (anzi, finirebbero col perdere anche la consapevolezza del fatto di vedere blu); stessa cosa per chi osservasse invece attraverso lenti verdi, gialle, eccetera. Cos, nellesprimere le proprie opinioni sulla visione del mondo, ognuna di loro avrebbe ragione dal proprio punto di vista ma, nel confronto, non capirebbe o non si troverebbe daccordo con le altre. A meno che queste non arrivassero a

    mprendere limportanza di togliersi gli occhiali.

    luniverso composto da infiniti fili colorati intrecciati tra loro

    che creano insieme sempre nuovi disegni e colori una matrice2 psico-energetica che si colora, illumina o scurisce a seconda delle idee, dei modi dessere e degli stati danimo individuali e collettivi; una matrice (mente cosmica/umana) dalla quale origina la realt manifesta e in cui ognuno tesse la storia della propria vita. Si propone la presente immagine simbolica, in una grafica stilizzata, attraverso la Matrice dei Colori, la tavolozza attraverso cui si esprime la creativit universale. Nella seguente matrice (Color Matrix) si distinguono le modalit

    ttrattiva (rispettivamente nella met triangolare superiore est pali olo a oppia serie di bande incrociate verticali e orizzontali che danno luogo

    co

    ***

    Come un arazzo vivente,

    additiva e sod ra e inferiore sinistra) attraverso le combinazioni dei sei princi

    ri (rosso, giallo, verde, azzurro, blu e viola) disposti secondo uncda trentasei miscele o sfumature cromatiche o, simbolicamente, a trentasei possibili modi dessere o situazioni base della realt. 2. Matrice, dal latino matrix: genitrice, utero, matrice, fonte, origine.

    42

  • 43

  • Noi siamo come luci e filtri allo stesso tempo: influenziamo colorandolo lambiente con la nostra presenza e lambiente colora oi; quindi lo interpretiamo secondo il nostro punto di vista e, iceversa, veniamo interpretati secondo altri punti di vista. Tutto uesto, normalmente, avviene soprattutto in maniera inconscia. Ogni ensiero, quindi, atteggiamento e fondamentalmente ogni credenza eterminano la nostra esistenza, la nostra realt. ono pertanto due le modalit fondamentali su cui ci si pu orientare: il rincipio di separazione (ombra/sottrattivo) e il principio di unione uce/additivo). A questi due principi e alle loro varie combinazioni, ello specifico, corrispondono tutta una serie di modi di essere e tteggiamenti che caratterizzano la nostra natura.

    l principio di separazione corrisponde lidentificazione nel nostro ego, unque nel nostro mondo separato dal resto del mondo: dallambiente, alle persone e dalle cose. Lessere separati fonte dinsicurezza e ignoranza, non si conosce ci da cui si prende le distanze e se ne ha uindi paura (perlopi inconscia). Dalla paura e dallignoranza segue a ascata tutta una serie di atteggiamenti e sentimenti che rinforzano in oi e negli altri, influenzandoci a vicenda, il senso di separazione. uesti atteggiamenti si possono tradurre in pregiudizi, disprezzo,

    ntipatia, senso di superiorit o dinferiorit, indifferenza e orgoglio. questo si deve aggiungere inoltre un possibile senso di separazione o on accettazione rivolto nei confronti di se stessi, il quale ci divide nche interiormente. l principio di unione corrisponde invece un senso di comunione e di

    ccettazione di qualunque aspetto di se stessi e degli altri; un andare ltre lindividualit intesa come limite. Un senso di purezza, fiducia ed ros per la vita amore per lautenticit con consapevolezza e, unque, con una maggiore forza armonica.

    a cosa significa in pratica tutto questo? itorniamo nuovamente ai raggi colorati della nostra ruota dei colori di ui abbiamo gi parlato. Abbiamo visto che a ogni particolare modo essere o colore corrisponde un differente tipo di energia. Esistono numerevoli modi dessere, i quali costituiscono ognuno un differente mite della coscienza individuale, relativa e soggettiva. Quando la ostra coscienza si fonda sullegocentrismo, lio separato dal tutto,

