Click here to load reader

Inceneritore Alce - La Storia

  • View
    341

  • Download
    1

Embed Size (px)

Text of Inceneritore Alce - La Storia

  • *

    LA QUESTIONE DEL PROGETTO PRESENTATO DA ALCE S.P.A. DI FORNOLI (BAGNI DI LUCCA) RELATIVO AD UN GROSSO IMPIANTO DI COMBUSTIONE A BIOMASSE PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA (48,5 MWT E 16,5 MWE) VA INQUADRATA NELLA STORIA DI QUESTA AZIENDA E NELLA STORIA DELLA VALLE DEL SERCHIO.

    http://www.youtube.com/watch?v=xq7sNt_x-IA

    http://www.youtube.com/watch?v=YoMd0nf-Jcw

    STORIA ALCE

    Da 1903 lAlce di Fornoli ha prodotto tannino ricavandolo dal legno di castagno che un secolo fa abbondava nel territorio e ricopriva tutti i nostri monti. Da quei castagni la gente traeva cibo e lAlce traeva tannino. Centinaia di persone hanno avuto lavoro dallazienda e lazienda ha tratto enormi profitti da quel lavoro: oggi Silvateam S.p.A., proprietaria di Alce S.p.A., una grande multinazionale che opera soprattutto nel Sud America per quanto riguarda i tannini naturali e a San Michele di Mondov per quanto riguarda i tannini sintetici.

    Dallinizio dello scorso secolo ad oggi, la situazione boschiva della Valle del Serchio completamente cambiata e le selve di castagno sono state sostituite da boschi di robinia (acacia), tanto che lAlce ha dovuto reperire il legname da zone esterne alleconomia valligiana: Casentino, Mugello, Amiata e ancora pi lontano.

    Dal 1957 lAlce ha utilizzato il legno detannizzato, con aggiunta di legno bianco e carta da macero, per produrre carta semichimica.

    Questa azienda ha dato lavoro a centinaia di persone ma al contempo ha danneggiato gravemente e spesso in modo irreparabile la salute di tanti abitanti della Valle.

    Nel 1985 centinaia di cittadini di Borgo a Mozzano e Bagni di Lucca (pi di 2.500 soci tesserati) si costituirono nel Comitato Ambiente Salute, il pi antico sul territorio, nato proprio per contrastare il gravissimo problema dellinquinamento atmosferico (e anche delle acque della Lima e del Serchio) prodotto dallAlce nella zona di Fornoli e nei territori limitrofi.

    In quegli anni la ditta Alce, poi divenuta ICL e poi nuovamente Alce, inquinava enormemente tutta la Valle del Serchio e della Lima. I suoi fumi azzurrognoli coprivano il fondovalle e depositavano polvere nera dappertutto. A Pian di Nulla, sotto la Rocca, proprio dove le correnti trasportavano i fumi dellAlce, ogni momento lENEL doveva cambiare gli isolatori sui tralicci dellalta tensione perch venivano subito corrosi dallinquinamento. I contadini che lavoravano negli oliveti o intorno alle viti o nei campi circostanti tornavano a casa completamente neri per le polveri depositate nella campagna. Particolarmente la notte, i panni non potevano restare stesi fuori perch diventavano neri. A Fornoli, a Borgo a Mozzano e negli altri paesi limitrofi allazienda, non si poteva star fuori la sera destate n dormire con le finestre aperte perch da Fornoli la brezza notturna portava fino a Diecimo i fumi e i miasmi dellAlce. LAlce era responsabile della quasi totalit di emissioni

    di anidride solforosa nei Comuni di Bagni di Lucca e Borgo a Mozzano: l82,7% (studio SIRI). Appestava tutto il territorio con i suoi fumi, con le sue polveri scure, con la puzza delle sue emissioni e con i suoi scarichi liquidi.

  • Negli anni 80 questa situazione di evidente degrado ambientale e pericolosit sanitaria non era rilevata da nessuna istituzione preposta alla tutela della salute pubblica. Nessun politico, n amministratore, n tecnico delegato si attivava per far cessare la vergogna. Vuoi per ignoranza, vuoi per ignavia, vuoi per connivenza o corruzione. Anzi, anche in quegli anni come nei successivi, gli Amministratori e i rappresentanti di Enti e Organi di controllo spesso ostacolavano e denigravano l impegno dei Comitati accusandoli di una visione personale catastrofica (Marri\assessore ambiente a Bagni di Lucca) o facendo tranquille affermazioni del tipo qui respirate aria come quella della Norvegia (Romanelli\Regione Toscana). Sono sempre arrivati dopo, sempre in ritardo rispetto al treno della salute.

