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Unit di ricerca Universit di Milano-Bicocca

I confini della violenza

Giovani, vita di relazione e rappresentazioni della violenza

quipe di ricerca:

Ilenya Camozzi; Maria Grazia Gambardella; Sveva Magaraggia

Responsabile scientifica:

Carmen Leccardi

Stato di avanzamento dei lavori, giugno 2012

Premessa. Gli obiettivi dellindagine

Richiamiamo qui sinteticamente gli obiettivi generali dellindagine, cos come gi

indicati in precedenti documenti. Il gruppo di ricerca dellUniversit di Milano-Bicocca

ha scelto di concentrare lattenzione sulla definizione (e ridefinizione) dei confini della

violenza nel vissuto giovanile contemporaneo. Le domande di ricerca dellquipe, nel

contesto di un consolidato interesse per le trasformazioni sociali e culturali della fase di

vita giovanile, si sono focalizzate in primo luogo sulle caratteristiche delle azioni ed

interazioni considerate violente dai soggetti giovanili; in secondo luogo, sugli

specifici contesti che quelle azioni ed interazioni ospitano, con particolare attenzione

allistituzione scolastica e familiare. Centralit stata attribuita, in questa cornice, alle

dinamiche inter-generazionali (insegnanti/studenti, ma anche genitori/figli-e),

ipotizzate come incapaci non solo di favorire forme di dialogo e di socialit improntate

al rispetto e al riconoscimento reciproco, ma anche inadatte a far nascere forme di

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conflitto riflessivamente gestite in particolare da parte delle generazioni pi giovani

(quelle in oggettiva posizione di svantaggio sotto il profilo delle relazioni di potere).

La presenza di azioni e interazioni a carattere violento fra le due generazioni -

sebbene raramente in senso fisico - stata ipotizzata come uno degli esiti della

sommatoria di due diverse condizioni soggettivamente elaborate nei termini di

marginalit sociale, quella degli insegnanti e quella dei loro utenti. Per quel che

riguarda i primi ben noto (a livello europeo, e non solo in Italia, dove le condizioni

professionali di svantaggio sotto il profilo economico e di prestigio risultano

particolarmente acute) il loro prevalente stato danimo di disagio e frustrazione,

collegato non solo al degrado dellambiente scolastico, ma anche allestrema difficolt

di coltivare con i loro utenti rapporti improntati al dialogo e allo scambio, alla base

della relazione educativa.

A proposito dei secondi, i giovani, si pu affermare che un numero crescente di

soggetti si percepisce distante dalle istituzioni storiche della nostra societ, a partire

dalla scuola, e lontano da un rapporto positivo con la vita pubblica (che, virtualmente,

la scuola dovrebbe favorire). Il sentimento dominante verso il mondo sociale e verso le

generazioni che si considera ne incarnino i principi e i valori prevalenti piuttosto la

sfiducia. Il mondo adulto, in questa cornice, percepito come freddo,

emozionalmente privo di spessore, non animato da convinzioni profonde, ma guidato

da convenienze. Per questo per molti giovani essenziale, come atteggiamento di base

nelle relazioni con questo mondo, evitare coinvolgimento e impegno, non mostrare

entusiasmo e interesse personale qualsiasi cosa accada. Ai loro occhi la scuola non

costituisca pi una leva strategica per lapprendimento personale. Lassenza di

motivazione allo studio intrecciata al disinvestimento sulla relazione con il corpo

insegnante e alle pratiche routiniere di frequenza scolastica in un ambiente chiuso

come quello della classe possono generare questa una delle ipotesi che hanno guidato

il lavoro empirico comportamenti violenti da parte dei giovani. Tali comportamenti

(verbali e non) potrebbero essere elaborati come risposta a forme di relazione con

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listituzione scolastica percepite e vissute come improntate allassenza di

riconoscimento e, per ci stesso, violente. Di questa forma di violenza istituzionale il

corpo insegnante verrebbe, a torto o a ragione, considerato il primo portatore.

Il particolare focus sulle relazioni intergenerazionali come possibile sorgente di

comportamenti segnati da forme di violenza (e non solo da parte delle generazioni pi

giovani) stato comunque accompagnato dallattenzione per gli aspetti di violenza

intra-generazionale (violenza tra pari).

