Tracy Chevalier - Strane creature

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Tracy Chevalier - Strane creature book

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Tracy Chevalier

Strane creature

Titolo originale: Remarkable Creatures Traduzione di Massimo Ortelio

Scanned by PPG

A mio figlio Jacob

1. Diversa da tutte le altre...I lampi. Mi hanno sempre colpita i lampi. Ma una volta successo davvero. Non dovrei ricordarlo perch ero poco pi di una poppante, invece me lo ricordo, eccome! Ero in un prato e c'erano dei cavalli, dei cavalieri... Poi scoppi un temporale e una donna non era la mamma - mi prese in braccio e mi port sotto un albero. Mi teneva stretta stretta e io guardavo in alto le foglie scure contro il cielo bianco. Ci fu un gran rumore, come se tutti gli alberi fossero crollati di colpo intorno a me, e una luce, una luce abbagliante, come il sole quando lo guardi troppo a lungo. E un ronzio mi pass attraverso il corpo. Mi pareva di aver preso in mano un pezzo di brace... c'era odore di carne bruciata e una specie di dolore, eppure non faceva male; ma mi sentii rovesciare come un calzino. La gente mi toccava e mi chiamava per nome ma io non fiatavo. Mi portarono via e poco dopo mi ritrovai avvolta in qualcosa di caldo, non una coperta, qualcosa di liquido. Era acqua: io la conoscevo l'acqua... la nostra casa era vicina al mare, lo vedevo sempre dalla finestra. Poi aprii gli occhi ed come se da allora non li avessi pi chiusi. Il fulmine uccise la donna che mi teneva in braccio e le due ragazze accanto a lei, ma io la scampai. Dicono che prima della tempesta fossi una bimba tranquilla e malaticcia e che dopo venni su vivace e bella sveglia. Non so se vero, ma il ricordo di quel lampo mi attraversa ancora, come un brivido. sempre tornato nei momenti importanti della mia vita: quando ho visto il cranio di coccodrillo scoperto da Joe e quando io stessa ne ho scoperto il corpo tutto intero, quando ho trovato gli altri mostri sopra la spiaggia e quando ho conosciuto il colonnello Birch. Altre volte sentir lo schiocco della folgore e mi domander perch venuta. Non sempre la capisco, ma accetto quello che mi dice, perch fa parte di me. Mi entrata dentro che ero bambina e non se n' pi andata. Sento l'eco di quel fragore ogni volta che trovo un fossile, una piccola scossa che dice: S, Mary Anning, tu sei diversa dalle altre rocce della spiaggia. questo che vado cercando ogni giorno: il fremito della saetta, la mia differenza.

2. Un passatempo stravagante e sudicio, poco adatto a una signoraMary Anning parla con gli occhi. Me ne accorsi appena la conobbi, quando era ancora bambina. Ha gli occhi bruni e lucenti, e lo sguardo attento del cacciatore, come se fosse sempre in cerca di qualcosa, perfino quando per la strada o in casa, dove di solito c' poco d'interessante da scoprire. La fa apparire cos vivace! Le mie sorelle dicono che anch'io ho l'abitudine di guardarmi sempre attorno, ma non lo intendono come un complimento. Mi sono accorta da tempo che ogni persona ti colpisce per un particolare del viso o del corpo. Nel caso di mio fratello John, ad esempio, sono le sopracciglia. Non tanto perch le ha folte: che sono la parte del suo volto che si muove di pi, rivelando il corso dei suoi pensieri insieme alle rughe che gli solcano la fronte. il secondo di noi Philpot e l'unico maschio, il che alla morte dei nostri genitori ha fatto di lui il capofamiglia, con ben quattro sorelle a carico: chiunque svilupperebbe la tendenza ad aggrottare le sopracciglia in circostanze simili, tuttavia John era serio anche da bambino. La pi giovane delle mie sorelle, Margaret, parla con le mani. Le ha piccole ma graziose e con le dita affusolate, ed la pi brava a suonare il piano. Ha la tendenza a muoverle anche mentre balla, e dorme con le braccia sopra la testa, quando fa freddo. Frances l'unica fra noi sorelle ad essersi sposata e parla con... il petto, il che forse spiega perch abbia trovato marito. Troppo secche e con i lineamenti marcati, noi Philpot non siamo mai state delle gran bellezze. E poi c'erano soldi solo per una dote dignitosa e Frances ha vinto la gara, lasciando Red Lion Square per diventare la moglie di un mercante dell'Essex. Ho sempre ammirato le persone che parlano con gli occhi come Mary Anning perch mi paiono pi svelte a capire il mondo. Forse per questo che vado d'accordo soprattutto con la pi grande delle mie sorelle, Louise. Ha gli occhi grigi, come tutti i Philpot, ed di poche parole, ma quando ti guarda te ne accorgi. Sarebbe piaciuto anche a me avere occhi cos, ma non sono stata fortunata. La prima cosa che si nota in me la mascella. Quando digrigno i denti, il che capita spesso - perch il mondo mi fa arrabbiare -, diventa tanto rigida da assomigliare alla lama di un'ascia. Una volta, a una festa danzante, ho sentito un mio possibile corteggiatore confidare a un altro che non osava chiedermi di ballare per paura di tagliarsi la faccia. Non mi sono mai riavuta del tutto da quell'osservazione. Anche per questo sono rimasta zitella e non vado quasi mai a ballare. Avrei voluto parlare anch'io con gli occhi invece che con la mascella, ma non puoi cambiare il tratto saliente del tuo corpo, cos come non puoi cambiare carattere. Per cui mi son dovuta tenere questo mento antipatico, che sembra un fossile ficcato nella pietra. Almeno a me. Conobbi Mary Anning a Lyme Regis, che era il suo paese da sempre. Destino volle