    Di fronte allinerzia degli Enti pubblici, nel 1987, con fondi messi a disposizione dalla gente comune, il Comitato Ambiente Salute di Borgo a Mozzano e Bagni di Lucca fece effettuare analisi in proprio dallUniversit di Pisa - Dipartimento di Scienze dellAmbiente e del Territorio Prof. Roberto Barale. I cittadini si sono messi le mani in tasca e si sono dovuti sostituire agli organi delegati! Lo studio dellUniversit di Pisa dimostr levidenza: la gravit della situazione ambientale. A quel punto gli Enti furono costretti ad effettuare ulteriori approfondimenti e analisi. Alla fine, tutte le analisi fatte dimostrarono la fondatezza delle preoccupazioni del Comitato e il quadro della situazione si deline in tutta la sua gravit. Dopo lo studio del 1987, pagato dai cittadini, lUniversit di Pisa attu una convenzione con lUSL e con i Comuni di Borgo a Mozzano e Bagni di Lucca e nel 1989 furono eseguite ulteriori analisi mutagenetiche, responsabile il prof. Roberto Barale\Dipartimento di Scienze dellAmbiente e del Territorio. Le analisi confermarono i risultati delle precedenti ed evidenziarono nella valle tra Borgo/Fornoli/Ponte a Serraglio, anche a mezza costa - Cafaggio, Cerreto- livelli di inquinamento mutageno del tutto paragonabili o in alcuni casi addirittura superiori a quelli riscontrabili ad altezza duomo in molte citt italiane lungo strade caratterizzate da elevato traffico autoveicolare (la correlazione tra mutagenicit e cancerogenicit circa dell80%).

    Dietro le forti sollecitazioni della popolazione, nel 1989 lAlce fu costretta a cessare la produzione di furfurolo e acido acetico e dovette effettuare una ristrutturazione degli impianti, ma continu a bruciare nelle sue caldaie il black liquor, residuo della lavorazione.

    Nonostante la parziale ristrutturazione, lAlce continuava ad inquinare enormemente e molta gente moriva di tumore a Fornoli e nei paesi limitrofi. Dal 1987 al 2008 lanalisi statistica ha dimostrato per il Comune di Bagni di Lucca un maggior numero di morti nei maschi per tutte le cause, per le neoplasie del polmone, le malattie dellapparato respiratorio, circolatorio e digerente (ASL 2 allegato XIV alla Determinazione).

    Di fronte al perdurare dellEVIDENTE inquinamento prodotto dallICL (cos si chiamava allepoca lo stabilimento ex Alce), di nuovo i Comitati chiesero che gli Enti preposti facessero ripetere le analisi ambientali. Come al solito, nessuno si mosse.

    Nel 1997, nuovamente, il Comitato commission a proprie spese allUniversit di Pisa due campionamenti e relative analisi mutagenetiche nei pressi della diga ENEL di Borgo a Mozzano, per verificare se nel tempo fossero avvenuti cambiamenti significativi nei livelli di mutagenicit atmosferica rispetto al 1989. I risultati, seppure solo indicativi a causa del basso numero di campionamenti, dettero risultati del tutto sovrapponibili a quelli ottenuti nel periodo corrispondente nellanno 1989 se valutati come mutagenicit per m3.

    Di nuovo, solo a seguito dei risultati preoccupanti delle analisi commissionate dal Comitato, gli Enti preposti intervennero. Nel 1998 i Comuni di Borgo a Mozzano e Bagni di Lucca commissionarono un BIOMONITORAGGIO DELLINQUINAMENTO ATMOSFERICO al Dipartimento di Scienze dellUomo e dellAmbiente dellUniversit di Pisa. Nel 2000 anche lARPAT effettu un Indagine ambientale per il rilevamento di inquinanti ambientali nel comprensorio dei Comuni di Bagni di Lucca e di Borgo a Mozzano.

  • Stessi risultati: qualit dellaria nella nostra valle peggiore di quella di altre zone, indagate nella Piana di Lucca, paragonabili per tipologia di insediamenti civili ed industriali nonch per lintensit del traffico autoveicolare; gli inquinanti rilevati ad altezze che vanno dal livello del fondo valle fino a oltre 200 metri in tutta la valle, da Fornoli a Ponte a Serraglio a Valdottavo\Diecimo\Piaggione; territorio caratterizzato da aria molto deteriorata, con ampie zone di deserto lichenico; incidenza specifica dellinquinamento prodotto dallICL sia in prossimit della fonte sia verso valle fino a oltre Borgo a Mozzano.

