Michele Amari

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Michele Amari

La guerra del Vespro siciliano.

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E-textEditoria, Web design, Multimedia http://www.e-text.it/QUESTO E-BOOK: TITOLO: La guerra del Vespro siciliano, o Un periodo delle istorie siciliane del secolo 13. AUTORE: Amari, Michele TRADUTTORE: CURATORE: NOTE: Il testo tratto da una copia in formato immagine presente sul Google Print project (http://books.google.it/). Realizzato in collaborazione con il Project Gutenberg (http://www.gutenberg.net/) tramite Distributed proofreaders (http://www.pgdp.net/). DIRITTI D'AUTORE: no. LICENZA: questo testo distribuito con la licenza specificata al seguente indirizzo Internet: http://www.liberliber.it/biblioteca/licenze/ TRATTO DA: La guerra del Vespro siciliano, o Un periodo delle istorie siciliane del secolo 13. / per Michele Amari - Parigi : Baudry, 1843, 2 voll. volume 1 VIII, 348 p. ; 20 cm. volume 2 372 p. ; 20 cm. CODICE ISBN: informazione non disponibile 1a EDIZIONE ELETTRONICA DEL: 25 febbraio 2009 INDICE DI AFFIDABILITA': 1 0: affidabilit bassa 1: affidabilit media 2: affidabilit buona 3: affidabilit ottima ALLA EDIZIONE ELETTRONICA HANNO CONTRIBUITO: Distributed proofreaders, http://www.pgdp.net/ REVISIONE: Claudio Paganelli, paganelli@mclink.it PUBBLICAZIONE: Claudio Paganelli, paganelli@mclink.it Informazioni sul "progetto Manuzio" Il "progetto Manuzio" una iniziativa dell'associazione culturale Liber Liber. Aperto a chiunque voglia collaborare, si pone come scopo la pubblicazione e la diffusione gratuita di opere letterarie in formato elettronico. Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito Internet: http://www.liberliber.it/ Aiuta anche tu il "progetto Manuzio" Se questo "libro elettronico" stato di tuo gradimento, o se condividi le finalit del "progetto Manuzio", invia una donazione a Liber Liber. Il tuo sostegno ci aiuter a far crescere ulteriormente la nostra biblioteca. Qui le istruzioni: http://www.liberliber.it/sostieni/

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LA GUERRADEL

VESPRO SICILIANOo

UN PERIODO DELLE ISTORIE SICILIANEDEL SECOLO XIII

PER

MICHELE AMARISECONDA EDIZIONE ACCRESCIUTA E CORRETTA DALL'AUTORE E CORREDATA DI NUOVI DOCUMENTI

PARIGI BAUDRY, LIBRERIA EUROPEA3, QUAI MALAQUAIS, PRS LE PONT DES ARTS STASSIN ET XAVIER, 9, RUE DU COQ 18433

PREFAZIONE. Questo libro si pubblic in Palermo, non ancora un anno, col titolo un po' lungo e indeterminato di Un periodo delle istorie siciliane del secol XIII. Non ebbe altro proemio che i due primi paragrafi del primo capitolo. Ma nella presente edizione, perch avvi qualche cosa di nuovo, mi par bene intrattenerne il lettore per poche pagine. E per cominciare da ci che rileva meno, avverto che ho fatto alcune correzioni di stile; senza presumere di essere pervenuto con ci alla forma, che a me stesso sembri la migliore. Anzi io, che pur troppo ne debbo saper la cagione, veggo quanto niun altro, in molti squarci e in due o tre capitoli interi, il dettato disuguale, febbrile, spezzato come la parola di chi tra i tormenti, tale da non correggersi che scrivendo da capo: e cos avrei fatto se avessi potuto o ritardar la presente edizione, o posporre altri studi ai quali m'incalza un ardente desiderio d'illustrar le memorie della Sicilia. Ma col favor de' nuovi materiali, la pi parte inediti, che ho rinvenuto a Parigi, e sommano a un centinaio tra diplomi e altre notizie, io ho potuto aggiungere o convalidare alcuni fatti di gran momento. Molte memorie dovean qui restare, attenenti a una dominazione che usc dalla Francia; e che toccata quella fiera scossa della rivolta di Sicilia, ebbe ricorso nuovamente alla Francia; la trasse alla guerra di Spagna; e s'aiut per venti anni della sua influenza politica e delle sue armi. Fattomi, con questa certezza, a cominciar le ricerche, le trovai facili pel favore de' molti egregi Francesi e Italiani che m'aprivan le braccia in questa ospitalissima Francia, usando meco non solamente con gentilezza, ma s con benevolenza, con sollecitudine, con affetto; i nomi de' quali non ripeto, perch quando si parla d'uomini sommi, anche la espressione della gratitudine pu parer vanit. Merc d'essi e degli ordini s civili del paese, frugai gli archivi del reame di Francia, ove ognuno culto e gentile; e ne ho tratto diplomi assai importanti. La fortuna mi port alle mani due volumi di pregio non minore, quand'io volli affacciarmi nell'immensa miniera de' Mss. della Biblioteca reale. Altre carte ho cavato dalle opere degli spagnuoli Feliu, Capmany, e Quintana; poche pi da altri libri. Per tal modo nel cap. II, ho potuto far menzione d'un disegno assai grave, ancorch non mandato ad effetto, cio una partizione delle province del reame di Puglia, proposta da Urbano IV a Carlo d'Angi, prima della nota concessione feudale. La notizia d'un'atroce prigione di stato che Carlo tenea in Napoli, e altri particolari della sua tirannide, aumentano la descrizione ch'io n'abbozzava nel cap. IV. Il cap. V. risguardante le relazioni politiche esteriori, e l'opinion del popolo rimaneggiato e accresciuto molto. Perch alcune notizie pubblicate recentemente intorno al Sordello della Divina Commedia, e la relazione Ms. ch'io trovai d'una ambasceria della corte di Francia per la crociata del 1270, ritraggon sempre meglio le sembianze niente amabili di Carlo d'Angi. determinata la patria dello ammiraglio Ruggier Loria: ammesso a riputazione letteraria il nome di Giovanni di Procida, per un'opuscolo di filosofia morale, ch'ei tradusse dal greco o compil. In fine ho avuto luogo a riferire il vespro, non solamente alla reazione degli oppressi contro gli oppressori, ma anche all'antagonismo della nazion latina, che s'era sviluppato contro i Francesi per tutta l'Italia. Il mostra assai chiaramente una epistola de' Siciliani, piena di poesia e di fuoco, dalla quale ho tolto, per accennare l'opinione pubblica del tempo, alcune frasi, di quelle vere e viventi che l'immaginazione de' posteri invano si sforza a ritrovare. Il medesimo documento mi ha fornito un altro fatto nel cap. VII; ch' accresciuto ancora dalla lettera di Carlo d'Angi, che di contezza dalla rivoluzione a Filippo l'Ardito, e gli domand soccorso; senza accennare il menomo sospetto di Pietro d'Aragona o d'alcuna congiura, e senza punto ingannarsi su le difficolt del racquisto della Sicilia. Non manca qualche notizia cavata dalle nuove carte nei cap. VIII, IX, X ed XI; come le negoziazioni di Filippo l'Ardito con Genova; di Pietro d'Aragona co' cittadini di Roma, e col re di Tunis; le preghiere che Carlo d'Angi moribondo 4

