Play Therapy

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Nelle esperienze di play therapy, grazie alla relazione con lo psicoterapeuta, si dà al bambino l'opportunità di conoscere se stesso. Lo psicoterapeuta si comporta in modo tale da comunicare al bambino che questa esperienza gli offre la sicurezza e la possibilità di esplorare liberamente non solo la playroom con i suoi giocattoli, ma anche l'esplorazione di se stesso nell'ambito della relazione terapeutica. Come risultato di questa esperienza di autoesplorazione di sé in relazione con gli altri, di autoespansione e autoespressione imparerà non solo ad accettare e rispettare se stesso ma anche gli altri e a utilizzare la libertà con senso di responsabilità.

Text of Play Therapy

  • p e r s o n e

    Collana curata dallo IACPe diretta da Alberto Zucconi

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  • PLAY THERAPY

    Virginia M. Axline

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  • 2009 edizioni la meridianaVia G. Di Vittorio, 7 - 70056 Molfetta (BA) - tel. 080/3346971www.lameridiana.itinfo@lameridiana.itISBN 978-88-6153-099-7

    Traduzione di Orazio Drago

    Progetto grafico: LimmagineCopyright 1947 by Virginia Mae Axline. La traduzione ha tenuto conto delledizione del 1969 pubblicatadalla BALLANTINE BOOK, INCLeditore a disposizione degli aventi diritto alla pubblicazione.

    RingraziamentiPubblicare un libro a distanza di 62 anni dalla sua prima edizione, comporta nonpoche difficolt.Levoluzione della lingua innanzitutto, ma anche levoluzione della materia impongo-no revisioni e attenzioni notevoli soprattutto quando si scelto di non operare alcuntaglio al testo originale.Per questo ringraziamo il dott. Mario Meringolo e la dott.ssa Milena Masciarri per lapreziosa collaborazione allediting e alla cura delledizione italiana, oltre che Sara Mar-chesini che ha collaborato alla revisione dei capitoli finali.

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  • Prefazione alledizione italiana di Alberto Zucconi ........................ 9Prefazione alledizione Ballantine di Virginia M. Axline ............ 13

    PARTE I

    1. Alcuni bambini sono proprio cos! ....................................... 17

    2. La play therapy ..................................................................... 25

    PARTE II Il setting della play therapy non direttiva ed i partecipanti

    3. La playroom: i materiali consigliati ........................................ 77

    4. Il bambino ............................................................................ 83

    5. Lo psicoterapeuta .................................................................. 89

    6. Un partecipante indiretto: il genitore o la figura parentale sostitutiva ............................................. 95

    PARTE III I principi della play therapy non direttiva

    7. Gli otto principi fondamentali ............................................ 103

    8. Creare la relazione .............................................................. 107

    9. Accettare il bambino ........................................................... 121

    10. Creare un clima di libert ................................................... 129

    11. Riconoscere e rispecchiare i sentimenti ............................... 137

    12. Avere rispetto per il bambino .............................................. 149

    13. Il bambino indica la strada .............................................. 165

    14. La psicoterapia non pu essere affrettata ............................. 173

    15. Il valore dei limiti ............................................................... 179

    PARTE IV Implicazioni per il contesto scolastico

    16. Applicazioni pratiche a scuola ............................................. 191

    17. Applicazioni nelle relazioni fra genitori e insegnanti ........... 211

    Indice

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  • 18. Applicazioni nelle relazioni fra insegnanti e dirigenti scolastici ............................................................. 217

    19. Play therapy individuale: presentazione e commento di alcune sedute .................................................................. 227

    20. Estratti di registrazioni di psicoterapie di gruppo ................ 277

    21. Registrazione e valutazione di una psicoterapia di gruppo completa ............................................................................. 289

    22. Combinazione di sedute individuali e di gruppo ................ 325

    23. Un insegnante psicoterapeuta si prende cura di un bambinocon bisogni educativi problematici ...................................... 391

    Il Kids Workshop: laboratorio esperienzale per bambini ........ 447

    Bibliografia................................................................................ 455

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  • In memoria di mio padre Roy G. Axline

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  • 9Prefazione alledizioneitaliana

    Siamo molto lieti di poter offrire al pubblico italiano la letturadi questo testo fondamentale. Forse in Italia non tutti sono aconoscenza che il campo della play therapy in gran parte basa-to sullapproccio di Virginia Axline denominato play therapynon direttiva o play therapy centrata sul bambino.Psicologa clinica statunitense, Virginia Axline stata allieva e poicollega di Carl Rogers, il padre della Psicoterapia Centrata sulCliente, il primo approccio psicoterapeutico olistico centrato sul-la salute, cio sulla facilitazione dello sviluppo delle innate risorseumane. Tale approccio era stato anche definito come psicoterapianon direttiva poich articolato in modo da evitare il rischio di pas-sivizzare il cliente: lo psicoterapeuta invece di suggerire specifichesoluzioni promuove nei clienti lo sviluppo delle risorse necessarieper affrontare e risolvere le sfide della propria vita. In questo testo della Axline la fiducia nella capacit di autocom-prensione e di autoregolazione dei piccoli clienti anima in modoevidente ogni aspetto delle varie relazioni terapeutiche con ibambini in sedute di play therapy individuale o di gruppo.