    nvqpdSp(lna AdddqcnQaAnaAaoed MRcdinlin

    44

  • questa assume una forma limitante che taglia via una vasta parte di noi corrispondente a tutti quei potenziali modi dessere non riconosciuti. Essenzialmente luomo si autolimita ponendo la propria attenzione sulla propria persona che, in quanto espressione anche di una natura fisica, per forza di cose circoscritta, limitata e soggetta a errore. Diversamente potrebbe orientare la propria attenzione, riconoscendo la limitatezza e lillusoriet dellio, su ci che va oltre la materialit, oltre

    nergia e materia sono due aspetti differenti di una stessa unica realt:

    e

    importante conoscere e fare nostre queste verit,

    ci che ha confini: la forza spirituale e la coscienza della propria anima, riflesso delluniverso. Il fare proprio questo proposito, interioriz-zandolo, determina il senso della vera etica o filosofia di vita che riconosce che tutto collegato, Tutto Uno. Ela coscienza superiore. Dato che tutto energia, pi ci si riconosce parte del tutto, pi si partecipi dellenergia e della coscienza del tutto; al contrario, pi ci si lega alla propria individualit, pi si limita la propria energia e la propria coscienza. Questo, tuttavia, non significa affatto che si deve rinunciare alla propria individualit ma sempli-cemente che ci si deve collegare con una realt, una consapevolezza superiore che pu produrre un arricchimento, unespansione, una forza armonica, e dunque anche una profonda accettazione, della propria persona. Una nuova consapevolezza che, fondamentalmente, si esprimnella capacit di interagire in maniera additiva con il mondo e non pi, principalmente, in maniera sottrattiva. Naturalmente il processo graduale. Allinizio almeno a un livello concettuale, quindi necessario perseguirle con intima convinzione, a prescindere dai risultati. Il perseguire questa verit, questa etica, ci che si pu definire virt, ovvero la spinta o la forza che aiuta luomo a raggiungere il proprio S.

    ETICA

    ENERGIA ARMONICA

    Etica ed energia armonica si producono

    reciprocamente.

    45

  • Ma dove trova luomo il sostegno, quellenergia in pi per liberarsi dalla prigionia, i limiti e il malessere dovuti al vivere esclusivamente in

    te nel centro, originano la ura luce: la luce bianca, principio della vita e simbolo della totalit e

    Ouroboros in Synosius di Palecanos (1478), e in testo alchemico egizio con iscrizione greca: (E Lu ib Marco, Venezia).

    Tra i numerosi simboli spirituali, il cerch certamente tra i pi im e diffusi. Esso riflette il sacro principio creatore delluniverso e luniverso stesso. Ma anche larmonia cosmica, lunione degli opposti, la coincidenza ne e leterna ciclicit e continuit della vita, con a sua costante mutazio ed evoluzione. Tale simbolo stato rappresentato dalluomo in differenti modi: graffiti, anelli, dischi forati, ruote, o attrav n altri significati. Uno di questi lOuroboros, il serpente che si mor del cosmo e della rigenerazione.

    maniera egoica? Proprio nel perseguire questi principi etici, perch come in un cerchio, etica ed energia armonica si producono a vicenda, in un crescendo dato dalla continuit. Riconoscere la verit significa cessare di identificarsi esclusivamente nel proprio colore-personalit attraverso cui viene filtrata la realt che ci circonda, perch il nostro colore solo uno dei tanti colori della ruota o dei suoi raggi. La forza della ruota sta nel possedere tutti i raggi cromatici, i quali, fondendosi armoniosamenpquindi dellarmonia pi profonda e vera. Ora, lego corrisponde a uno o a pochi raggi, mentre lanima corrisponde alla ruota completa, espressione dellinfinita, fulgida, divina totalit.

    no tutto (Bn to pan) lioteca di San

    io portanti, antichi

    di inizio e fine, rinnovazione l

    erso metafore e code la coda, sim olob

    46

  • Qualunque modo dessere, qualsiasi colore che non riconosciamo o non accettiamo in noi stessi e negli altri equivale a un precluderci una certa relativa quota di energia: energia che ci viene a mancare e che, di fatto, ci rende incompleti. Lessere separati dal tutto fondamentalmente un essere separati dallenergia; ed la ricerca inconscia di questenergia llorigine dei problemi tra gli uomini. Questo, in particolar modo,

    anto maggiori e con pi forza sono, quindi, le cose che non ricono-ciamo e quanto pi forti sono i contrasti con gli altri; di conseguenza, i forti sono le emozioni suscitate, spesso cariche di sofferenza, e aggiori sono gli scontri energetici e i problemi che ne possono

