Stephenie Meyer Midnight Sun

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(primi 12 capitoli)

Text of Stephenie Meyer Midnight Sun

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1. A prima vista

Questo era il momento del giorno in cui desideravo poter essere capace di dormire. La scuola superiore. O era purgatorio la definizione pi corretta? Se cera un qualche modo di fare ammenda per i miei peccati, questo doveva pur contare qualcosa ai fini del punteggio finale. Il tedio non era semplicemente qualcosa cui dovevo abituarmi. Ogni giorno sembrava ancor pi incredibilmente monotono del precedente. Immagino fosse cos che dormissi se per dormire sintende lo stato dinerzia esistente tra i periodi di attivit. Fissavo le crepe che attraversavano lintonaco nellangolo opposto della mensa, riconoscendoci delle forme che non erano l. Era un modo per far tacere le voci che come la corrente di un fiume gorgogliavano nella mia testa. Diverse centinaia di queste voci le ignoravo in preda alla noia. Le avevo gi sentite e risentite da quando si erano fatte strada nella mente umana. Oggi, tutti i pensieri erano divorati dal futile dramma di una nuova aggiunta allesiguo corpo studentesco. Bastava cos poco per farli eccitare tutti quanti. Avevo visto il viso della nuova venuta ripetuto pensiero dopo pensiero da ogni angolazione. Una semplice ragazza umana. Lentusiasmo per il suo arrivo era prevedibile in maniera irritante come mostrare un oggetto scintillante ad un bambino. La met dei ragazzi, pi simili a dei caproni, stava gi fantasticando di avere una relazione amorosa con lei, solamente perch era qualcosa di nuovo cui guardare. Mimpegnavo a fondo nel tentativo di farle tacere. Cerano solamente quattro voci che bloccavo pi per cortesia che per disgusto: la mia famiglia, i miei due fratelli e le mie due sorelle, che erano talmente abituati alla mancanza di privacy determinata dalla mia presenza che raramente si lasciavano sfuggire un pensiero. Gli lasciavo quanta pi privacy mi fosse possibile. Mi sforzavo di non ascoltare se potevo. Mi sforzavo come potevo, perSapevo. Rosalie, come al solito, stava pensando a se stessa. Aveva colto il proprio profilo riflesso sul bicchiere di qualcuno, e stava rimuginando sulla propria perfezione. La mente di Rosalie era una pozzanghera poco profonda che non riservava molte sorprese.2008 Stephenie Meyer

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Emmett stava friggendo per un incontro di lotta che durante la notte aveva perso contro Jasper. Gli ci sarebbe voluta tutta la sua limitata pazienza per riuscire ad arrivare fino alla fine delle lezioni ed orchestrare una rivincita. Non mi sono mai sentito davvero indiscreto nellascoltare i pensieri di Emmett, perch non pensa mai nulla che non direbbe ad alta voce o che non metterebbe in pratica. Forse mi sentivo colpevole quando ascoltavo i pensieri degli altri solamente perch sapevo che cerano delle cose che avrebbero preferito non condividere con me. Se la mente di Rosalie era una pozzanghera poco profonda, allora quella di Emmett era un lago senza ombre, trasparente come il vetro. E JasperStava soffrendo. Trattenni un sospiro. Edward. Alice aveva formulato il mio nome nella sua mente, catturando immediatamente la mia attenzione. Sarebbe stato esattamente lo stesso se qualcuno mi avesse chiamato a gran voce. Ero contento che negli ultimi anni il mio nome di battesimo fosse passato di moda sarebbe stata una seccatura: ogniqualvolta qualcuno avesse pensato ad un qualunque Edward la mia testa si sarebbe automaticamente voltata La mia testa adesso non si muoveva. Alice ed io eravamo bravi a conversare in privato. Raramente qualcuno ci scopriva. Tenevo gli occhi fissi sulle linee dellintonaco. Come se la cava? Mi chiese. Mi accigliai, solo un impercettibile cambiamento nella piega delle labbra. Niente che potesse farci scoprire dagli altri. Potevo benissimo essermi accigliato per noia. La voce mentale di Alice ora era allarmata, e nei suoi pensieri potevo vederla mentre osservava Jasper di sottecchi. C qualche pericolo? Rovistava oltre, nellimmediato futuro, scorrendo le visioni monotone per scoprire la causa del mio cipiglio. Girai lentamente la testa a sinistra, come per guardare i mattoni della parete, sospirai, e poi a destra, di nuovo sulle crepe nel soffitto. Solamente Alice sapeva che stavo scuotendo la testa. Si rilass. Fammelo sapere se diventa insopportabile. Mossi solo gli occhi, in alto sul soffitto, e poi di nuovo gi. Grazie per quello che stai facendo. Ero contento di non poterle rispondere ad alta voce. Cosa avrei potuto dirle? E un piacere? Non lo era affatto. Non mi divertiva ascoltare i conflitti interiori di Jasper. Era2008 Stephenie Meyer