In sintesi: la ricerca ha ipotizzato che i giovani entrino quotidianamente in

contatto, in ambiente scolastico (e anche familiare), con azioni riconducibili in

modo diretto e/o indiretto a forme di violenza - materiale e/o morale, agita e/o

subita - che non vengono abitualmente rilevate dagli studi e dalle ricerche

sociologiche sulla condizione giovanile perch non espresse tra pari. Forme che,

tuttavia, possono risultare di grande interesse per rendere visibili alcune delle

modalit di rielaborazione, da parte di adolescenti e giovani, delle specifiche

condizioni di incertezza esistenziale e sociale che connotano la loro fase di vita.

1. Attivit svolte

In accordo al progetto presentato, lattivit del gruppo di ricerca dellUniversit di

Milano-Bicocca si concentrata principalmente intorno ai seguenti aspetti:

1. la ricognizione della letteratura sulle tematiche al centro dellindagine;

2. la raccolta dei materiali autoprodotti dagli studenti/dalle studentesse nelle

scuole (i due gruppi di ricerca di Milano-Bicocca e di Pavia hanno utilizzato il

medesimo documento);

3. losservazione partecipante in una classe scolastica;

4. la raccolta di 30 interviste a carattere narrativo.

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La raccolta di documenti autoprodotti nelle scuole

Questa fase della ricerca stata realizzata nellautunno inverno 2010-2011. Sono

stati raccolti, allinterno di 5 diverse scuole (un liceo scientifico, un classico, un

liceo linguistico e delle scienze umane, un istituto tecnico industriale e un istituto

professionale) 349 documenti autoprodotti. I documenti, gi esaminati dai singoli

componenti lequipe, verranno ora analizzati attraverso il ricorso ad un software a

carattere qualitativo (una procedura, questa, che riguarder anche i materiali

raccolti dallquipe di Pavia-Parma).

Losservazione partecipante in una classe scolastica

Dopo aver individuato listituto in cui condurre un periodo di osservazione

partecipante (lIstituto tecnico industriale Ettore Conti, via De Vincenti, Milano) e

avere presentato il progetto ai docenti della classe coinvolta, una terza della sezione

elettronica e telecomunicazioni, il 7 marzo 2011 ha avuto avvio il lavoro sul campo.

La scelta di un istituto tecnico come ambito di osservazione ovviamente non

stata casuale. Gli istituti tecnici e, soprattutto, quelli professionali registrano, negli

ultimi anni, il pi elevato numero di iscritti, il pi alto tasso di presenza di migranti

di seconda generazione e, al contempo, elevati tassi di dispersione scolastica.

Inoltre, sono proprio gli istituti tecnici e professionali ad essere, almeno nella

rappresentazione mediatica, i luoghi di maggiore espressione di disagio (compresi

gli episodi di bullismo).

La classe risultata composta da 22 studenti (21 ragazzi e 1 ragazza) di et

compresa fra i 16 e i 18 anni, met dei quali giovani migranti di seconda

generazione. Per tre settimane una ricercatrice dellquipe, presentata agli alunni

come tirocinante, ha partecipato a tutte le attivit scolastiche (in classe e nei vari

laboratori, oltre che in palestra) condividendo con gli studenti spazi, tempi e

relazioni quotidiane.

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Inoltre, seguendo lquipe di unassociazione milanese (lAssociazione ALA) che,

proprio nello stesso periodo, stava realizzando nel medesimo istituto un progetto-

intervento intorno al tema Giovani e violenza di genere ha avuto modo di

confrontarsi su questi temi con altri studenti/studentesse della scuola. Il progetto

ha infatti coinvolto tutte le classi terze e quarte dellIstituto Conti.

Infine, nei momenti di pausa (ricreazione; cambio dora) o nel percorrere i

corridoi che portavano dalle aule ai laboratori o alla palestra, a conferma del

proprio ruolo ufficiale di tirocinante la ricercatrice si spesso accostata ai docenti.

In questi (ed altri) momenti stato possibile raccogliere le loro confidenze rispetto

allesperienza scolastica che stanno vivendo.

La raccolta delle interviste

Tra novembre 2010 e aprile 2012 sono state raccolte le 30 interviste previste dal

progetto rimodulato. Gli intervistati sono stati individuati mediante una

procedura a snow ball.

Le interviste, della durata media di unora, registrate e successivamente trascritte

in modo accurato, sono risultate cos suddivise:

- 15 tra giovani donne di et compresa tra i 16 e i 24 anni:

* 4 studentesse di scuola media superiore;

* 5 studentesse universitarie;

* 3 lavoratrici1;

* 3 studentesse (universitarie) - lavoratrici2

- 15 tra giovani uomini, sempre di et compresa tra i 18 e i 24 anni:

* 4 studenti di scuola media superiore;

* 4 studenti universitari ;

1 Abbiamo def