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Nuclei Armati Rivoluzionari

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Nuclei Armati Rivoluzionari

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  • Nuclei Armati Rivoluzionari 1

    Nuclei Armati RivoluzionariI Nuclei Armati Rivoluzionari (NAR) furono un'organizzazione armata italiana d'ispirazione neofascista, nata aRoma e attiva dal 1977 al 1981.Teorici dello spontaneismo armato nazional-rivoluzionario, i NAR segnarono un punto di svolta nell'ambitodell'eversione nera e di rottura nei confronti dei loro padri politici. Attraverso un disconoscimento del passatogolpista e stragista dei vecchi fascisti e di un allontanamento dalle logiche del neofascismo missino di sterilecontrapposizione ai giovani militanti di sinistra, i NAR impugnarono (per la prima volta nella destra eversiva)apertamente le armi contro lo Stato proponendo, altres, una comunanza di intenti con elementi della sinistra armataanti-borghese: un'alleanza operativa, cio, fra gruppi ideologicamente diversi che, per, avevano come unicodenominatore comune la lotta contro la borghesia capitalista e limperialismo sia sovietico che americano.Durante i quattro anni di attivit i NAR furono ritenuti responsabili di 33 omicidi, oltre che della morte di 85 personecadute nella Strage alla stazione di Bologna, per la quale furono condannati come esecutori materiali, con sentenzadefinitiva, Giuseppe Valerio Fioravanti, Francesca Mambro e Luigi Ciavardini.

    Il contesto: gli anni di piombo

    Per approfondire, vedi Anni di piombo.

    Il gruppo dei NAR nasce in un contesto sociale collocabile, intorno alla met degli anni settanta, nel bel mezzo diuna delle stagioni politiche e sociali pi drammatiche della storia repubblicana del nostro Paese, quella cheripropose, cio, in Italia, le contraddizioni ed i contrasti gi vissuti con i movimenti di contestazione del sessantotto eche poi divamp (nel)la generalizzazione quotidiana di un conflitto politico e culturale che si ramific in tutti iluoghi del sociale, esemplificando lo scontro che percorse tutti gli anni settanta, uno scontro duro, forse il pi duro,tra le classi e dentro la classe, che si sia mai verificato dall'unit d'Italia. Quarantamila denunciati, quindicimilaarrestati, quattromila condannati a migliaia di anni di galera, e poi morti e feriti, a centinaia, da entrambe le parti.[1]

    Una situazione di rivolta generazionale che vide contrapposte le due fazioni politiche radicali di estrema destra e diestrema sinistra e che mai, come in quegli anni, fin per dividere migliaia di giovani che si diedero battaglia senzaesclusione di colpi, trascinando il Paese quasi alle soglie di una guerra civile ideologica e creando fatalmente ipresupposti per l'insorgenza del terrorismo di matrice politica.Una violenza che nasce inizialmente nei cortei e nelle piazze, dove gli scontri tra militanti di destra e di sinistra sonoall'ordine del giorno e che spinse poi il movimento giovanile neofascista verso una sempre pi aperta spaccatura tradue differenti anime. Da una parte quella pi conservatrice e maggiormente legata all'apparato del MovimentoSociale Italiano di Almirante, il quale mal sopporta l'indiscriminata violenza di strada, per niente funzionale ad unprogetto di inglobazione nell'arco costituzionale democratico parlamentare del suo partito[2]; dall'altra, un'anima pirivoluzionaria ed interventista che avrebbe spinto, di li a poco, tutta una serie di gruppi neofascisti, spinti da pulsionie da ideali politici non conciliabili con l'immobilismo moderato dell'MSI e dal ripudio dello stragismo e delgolpismo dei vecchi fascisti", ad abbracciare certi metodi di spontaneismo armato contro lo Stato, propri (fino adallora) solo della sinistra extraparlamentare.

  • Nuclei Armati Rivoluzionari 2

    Gli inizi: la nascita del gruppo

    Lei mi chiede che cosa sono i Nar, se esiste una organizzazione dietro questa sigla. Rispondo: Nar una sigla dietro laquale non esiste unorganizzazione unica, con organi dirigenti, con dei capi, con delle riunioni periodiche, con deiprogrammi. Non esiste unorganizzazione Nar simile alle Brigate Rosse o a Prima Linea. Non esiste neppure un livellominimo di organizzazione. Ogni gruppo fascista armato che si formi anche occasionalmente per una sola azione pu usare lasigla Nar. Daltra parte non esisterebbe modo per impedirlo

    (Interrogatorio di Valerio Fioravanti del 19 febbraio 1981[3])