indirizzava al re di Francia, ec. rimutato il principio del cap. XII per alcuni diplomi che svelan le pratiche della corte di Francia su la guerra d'Aragona. Un breve di Martino IV, tra gli altri, d a vedere come il parlamento di Francia fosse l'arbitro di questa impresa; e con che audacia la contrastasse. E scorrendo i cap. XIII e XIV si potrebbero osservare qua e l, altri particolari su le negoziazioni che portarono i re d'Aragona ad abbandonar la Sicilia; onde questa innalz al trono Federigo II. Una poesia provenzale di Federigo, con la risposta d'un suo cavaliere, mi fecero aggiugnere alcuni righi nel cap. XV; come altri versi provenzali mi avean suggerito qualche parola ne' cap. V, XII e XIII, su Carlo d'Angi, Pietro e Giacomo d'Aragona. Nello stesso cap. notansi altri documenti su l'ammiraglio Loria; nel XVII confermansi i particolari della battaglia della Falconara, con una lettera di Carlo II di Napoli a Filippo il Bello, piena di lusinghe e di preghiere, per ottener novelli soccorsi dalla corte di Francia. Infine molte notizie su l'ultimo sforzo che fu affidato a Carlo di Valois, aumentano il cap. XIX; tra le quali non da tacersi un diploma di Carlo II, che prevedea la necessit della pace con la Sicilia, e un altro intorno i dritti ch'or chiameremmo d'albinaggio, che rinnegaronsi in teoria, e rinunziaronsi in fatto, su i beni de' Francesi dell'esercito del Valois, che venissero a morte nelle terre soggette al re di Napoli. Nuove autorit ho aggiunto alla appendice, destinata al minuto esame delle memorie storiche su la supposta congiura. Per tutto il corso dell'opera ho fatto menzione soltanto nelle note, di quei documenti, che nulla mutavano ne' fatti raccontati. E seguendo lo stesso metodo di pubblicare i documenti inediti pi importanti, ne ho aggiunto tredici a que' della prima edizione: e sono numerati VI, VII, XIV, XXIV, XXXII e dal XXXVII al XLIV. Tali son le differenze di questa sopra la prima edizione: ci che non mutato, n mutabile io spero, la coscienza che guid il mio lavoro. L'intrapresi per fare un saggio di quelle istorie particolari, che sopra tutt'altre convengono a' tempi nostri. Scelsi il vespro siciliano come il pi grande avvenimento della Sicilia del medio evo: il che se si chiamasse umor municipale, sarebbe mal detto; perch la Sicilia parmi assai grande per una citt; e l'amore del proprio paese, il rammarico de' suoi mali, e il desiderio della sua prosperit comunque possan portarla gli eventi, non si dee confondere con l'egoismo di municipio che dilani un tempo l'Italia; passione funesta, dileguata per sempre, io lo spero, insieme con l'ambizione di tirannide d'ogni popolo italiano sopra l'altro. Guardando il vespro da vicino, lo trovai pi grande; si dileguarono la congiura e il tradimento; l'eccidio si present come cominciamento e non fine d'una rivoluzione; trovai l'importanza nella riforma degli ordini dello stato; nelle forze morali e sociali che la rivoluzione cre; nei valenti uomini che spinse per vent'anni tra i combattimenti e i negozi politici: vidi estendersi in altri reami, e perpetuarsi in Sicilia, e fors'anche nel resto d'Italia, gli effetti del vespro. Donde potea bene accendersi in me il severo zelo della verit istorica; e poteva io difendermi dall'inganno delle mie passioni nell'esame de' fatti, ancorch punto non mi sforzassi ad oc