liberambiente - Newsletter gennaio 2012

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nesletter gennaio 2012

Text of liberambiente - Newsletter gennaio 2012

  • NELLA SPIRALE DEI RAEENELLA SPIRALE DEI RAEENELLA SPIRALE DEI RAEE

    IL RILANCIO DEL SISTEMA IL RILANCIO DEL SISTEMA IL RILANCIO DEL SISTEMA ITALIA ITALIA ITALIA (parte II)(parte II)(parte II)

    IL GLOBAL WARMING E IL GLOBAL WARMING E IL GLOBAL WARMING E SCIENTIFICAMENTE PROVATO?SCIENTIFICAMENTE PROVATO?SCIENTIFICAMENTE PROVATO?

    LO SVILUPPO DELLA FUSIONE LO SVILUPPO DELLA FUSIONE LO SVILUPPO DELLA FUSIONE NUCLEARE FREDDANUCLEARE FREDDANUCLEARE FREDDA

  • Newsletter n.14 Gennaio 2012

    Presidente Liberambiente Presidente Liberambiente

    Roberto TortoliRoberto Tortoli

    Direttore Responsabile Direttore Responsabile

    Antonio GaspariAntonio Gaspari

    Vice Direttore Responsabile Vice Direttore Responsabile

    Marcello InghilesiMarcello Inghilesi

    Giorgio StracquadanioGiorgio Stracquadanio

    Direttore Editoriale Direttore Editoriale

    Fernando FracassiFernando Fracassi

    RedazioneRedazione

    Stefania ZoppoStefania Zoppo

    Hanno collaboratoHanno collaborato

    Redazione Redazione

    Roberto RussoRoberto Russo

    Carlo CerofoliniCarlo Cerofolini

    Giuseppe QuartieriGiuseppe Quartieri

    Mario ApiceMario Apice

    Fispmed OnlusFispmed Onlus

    Pagina 2 Informazione, Ecologia, Libert - Newsletter n. 14 Gennaio 2012

    www.liberambiente.com

    Visitate anche il nostro sito web www.liberambiente.com

    SOMMARIOSOMMARIOSOMMARIO

    NELLA SPIRALE DEI RAEE Redazione Liberambiente 4

    IL RILANCIO DEL SISTEMA ITALIA: DALLANALISI ALLAZIONE PER UN NUOVO INIZIO di Roberto Russo

    5

    IL GLOBAL WARMING E SCIENTIFICAMENTE PROVATO? di Carlo Cerofolini

    7

    LA BUONA NOTIZIA di Mario Apice 12

    NEWS DAL MEDITERRANEO a cura di Fispmed Onlus 13

    CURIOSITA E NEWS Notizie Ambientali da tutto il Mondo 14

    LO SVILUPPO DELLA FUSIONE NUCLEARE FREDDA di Giuseppe Quartieri

    9

  • Pagina 3 Informazione, Ecologia, Libert - Newsletter n. 14 Gennaio 2012

    Nel mese di Gennaio 2012 si apre la CAMPAGNA ADESIONI A LIBERAMBIENTECAMPAGNA ADESIONI A LIBERAMBIENTECAMPAGNA ADESIONI A LIBERAMBIENTE

    per maggiori informazioni scrivete a: segreteria@liberambiente.com

    I NOSTRI PARTNERSI NOSTRI PARTNERSI NOSTRI PARTNERS

  • Pagina 4 Informazione, Ecologia, Libert - Newsletter n. 14 Gennaio 2012

    NELLA NELLA NELLA SPIRALESPIRALESPIRALE DEI RAEE DEI RAEE DEI RAEE (R(R(RIFIUTIIFIUTIIFIUTI DADADA APPARECCHIATUREAPPARECCHIATUREAPPARECCHIATURE ELETTRICHEELETTRICHEELETTRICHE EDEDED ELETTRONICHEELETTRONICHEELETTRONICHE))) Redazione Liberambiente

    I l computer di un anno fa? Obsoleto!!! Il telefo-nino di un anno fa? Non riusciamo a rifilarlo nemmeno ai nostri figli!!! La causa tutto que-sto consumismo che, oltre a creare dei seri pro-blemi al nostro conto in banca, ne crea altrettanti, se non maggiori, al nostro ambiente. Nonostante la ormai evidente e tanto citata crisi economica, che colpisce il nostro Paese (e non so-lo), i rifiuti elet-tronici (meglio definiti per prati-cit con lacroni-mo RAEE), sono prodotti a ritmo incalzante, quasi con lo stesso rit-mo con cui si lan-ciano nuove tec-nologie. Si parla di 40milioni di tonnellate annue. Si stima che, nel-lUnione Europea, ogni cittadino produce 9kg di RAEE ogni anno, per un totale di 4.5milioni di tonnellate prodotte dal vecchio continen-te. LItalia non si fa mancare nulla, ovviamente! Secondo una ricerca ISTAT abbiamo il primato di produzione di RAEE: 850.000 di tonnellate per 365 giorni, con una media di 14,5 tonnellate ad abitate dello stivale. E, purtroppo, la maggior parte di questi prodotti finisce nelle discariche. Probabilmente la comunicazione sul recupero dei RAEE non stata ancora abbastanza effi-cace, quindi non stata ancora recepita correttamente dal cittadino. Nel decreto ministeriale n. 65 del 2010 (Uno contro Uno) troviamo stabilito che i negozi di elettronica sono obbligati a ritirare gratuitamente il prodotto vecchio contestualmente alla consegna di quello nuovo acquistato. Quello che prima era un servizio a pagamento ora , per legge, un obbligo dei negozianti, anche per quelli online. I prodotti ritirati sono poi consegnati ai consorzi di recupero e riciclo. Lo stesso principio vale anche per il prodotti di piccola elettronica.