    Il primo gruppo dei NAR si forma a Roma, intorno al 1977, da un proposito di alcuni militanti neofascisti gravitantiattorno alla sede romana del FUAN di via Siena, al quartiere Nomentano dove, verso la fine del 1978, con ilmassiccio ingresso di militanti missini provenienti dalla sezione del Movimento Sociale Italiano Eur-Monteverde(come i fratelli Fioravanti, Francesca Mambro, Dario Pedretti, Alessandro Alibrandi, Luigi Aronica e molti altri), sicomincia a mettere in discussione l'immobilismo del partito e della concreta possibilit di intraprendere un percorsodi lotta armata, soprattutto attraverso una serie di azioni brillantemente eseguite e ideologicamente ben motivate ecapaci di destabilizzare la struttura portante dello Stato riprendendo la lezione dei ben pi organizzati gruppi eversividella sinistra extraparlamentare.Le riunioni e le accese discussioni in via Siena trasformeranno quella sede, da l a breve, in uno dei gruppi cheimmediatamente si rende interprete del messaggio spontaneista diffuso dalle colonne di Costruiamo l'azione e dellacampagna di attentati dinamitardi attuata dall'Mrp. La sede del movimento, in via Siena a Roma, in un primotempo centro di raccolta di esperienze, soprattutto delittuose e terroristiche, portate avanti da giovani unitidall'impazienza rivoluzionaria, privi di un progetto politico globale, ma tenuti insieme dal desiderio di praticareazioni militari di contenuto e di rilievo ben superiore al semplice pestaggio degli avversari politici di sinistra.[4]

    La confluenza nel FUAN del gruppo di militanti capeggiato da Valerio Fioravanti proprio in coincidenza con unfermento giovanile diffusosi anche nelle fila della destra, diede quindi vita ad un nuovo soggettoeversivo/movimentista ed ideologicamente pi motivato, il cui nucleo originario comprendeva: Valerio Fioravanti,suo fratello minore Cristiano Fioravanti, Francesca Mambro, Franco Anselmi ed Alessandro Alibrandi.Per volere dei suoi stessi componenti, per, sin dalla sua nascita che durante gli anni successivi, i NAR non ebberomai una struttura ben definita e un'organizzazione stabile e gerarchicamente rigida ma furono, piuttosto, una sorta disigla aperta messa a disposizione dello spontaneismo armato, un movimento identitario nel quale transitarono, nelcorso del tempo, diversi militanti provenienti dalla galassia dellestrema destra fascista tanto che, la sentenza delprocesso a carico dell'organizzazione del 2 maggio 1985, eman condanne per ben cinquantatr imputati.

    La sigla Nuclei Armati Rivoluzionari, sottende una realt di non facile comprensione e si inserisce in un orizzontevolutamente mutabile e in movimento. Tale sigla infatti venne dapprincipio utilizzata dal gruppo formato dai fratelliFioravanti, Alessandro Alibrandi e Franco Anselmi che si era andato strutturando in un processo di aggregazione per gruppioperanti nei quartieri e attivi in pestaggi e scontri fisici con oppositori politici, ma che gi dal suo nascere non intendevacaratterizzarsi come una specifica formazione politica, quanto piuttosto mettere a disposizione di tutta l'area della destra unasorta di parola d'ordine con cui attestare, attraverso i fatti, la condivisione del progetto complessivo. Come si vede l'ideacoincide con le quasi contemporanee prese di posizione di Costruiamo l'azione, e la convinzione radicata in Fioravanti enegli altri a lui vicini della superfluit delle parole e della forza rivoluzionaria dell'esempio. Valerio Fioravanti spiegher ilsignificato della sigla in questi termini: "la sigla N.A.R. stata usata da molti anni, inizialmente per semplici attentati didanneggiamento, e stava ad indicare soltanto la matrice fascista. Tale sigla peraltro non si riferisce ad una organizzazionestabile e strutturata; bens soltanto alla matrice degli attentati. Se vi era il rischio che persone estranee o anche persone delladestra facessero azioni sbagliate e controproducenti, esso era compensato dal vantaggio che tale organizzazione sembrasserealmente esistente e attiva per pi lunghi periodi di tempo". Tale elasticit indicativa di un atteggiamento del gruppoN.A.R che rimane tuttavia sufficientemente individuabile come tale per la stabilit della sua formazione, dell'armamento e laconsequenzialit dei comportamenti tenuti ed anzi finisce per essere un modo caratteristico di essere della formazione inveceche la negazione della sua esistenza come struttura.

  • Nuclei Armati Rivoluzionari 3

    (Relazione della Commissione Stragi[5])

    Fatta quindi eccezione per quel ristretto nucleo fondativo, gli altri componenti del gruppo sono individuabili in tuttauna serie di fiancheggiatori che, con pi o meno continuit, parteciparono alle azioni dell'organizzazione. Tra quellipi attivi ci furono sicuramente Gilberto Cavallini, subentrato subito a ridosso delle prime azioni e poi rimasto neiNAR fino alla fine della loro storia; Luigi Ciavardini, entrato giovanissimo nel gruppo rimarr poi coinvolto nelprocesso pi drammatico della storia dei NAR, quello cio per la Strage alla Stazione di Bologna del 2 agosto 1980;Massimo Carminati, personaggio diviso fra la malavita comune e l'eversione di destra e, per questo, figura chiave etramite tra i NAR e la malavita organizzata romana della Banda della Magliana; Giorgio Vale, proveniente dalmovimento neofascista di Terza Posizione e che per diverso tempo si divise nella militanza in entrambi i gruppi.Altri componenti che invece operarono pi sporadicamente o temporaneamente furono: Giuseppe Dimitri, MassimoMorsello, Mario Corsi, Dario Pedretti, Stefano Soderini, Walter Sordi, Pasquale Belsito, Roberto Nistri, EgidioGiuliani, Dario Mariani i fratelli Claudio e Stefano Bracci, Stefano Tiraboschi, Ciro