    p i ano cer

    aperch la si ricerca normalmente nel modo sbagliato: ovvero si ricerca inconsapevolmente proprio quel tipo di energia che perpetua lo stato dessere anzich una consapevole espansione verso la completezza. Lenergia va dove si posa la nostra attenzione: i nostri pensieri, le nostre emozioni, il nostro corpo, le persone, le cose, i desideri. Per cui, generalmente, si ricerca e si riceve istintivamente energia proprio attirando lattenzione degli altri; quel tipo di energia che alimenta lego e per la quale, di solito, si producono conflitti, rivalit e gelosie.

    Lattenzione altrui alimenta lego.

    Tspmderivare. Scontri attraverso i quali si disperde la propria energia e ci si

    r o,eclude la possibilit di acquisirne una pi armonica. Al tempo stessrinforz ti stati interiori negativi di cui lego soventemente si s

    nutre poich confermano la sua realt, lunica che esso conosca. Finch restiamo aggrappati ai limiti del nostro ego e allinconsa-pevolezza, questo stato di cose, causa dei nostri malesseri pi profondi, non pu che perdurare. La vera fonte di energia non sono gli altri ma noi stessi, la nostra anima, ovvero luniverso; e dunque anche gli altri, ma attraverso un rapporto fluido/armonico con essi e con il tutto.

    47

  • Un altro aspetto da considerare sulla possibile origine dellinde-bolimento dellenergia vitale quello riguardante le nostre problematiche interiori. Tra queste possiamo enumerare il pessimismo, i sensi di colpa, la mancanza di autostima, la tristezza, il rancore. Queste agiscono come ombre, filtri mentali che oscurano, soffocano o consumano la luce vitale interiore con un senso di vuoto, di debolezza o svogliatezza che pu ripercuotersi anche pesantemente sulla salute fisica e che, nei casi peggiori, conducono alla depressione, allinattivit e al non credere o trovare pi interesse in niente. Stati danimo negativi che, al tempo stesso, sono favoriti non di rado da squilibri o carenze energetiche preesistenti, per cui una cosa si ripercuote sullaltra in un circolo vizioso3.

    Ombre interiori e idee parassite corrispondono a pensieri sottrattivi che ci privano di energia: pessimismo, senso di inutilit, paure, ecc. Da questi derivano depressione, stanchezza cronica e altre malattie. La nostra realt pers strutture di

    ensiero che coesistono in noi, quali

    o meno

    onale il risultato di un insieme di leducazione, le credenze, glip

    interessi; e tali strutture o energie possono essere in accordo tra loro oppure in contrasto. Queste energie devono essere coerenti tra loro perch la nostra vita sia vissuta con forza, volont ed efficacia. Altrimenti, se incoerenti, la nostra energia soffocata e dispersa. 3. Esiste una base costituzionale, pi o meno equilibrata energicamente, diversa per ogni persona, sulla quale si aggiungono poi le sovrastrutture educative, esperienziali e culturali con cui il tutto interagisce in maniera additiva o sottrattiva e da cui, infine, risulta ci che siamo: persone pi o meno in buone condizioni di salute, pisoddisfatte di se stesse, ma pur sempre con i propri limiti. Essenzialmente si pu dire che pi il nostro modo di vivere opera in modalit ombra, con minore luce o energia e meno le parti nel nostro corpo lavorano in concerto e armoniosamente; la mente pu risultare meno lucida ed essere preda di ansie o paure o semplicemente provare un disagio o uninsoddisfazione di fondo senza motivi apparenti, fino ad arrivare a condizioni di profondo malessere esistenziale.

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  • Ad esempio, se non ci si riconosce in un certo modello ideale conforme alle aspettative della famiglia, del gruppo o della societ, questo pu costituire motivo di rifiuto di se stessi e quindi di sofferenza; mentre, se in ci che siamo si riconosce la propria speciale unicit, questo pu generare un senso di sicurezza e forza. In questo, naturalmente, occorre fare attenzione a non cadere nellerrore opposto: lesaltazione del proprio ego. Nellaccettare se stessi e il mondo si liberano e si rendono disponibili quote di energia nascoste in noi: in quanto ognuno di noi un riflesso del macrocosmo, cos tutto quello che non accettiamo nel mondo equivale a non essere accettato in noi stessi, a livello olografico, e viceversa4.

