LARIO ROCK - Pareti - Grigne, Medale, Valsassina, Orobie, Resegone, Pareti del Lago

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Molte delle vie tracciate sulle bastionate rocciose dei monti lariani, hanno reso la zona lecchese, e quella delle Grigne in particolare, celebre in un contesto internazionale. Dagli itinerari storici degli anni 30, sino alle numerose vie moderne attrezzate, sulle pareti lecchesi esiste oggi una possibilità di azione estremamente ampia. Questo volume mira a dare un quadro in gran parte esaustivo della situazione tecnica attuale, arrivando sino alle Orobie e non trascurando strutture minori. Gli autori hanno arricchito la guida con una serie di approfondimenti storici corredati da rare immagini, molto spesso inedite. Notevole spazio è stato inoltre dato alla dettagliata descrizione degli itinerari non solo attraverso un testo analitico ma anche e soprattutto attraverso i tracciati sulle fotografie.Assieme a Lario Rock - Falesie , questa guida rappresenta un punto di riferimento tecnico e storico per la conoscenza e l’evoluzione dell’arrampicata sulle pareti attorno al Lario.

Text of LARIO ROCK - Pareti - Grigne, Medale, Valsassina, Orobie, Resegone, Pareti del Lago

  • COLLANA LUOGHI VERTICALI

    EDIZIONI VERSANTE SUD

    Pietro Buzzoni

    Eugenio Pesci

    LARIO ROCKGrigneMedaleValsassinaOrobieResegonePareti del Lago

    Pareti

  • Prima edizione Dicembre 2011ISBN 978-88-96634-20-2

    Copyright 2011 VERSANTE SUD S.r.l. Milano via Longhi, 10, tel. 027490163www.versantesud.it

    I diritti di traduzione, di memorizzazione elettronica, di riproduzione e di adattamento, totale o parziale, con qualsiasi mezzo, sono riservati per tutti i Paesi.

    Copertina Pizzo dEghen, Adriano Selva e Pietro Buzzoni su L4 di Prigionieri dei sogni, 7c+ (foto Andrea Pozzi)

    Testi Pietro Buzzoni, Eugenio Pesci

    Disegni Marco Romelli

    Mappa generale Carolina Quaresima

    Stampa Monotipia Cremonese (CR)

    NotaLalpinismo uno sport potenzialmente pericoloso, chi lo pratica lo fa a suo rischio e pericolo. Tutte le notizie riportate in questopera sono state aggiornate in base alle informazio-ni disponibili al momento, ma vanno verificate, e valutate sul posto e di volta in volta, da persone esperte prima di intraprendere qualsiasi scalata.

    RingraziamentiTino Albani, Marco Anghileri, Silvano Arrigoni, Benigno Balatti, Alessio Bastianello, Biblioteca A. Gomba Milano, Don Agostino Butturini, Stefano Canali, iovanni Chiaffarelli, Roby Chiappa, Raffaele Dinoia, Famiglia Fasana, Ivo Ferrari, Marco Ferrazza, Lorenzo Festorazzi, Fondazione Riccardo Cassin, Renato Frigerio, Marco Galli, Roberta Geddo, Alessandro Gogna, Fabio Lenti, Rossano Libra,

    Eloisa Limonta, Michele Mandelli, Gianluigi Marini, Marino Marzorati, Oscar Meloni, Giovanni Nicoli, Sergio Panzeri, Matteo Piccardi, Andrea Pozzi, Bruno Quaresima, Gerardo Re Depaolini, Norberto Riva, Giancarlo Riva, Giovanni Rivolta, Giuseppe Rocchi, Andrea Savonitto, Adriano Selva, Andrea Spandri,Giorgio Tessari, Fabio Valseschini, Paolo Vitali & Sonja Brambati

  • Pietro Buzzoni Eugenio Pesci

    LARIO ROCKPARETI

    Grigna MeridionaleMedalePareti del Lago di LeccoValsassinaGrigna SettentrionaleOrobie valsassinesiResegone

