Introduzione Alla Lingua Paleoslava

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MANUALIUMANISTICA

8

biblioteca di studi slavistici

Comitato scientificoGiovanna Brogi Bercoff (Direttore), Michaela Bhmig, Stefano Garzonio (Presidente AIS), Nicoletta Marcialis, Marcello Garzaniti (Direttore Esecutivo), Krassimir Stantchev

Comitato di redazioneAlberto Alberti, Giovanna Brogi Bercoff, Marcello Garzaniti, Stefano Garzonio, Giovanna Moracci, Marcello Piacentini, Donatella Possamai, Giovanna Siedinatitoli gi pubblicati

1. Nicoletta Marcialis, Introduzione alla lingua paleoslava, 2005 2. Ettore Gherbezza, Dei delitti e delle pene nella traduzione di Michail M. erbatov, 2007 3. Gabriele Mazzitelli, Slavica biblioteconomica, 2007 4. Maria Grazia Bartolini, Giovanna Brogi Bercoff (a cura di), Kiev e Leopoli: il testo culturale, 2007 5. Maria Bidovec, Raccontare la Slovenia. Narrativit ed echi della cultura popolare in Die Ehre Dess Hertzogthums Crain di J.W. Valvasor, 2008 6. Maria Cristina Bragone, Alfavitar radi uenija malych detej. Un abbecedario nella Russia del Seicento, 2008 7. Alberto Alberti, Stefano Garzonio, Nicoletta Marcialis, Bianca Sulpasso, Contributi italiani al XIV Congresso Internazionale degli Slavisti, 2008

NICOLETTA MARCIALIS

Introduzione alla lingua paleoslava

Firenze University Press 2007

Introduzione alla lingua paleoslava / Nicoletta Marcialis. Firenze : Firenze university press, 2007. (Manuale umanistica, 8) http://digital.casalini.it/9788884536624 Stampa a richiesta disponibile su http://epress.unifi.it ISBN978-88-6453-114-4 (online) ISBN 978-88-8453- 661-7 (print) 491.81701 (ed. 20) Lingua slava antica

2007 Firenze University Press Universit degli Studi di Firenze Firenze University Press Borgo Albizi, 28 50122 Firenze, Italy http://epress.unifi.it/ Printed in Italy

INDICEPremessa Introduzione 1. Paleoslavo e evangelizzazione degli slavi 2. Costantino e Metodio 3. La missione morava tra impero romano (Roma e Bisanzio) e impero franco 4. La lingua paleoslava 5. Cirillico e glagolitico 6. Il canone paleoslavo 7. Paleoslavo e slavo ecclesiastico nella Slavia orientale 8. Lo slavo ecclesiastico ibrido 9. La II influenza slava meridionale 10. Redazione rutena e redazione moscovita dello slavo ecclesiastico 11. La reinvenzione della grammatica 12. La riforma di Nikon e la creazione di una norma panrussa dello slavo ecclesiastico Fonetica 1. Dal protoindoeuropeo al protoslavo 2. Consonantismo 3. Vocalismo 4. Apofonia 5. Trasformazioni del consonatismo (occlusive e fricative) 6. Trasformazioni del consonantismo (sonoranti) 7. Intonazione 8. Trasformazioni del vocalismo 9. Dal protoslavo antico allo slavo comune tardo 10. La I palatalizzazione 11. La iodizzazione 12. Metafonia palatale 13. Monottongazione dei dittonghi in semivocale 14. La II palatalizzazione 15. Consonantizzazione delle semivocali 16. Semplificazione dei nessi consonantici 77 77 79 79 81 84 85 85 86 87 88 89 89 91 92 93 3 6 16 31 33 37 46 59 63 69 72 73 1 V

II

Il paleoslavo

17. Dittonghi in nasale 18. Sviluppo di jod protetico 19. Dittonghi in liquida 20. La III palatalizzazione 21. Nuova metafonia palatale 22. Slavia settentrionale e slavia meridionale 23. Fine della parola 24. Trasformazione della quantit in timbro 25. Nuove alternanze vocaliche 26. Gli jer Morfologia 1. Le parti del discorso 2. Il nome 3. Temi in *a 4. Temi in *o 5. Principali suffissi derivativi dei nomi in *o e in *a 6. Temi in * 7. Temi in *u 8. Temi in consonante 9. Temi in *u 10. Laggettivo 11. Comparativo e superlativo 12. Il pronome 13. Sostantivi pronominali 14. Aggettivi pronominali 15. I numerali 16. Il verbo 17. I tempi verbali 18. Modo, diatesi, persona e numero 19. Suffissi tematici e derivativi 20. Classificazione 21. Laoristo 22. Limperfetto 23. I participi 24. I tempi composti 25. Il modo condizionale

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111 112 116 118 122 129 132 133 138 139 141 144 145 147 152 156 159 161 162 164 177 184 186 193 194

Indice

III

26. Il modo imperativo 27. Infinito e supino 28. Infinito sostantivato e sostantivo verbale Sintassi 1. Il paleoslavo e il greco 2. La sintassi della proposizione: il soggetto 3. Il predicato 4. I complementi 5. Uso delle preposizioni 6. La sintassi del periodo 7. Proposizioni completive 8. Proposizioni completive implicite 9. Proposizioni relative 10. Proposizioni circostanziali 11. Proposizioni ipotetiche e periodo ipotetico 12. Proposizioni causali 13. Proposizioni concessive 14. Proposizioni consecutive 15. Proposizioni finali 16. Proposizioni temporali 17. Proposizioni circostanziali implicite Appendici 1. La normalizzazione 2. Tavole morfologiche

