Profilo Assistenziale

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Profilo Assistenziale. Bruno Borioni. IL MMG. IL MMG. Il paziente è da sempre al centro delle nostre cure. E’ un ruolo a 360° nel Territorio!! NOI SIAMO “sempre lì” , A GESTIRE AL MEGLIO LA “ FIDUCIA ” DEI NOSTRI ASSISTITI “PRESA IN CARICO E CONTINUITA’ ASSISTENZIALE”. - PowerPoint PPT Presentation

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  • Profilo AssistenzialeBruno Borioni

    Jesi 1 dicembre 2007

  • IL MMG

    Jesi 1 dicembre 2007

  • IL MMGIl paziente da sempre al centro delle nostre cure.E un ruolo a 360 nel Territorio!!NOI SIAMO sempre l , A GESTIRE AL MEGLIO LA FIDUCIA DEI NOSTRI ASSISTITIPRESA IN CARICO E CONTINUITA ASSISTENZIALE

    Jesi 1 dicembre 2007

  • CAMBIANO I TEMPIAllungamento et media, solitudineTransizione demografica e trasformazioni socialiMedicina che non guarisce, ma che cura sempreMaggiore coscienza sanitaria dei cittadiniAumento domanda sanitaria e nuovi bisogniDimissioni veloci dagli ospedaliProgresso scientifico e tecnologicoCosti incrementatiPREVALENZA ED EMERGENZA CRONICITA

    MA SIAMO SEMPRE DISPOSTI A METTERCI IN DISCUSSIONE,E A RINNOVARCI PER OPERARE SEMPRE AL MEGLIO!!

    Jesi 1 dicembre 2007

  • I PAZIENTI ONCOLOGICI Per loncologia, noi M.M.G. operiamo per la prevenzione (1 tumore su 5 causato da infiammazioni, virus ed obesit!; - familiarit, lotta al fumo e allabuso di alcool, stile di vita sano ed attivit fisica e dieta variata e sana, lotta allobesit e possibile riduzione dei rischi lavorativi e ambientali e da eccessiva esposizione al sole, vaccini) e quindi per la diagnosi precoce (partecipazione a screening, esami in caso di visite occasionali).

    Jesi 1 dicembre 2007

  • Jesi 1 dicembre 2007

  • MMG e TUMORINESSUN SINTOMO VA SOTTOVALUTATOOGNI SEGNALE VA COLTO!!!PONIAMO ATTENZIONE AD UN SINTOMO NUOVO O PERSISTENTE CHE CI VIENE RIFERITO, O DI MODIFICAZIONI CUTANEE CHE CI VENGONO PRESENTATE, .FACCIAMO GOVERNO CLINICO SU QUESTO, ATTIVANDOCI CON LE STRUTTURE DELLOSPEDALE E DEL DISTRETTO, PER UN ITER DIAGNOSTICO APPROPRIATO (V. SPECIALISTICHE, IMAGING, SCOPIE, AGOBIOPSIE, .)

    Jesi 1 dicembre 2007

  • FATTA LA DIAGNOSI DI NEOPLASIAil paziente va: informato reso cosciente dalla situazione (gestione della comunicazione). E si parla anche con la famiglia. inviato dalloncologo per un primo contatto presa lopportunit di una terapia chirurgica, chemioterapia, radioterapia, ormonale,palliativa, .secondo il caso, la situazione

    Jesi 1 dicembre 2007

  • COSA FA POI IL MMGchirurgia assistiamo per il ricovero migliore e poi seguiamo il paziente dimesso (medicazioni, riabilitazioni, problemi nutrizionali, dolore ).chemioterapia lo seguiamo nel corso della terapia (i vari cicli, le prescrizioni dei farmaci, la terapia del dolore, del vomito, i follow-up delle analisi, il supporto psicologico, e perch no anche estetico, per es. caduta dei capelli ).