    EDIZIONI VERSANTE SUD

  • 4Pref

    azio

    ne PrefazioneIl territorio lariano, estremamente ricco di pareti rocciose , da quasi cento anni, al centro dellinteresse alpinistico lombardo, soprattutto per la presenza di numerose e imponenti pareti, il cui sviluppo arriva talora a 600 metri. Queste pareti, esplorate gi nei primi de-cenni del XX secolo, sono state in seguito salite, nelle diverse epoche, da alpinisti di differenti generazioni, che hanno, a seconda dei periodi e degli stili di scalata, aperto un numero elevatissimo di itinerari di ogni livello tecnico. Molte di queste vie hanno reso la zona lecchese, e quella delle Grigne in partico-lare, celebre non solo in Italia ma anche in un contesto internazionale. Dagli itinerari storici degli anni 30, alle impegnative salite miste degli anni 60 e 70, sino alle numerose vie moderne attrezzate in modo in genere sicuro, sulle pareti lecchesi esiste oggi una possibilit di azione su roccia estremamente ampia.Anche la tradizione descrittiva e bibliogra-fica inerente questarea diventata, con il passare dei decenni, imponente: dalle prime piccole guide dedicate negli anni 20 alle guglie della Grignetta, passando per le due edizioni della Guida dei Monti dItalia edita dal CAI-TCI, concernente le Grigne, si arrivati negli ultimi anni a varie pubblicazioni tecniche, tutte curate e valide, che descrivono in dettaglio le vie di pi tiri nel lecchese. Proprio entro questa tradizione, si colloca

    il presente volume, che mira a dare un quadro in gran parte esaustivo della situa-zione tecnica attuale delle pareti lecchesi, spaziando per non solo dalle Grigne al Resegone, al Monte San Martino, alla Valsassina, ma arrivando sino alle Orobie lecchesi e non trascurando strutture minori.Gli autori hanno volutamente dato al lavoro un taglio che unisce alla precisio-ne tecnica una serie di approfondimenti storici relativi alle vicende e ai personaggi che hanno animato nel tempo lazione verticale su queste pareti.Per la prima volta vengono quindi appro-fondite, con schede specifiche corredate da un apparato iconografico arricchito da rare immagini, molto spesso inedite, le vicende che hanno portato alla creazione di molte vie celebri o di alta difficolt. In particolare, con riferimento al Sasso Caval-lo, alla Grignetta, alla Corna di Medale e al Pizzo dEghen. Notevole spazio stato inoltre dato alla dettagliata descrizione degli itinerari non solo attraverso un testo analitico ma anche e soprattutto attraverso i tracciati sulle fotografie.Presentando questo lavoro, gli autori si augurano che esso rimanga a lungo come punto di riferimento tecnico e storico per la conoscenza e levoluzione dellarrampi-cata sulle pareti attorno al Lario.

    Pietro Buzzoni, Eugenio Pesci

  • 5CORY RICHARDS FOTOGRAFA SIMONE MORO DURANTE LACCLIMATAMENTO PER LA SPEDIZIONE INVERNALE GII IN PAKISTAN.

    Simone ha pi volte testato la robustezza e la massima protezione che la giacca e il pantalone Point Five o rono in presenza di ra che di vento e tempeste nel cuore dellinverno del Karakoram. Entrambi si avvalgono di Gore- Tex Pro Shell a tre strati per garantire anche una perfetta combinazione tra impermeabilit e traspirabilit.PER SAPERNE DI PI VISITA THENORTHFACE.COM