che diventasse anche il mio e questo non me lo sarei mai aspettato, perch noi Philpot siamo di Londra, per la precisione di Red Lion Square. Avevo sentito parlare di Lyme, perch a un certo punto era diventata una localit balneare alla moda, ma non c'ero mai stata. Di solito d'estate andavamo a Brighton o Hastings. Nostra madre, buonanima, ci teneva a farci respirare l'aria buona e insisteva perch ci bagnassimo in mare; condivideva le idee del dottor Richard Russell, il quale aveva scritto un saggio sui benefici dell'acqua marina, ottima per le abluzioni e anche da bere. Mi rifiutavo di bere l'acqua salata ma qualche volta andavo a nuotare. Mi sentivo a casa mia in riva al mare, ma non avrei mai immaginato che sarebbe davvero diventata la mia casa. Sta di fatto che una sera, due anni dopo la morte dei nostri genitori, mio fratello John annunci a cena di essersi fidanzato con la figlia di un avvocato, amico e collega del nostro povero padre. Lo baciammo e ci felicitammo con lui e Margaret suon un valzer per festeggiare, ma quella notte piansi fra le lenzuola, e sospetto che le mie sorelle fecero lo stesso, perch sapevamo che la nostra vita a Londra era finita. Una volta che John si fosse sposato non ci sarebbe stato posto per noi a Red Lion Square: ovviamente la nuova signora Philpot avrebbe voluto campo libero in casa, per riempirla di marmocchi. Tre cognate sono davvero troppe, soprattutto se sai che difficilmente si sposeranno. Perch era evidente che io e Louise saremmo rimaste zitelle. Non potendo contare su una dote decente, avremmo dovuto trovare marito grazie alle nostre fattezze, che per erano troppo irregolari per esserci d'aiuto. Louise aveva quei begli occhi che le valorizzavano il viso, ma era una spilungona agli uomini non piacciono le donne troppo alte - con grandi mani e piedi lunghi. Inoltre era cos taciturna da mettere in soggezione qualunque pretendente. Temevano tutti che li stesse giudicando e probabilmente era vero. Quanto a me ero piccola e magra e per nulla appariscente e non sapevo civettare, ma cercavo sempre di parlare di cose serie, un'altra caratteristica che fa scappare gli uomini. Insomma ci avrebbero spostate, come pecore, da un pascolo a un altro. E John sarebbe stato il nostro pastore. Il mattino seguente, a colazione, pos sul tavolo un libro che si era fatto prestare. Pensavo che quest'estate potreste andare in vacanza in un posto nuovo, invece di tornare dagli zii a Brighton, come tutti gli anni sugger. Che ne direste di un bel giretto sulla costa? Ora che non si pu andare in Francia, per via della guerra, le cittadine di mare sono risorte a nuova vita. Ce ne sono parecchie che vi piacerebbero anche pi di Brighton. Eastbourne, ad esempio, o Worthing. Poco pi in l c' Lymington. E la costiera del Dorset: Weymouth o Lyme Regis. John sciorinava i nomi delle localit come se stesse scorrendo un elenco nella sua mente, spuntandole man mano che le nominava. Non per nulla era un avvocato: aveva bell'e deciso il luogo dove voleva che andassimo, ma faceva del suo meglio per guidarci laggi dolcemente. Dateci un'occhiata e cercate qualcosa che vi piaccia disse picchiettando sul libro. Non aggiunse altro, ma sapevamo tutti che non eravamo in cerca di una meta per le vacanze, bens di una nuova dimora che ci consentisse di mantenere un tenore di vita, magari pi modesto, ma decoroso, invece di sopravvivere miseramente a Londra. Quando rimanemmo da sole, presi il libro. Guida alle localit termali e balneari 1804 lessi a voce alta, a beneficio di Louise e Margaret. Sfogliandolo, scoprii che

conteneva notizie su una serie di cittadine inglesi, suddivise in ordine alfabetico. Bath aveva lo spazio maggiore, ovviamente: quarantanove pagine pi una mappa e un panorama della citt, gli eleganti palazzi attorniati dalle colline. La nostra amata Brighton ne contava ventitr e veniva descritta in modo altrettanto invitante. Cercai le localit menzionate da mio fratello: erano poco pi che villaggi di pescatori e la guida dedicava loro un paio di paginette zeppe di luoghi comuni. John aveva fatto un segno accanto al nome di ciascuna. Immagino che si fosse letto il libro da cima a fondo, scegliendo i posti pi confacenti. Insomma, si era documentato. Perch Brighton non va pi bene? domand Margaret. Io intanto ero arrivata alla voce "Lyme Regis" e feci una smorfia. Eccoti la risposta dissi, porgendole il libro. Guarda i posti che ha segnato John. "Lyme frequentata principalmente da persone di mezz'et" recit Margaret, "che non vi si recano solo in cerca della salute perduta, ma anche per non aggravare ulteriormente le loro precarie condizioni economiche, o dare respiro a rendite