    Se ci che crediamo e desideriamo coerente con le nostre azioni e le nostre scelte questi stati si rinforzano (maggiore intensit) se no si indeboliscono (oscuramento).

    Credere, quindi, in una cosa e farne invece unaltra in cui non si crede non ha chiaramente grande efficacia, in quanto abbiamo un indebolimento di forze che si sottraggono a vicenda. Ben diverso, invece, quando le forze sono in accordo o affini e, anche se di natura opposta, si sommano e si arricchiscono reciprocamente. 4. Poich generalmente non si consapevoli del nostro stato interiore, un sistema per capire in che modo siamo strutturati a livello inconscio consiste nel coglierlo nelle cose in cui questo si riflette: la nostra salute e il modo in cui viviamo.

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  • In generale dunque, ci che abbassa il livello vibrazionale sono le emozioni negative come i timori, i dubbi incessanti o linsicurezza, i conflitti, le inibizioni, le frustrazioni, lumore nero5; ma anche la mancanza di veri ideali o solidi valori che ci guidino e sostengano; la mancanza di un senso, una ragione o uno scopo nella vita.

    Il dolore dovuto a una carenza di luce o a un suo squilibrio.

    Unidea sottrattiva che si insinua nella mente eclissa una parte di essa, mentre linfelicit, come una nube, lavvolge nellombra.

    bene perci ascoltare i propri pensieri per sentire quali ci deboliscono; quindi, se necessario, opportuno controllare o odificare le nostre credenze, idee e attivit mentali o, ancora, ricorrere

    l silenzio mentale per impedire che certi moti negativi si alimentino a ostre spese. Potrebbe essere utile, in questo senso, ricorrere aturalmente alla possibilit di relativizzare i propri punti di vista: cio edere il classico bicchiere mezzo pieno anzich mezzo vuotoo , se referiamo, la penombra come una semiluce anzich una semioscurit, , semplicemente, vedere le co aniera positiva anzich

    soMllo stesso pensiero positivo, in quanto positivo spesso solo in senso

    studio condotto

    inmannvpo se in m

    ttolinearne sempre gli aspetti negativi, forse perch ritenuti pi reali. a il vero punto di arrivo, in realt, consiste nellandare oltre anche

    aunilaterale o egoistico, per rivolgerci invece, in base a quanto gi considerato nelle pagine precedenti, a quello che possiamo definire il pensiero additivo, etico o armonico. 5. Lespressione vedere tutto nero, riferita al mal di vivere, non soltanto un modo di

    ire ma un fatto reale, come si potuto constatare in unoddallUniversit di Friburgo in Germania e pubblicato dalla rivista Biological Psychiatry (7-2010). Secondo tale ricerca, infatti, in una persona depressa la capacit di percepire la luce e il contrasto tra i colori viene ad alterarsi, per cui lambiente osservato appare sensibilmente pi offuscato e incolore.

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  • Un altro aspetto da considerare, quello in relazione al fatto che a ogni colore caratteriale corrisponde, in genere, un difetto della personalit allorigine di un problema specifico. Per cui, secondo quanto abbiamo potuto constatare attraverso i fenomeni di interazione tra i colori, si pu dedurre che la soluzione migliore a un problema di natura caratteriale

    on consista nel contrastare detto problema ma nello sviluppare addi , un arattere irascibile viene equilibrato sviluppando la calma. Oppure, avarizia e la prodigalit, il fanatismo e lindifferenza, e altri opposti quilibri, vengono compensati come i piatti di una bilancia luno ttraverso laltro. Per cui ogni eccesso serve a bilanciare leccesso pposto. Al contrario, se invece viene contrastato il difetto, questo nde normalmente a riaffermarsi. Questo perch tale azione di

    ontrasto equivale a voler soffocare una parte di noi stessi, la quale naturalmente tende a opporsi, coperson di s.

    gni tempe vo, mentre

    ; e il contrappasso del Purgatorio dantesco).

    ntivamente il colore caratteriale opposto: cos come, ad esempio

    clsaotec

    s come tenderebbe a opporsi una a nel m sione omento in cui si soffocasse la sua libera espres

    ramento pertanto costituisce un aspetto positiOquello negativo dato dalla carenza delle qualit o energie degli altri temperamenti, i quali insieme conferiscono equilibrio alla personalit. Ogni colore , a un tempo, forte e debole in rapporto agli altri colori.