    I risultati delle analisi chimiche furono molto allarmanti in particolare per quanto riguarda le PM 10, cio le polveri fini. La concentrazione di tali polveri nella nostra valle era nettamente superiore allobiettivo di qualit che in Italia, dal 1 gennaio 1999, di 40 microgrammi al metro cubo. come media annua. Ebbene, furono registrati valori fino a tre volte superiori a questo limite. Inoltre c da dire che lOMS suggerisce come limite massimo accettabile non 40 ma 10 microgrammi di PM10 a metro cubo: nella nostra valle i valori sono arrivati a 126! Tredici volte di pi! Inoltre in queste polveri furono rilevate alte percentuali di IPA (idrocarburi policiclici aromatici), notoriamente cancerogeni. Dalle mappature ufficiali svolte dalla Regione Toscana nel 1999, il Comune di Bagni di Lucca, insieme a quello di Barga, figurava tra i 12 Comuni toscani pi inquinati dalle micidiali polveri fini.

    In tutti gli studi effettuati si rilevato che la conformazione orografica della valle (rilievi montuosi, forma a Y) e la compressione verso il basso dei venti in quota non permettono la dispersione degli inquinanti, che sono confinati in questi luoghi e non possono essere dispersi dai venti, come avviene ad esempio nella Piana di Lucca o in zone marine.

    Del resto basta prendere la relazione ARPAT del 4 aprile 2007 per comprendere cosa e quanto ha buttato fuori lAlce per decenni. Nonostante la forzata ristrutturazione di fine anni 80, nel 2003 lAlce emetteva ancora oltre i 2/3 di tutti gli inquinanti da emissioni puntuali dei Comuni di Borgo a Mozzano e Bagni di Lucca.

    Nel dettaglio: TABELLA Arpat relativa a emissioni Alce 2003

    SO2 125 t/anno NOX 168 t/anno CO 102 t/anno MPT 14,2 t/anno NH3 9,3 t/anno

    Parallelamente alle lotte per ottenere accertamenti ambientali, nel 1989 il Comitato, acquisiti pareri legali, denunci che il black liquor bruciato dallAlce nella sua caldaia era un rifiuto e che pertanto lazienda funzionava come un inceneritore non autorizzato e non controllato. Al contrario le istituzioni locali mostrarono, come sempre, una speciale comprensione verso lazienda, dando della legge una interpretazione vantaggiosa per lAlce e consentendogli di continuare lincenerimento del black liquor. Il Comitato sollecit pi volte gli Enti affinch definissero la natura giuridica del BL, ma la questione non venne mai affrontata con determinazione.

    I cittadini dovettero muoversi ancora in prima persona, e, nel febbraio 2002, il Comitato Ambiente Salute pose il quesito sulla natura giuridica del BL al Ministero dellAmbiente e alla Commissione Europea. I pareri espressi confermarono quanto da anni segnalato dal Comitato: il BL non era un combustibile, bens un rifiuto il cui trattamento avrebbe dovuto sottostare alle indicazioni del DM 503\97. Lattivit di combustione del BL avrebbe dovuto avere le autorizzazioni rilasciate dalla Provincia. Non le aveva. Eppure, nonostante le autorevoli affermazioni del Ministero e della Commissione Europea, lAlce pot continuare a incenerire il BL.

  • A seguito dei preoccupanti risultati di tutte le analisi ambientali e a seguito della spinosa questione natura giuridica del black liquor, il 22 settembre 2003 lAlce dovette firmare un Accordo di Programma con il Ministero dellAmbiente, la Regione Toscana, la Provincia di Lucca, lARPAT, il Comune di Bagni di Lucca e il Comune di Borgo a Mozzano e, in base a questo Accordo, lazienda dovette predisporre interventi per abbattere del 50% le emissioni nellatmosfera.

    Tuttavia rest eluso un problema di fondo, cio la natura giuridica del BL: gli Enti, ancora una volta, non si assunsero questa responsabilit (Successivamente, nel 2006, Ministro dellAmbiente Matteoli, il BL fu definito combustibile dalla normativa italiana).

    Questa vicenda deve far riflettere bene: quando un insediamento c, nessuno lo tocca, anche se si dimostra che funziona nellillegalit. Nessuno si assume la responsabilit di intervenire in maniera determinante, sia per i posti di lavoro, sia per le connivenze che si vengono a creare per venire incontro alle richieste di potenti lobby industriali. Addirittura si arriva a cambiare le leggi per aumentare le tolleranze: la legge si adegua alle emissioni, non le emissioni alla legge!

