Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi

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Franco Duca riflette oggi sugli inizi del Piccolo Gruppo di Cristo, sul ruolo di Ireos, e sulla forza di una vocazione alla quale era ed è impossibile sottrarsi. Alcuni fratelli hanno provato a rispondere alla domanda forte di Giancarlo: "Chi è il laico consacrato nel Piccolo Gruppo esoprattutto qual è il suo stile?". L'interrogativo interpella tutti noi in vista dell'Eremo.Rossella Meneguzzo s'interroga su un tema emergente sia nella Chiesa che in Comunità :l'educazione dei figli e più in generale dei giovani in una società in cui la tradizione e la trasmissione dei valori sembrano diventati insignificanti. Tra gli articoli, vi segnaliamo l'esperienza di Edoardo Censi impegnato nel volontariato con altri genitori di giovani disabili.Paolo Cattaneo infine ci racconta del recente convegno sul digitale e sui nuovi mezzi per conoscere e comunicare anche la propria identità cristiana.

Text of Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi

  • EsperienzediVitaE

    sperienzediVita Periodico della Comunit Piccolo Gruppo di Criston. 149 - anno XXXI

    Ottobreo 2010

    NNoonn vvooii NNoonn vvooii aavveetteeaavveettee

    sscceellttoo mmee mmaasscceellttoo mmee mmaa

    iioo hhoo sscceellttooiioo hhoo sscceellttoo

    vvooii ......vvooii ......((GGvv ..1155,, 11 66))

  • 4 La storia del Piccolo Gruppo di Cristo

    7 Chi il laico consacrato del Piccolo Gruppo?

    8 I celibi:dono prezioso nel Piccolo Gruppo

    10 Non voi avete scelto me...13 Non sono pi io che vivo...

    15 Prepariamoci alla confessione

    17 Riflessioni a margine

    20 Nel mondo del Volontariato

    23 Unanima cristiana per il mondo digitale

    25 Sindone: un pellegrinaggio nel cuore della fede

    27 Le mie vacanze

    29 Il Signore ama chi si dona con gioia

    31 accaduto

    Sommario

    Franco Duca riflette oggi sugliinizi del Piccolo Gruppo diCristo, sul ruolo di Ireos, e sullaforza di una vocazione alla qualeera ed impossibile sottrarsi. Alcuni fratelli hanno provato arispondere alla domanda fortedi Giancarlo: "Chi il laicoconsacrato nel Piccolo Gruppo esoprattutto qual il suo stile?".L'interrogativo interpella tuttinoi in vista dell'Eremo.Rossella Meneguzzo s'interrogasu un tema emergente sia nellaChiesa che in Comunit :l'educazione dei figli e pi ingenerale dei giovani in unasociet in cui la tradizione e latrasmissione dei valori sembranodiventati insignificanti.Tra gli articoli, vi segnaliamol'esperienza di Edoardo Censiimpegnato nel volontariato conaltri genitori di giovani disabili. Paolo Cattaneo infine ciracconta del recente convegnosul digitale e sui nuovi mezzi perconoscere e comunicare anche lapropria identit cristiana.

    In questo numero...

  • Mi sembra che sia piuttosto complessocercare di parlare della storia del"Gruppo" per presentarla soprattutto aipi giovani perch mi rendo conto che qualcosa che sfugge alla nostraumana e pur comprensibile "presun-zione" di volerla capire e in qualchemodo "possedere". Lo storico indaga esintetizza per potere trovare sequenzedi casualit e congruenze ed infineindividuare una linea di sviluppo rispet-tosa di una certa razionalit. La nostrastoria, dall'inizio o prima ancora, appa-re animata da semplici ma spessovivaci eventi che sfuggono alla ambi-zione di poterli attribuire alla genialitdi qualche avveduto "conduttore". Mipare corretto invece che, da partenostra, sia sempre prevalsa la con-suetudine di leggere le "esperienzedi vita pratica", di verificarle ed infi-ne di consolidarle in abitudine vis-suta. La nostra Storia non stataprevalentemente frutto della nostragenialit, del nostro studio o dellanostra organizzazione ma statacercata nella intuizione di quella"Presenza" che tanto grande danon permetterci di possederla ma tanto affascinante da sedurre colo-ro che La cercano con pi attenzio-ne. Questa sensazione, che comun-que credo possibile in ogni "ambito" divita umana, particolarmente veranella nostra storia di Chiesa, nel Picco-lo Gruppo, dove questa "presenza" o"Memoria" ci parsa riscattare e tra-scinare, in una impensabile dimensio-ne nuova di Grazia, ogni nostro limite