    Nella 1a immagine il colore verde viene soffocato (depressione, sensi di colpa); nella 2a lo stesso colore viene accentuato (attenzione su di esso); nella 3a gli si oppone una forza contraria sottrattiva (rifiuto, giudizio), anche se sotto resta comunque sempre presente; nella 4a viene raggiunta larmonia additiva con la qualit/energia opposta (cfr. lantica regola dellagere contra, per diametrum

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  • La base dellinterazione tra le persone data dalla comunicazione e in questa, generalmente, si riflettono i modi dessere di ciascuno di noi6. Nei modi dessere, a loro volta, possibile riconoscere la predominanza della natura emotiva o razionale di ogni donna e di ogni uomo. Tali nature sono in relazione coi due emisferi del cervello umano, ai quali corrispondono differenti funzioni e propriet. Lemisfero sinistro in relazione con la mente che pensa: razionale, logica, analitica, caratterizzata dal pensiero lineare e temporale. Lemisfero destro associato, invece, alla mente che sente: emozionale, intuitiva, analo-gica, creativa, capace dellimmaginazione e di una visione globale. Di queste nature, entrambe presenti in tutti noi, spesso una prevale rispetto allaltra. Per cui succede che, quando due persone comunicano principalmente attraverso le proprie differenti modalit, si esprima una bassa intesa tra le due. Il che equivale a un basso scambio di energia.

    Quando invece queste comunicano secondo le reciproche modalit, si sprime una maggiore intesa; anche se non sempre in modo... autentico.

    Un gesto, una parola o lattenzione altrui possono essere fonte di energia quando toccano le nostre corde.

    . Nella comunicazione tra le persone si possono individuare due principali livelli di omprensione: la comprensione verbale e quella empatica o esperienziale. La prima

    e

    6cperlopi superficiale, mentre solo la seconda, in aggiunta alla prima, permette una reale piena comprensione. Normalmente si crede di capire solo perch si sono capite le parole e i concetti, ma spesso non si va oltre a questi. Ci perch non c una reale trasmissione sulla stessa lunghezza donda; ovvero perch non si accomunati dalle stesse idee, interessi, valori, esperienze e sentimenti.

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  • La natura emotiva o razionale non dominante di supporto a quella dominante: ovvero, una persona razionale si appassiona a ci che stimola il proprio intelletto; mentre una persona emozionale si interessa, volge l intelletto a ci che stimola le proprie emozioni.

    sa i astratto, lontano, di scarsa utilit pratica; e c anche chi ritiene che

    non esista affatto. La spiritualit, al contrario, un tuttuno con la nostra realt, perch lo spirito energia e tutto dipende da essa. Lo spirito, a sua volta, proviene dalla mente cosmica o anima universale e ne quindi intimamente connesso.

    on questo, il fatto di orientarci verso la spiritualit non significa che la

    manifesta dellEssere; anche se tale scopo non ci appare chiaro o semplice da riconoscere. Ognuno ha le proprie particolari caratteristiche che lo contraddistin-guono, le proprie capacit, il proprio talento o le attitudini innate per svolgere il proprio ruolo nella vita; quel modo particolare di vedere, capire, fare le cose che altri non no o hanno in minor misura; capacit che il mondo. Questo ci i modelli, le spettative degli altri, o i puri fattori legati al denaro e al successo, se

    Cos come per la vista, esiste un occhio non dominante che supporta la prospettiva dettata da quello dominante nel conferire il senso di profondit a tutto ci che viene osservato7.

    *** Molte concezioni sbagliate o preconcetti rappresentano normalmente dei limiti, poich dallincomprensione o dalla non accettazione di un qualcosa nasce il precludersi di quella che, invece, potrebbe essere una soluzione o unopportunit. Ad esempio, c chi ritiene che la spiritualit sia qualcosa di separato dalla realt di tutti i giorni, qualcod

    Cmaterialit non abbia importanza. Al contrario! Il fatto che ciascuno di noi incarni il proprio colore, il proprio raggio di luce originale, ci rende

    nici, ognuno con il proprio scopo o ragione di esistere, quale specifica uespressione

    han, se utilizzate, contribuirebbero ad arricchire ch alse dovrebbe motivare tutti noi, e non i f

    aintesi solo come mezzi per accrescere limportanza del proprio ego. 7. Locchio dominante quello con cui possibile, chiudendo luno o laltro occhio, osservare ancora un punto lontano individuato con entrambi gli occhi aperti attraverso un anello formato col pollice e lindice. A tal proposito si pu aggiungere che locchio sinistro correlato con lemisfero emotivo mentre locchio destro con quello razionale.

