Scritti politici I - La stanza di Alberto .Per un'associazione di cultura 1918 La critica critica

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Antonio Gramsci

Scritti politici I

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http://www.e-text.it/ QUESTO E-BOOK: TITOLO: Scritti politici I AUTORE: Gramsci, Antonio TRADUTTORE: CURATORE: Spriano, Paolo NOTE: DIRITTI D'AUTORE: no LICENZA: questo testo distribuito con la licenza specificata al seguente indirizzo Internet: http://www.liberliber.it/biblioteca/licenze/ TRATTO DA: Scritti politici / Antonio Gramsci ; a cura di Paolo Spriano. - Roma : Editori Riuniti, 1973. - 273 p. ; 19 cm. (Le idee ; 79) CODICE ISBN: non disponibile 1a EDIZIONE ELETTRONICA DEL: 28 marzo 2008 INDICE DI AFFIDABILITA': 1 0: affidabilit bassa 1: affidabilit media 2: affidabilit buona 3: affidabilit ottima ALLA EDIZIONE ELETTRONICA HANNO CONTRIBUITO: Paolo Alberti, paoloalberti@iol.it REVISIONE: Andrea Pedrazzini, andreacarlo.pedrazzini@fastwebnet.it PUBBLICATO DA: Claudio Paganelli, paganelli@mclink.it

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Scritti politici I

di Antonio Gramsci

Scritti politici 1 Antonio Gramsci

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Indice

1910-1914 Oppressi ed oppressori Neutralit attiva ed operante

1916 Il Sillabo ed Hegel La commemorazione di Miss Cavell Socialismo e cultura Voci d'oltretomba Vecchiezze Lotta di classe e guerra La storia I giornali e gli operai Uomini o macchine? L'Universit popolare Preoccupazioni

1917 Profanazioni Tre principi, tre ordini Indifferenti Disciplina e libert Margini Carattere Note sulla rivoluzione russa L'uomo pi libero I massimalisti russi L'orologiaio Carattere Analogie e metafore Demagogia Ghirigori La rivoluzione contro il Capitale Letture Intransigenza-tolleranza. Intolleranza-transigenza Per un'associazione di cultura

1918 La critica critica La Lega delle Nazioni Diamantino Costituente e Soviet L'organizzazione economica e il socialismo Wilson e i massimalisti russi Individualismo e collettivismo Un anno di storia La tua eredit Il nostro Marx

Scritti politici 1 Antonio Gramsci

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Astrattismo e intransigenza L'intransigenza di classe e la storia italiana Cultura e lotta di classe I giorni Fiorisce l'illusione La politica del se Utopia L'opera di Lenin Dopo il Congresso Il Patto d'alleanza Il dovere di essere forti I cattolici italiani Il giornale-merce

1919

Il paese di Pulcinella Un Soviet locale Stato e sovranit Leninismo e marxismo di Rodolfo Mondolfo L'Internazionale comunista

Scritti politici 1 Antonio Gramsci

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Oppressi ed oppressori1 davvero meravigliosa la lotta che l'umanit combatte da tempo immemorabile; lotta

incessante, con cui essa tenta di strappare e lacerare tutti i vincoli che la libidine di dominio di un solo, di una classe, o anche di un intero popolo, tentano di imporle. questa una epopea che ha avuto innumerevoli eroi ed stata scritta dagli storici di tutto il mondo. L'uomo, che ad un certo tempo si sente forte, con la coscienza della propria responsabilit e del proprio valore, non vuole che alcun altro gli imponga la sua volont e pretenda di controllare le sue azioni e il suo pensiero. Perch pare che sia un crudele destino per gli umani, questo istinto che li domina di volersi divorare l'un l'altro, invece di convergere le forze unite per lottare contro la natura e renderla sempre pi utile ai bisogni degli uomini. Invece, un popolo quando si sente forte e agguerrito, subito pensa a aggredire i suoi vicini, per cacciarli ed opprimerli. Perch chiaro che ogni vincitore vuol distruggere il vinto. Ma l'uomo che per natura ipocrito e finto, non dice gi io voglio conquistare per distruggere, ma, io voglio conquistare per incivilire. E tutti gli altri, che lo invidiano, ma aspettano la loro volta per fare lo stesso, fingono di crederci e lodano.

Cos abbiamo avuto che la civilt ha tardato di pi ad espandersi e a progredire; abbiamo avuto che razze di uomini, nobili e intelligenti, sono state distrutte o sono in via di spegnersi. L'acquavite e l'oppio che i maestri di civilt distribuivano loro abbondantemente, hanno compiuto la loro opera deleteria.

Poi un giorno si sparge la voce: uno studente ha ammazzato il governatore inglese delle Indie, oppure: gli italiani sono stati battuti a Dogali, oppure: i boxers hanno sterminato i missionari europei; e allora la vecchia Europa inorridita impreca contro i barbari, contro gli incivili, e una nuova crociata viene bandita contro quei popoli infelici.