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199 200 202 204 211 228 232 235 237 240 241 242 243 244 244 245 246

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Premessa

Chiunque voglia conoscere in modo non superficiale il mondo slavo deve fare i conti con la sua pi antica scripta: strumento indispensabile per la ricostruzione delle protolingue, prezioso testimone della differenziazione dialettale dello slavo comune, veicolo di una tradizione culturale fondante ed esso stesso simbolo identitario, il paleoslavo delle prime traduzioni cirillometodiane cresce nei secoli, occupando lintero spazio letterario di grande parte della Slavia medievale. Ricercatori appartenenti a diversi ambiti disciplinari hanno studiato il paleoslavo (e lo slavo ecclesiastico che ne rappresenta la naturale evoluzione) dal punto di vista dellindoeuropeista, dello specialista di linguistica slava, dello storico delle lingue letterarie, del filologo: il loro impegno ha prodotto ottimi manuali, quali la Geschichte der Altkirchenslavischen Sprache di Nicolaus Van Wijk (Berlin und Leipzig 1931), i due volumi di Staroslavjanskij jazyk di A. M. Seli ev (Moskva 1951 e 1952), il Manuel du Vieux Slave di Andr Vaillant (Paris 1964), Old Church Slavonic Grammar di Horace G. Lunt (The Hague 1968), U ebnice jazyka staroslov nskho di Josef Kurz (Praha 1969), Altbulgarische Grammatik als Einfhrung in die Slavische Sprachwissenschaft di Rudolf Aitzetmller (Freiburg 1978), Wst p do filologii s owia skiej di Leszek Moszy ski (Warszawa 1984), Staroslavjanskij jazyk di G. A. Chaburgaev (2 ed. Moskva 1986), The Dawn of Slavic di Alexander M. Schenker (New Haven and London, 1995) e numerosissimi altri. La manualistica in lingua italiana, che non certo altrettanto ricca, esprime tuttavia la medesima variet di angolazioni: ricordo gli ormai introvabili lavori di Natalino Radovich (Slavo ecclesiastico antico, Napoli 1965) e Carlo

2I V

Il paleoslavo

Verdiani (Manuale di slavo antico, Firenze 1956), i Lineamenti di fonologia slava di Aldo Cantarini (Brescia 1979) e il pi recente Corso di lingua paleoslava di Lilia Skomorochova Venturini (Pisa 2000). Frutto di lunghi anni di insegnamento della Filologia slava presso lUniversit di Roma Tor Vergata, anche questa Introduzione alla lingua paleoslava nasce dal combinarsi degli interessi dellautrice e di esigenze didattiche, ovvero dalla constatazione che tra tutte le lingue slave gli studenti conoscono prevalentemente il russo, e che la maggioranza interessata ad approfondire aspetti di storia della lingua piuttosto che questioni di grammatica slava comparata: il manuale si rivolge quindi elettivamente a studenti russisti, in una prospettiva diacronica che prelude a studi di storia dello slavo ecclesiastico e di storia della lingua russa. Tuttavia, lampio spazio dedicato alle ascendenze indoeuropee e al protoslavo, nonch lassoluto privilegio accordato alla norma ricostruita in base ai manoscritti del cosiddetto canone (anche a spese dellattenzione allindividualit degli stessi) dovrebbero garantirne lutilit e la fruibilit da parte di chi affronti lo studio della Filologia slava partendo da qualsiasi lingua slava moderna. LIntroduzione alla lingua paleoslava non avrebbe potuto essere scritta senza la collaborazione degli studenti, le cui domande e i cui dubbi mi hanno consentito di correggere imperfezioni di varia natura nella presentazione del materiale. Oltre che a loro, la mia riconoscenza va ai colleghi che hanno letto questo lavoro nelle sue diverse stesure preliminari: Sergio Bonazza, Giovanna Brogi, Giuseppe DellAgata, Mario Enrietti, Krasimir Stanchev. Gli errori ovviamente sono tutti miei.

Introduzione

1. Paleoslavo e evangelizzazione degli slavi Si definisce paleoslavo, o slavo ecclesiastico antico, la lingua in cui i fratelli Costantino (Cirillo) e Metodio, missionari tra gli slavi, tradussero i libri sacri per quei popoli, sino ad allora privi di scrittura. La storia delle culture e delle letterature slave prende avvio da questa evangelizzazione. Nel IX secolo gli slavi, etnicamente e linguisticamente ancora poco differenziati, erano disseminati su un territorio vastissimo dellEuropa centroorientale, dal corso superiore del Volga sino al mare Adriatico, dal Baltico orientale al mar Nero. In conseguenza della loro espansione intere provincie storiche dellimpero romano, la Tracia, la Mesia, la Dacia, la Macedonia, le Pannonie, il Norico, la Dalmazia, si erano profondamente slavizzate e si stavano dando forme embrionali di organizzazione statale: chiesa e impero si trovano a fronteggiare il problema dellassimilazione delle popolazioni slave allinterno dei propri confini e quello dei rapporti diplomatici con le nuove lites dirigenti della Moravia, della Pannonia e della Bulgaria. Se gli slavi penetrati nel cuore dellimpero bizantino erano da tempo cristiani, levangelizzazione delle periferie, dopo alcuni episodi che avevano visto protagonisti missionari soprattutto irlandesi, si attua a partire dalla met del VIII secolo1 per iniziativa del clero franco delle diocesi di Frisinga (Freising), Ratisbona (Regensburg), Passavia (Passau), Salisburgo (Salzburg) e del patriarcato di Aquileia (Cividale del Friuli). Minacciati dallespansionismo dei Franchi vittoriosi contro gli Avar