    Secondo il rapporto annuale RAEE 2010, in Italia sono stati raccolti correttamente 245.350.782kg di rifiuti elettronici, con un aumento del 27% (circa) annuo ri-spetto al 2009. Il Trentino Alto Adige la regione pi virtuosa dello stivale, seguita a ruota dalla Lombardia, la Valle dAosta e lEmilia Romagna. Nel centro Italia

    la regione che si trova nella hit parade del recu-pero RAEE lUmbria. Mentre nel sud la regione che ha incremen-tato d 3783 a 50-59 tonnellate il recupero dei ri-fiuti elettronici la Calabria, dalla quale le altre re-gioni del Mezzo-giorno dovrebbe-ro prendere e-sempio. Ma lo sapevate che i RAEE con-tengono al loro interno dei veri e propri tesori? Componenti co-me: metalli, vetro e plastica da re-

    cuperare e riciclare, ma anche ferro, alluminio, rame e, udite udite: finanche oro, utilizzato per la componenti-stica dei computer e dei telefoni cellulari. In questi ultimi, non troviamo solo loro, ma altri me-talli preziosi come argento, platino e palladio, tutti re-cuperabili e riutilizzabili. E allora cosa aspettiamo? Diamoci da fare, recuperia-mo tutti i nostri vecchi e cari prodotti elettronici non pi utilizzabili, portiamoli direttamente nei centri di recupero autorizzati ed aiutiamoCI a rispettare il nostro ambiente. Per maggiori informazioni sui centri di recupero pi vicini a voi potete consultare questa pagina: http://www.cdcraee.it/GetHome.pub_do

  • Pagina 5 Informazione, Ecologia, Libert - Newsletter n. 14 Gennaio 2012

    Q uesta volta desidero proporre alla redazione di Liberambiente la pubblicazione di una vera e propria lettera aperta indirizzata a tutti coloro che hanno a cuore lambiente, la qualit della

    vita, lo sviluppo economico sostenibile, insomma il pro-prio futuro. Nel numero di novembre di que-sta rivista stato pubblicato un mio intervento dal titolo esatta-mente uguale, nella prima parte, di questo nuovo contributo: un tentativo di riflet-tere sui fonda-menti teorici pi opportuni da a-dottare per un movimento am-bientalista dialo-gante, pragmati-co, razionale, ragionevole, libe-rale che recupera il meglio della cultura riforma-trice per porsi lobiettivo di contribuire a risollevare le sorti della Poli-tica e del Paese. Ora per dobbiamo passare senza ulteriori indugi alla-zione. Occorre aggregare queste forze e costruire un car-tello di lavoro unitario da porre allattenzione di questo Governo ma soprattutto di quello che uscir dalle prossi-me elezioni, pienamente legittimato dal voto popolare. In questo momento decine di progetti sono temporanea-mente bloccati dai comitati che si ispirano a quellam-bientalismo che dobbiamo ritenere ormai superato (ma che trova ancora audience nella stampa distratta e gos-sippara), in attesa dellimmancabile realizzazione delle opere contestate. Ma chi contesta? Quanti sono? Da quali processi deci-sionali pubblici e trasparenti sono legittimati? Lamentano corruzione, soprusi, presunte violazioni delle norme, accusando la solita mancanza di volont politica ma poi rifiutano, in modo sterile e strumentale, qualsivo-glia confronto istituzionale ovvero lassunzione di re-sponsabilit politiche che determina la loro totale assen-

    za di strategia. Protestano, cos spesso dichiarano - perch questo il segnale della loro concretezza e gli scarsi risultati (per loro unanime ammissione) dimostra-no il valore di questo senso pratico presunto che inve-ce quanto di pi astratto possa configurarsi nel lavoro politico per la governance del territorio. Il vero proble-

    ma che questo modo di fare affossa irrime-diabilmente le istituzioni de-mocratiche, de-motivando la partecipazione propositiva e positiva e allon-tanando tutti i cittadini dai pro-cessi che do-vrebbero invece portare ad assu-mere decisioni condivise sui metodi e sui contenuti. Noi tutti, donne e uomini di buona volont, respon-sabili e dirigenti delle associazio-

    ni ambientaliste che desiderano contribuire alla rinascita del Paese esercitando una Politica nobile con una visio-ne che possa coinvolgere il massimo livello dellinteres-se generalizzato e diffuso, dovremmo occuparci di porre piuttosto la questione dei processi decisionali, della le-gittimit di chi fa le norme e di chi le fa rispettare. Nel 1930 il genio inarrivabile di Einstein ebbe a scrive-re:"Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose. La crisi la pi gran-de benedizione per le persone e le nazioni, perch la crisi porta progressi. La creativit nasce dall'angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E' nella crisi che sorge l'inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera se stesso senza essere superato. Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficolt, violenta il suo stesso talento e d pi valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi, la crisi del-l'incompetenza. L'inconveniente delle persone e delle nazioni la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita una

    IL IL IL RILANCIORILANCIORILANCIO DELDELDEL SISTEMASISTEMASISTEMA ITALIA: ITALIA: ITALIA: DEMOCRAZIADEMOCRAZIADEMOCRAZIA, , , PARTECIPAZIONEPARTECIPAZIONEPARTECIPAZIONE, , , TERRITORIOTERRITORIOTERRITORIO, , , ILILIL CONTRIBUTOCONTRIBUTOCONTRIBUTO DELLAMBIENTALISMODELLAMBIENTALISMODELLAMBIENTALISMO RAGIONEVOLERAGIONEVOLERAGIONEVOLE IIIIII PARTEPARTEPARTE: : : DALLANALISIDALLANALISIDALLANALISI ALLAZIONEALLAZIONEALLAZIONE PERPERPER UNUNUN NUOVONUOVONUOVO