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  • Allo stesso tempo, ogni colore perde di senso se non in rapporto con gli altri colori e se non in relazione, in ultima analisi, con lessere parte integrante di un unico sistema organico costituito dagli stessi. La questione non sta quindi nel fatto che un dato colore (modo dessere,

    rale sono tutti importanti e, uindi, tutti rapportabili sullo stesso piano. Tutto dunque sta nel capire,

    scegliere o accettare, con attegg nto nuovo e ispirato, qual il

    sviluppo, conserva la stessa olistica unit attraverso

    me ottimizzato di interazioni che si riflette nel

    . Questa semplice verit si pu riconoscere, al di l del parallelismo cellulare, nel

    ruolo, lavoro, eccetera) sia migliore o peggiore di un altro; ci che conta sono, invece, il rispetto e il giusto riconoscimento per ogni tipo di contributo, perch ai fini del benessere geneq

    iameproprio scopo al di l delle mode e dei falsi valori. In questo senso, si pu cogliere unanalogia con le differenti parti costituenti del corpo umano, ognuna con la sua specifica funzione finalizzata al benessere dellintero organismo. Il nostro corpo origina, nel concepimento, da ununica cellula uovo e per quanto complesso e differenziato nelle sue parti, una volta completato il suo unintelligenza che si manifesta in ogni sua parte: dagli apparati agli organi, fino alle singole cellule. Cellule che svolgono ciascuna la propria funzione e che, allo stesso tempo, beneficiano delle funzioni di tutte le altre, in un insieperfetto funzionamento, altrimenti impossibile, di un organismo estremamente complesso8.

    Il benessere della parte equivale, olograficamente, al benessere dellinsieme.

    Quando, al contrario, le diverse parti del corpo non lavorano in armonia tra loro, come sappiamo, subentrano invece il malessere o la malattia e parallelamente, a livello sociale, la divisione tra gli uomini, il disagio e le varie forme di ingiustizia. Si pu inoltre osservare che il contributo di ogni singola cellula non si limita esclusivamente a quello nei confronti delle cellule vicine, del proprio tessuto o del proprio organo, ma a tutto lorganismo. 8concetto filosofico orientale conosciuto come azione essenziale o agire senza agire (Wu wei), dato dalloperare con il minimo impegno e il massimo risultato entrando in comunione con ogni cosa; e nellinsegnamento evangelico relativo alla divina provvidenza, con la parabola degli uccelli del cielo e dei gigli del campo (Mt 6, 25-34). Candore dei gigli che, sempre nel vangelo, rimanda alla purezza dei bambini (Mt 18, 3).

    54

  • Nellorganismo della societ umana, invece, le singole cellule, ovvero gli uomini, assumono normalmente un comportamento ben differente. Qui gli egoismi individuali producono una societ altrettanto egoista, in cui si deve lottare per avere semplicemente ci che a tutti spetterebbe di diritto: il necessario di che vivere decorosamente e dove le varie forme di associazione nascono e si sviluppano, contrariamente da un organismo sano, per assumere maggiore forza e privilegi a discapito di tutto e di tutti. Cos, il principio olografico fa s che la disarmonia nelle persone produca, in generale, la disarmonia tra i popoli della Terra e, in

    e, i nostri sogni e desideri; la nostra vita.

    Spi t, senza perdere il senso della propria individualit.

    onsiderazione, giudizio, punto di vista o azione in merito a qualunque osa. Ad esempio, chi definisce e delimita il concetto di bene o verit, genera di

    particolare, la disarmonia a livello cellulare nei corpi delle stesse persone, con il conseguente svilupparsi delle diverse malattie9.

