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orkney's italian chapel (it)

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  • La chiesettaitaliana

    di Orkney

  • La chiesetta italiana di Orkney

    Il volto di Cristosegnato dal tempo

    sopra lentratadella cappella di Lambholm

    Comitato per la conservazione della cappella

  • 2Alla cappella italianaDe ProfunDis clamavi

    Leva i calzari dai tuoi piedi, pi ancorapiega il ginocchio se vuoi entrare qui dentro;poich una divina presenza aleggia pressoquesto Santo dei Santi su una spiaggia flagellata dalla tempesta.Quali preghiere, quali desideri esposero al loro Dioquesti prigionieri quando per calmare i loro timoriCristo si chinava verso di loro dal suo tabernacolo!Quante volte il sacerdote implor la Santa Ostia! Lunghi anni addietro a Patmo lisola solitariaS. Giovanni indugiava nellattesa duna chiamataNon preg egli per costoro nel loro esilio?E quella cara Vergine madre di noi tutti,il cui cuore aveva conosciuto lacuta ferita della spadanon avr dato loro il tributo delle sue lagrime, del suo sorriso?

    H. CARLTON S. MORRIS

  • 3IL MIRACOLO DEL CAMPO 60

    La Cappella italiana ieri e oggi

    La chiesetta di Lambholm, Orkney (isole Orcadi), meglio nota come la Cappella italiana, , ad eccezione della statua di S. Giorgio, nelle sue vicinanze, lunico residuo del Campo 60, che negli ultimi anni della seconda guerra mondiale ospit parecchie centinaia di prigionieri italiani. Questi uomini, catturati durante la campagna del Nord Africa, furono inviati nelle Orcadi per lavorare alle Barriere Churchill, una serie massiccia di strade rialzate in cemento che limitano gli accessi orientali verso Scapa Flow. Da principio il campo consisteva di tredici malinconiche baracche, ma gli italiani vi costruirono sentieri in cemento, piantarono fiori, cos che lintera area fu trasformata. Ad ornamento della piazza un prigioniero dotato di senso artistico, Domenico Chiocchetti, eresse la statua di San Giorgio, fatta con uno scheletro di filo spinato rivestito di cemento. Furono creati mezzi di svago: un teatrino con scenario e una baracca per ricreazione che nel suo arredamento aveva anche una tavola da biliardo.

    Al campo mancava ancora una cosa: una cappella. I prigionieri, che ne sentivano vivo desiderio, ne fecero calda richiesta allispettore dellufficio di guerra dei Campi dei P.O.W. (Prigionieri di Guerra).

  • 4Passarono diversi mesi, finch per un felice insieme di circostanze, si incontrarono il nuovo Comandante del Campo 60, il Maggiore (poi Colonnello) T.P. Buckland, un Cappellano entusiasta, padre Gioachino Giacobazzi, e Chiocchetti, lartista prima citato. Non completamente chiaro a chi di questi si debba lidea di costruire una vera chiesetta, ma ci non importa. Essa si svilupp ovviamente come risultato naturale della buona volont del Comandante, dellamore pastorale del Cappellano, del genio di Chiocchetti e dei suoi compagni prigionieri. Nessuno di loro per poteva prevedere che dalle loro mani avrebbe preso forma un edificio che tuttora un capolavoro di bellezza e unattrattiva per innumerevoli visitatori.

    Verso la fine del 1943 furono adattati per i prigionieri due capannoni preesistenti. Il progetto originale fu di utilizzare un capannone come scuola e laltro come chiesa. Poi, con il consenso del Comandante, Chiocchetti si mise al lavoro per costruire il santuario allestremit pi lontana del Campo. Mentre lavorava, la sua immaginazione si infiammava. Molte idee si formarono nella sua mente, ma ognuna doveva essere realizzata col pi semplice materiale: rottami e mezzi di fortuna. Chiocchetti costitu con i suoi compagni una piccola squadra di assistenti fra i quali Buttapasta, cementista, Palumbi, fabbro, Primavera e Micheloni, elettricisti, e poi Barcaglioni, Battiato, Devitto, Fornasier, Pennisi, Sforza e altri.

    Construzione delle barriere. Da un dipinto di Domenico Chiocchetti

  • 5Labside, che fu la concezione originale, richiese molto tempo e lavoro. Il ferro corrugato del capannone fu coperto di intonaco. Laltare, la cancellata, la pila dellacqua santa, tutti di bel disegno, furono modellati in cemento. Dietro laltare, fino al soffitto, fra due finestre di vetro istoriato, con le rappresentazioni di San Francesco dAssisi e di Santa Caterina da Siena, fu amorevolmente dipinta la Madonna col Bambino, capolavoro di Chiocchetti, copiata da unimmaginetta che egli aveva portato con s durante tutta la guerra.

    Per le entrate da entrambe le parti del santuario fu acquistato del damasco, in tinta oro, presso una ditta di Exeter e pagato con denaro del fondo di beneficenza dei prigionieri. Palumbi fece due candelabri in ferro e, quattro in ottone ne fece Primavera. Dai relitti duna nave naufragata si ricav il legno per il tabernacolo. La volta del santuario fu affrescata da Chiocchetti con i simboli dei quattro Evangelisti e pi in basso egli dipinse da entrambe le parti due Cherubini e due Serafini. Nel centro della volta spicca la Bianca Colomba, simbolo dello Spirito Santo.