    umano, intuito in spazi e tempi chespesso avvertiamo sviliti in una spenta"quotidianit". La Storia del PiccoloGruppo stata ricca di stimoli che cihanno condotto a continue "estrapola-zioni" (cercare un polo esterno alnostro io anche collettivo) che ritrova-no nella fedelt all'Amore del Signoree alla Vocazione, il "senso" vero dellanostra Storia.

    Mi stato chiesto di stendere questepoche righe (anche utilizzando una"storia" scritta nel 1993) per ripensarea questi 53 anni ormai passati (maforse sono 57 o 58) e per riverificarericordi e sensazioni anche lontani incui avverto la "liberante" intuizioneche tutto ci non pu essere stato ilfrutto dei soli nostri pensieri e pro-grammi. Non pu essere stata unacosa nostra, per la imprevedibilitdelle evoluzioni che questa vicendaha avuto e per la originalit di pro-poste e atteggiamenti di vita che, inmodo che poteva sembrare anchebanale, venivano proposti dal Fon-datore. Ritengo sia significativo cheabbia ancora nella mia memoria laprima volta che vidi Ireos mentre si tro-vava in Oratorio a S. Pio V ( era unassolato pomeriggio dell'anno 1951 aibordi del polveroso campo di calcio"grande") e provocava in noi che lovedevamo qualche sospettoso pareresu questa, per noi allora, nuova "pre-senza".

    Cito questo ricordo per sottolinearequanto concrete e incisive sono perme le realt che hanno avuto quell'ini-

    4 Esperienze di vita

    Cofondatore

    IL DISCRETO E FORTE MISTERODI UNA ORIGINE E DEL SUO SVILUPPO

  • 5Esperienze di vita

    zio e che si sono snodate in tutti questianni ma che ho sempre avvertito avereavuto la loro radice in quel tempo tantodiverso da quello che oggi viviamo .Posso dire che ancora prima del-l'anno 1957 Ireos proponeva in quelgruppo di giovani dell'A.C. di San-Pio V "discorsi" che "sapevano" diuna impegnativa spiritualit chepoteva dare senso ad ogni nostrarealt secolare.Il Concilio Vaticano II non era ancoraneppure previsto eppure noi tutt iavvertivamo il disagio con cui la Chie-sa viveva quegli anni come in attesa diuna qualche "epifania" a cui non eracertamente estranea, almeno per noi,la novit di quel "gruppetto" che ani-mava emozioni e qualche scambio digiovanili impressioni. Nelle primeesperienze di "confidenze" che ave-vamo cordialmente con Ireos avver-tivamo il fascino di confrontare conla Volont del Signore i nostri per-sonali progetti di vita. Erano le

    prime esperienze del "colloquio"che sottolineavano l'importanzadelle nostre personali esperienze divita secolare e della necessit diuna "santit" dei laici. La icona del"monaco delle strade" prefiguravale prospettive che sarebbero appar-se poco dopo nei documenti delConcilio Vaticano II e che ora trovia-mo nella nostra Costituzione.