    Come noto Rogers con la sua Psicoterapia Centrata sulCliente si era focalizzato sulla facilitazione del processo di cam-biamento degli adulti. Virginia Axline ha applicato i principidella Psicoterapia Centrata sul Cliente adattandola alla realt ealle esigenze dei bambini servendosi del gioco come mezzo dicomunicazione pi efficace per questo tipo di clienti.In Storia di Dibs, un suo libro famoso scritto nel 1964 e pubbli-cato in Italia da Mondadori nel 1969 basato sulle audio registra-zioni di tutte le sedute nelle quali lautrice descrive laffascinan-te processo di cambiamento in psicoterapia di Dibs, un suo pic-colo cliente, la Axline stessa dichiarer:

    La play therapy si basa sul fatto che il gioco il mezzo naturale di autoespressione del bambino. Essa offre al bambino la possibilit di esploraree lavorare sui propri sentimenti e problemi

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  • Virginia M. Axline

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    utile notare che Carl Rogers scrisse nel 1942 il suo celebre libroCounseling and Psychotherapy (pubblicato da Astrolabio con iltitolo Psicoterapia di Consultazione) e che questo testo della Axli-ne, che solo ora proponiamo al pubblico italiano, del 1947. Fedele al metodo iniziato da Rogers che a quei tempi era unainnovazione rivoluzionaria di registrare con il magnetofonotutte le sedute dei trattamenti psicoterapeutici ed usare il mate-riale per la ricerca la Axline con questo libro offre al lettore unprezioso sguardo sulla sua relazione terapeutica con i piccoliclienti fornendo le trascrizioni delle registrazioni delle sedute diplay therapy sia individuali che di gruppo nelle quali risalta chia-ramente che il concetto di non direttivit non affatto un meroatteggiamento di passivit o di laissez faire ma una notevolecapacit di sviluppare empowerment e una congruente modalitdincarnare e comunicare fiducia dello psicoterapeuta nelle capa-cit di scelta e di autoregolazione dei bambini: una efficacemodalit di responsabilizzare i suoi piccoli clienti senza caderenelle limitanti e passivizzanti strategie di controllo e prescrizioneche caratterizzavano a quel tempo il modo di operare di moltipsicoterapeuti di diverso orientamento. La notevole capacit della Axline e la sua fiducia palpabile nelleinnate capacit di autoregolazione dei bambini a lei affidati sonoun esempio eloquente di come si possa incarnare (concretamen-te nel disegno e nella gestione dei setting clinici e quindi nellarelazione con il cliente e nelle specifiche azioni dello psicotera-peuta) questa fiducia nelle capacit autopoietiche dei bambini ecome una relazione improntata alla fiducia divenga una profeziaautorealizzante.Oggi, dopo pi di 70 anni dalla pubblicazione dei libri di Rogerse della Axline a mio avviso ancora doveroso e necessario averepiena consapevolezza che la visione della natura umana, implici-tamente ed esplicitamente articolata da noi professionisti dellerelazioni di aiuto con i nostri clienti, costituisca una sorta dicanovaccio, una narrativa, una costruzione sociale della realtche impatta in maniera notevole il processo ed i risultati di ogniprocesso di cambiamento.

    affascinante vedere come la Axline (nel 1947) disponibile adammettere e commentare i suoi errori e per ogni intervento nonefficace ad offrire al lettore una ampia gamma di modalit alter-

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  • PLAY THERAPY

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    native migliorative. In questo Axline, come del resto CarlRogers, sono maestri nel mettere in pratica il proprio messaggio:imparare dagli errori una delle qualit pi significative dellasalute dellorganismo umano non nevrotico, dotato di una inna-ta capacit di autoconsapevolezza e autoregolazione, raro esem-pio di coerenza, teoretica, clinica e deontologica.

    Numerosi sono nel mondo gli eredi del lavoro della Axline, unadi essi Barbara Williams che oltre alla play therapy ha svilup-pato anche un interessante aspetto di promozione della salutedei bambini attraverso il suo Kids Workshop, che non psicote-rapia ma intervento psicoeducazionale che ha finalit di prote-zione e promozione delle innate capacit dei bambini. In altreparole, come ben si evince gi nei primi anni dello sviluppo del-la Psicoterapia Centrata sul Cliente e della play therapy, lenfas