    ***

    Lo scopo della vita la libert attraverso il senso di unit. Il contatto con la luce invisibile ci offre la forza, il benessere e la centratura che sola ci pu donare quella comprensione unitaria universalmente condivisibile, al di l dei divergenti punti di vista; mentre il colore, lindividualit, ci offre i mezzi specifici per esprimere al meglio la nostra mission

    ritualit andare oltre la propria individuali

    ***

    9. Secondo il principio della corrispondenza olografica, il vero benessere individuale attuabile solo attraverso lequazione: benessere personale = benessere collettivo. In altri termini, il nostro pensiero allorigine del nostro stato relativo o dualistico di consapevolezza (dove la realt viene percepita ordinariamente in termini di opposti), da cui ogni nostra ccconseguenza ci che male o falsit. Chi ricerca il bene per s, determina automaticamente il male per qualcun altro e, di conseguenza, anche per s. Per questo, per superare il bene e il male quali nostre creazioni, bisogna cessare di dividere il mondo e orientarci, invece, verso larmonia globale dello stato di consapevolezza unitario, dove il benessere personale e collettivo equivalgono e coincidono e non sono contrapposti ad altro perch non c altro a cui essere contrapposti.

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  • La vera consapevolezza ci data dalla congiunzione con lEssere. C una conoscenza dellassoluto, dei principi spirituali naturali ed eterni che ci indicano la strada per la luce, il nostro vero essere, e una conoscenza del relativo che ci pervenuta fin dal momento della nostra nascita attraverso i modelli familiari, educativi, culturali e sociali di riferimento; modelli che ci hanno sempre circondato e attraverso i quali ci stato cucito addosso un abito mentale conforme al sistema in cui viviamo. La nostra attenzione pu essere rivolta verso luna o laltra

    Il vero viaggio di scoperta non consiste nel

    Marcel Proust

    adroni del proprio destino. Ma la libert, cos come la nostra stessa alt, solo unillusione quando si vive attraverso lego. Un esempio

    della nost rivela la difficolt d ufficiente

    rovare ad annullare completamente ogni tipo di pensiero, solo per pochi minuti, per potercene rend nto10. Il succedersi involontario

    i pensieri sempre diversi e, nel contempo, sempre uguali produce un

    ismi

    dimensione e, normalmente, a livello collettivo, viene riposta nella seconda: quella relativa alla nostra condizione ordinaria e al credo individualista. Ora, il pensiero si pu collegare con lanima oppure con lego, per cui noi siamo ci che pensiamo.

    cercare nuove terre, ma nellavere nuovi occhi.

    Vivere lego significa innanzitutto vivere i propri limiti, lignoranza e la paura di ci che non si conosce e con essa il suo rifiuto. Da questo deriva uninfinit di problematiche, tra cui quella di non essere consa-pevoli di tutto questo; pertanto si vive con lillusione di essere liberi e pre

    ra incapacit di essere padroni di noi stessi ce lo i tenere semplicemente a bada la nostra mente. s

    pere co

    ddialogo interiore continuo che se fosse esternato verremmo presi probabilmente per matti. Un processo, questo, suscitato da meccaninconsci e abitudini che ci fanno procedere sempre sugli stessi binari. Pensieri consci e inconsci automatici dati dal nostro vissuto, dalle nostre credenze, dai problemi della vita, i desideri, le aspettative, le insofferenze, i malesseri, le incomprensioni, le fantasie, i ricordi, i progetti, il pessimismo e le speranze. 10. Se il penso dunque sono, per usare la celebre espressione cartesiana, costituisce per noi una realt, che effetto potr farci allora lidea di non pensare?

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  • Pensieri ed emozioni che dipingono incessantemente la nostra realt, piacevole o meno, facendo uso dei nostri colori personali, quelli che caratterizzano il nostro modo dessere.

    Tu sei il tuo profondo desiderio. Il tuo desiderio il tuo volere. Il tuo volere la tua azione.

    La tua azione il tuo destino. Brihadaranyaka Upanishad

    Giungiamo, ora, a un concetto fondamentale della spiritualit: il principio di causa ed effetto.