    Jesi 1 dicembre 2007

  • COSA FA POI IL MMGRadioterapia:si valuteranno le eventuali complicazioni ed effetti collaterali (dermatiti, sanguinamenti, assistenza x trasporto ).Stadiazione: insieme agli specialisti (TAC, RM, PET) ed i controlli oncologici periodici di follow-up;Attivazione ADI e ADP, o IOM, Riabilitazione e prescrizione di ausili,INVALIDITA CIVILE e legge 104 esenzioni dal ticket la gestione dei problemi lavorativi.

    Jesi 1 dicembre 2007

  • COSA FA POI IL MMGInfine purtroppo assistiamo il paziente anche nella fase terminale ove si deve praticare la terapia palliativa, per dare dignit della persona e la migliore qualit di vita possibile, fino alla fine: gestione del dolore (ricette per gli stupefacenti),nutrizione, cure delle complicanze (tev, piaghe, febbri, )terapie collateralisupporto psicologico e sociale al paziente ed alla famigliagestione del testamento biologico o direttive anticipate, con risvolti scientifici e bioetici

    Jesi 1 dicembre 2007

  • COSA FA POI IL MMGE anche dopo la morte, nelle famiglia deve aiutare a gestire lelaborazione del lutto e i disagi che si riscontrano nei componenti.

    Il MMG cerca di curare a domicilio finch possibile e collabora in questo con gli specialisti e le organizzazioni nel Territorio, come il Distretto, lo IOM, i volonatri e naturalmente la famiglia.

    Realizza medicina diffusa e integrazione socio-sanitaria !!

    Jesi 1 dicembre 2007

  • IL MMGCOME SI VEDE IL MMG E MOLTO OCCUPATO NELLA GESTIONE DEL PAZIENTE ONCOLOGICO!!

    CE SEMPRE QUALCOSA DA FARE PER IL PAZIENTE ONCOLOGICO!!

    PRENDERSI CURA E CONOSCERE

    Jesi 1 dicembre 2007

  • TROMBOEMBOLISMO VENOSO - TEVIN ONCOLOGIASi affaccia allorizzonte come nuova occasione di impegno terapeutico e gestionale per il MMG, per la profilassi e la cura a domicilio. MMG: prima linea anti-TEV

    Jesi 1 dicembre 2007

  • TROMBOEMBOLISMO VENOSO - TEVLa TVP (trombosi venosa profonda)LEP (embolia polmonare)

    Jesi 1 dicembre 2007

  • TEV: INCIDENZA Sappiamo che una delle cause delle complicanze di gestione e principali di mortalit e morbilit nei paesi occidentali (seconda causa di morte nei pazienti oncologici!!) Incidenza di 1/1000 abitanti - 20% delle TVP e EP sono da pazienti oncologici. Negli anziani lincidenza aumenta di 2-3 volte.

    Jesi 1 dicembre 2007

  • TEV:FATTORI DI RISCHIOSappiamo che i fattori di rischio di TEV sono generalmente cumulativi, con una o pi presenze che amplificano il rischio trombotico. - Individuazione precoce di rischio TEV

    Jesi 1 dicembre 2007

  • TEV:FATTORI DI RISCHIO

    Jesi 1 dicembre 2007

  • Jesi 1 dicembre 2007

  • TEV:PAZIENTE ONCOLOGICO ha un rischio di TEV 6 volte pi elevato rispetto ai pazienti senza cancro!! presenta problematiche enormi di gestione (resistenza alle profilassi, ed effetti collaterali pi probabili con rischio emorragico, uso di EPO, piastrinopenia da chemio.).

    E i vari studi (MEDENOX, PREVENT, ARTEMIS e EXCLAIM) ci danno aree di notevole incertezza, nella pratica clinica di Medicina.

    Jesi 1 dicembre 2007

  • TEV:PAZIENTE ONCOLOGICOIl rischio tromboembolico aumentato dagli interventi chirurgici, dalla chemioterapia, dalle radioterapia e ormonoterapia, dalla immobilizzazione prodotta e dai CVC.

    Jesi 1 dicembre 2007

  • TEV:PAZIENTE ONCOLOGICOLa TEV pu comparire anche prima di avere segni clinici di neoplasia e della diagnosi di tumore (idiopatica = senza cause scatenanti da neoplasia occulta) , ma pi spesso compare negli stadi avanzati di neoplasia.E non facile prevedere quali pazienti con neoplasia svilupperanno una trombosi, dato che il rischio variabile, anche secondo il tipo di tumore. (> neoplasia cerebrali, adenocarcinoma ovarico, pancreas, colon, stomaco, polmone, prostata, reni).