    Linterno della cappella con laltare e la transenna in ferro battuto

  • 6Il contrasto fra labside cos completata e il resto della Cappella era cos stridente da indurre Palumbi, abile lavoratore del ferro, specializzatosi in America, a eseguire linferriata divisoria in ferro battuto, sempre su disegno di Chiocchetti. Questo lavoro dur quattro mesi e linferriata ancora una delle glorie principali della Cappella.

    Ottenuto in tale modo un s bel tempietto lartista e i suoi aiutanti trovarono il resto del capannone non soddisfacente e decisero di abbellire in qualche modo tutto linterno. Il Comandante si adoper per procurare pannelli di stucco sufficienti per rivestire tutto il capannone. Questi furono fissati su intelaiature di legno, lasciando uno spazio daria fra i pannelli e lintelaiatura. Lidea di Chiocchetti era di dipingere tutto linterno a finti mattoni con uno zoccolo lungo la base delle pareti curve che doveva imitare la pietra intagliata. Questo lavoro era troppo per un solo uomo e perci fu mandato un altro pittore, Pennisi, da un campo vicino per lavorare sotto la guida di Chiocchetti.

    Come labside aveva reso meschino laspetto della navata, cos ora per un nuovo contrasto, linterno rendeva povero tutto lesterno. Con laiuto di Buttapasta fu costruita una facciata per togliere la vista spiacevole del capannone. Nel centro fu costruito un architrave sostenuto da pilastri di cemento. La facciata venne sormontata da un campanile ornato da entrambe le parti da guglie gotiche. Finestre con vetri colorati aggiunsero luminosit e colore. Sopra larchitrave Pennisi modell un Cristo di argilla rossa, coronato di spine. Col passare degli anni le intemperie guastarono questo Cristo, per il risultato fu che esso divenne ancor pi suggestivo. Alla fine venne applicato un robusto rivestimento in lamiera a tutto lesterno del capannone.

    Sul soffitto a volta del Santuario queste figure di angeli sono dipinte in prossimit della pala

    dellaltare con la Madonna e il Bambino.

  • 7Quando nel 1945 i prigionieri lasciarono lisola, Chiocchetti rimase ancora per completare la pila dellacqua santa che era gi in lavorazione. La gente delle Orcadi promise, per bocca del sig. P.N. Sutherland Greame, Lord Luogotenente di Orkney, che avrebbe curato la cappella: questi, che era proprietario dellisola, aveva sempre mostrato molto interesse.

    Quando la cappella fu finita ebbe luogo una solenne funzione, resa pi bella dalla musica dun disco riproducente il concerto delle campane e del coro di S. Pietro in Roma. Finita la guerra, la cappella fu usata solo per breve tempo ancora.

    Come la cappella fu restaurataCessato il conflitto scomparve lintero campo, ad eccezione dei sentieri e

    delle fondamenta dei capannoni, ma rimase la cappella e il San Giorgio col suo drago. Gli Orcadiani, che avevano saputo della sua bellezza, cominciarono a visitarla. A mano a mano essa divenne meta di pellegrinaggio nei giorni festivi e di vacanza, e migliaia di persone venivano a visitarla ogni anno. Il problema della sua conservazione preoccupava il sig. Sutherland Greame, ma ripetutamente gli avevano fatto osservare che la natura del materiale impiegato nel lavoro rendeva impossibile una conservazione permanente. La questione del mantenimento diventava sempre pi urgente, poich mentre la notoriet e la fama della chiesetta crescevano, continuava progressivamente a peggiorare il suo stato di conservazione.

    Al lavoro di nuovo nella sua cappella Chiocchetti riesegue a mano libera il disegno originale di un pannello danneggiato

  • 8Nel luglio 1958 per iniziativa di Padre J. Ryland Whitaker S.J., fu fondato un comitato, sotto la presidenza del sig. Sutherland Greame, per la conservazione della cappella. Nel corso del 1958 il comitato esegu una serie di restauri, finanziati dai contributi dei visitatori.

    Attraverso la stampa venne interessata la BBC, dipartimento sud-europeo, che nellestate del 1959 diram attraverso lItalia un comunicato che esponeva un programma per la cappella e includeva anche unintervista a Chiocchetti che si era riusciti a rintracciare a Moena, sua patria nelle Dolomiti. Linteresse crebbe ulteriormente, verso la fine di quellanno, in seguito alla pubblicazione di lunghi articoli sullOrkney Herald di Padre Giacobazzi e di Chiocchetti, che descrivevano la costruzione della cappella.

    Nel marzo 1960 il sogno del Comitato divenne realt. Grazie alla generosa elargizione della BBC Domenico Chiocchetti venne per una visita di tre settimane, ospite del comitato. Il ritorno alla cappella fu per lui unemozionante esperienza e il contatto con la gente del luogo particolarmente affettuoso. Durante il suo soggiorno Chiocchetti, aiutato dal sig. Stanley Hall di Kirkwall, restaur lopera di pittura allinterno e fece parecchie riparazioni anche allesterno. Nella preparazione di questa visita il comitato ebbe una indispensabile assistenza dai sigg. Ricono e Fenoglio della BB