    Cos, in fondo, la magia se non la manifestazione del pensiero. Il nostro mon iva di magia. Realizzare l olo da noi.

    gni fatto nella nostra realt avviene in base a un principio di causa ed

    o crede di essere distinto dal resto del

    a questa legano).

    do allora non che una grande opera collettinferno o il paradiso in Terra dipende, quindi, s

    Oeffetto, o attrazione, per cui a ogni causa corrisponde sempre un effetto, a ogni azione (e non azione) una reazione. Non un effetto qualunque, ma sempre in relazione con la propria causa, in quanto, come gi considerato, ogni cosa legata insieme in una rete di reciproche interazioni. Ci significa che tutti i nostri pensieri, le nostre parole e le nostre azioni, a livello individuale e collettivo, costituiscono una forza che si propaga tuttintorno e, nel contempo, come uneco si riverbera su se stessa. Per cui, si pu affermare che il mondo lo specchio della nostra mente, una creazione a nostra immagine. Tale concetto base si collega a ci che conosciuto comunemente come il principio del karma11. Questo inoltre significa che i fenomeni osservati appaiono diversamente a seconda del nostro schema di pensiero; ovvero, ogni 11. Il karma (dal sanscrito, azione) una forza dinamica, un fuoco, allorigine della continua mutazione e trasformazione delluniverso e della vita. Nel pensiero indiano ha assunto anche il significato, legato al mondo illusorio della maya, di conseguenza ineluttabile delle azioni; per cui, finch luommondo legato ai suoi limiti e ai suoi stessi inganni. Cos il bene e il male, lamore e lodio, non sono che concetti relativi, espressioni dellego, cio espressioni che si collocano sul piano orizzontale dellesperienza umana ordinaria (e che

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  • atteggiamento e credenza determina la nostra esistenza, la nostra realt, perch ogni visione relativa resa assoluta dal crederci. E parafrasando Epitteto:

    Non si cred e si crede. Ovvero, nes o positivo: ci che lo re interpreta.

    Le cose affini dunque o tutto ci che in intonia con la nostra attitudine mentale, anche inconscia, perch

    razioni tra le luci e i colori, ogni nostro ensiero colora noi stessi e lo spazio che ci circonda e, allo stesso

    tem o

    ssere ci che vogliamo essere, che tradotto in pratica si pu esemplifi-

    e ci che si vede ma si vede ci chsun evento di per s negativo nde tale il modo in cui lo si

    si attirano. Noi attiriamsallorigine di onde pensiero che risonano con tutto ci che loro affine. Cos, ricollegandoci alle intep

    po, costituisce un filtro mentale attraverso il quale noi diveniamricettivi unicamente allo stesso colore presente nel mondo esterno. Da questo deriva un apparente paradosso, secondo cui dobbiamo gi ecare con: per essere felici, bisogna essere felici. Ovvero, la vera felicit non il risultato del realizzarsi di determinate condizioni esterne (soldi, sogni, amore) ma il risultato di uno stato danimo positivo che deve essere gi presente in noi stessi. Una lunghezza donda, una misura, uno stato mentale che per affinit richiama o ci permette di cogliere la felicit in ogni cosa. Mentre linfelicit richiama linfelicit.

    Luomo misura di tutte le cose. Protagora

    Intorno a noi esiste gi ogni possibilit positiva o negativa, invisibile come le onde radio. Dipende dal nostro filtro o struttura di pensiero poter vedere, sintonizzarci, ossia rendere manifesta nella nostra esistenza luna o laltra.

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  • Ogni uomo, essere o cosa come una corda sonora, una tra le innumerevoli del complesso strumento musicale chiamato mondo, ciascuna con la sua nota, che consuona con tutto ci le affine.

    Pertanto realt tutto ci in cui si crede o fini. Ad sempio, se si coltiva un atteggiamento armonioso si trasmette e si

    stra

    maginando possibili scenari della situazione indesiderata o temuta. Ad esempio, a paro vert ma la paura ci porta a immaginare invece condizioni di miseria. Ora, il punto che la mente razionale come divisa da tutto il resto (corpo, mondo esterno), a differenza della mente pi profonda, analogica; per questo un pensiero verbale non ha la stessa influenza sulla realt di quanto lo abbia invece unimmagine mentale, unemozione o una sen-sazione. Quindi con questo tipo di comportamento si favorisce proprio il realizzarsi di quelleventualit che razionalmente non si vorrebbe. La resistenza non risolve o allontana le situazioni ma le trattiene o attira, attraverso una sorta di sintonia. Per questo, quando non si vuole qualcosa, per essere efficace e coerente, questo desiderio deve essere sempre associato allimmagine della situazione desiderata e mai a

    uella non desiderata. Quindi, per ottenere ci che si vuole non bisogna pensare a ci che non si vuole (problemi, ma