E badate: i popoli europei hanno avuto i loro oppressori e hanno combattuto lotte sanguinose per liberarsene, ed ora innalzano statue e ricordi marmorei ai loro liberatori, ai loro eroi, e innalzano a religione nazionale il culto dei morti per la patria. Ma non andate a dire agli italiani, che gli austriaci erano venuti per portarci la civilt: anche le colonne marmoree protesterebbero. Noi, s, siamo andati per portare la civilt ed infatti ora quei popoli ci sono affezionati e ringraziano il cielo della loro fortuna. Ma si sa; sic vos non vobis. La verit invece consiste in una brama insaziabile che tutti hanno di smungere i loro simili, di strappare loro quel po' che hanno potuto risparmiare con privazioni. Le guerre sono fatte per il commercio, non per la civilt: gli inglesi hanno bombardato non so quante citt della Cina perch i cinesi non volevano sapere del loro oppio. Altro che civilt! E russi e giapponesi si sono massacrati per avere il commercio della Corea e della Manciuria. Si delapidano le sostanze dei soggetti, si toglie loro ogni personalit; non basta per ai moderni civilissimi: i romani si accontentavano di legare i vinti al loro carro trionfale, ma poi riducevano a provincia la terra conquistata: ora invece si vorrebbe che tutti gli abitanti delle colonie sparissero per lasciar largo ai nuovi venuti.

Se poi una voce di onesto uomo si leva a rimproverare queste prepotenze, questi abusi, che la morale sociale e la civilt sanamente intesa dovrebbero impedire, gli si ride in faccia; perch un ingenuo, e non sa tutti i machiavellici cavilli che reggono la vita politica. Noi italiani adoriamo Garibaldi; fin da piccoli ci hanno insegnato ad ammirarlo, il Carducci ci ha entusiasmato con la sua leggenda garibaldina: se si domandasse ai fanciulli italiani chi vorrebbero essere, la gran maggioranza certo sceglierebbe di essere il biondo eroe. Mi ricordo che a una dimostrazione per una commemorazione dell'indipendenza, un compagno mi disse: ma perch tutti gridano: viva Garibaldi! e nessuno: viva il re? ed io non seppi darne una spiegazione. Insomma, in Italia dai rossi ai verdi, ai gialli idolatrano Garibaldi, ma nessuno veramente ne sa apprezzare le alte idealit; e quando i marinai italiani sono mandati a Creta per abbassare la bandiera greca innalzata dagli

1 Saggio scolastico, manoscritto, probabilmente del novembre 1910, quando G. frequentava l'ultima classe del

liceo Dettori di Cagliari.

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insorti e rimettere la bandiera turca, nessuno lev un grido di protesta. Gi: la colpa era dei candioti che volevano turbare l'equilibrio europeo. E nessuno degli italiani che in quello stesso giorno forse acclamavano l'eroe liberatore della Sicilia, pens che Garibaldi se fosse stato vivo, avrebbe sostenuto anche l'urto di tutte le potenze europee, pur di fare acquistare la libert a un popolo. E poi si protesta se qualcuno viene a dirci che siamo un popolo di rtori!

E chi sa per quanto tempo ancora durer questo contrasto. Il Carducci si domandava: Quando il lavoro sar lieto? Quando sicuro sar l'amore?. Ma ancora si aspetta una risposta, e chi sa chi sapr darla. Molti dicono che ormai l'uomo tutto ci che doveva conquistare nella libert, e nella civilt, l'abbia gi fatto, e che ormai non gli resta che godere il frutto delle sue lotte. Invece, io credo che ben altro da fare ci sia ancora: gli uomini non sono che verniciati di civilt; ma se appena sono scalfiti, subito appare la pellaccia del lupo. Gli istinti sono ammansati, ma non distrutti, e il diritto del pi forte il solo riconosciuto. La Rivoluzione francese ha abbattuto molti privilegi, ha sollevato molti oppressi; ma non ha fatto che sostituire una classe ad un'altra nel dominio. Per ha lasciato un grande ammaestramento: che i privilegi e le differenze sociali, essendo prodotto della societ e non della natura, possono essere sorpassate. L'umanit ha bisogno d'un altro lavacro di sangue per cancellare molte di queste ingiustizie: che i dominanti non si pentano allora d'aver lasciato le folle in uno stato di ignoranza e di ferocia quali sono adesso!

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Neutralit attiva ed operante2 Pur nella straordinaria confusione che la presente crisi europea ha creato nelle coscienze e

nei partiti, tutti sono d'accordo su di un punto: il presente momento storico di una indicibile gravit, le sue conseguenze possono essere gravissime, e perch tanto sangue si versato e tante energie sono andate distrutte, facciamo in modo che il maggior numero possibile di questioni che il pa