    Jesi 1 dicembre 2007

  • TEV: RICORDIAMO

    Jesi 1 dicembre 2007

  • TEV:PAZIENTE ONCOLOGICOIl candidato a chirurgia ha un rischio di TVP postoperatoria doppio e di EP fatale triplo, rispetto a candidati alla stessa procedura, ma in assenza da cancro. La neoplasia inoltre ha un valore predittivo indipendente, in termini di mancata risposta alla profilassi.In chirurgia la terapia profilattica va fatta in modo adeguato con EBPM, per almeno 1 mese dopo lintervento chirurgico (e questo oramai certo!). Le dimissioni precoci coinvolgono il MMG per il rischio TEV.

    Jesi 1 dicembre 2007

  • TEV:PAZIENTE ONCOLOGICONel paziente oncologico non chirurgico (chemioterapia e ormonoterapia) la profilassi della TEV non trova concordanze nella letteratura, come invece avviene nel paziente chirurgico (meno certezze!). Pertanto si consiglia di non attuare una profilassi generalizzata, specie se si tratta di pazienti ambulatoriali, quindi non ospedalizzati, n immobilizzati. Se invece tali pazienti hanno altri fattori di rischio di trombosi, devono avere una profilassi come i pazienti internistici.

    Jesi 1 dicembre 2007

  • TEV: PAZIENTE ONCOLOGICOAnche il CVC un fattore di rischio, ma non vi consenso sullefficacia ad una profilassi estensiva a tutti i portatori. (va tenuto bene, medicato e curato!). Ugualmente la profilassi va fatta in casi selezionati in pazienti con rischio aggiuntivo (et avanzata, metastasi diffuse).

    Jesi 1 dicembre 2007

  • TEV:PAZIENTE ONCOLOGICOEsiste anche un rischio di TEV o EP ACUTA in oncologia. Qui ci si comporta come nel paziente internistico, con terapia eparinica ad alte dosi, per 5-7 gg. e poi passare alla TAO con INR target tra 2-3 (ed il paziente pu e deve anche essere ospedalizzato).

    Jesi 1 dicembre 2007

  • MMG e TAO a lungo termineIn questo caso il paziente oncologico pi esposto a rischio significativo:recidive trombotichecomplicanze emorragiche (pregresse emorragie cerebrali o gastroenteriche, varici esofagee, piastrinopenia)

    Jesi 1 dicembre 2007

  • MMG e TAO a lungo termineIl MMG, in questo caso, deve essere sempre molto attento a raggiungere e mantenere il target, specie nei primi mesi!!altres gestire la TAO in caso di situazioni come il vomito, le interazioni farmacologiche e la malnutrizione, che sono problematiche ed in caso di evento emorragico.

    Jesi 1 dicembre 2007

  • MMG e TAO a lungo termineA volte la TAO va interrotta per procedure invasive e diagnostiche (toracentesi, biopsie, traumi, piastrinopenia intercorrente o secondarie). E qui richiesta molta abilit medica, organizzativa e di collaborazione dei familiari o dei servizi (risposte analisi on line,), per poi riprendere la TAO e tornare a target.

    Jesi 1 dicembre 2007

  • MMG e TAO a lungo termine

    Jesi 1 dicembre 2007

  • PROFILO DI ASSISTENZAInfine voglio ricordare quanto fatto nel 2001: quando abbiamo elaborato il PROFILO DI ASSISTENZA DEL PAZIENTE CON TROMBOSI VENOSA PROFONDA E TROMBOFLEBITE SUPERFICIALE, con predisposizione di protocolli diagnostici e terapeutici nel paziente con rischio trombotico. Sotto il coordinamento del Dott. Racco e in collaborazione essenzialmente con lU.O. di Medicina di Iesi (il dott Agostinelli, il dott. Rondanini e la dott.ssa Piretti) e ladesione di altre U.O. e di alc