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davvero necessario metterlo alla prova fino a questo punto? Non sarebbe stato pi sicuro ammettere semplicemente che forse non sarebbe mai stato capace di gestire la sete come il resto di noi riusciva a fare, e non spingerlo al limite? Perch scherzare col fuoco? Erano trascorse due settimane dalla nostra ultima battuta di caccia. Non era un arco di tempo cos immensamente duro per il resto di noi. Un poco spiacevole di tanto in tanto se un umano ci passava troppo vicino, se il vento soffiava nella direzione sbagliata. Ma gli umani raramente ci camminavano troppo vicini. I loro istinti gli suggerivano quel che le loro menti coscienti non avrebbero mai capito: eravamo pericolosi. Jasper al momento era davvero pericoloso. Proprio ora, una ragazza minuta si era fermata presso il bordo del tavolo pi vicino al nostro, per parlare con unamica. Aveva scrollato i corti capelli biondo rossicci pettinandoli con le dita. I radiatori avevano soffiato il suo profumo nella nostra direzione. Ero abituato a come mi faceva sentire il profumo il dolore pungente alla gola, la brama cupa nello stomaco, la contrazione automatica dei muscoli, il flusso eccessivo di veleno nella bocca Era tutto piuttosto normale, generalmente facile da ignorare. Ora, per, era un p pi difficile, per via delle percezioni amplificate, duplicate dal mio monitorare la reazione di Jasper. Una sete raddoppiata, invece della mia soltanto. Jasper stava lasciando correre la propria fantasia. Se lo stava immaginando immaginando di alzarsi dal proprio posto accanto ad Alice e di andare a piazzarsi di fronte a quella ragazza minuta. Pensando di chinarsi su di lei, come per bisbigliarle qualcosa allorecchio, e di lasciare che le sue labbra si posassero sullarco della gola. Immaginando che sensazione gli avrebbe dato in bocca il sangue circolante al di sotto della pelle sottile Tirai un calcio alla sua sedia. Per un attimo incroci il mio sguardo, e poi abbass gli occhi. Riuscivo a sentire il conflitto tra la vergogna e la ribellione che lo impegnava mentalmente. Scusa mormor Jasper. Scrollai le spalle. Non avresti fatto niente, gli mormor Alice, cercando di alleviarne la mortificazione. Lo avrei visto. Trattenni la smorfia che ne avrebbe scoperta la menzogna. Dovevamo sostenerci a2008 Stephenie Meyer

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vicenda, Alice ed io. Non era facile, ascoltare le voci o avere delle visioni sul futuro. Entrambi bizzarrie tra coloro che erano gi dei mostri. Proteggevamo i nostri segreti reciprocamente. Aiuta un poco se pensi a loro come a delle persone, sugger Alice, con la sua voce acuta e melodiosa troppo veloce per essere capita dalle orecchie umane, se anche qualcuno si fosse trovato abbastanza vicino da poterla sentire. Si chiama Whitney. Ha una sorella minore che adora. Sua madre ha invitato Esme a quella festa in giardino, ricordi? So chi , aveva detto Jasper bruscamente. Si era voltato dallaltra parte per guardare fuori da una delle piccole finestre piazzate proprio sotto il cornicione tuttintorno alla lunga stanza. Il suo tono aveva messo fine alla conversazione. Sarebbe dovuto andare a caccia stanotte. Era ridicolo correre dei rischi come questo, cercando di testarne la forza di volont, per aumentarne la resistenza. Jasper doveva semplicemente accettare i propri limiti e lavorare entro quelli. Le sue precedenti abitudini non erano di alcun aiuto rispetto allo stile di vita che avevamo scelto; non avrebbe dovuto spingersi tanto in l. Alice sospir silenziosamente e si alz, portandosi via il vassoio del cibo il suo corredo di scena, perch questo era e lo lasci solo. Sapeva quando ne aveva avuto abbastanza dei suoi incoraggiamenti. Sebbene Rosalie ed Emmett facessero maggiore sfoggio della loro relazione, erano Alice e Jasper che meglio conoscevano ogni singolo umore dellaltro come fosse il proprio. Come se potessero anche loro leggere nel pensiero solo luno dellaltra. Edward Cullen. Un riflesso condizionato. Mi voltai al suono del mio nome che veniva pronunciato, quantunque non fosse stato davvero pronunciato, ma solo pensato. I miei occhi sincrociarono per non pi di una frazione di secondo con un paio di grandi occhi umani, marroni come il cioccolato, incastonati in un viso pallido a forma di cuore. Conoscevo quel viso, nonostante non lo avessi visto da me prima di questo momento. Aveva avviluppato ogni mente umana oggi. La nuova studentessa, Isabella Swan. Figlia del capo della polizia, mandata a vivere qui in virt di un nuovo accordo di affidamento. Bella. Aveva corretto chiunque aveva usato il suo nome per esteso Guardai altrove, annoiato. Mi ci volle un momento per capire che non era stata lei a2008 Stephenie Meyer

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pensare il mio nome. Naturalmente sta gi prendendosi una cotta per i Cullen, ascoltai il seguito del primo pensiero. Avevo riconosciuto la voce, infine. Jessica Stanley non era passato molto tempo da quando mi aveva annoiato con il suo intimo blaterare. Era stato un vero sollievo quando aveva superato la sua infatuazione fuori luogo. Era stato quasi impossibile fuggire i suoi costanti, ridicoli sogni ad occhi aperti. Avevo desiderato, a quel tempo, di poterle spiegare esattamente cosa sarebbe successo se le mie labbra, ed i denti dietro quelle, fossero arrivate da qualunque parte vicino a lei. Sarebbe bastato a zittire le sue fastidiose fantasie. Il pensiero della sua reazione quasi mi fece sorridere. Dovrebbe mettere su un p di ciccia, continu Jessica. Non neppure