    DA SIMONE MORO, ALPINISTA, DURANTE LACCLIMATAMENTO PER LA SPEDIZIONE INVERNALE GII

    TNF_F11_Point Five_Lario Climbing_150x210+5_ita_de.indd 1 22/07/11 14:34

  • 6Introduzione tecnicaIn

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    INFORMAZIONI GENERALIIl territorio prealpino lecchese presenta, come detto precedentemente, un numero molto elevato di pareti rocciose di altezza variabile fra i 60 e i 600 metri. Alcune di queste pareti calcaree si trovano a poca di-stanza dai centri abitati, come la Corna di Medale o le Pareti del Lago, facilmente raggiungibili da Lecco. Altre, come il Sasso Cavallo o il Pizzo dEghen, sono ubicate in zone pi remote, o molto remote e necessi-tano di un approccio pi meditato e critico. Lofferta di itinerari di ogni genere spazia dalle vie normali di modesta difficolt, spesso frequentate da princi-pianti, a itinerari estremi che si collocano fra i pi belli e severi delle Prealpi. Enorme il numero di vie moderne,talora di sviluppo notevole (300/400 m.) ben attrezzate a fix o molto spesso a fittoni resinati. Se, per quanto riguarda gli itinerari classici, il livello di difficolt di rado supera il 5c/6a della scala fran-cese, per gli altri itinerari moderni il livello pi rap-presentato quello dei gradi che vanno dal 6b al 7a. Quasi tutte le vie della zona si svolgono su roccia buona o ottima, ove regna sovrana la placca tecnica, anche se non mancano belle fessure e diedri, come sulla Medale, in Grignetta e sul Pizzo dEghen, mentre modesta o quasi nulla la presenza di itinerari forte-mente strapiombanti.La titanica opera di richiodatura sistematica a fittoni resinati, svolta alcuni anni fa e riguardante moltissime vie delle Grigne, ha migliorato in modo determinante la sicurezza degli itinerari ma non ha mutato lim-pegno globale di varie salite, che spesso si svolgono su terreno esposto ed esigono sempre un approccio alpinistico.E possibile determinare una divisione per tipologia delle strutture lecchesi ove sono presenti itinerari di pi tiri:Fra le pareti di maggior ampiezza, con vie di sviluppo gi notevole, e che richiedono una buona esperienza alpinistica, vanno segnalate: la Corna di Medale, che ha facile accesso in ogni stagione, vie molto belle e frequentate, ma che rimane una parete complessa e da non prendere mai in modo leggero, sia per il pe-ricolo di caduta sassi, sia per la difficolt di calata su parecchi itinerari. Il Sasso Cavallo presenta splendidi itinerari di notevole sviluppo, con accesso lungo e

    faticoso, in un luogo isolato e con vie su cui le pro-tezioni vanno spesso integrate. La solitaria parete del Forcellino, su cui ci si cala per circa 300 metri, bench non particolarmente esposta, obbliga alla risalita e come tale rimane impegnativa. Le vie sono ben chio-date e in genere di soddisfazione. Il Pizzo dEghen la struttura pi remota e complessa della zona, acces-sibile attraverso un lungo zoccolo per nulla banale ed caratterizzata da vie belle e difficili. I soccorsi sono molto problematici e gi in passato si sono rivelati estremamente impegnativi. La parete ha copertura cellulare. Allo stesso modo, soccorsi problematici, che diventano drammatici con cattivo tempo, sono da considerarsi quelli sulla Parete Fasana, in quanto si svolgono su una parete articolata e friabile. Buona la copertura cellulare, che invece assente sul Sasso Ca-vallo e sul Sasso dei Carbonari, cos come nella zona orobica. Soprattutto per il Pizzo dEghen, la Parete Fa-sana e il Sasso dei Carbonari si sottolinea la necessit di una consolidata esperienza alpinistica che unisca la livello tecnico tutte le astuzie del caso. Per quanto riguarda le pareti minori, cio di lunghez-za inferiore ai 200 metri, va osservato che esse richie-dono quasi sempre un approccio alpinistico, legato al terreno e allambiente, anche se sono ben chiodate e accessibili in meno di unora. In particolare ci vale per la Grignetta, montagna bellissima ma infida e scoscesa, i cui versanti sono talora friabili - mentre le vie hanno quasi sempre roccia sana o ottima- e pre-sentano grande variabilit di condizioni legate anche ai residui di neve dopo linverno. Ci consiglia, ad inizio stagione, unadeguata attrezzatura.In genere, per tutte le vie della zona, si consigliano due corde, qualche friend e una dozzina di rinvii. Sempre necessario il casco.

    VALUTAZIONE DELLA DIFFICOLTViene proposta come sulle altre guide di alpinismo una classificazione approfondita e completa, con una scala sulla proteggibilit espressa in numeri arabi abbinati alle lettere R o S per riconoscere il tipo di chiodatura (S = spi