    Questa nostra Storia iniziata allora,certamente prima dello'anno dell'anno1957, attraversando un tormentatoperiodo di tempo, con modalit origina-li e imprevedibili marcate dalla costan-te caratteristica di mantenersi fedele aci che oggi definiamo il Carisma e laSpiritualit del Piccolo Gruppo di Cri-sto.Lo sguardo che pu percorrere lospazio di questi lunghi non vedeaggettivi umani che possano descri-vere questa storia: Il Gruppo nonpu essere definito conservatore,riformatore o rivoluzionario perch

  • sembra al di fuori di queste dimen-sioni concettuali e,nella nostra fra-gile Speranza "sentito "appartene-re ad una Memoria che il Pensieroe l'Amore del Signore. Il sentirciSuoi nella dimestichezza del dialo-go filiale ci introduce alla consolan-te affermazione di Ireos che ci assi-cura:.

    Non possiamo dimenticare la fonda-mentale caratteristica della solidalinearit di questa Storia che, fra sco-stamenti e rettifica anche significativi,ha sempre disegnato un solido filo cheunisce le prime intuizioni di quegli annilontani ad ogni evento della interavicenda che sentiamo come unaMemoria sempre presente e fedele ase stessa. Neppure possiamo dimenti-care la spesso nascosta sofferenzavissuta dal Fondatore e dai Responsa-bili per guidare il cammino della Comu-nit anche nel pericolo della infedelt.

    Agli Aspiranti ed a tutti coloro che siavvicinano al Piccolo Gruppo conse-gniamo questa sequenza di ricordi verie "sentiti" per avvertirli di quanto spes-so nella nostra storia personale e col-lettiva possano essere nascosti i semidi un "Pensiero" che la anima e lasalva, anche come richiamo ad unapossibile "Vocazione" in un modoquasi sempre impensabile e misterio-so.

    Franco Duca

    Desio aprile 2010

    P.S. Abbiamo scelto come redazio-ne di mettere in rilievo, con ilcarattere grassetto, alcuni periodi,non perch gli altri siano menosignificativi, ma per agevolare lalettura di questo testo che nellasua complessit e profondit non di immediata comprensione, mache ci parso molto importanteper capire anche l'originalit delcarisma che condividiamo.

    6 Esperienze di vita

    Cofondatore

  • il folle di Dio. colui che ama alla follia Dio. l'appassionato di Dio. colui che senza Dio perduto. colui che senza Dio non pu esi-stere

    Colui che si distingue nettamente:infatti in un mondo dove conta soprattuttopossedere, f la scelta di amare lapovert; in una societ dove sembra che sirealizzi solo Colui che fa quello chevuole, f la scelta di obbedire a Dio peresser veramente libero;

    in un contesto storico definito comeil tempo della post-modernit dove ilcorpo idolatrato ed esibito comemerce di scambio, f la scelta dellacastit.

    Ci vuole tanto coraggio ad essere cos, ma il Consacrato laico del PiccoloGruppo sa che accanto a Lui, a limitar-gli il rischio, c' il suo Signore. Il Consacrato del Piccolo Gruppo colui che fa la scelta totale di Dio, ciouna scelta di vita interamente a serviziodegli altri. Il Consacrato non f risaltare il suogrande io, la sua fervida intelligenza, lasua capacit di organizzazione, Non Colui che f tutto e sa fartutto, ma piuttosto Colui che dice incontinuazione al suo Dio: "ti prego, ionon so cambiare il mondo, cambialotu".

    Si potrebbe dire che il Consacrato delPiccolo Gruppo il "consacrato traspa-rente", cio Colui che non si mostra, malascia trasparire soltanto il SignoreGes.

    Giancarlo Bassanini

    CHI IL LAICO CONSACRATO DELPICCOLO GRUPPO?

    7Esperienze di vita

  • 8 Esperienze di vita

    Riflessione

    "Voglio bene ai nostri celibi. Sono figu-re importanti per tutti noi sposi.E desidero che siano felici.So che essi sono riconoscenti a Dioper il dono della loro vocazione, maper viverla bene necessario l'equili-brio. un problema questo che riguar-da ogni stato di vita, non solo quelladei celibi consacrati. nella comunit che i nostri celibidevono trovare il luogo ove coltivarequesto equilibr