    La situazione relativa allinquinamento prodotto dallAlce dopo lattuazione dellAccordo di Programma sottoscritto nel 2003, pur essendo migliorata notevolmente, presentava ancora numerose criticit, in particolare per le emissioni di grandi quantitativi di polveri (nei paesi circostanti, sulle soglie dei davanzali e sugli arredi esterni continuavano a esserci strati di polvere scura, cosa che non pi successa da quando lAlce si fermata nel giugno 2009).

    Il 5 aprile 2007, dopo molteplici richieste, ci fu lultima relazione dellapposito Comitato di Sorveglianza sullo stato di attuazione dellAccordo di programma. La relazione non chiar molto e la Provincia si impegn a effettuare quanto prima un monitoraggio sullo stato dellaria nella Valle dopo gli interventi, peraltro solo parziali, di ristrutturazione dellAlce.

    Nessuno in realt si fece pi sentire. Anzi, il 26 luglio 2007 la Provincia di Lucca rilasci allAlce S.p.A. stabilimento di Fornoli lAutorizzazione Integrata Ambientale (AIA) senza peraltro effettuare nessuna Valutazione di Impatto Ambientale.

    I Comitati nel frattempo dovettero rivolgere tutte le loro energie alla questione Lucart. La cartiera Lucart infatti present un progetto per costruire un inceneritore di fanghi di cartiera a Diecimo, progetto contrastato fortemente dalla popolazione e in odore di illegittimit. La battaglia and avanti per 6 anni. Il progetto Lucart prevedeva la Valutazione di Impatto Ambientale.

    Poi linaspettato: ancor prima che la Conferenza dei Servizi esprimesse il proprio parere, Lucart a fine estate 2009 ritir il progetto.

    Nel frattempo, nel giugno 2009, lAlce (gruppo Silvateam) cess le sue produzioni di tannino e carta semichimica, lamentando una crisi in particolare della carta semichimica, e mise in cassa integrazione i suoi 109 lavoratori.

    Il 21 settembre 2009, in un clima di enorme preoccupazione per i posti di lavoro e a distanza di pochi giorni dal ritiro del progetto Lucart (che appare non casuale), allinsaputa della popolazione, Alce S.p.A., del gruppo Silvateam, presenta alla Provincia di Lucca DOMANDA DI AU ART. 12 D.LGS 387/03 ED ART. 11 DELLA LEGGE REGIONALE TOSCANA N. 39 DEL 24/02/05 PER LA REALIZZAZIONE DI UN IMPIANTO DI COGENERAZIONE ALIMENTATO A BIOMASSE DELLA POTENZIALIT TERMICA DI 48,5 MW.

  • Tutto avviene senza informare la popolazione tranne che con gli atti dovuti forzosamente (albi pretori, bollettino regionale). Nel Consiglio comunale aperto di Bagni di Lucca del 2 ottobre 2009, convocato appositamente per discutere la questione Alce dopo la cessazione delle attivit, il Sindaco e i politici locali continuano a parlare di due ipotesi circa la possibile riattivazione dello stabilimento. Nessuno dice alla popolazione che in realt gi stata presentata domanda autorizzativa per un impianto a biomasse da 150.000 t/anno. Eppure sicuramente il Sindaco, i politici provinciali e i Sindacati lo sapevano, e probabilmente lo avevano concordato gi dal 2008 (vedi ad esempio Societ Termas, citata nella Relazione Tecnica pag. 25, costituitasi il 4/1/2008). Solo il 24 novembre 2009 la notizia della domanda presentata dallAlce esce sul Corriere di Lucca, comunicata dai Comitati che lavevano scoperto casualmente.

    CRONISTORIA

    ALCE STABILIMENTO DI FORNOLI

    Alce S.p.A., stabilimento a Fornoli di Bagni di Lucca, ha sede legale a SAN MICHELE MONDOVI (CN). Costituitasi il 27/09/2002 (prima era ICL S.p.A., prima ancora Alce e precedentemente altre denominazioni). Al 28/06/2008 risulta appartenere per la quasi totalit alla multinazionale SILVATEAM S.p.A. (881.926 azioni ordinarie) e solo per una piccola quota alla PLASTWOOD INTERNATIONAL S.A. con sede in Lussemburgo (118.074 azioni ordinarie). Amministratore Unico Andrea Battaglia. Fra i procuratori speciali, Alessandro Battaglia, con ampi poteri decisionali e finanziari.

    ATTIVIT DELLALCE di FORNOLI FINO A GIUGNO 2009 (prima della cessazione delle attivit) Estrazione di tannino da legno di castagno estrazione della lignina dal legno detannizzato per produrre carta semichimica, con aggiunta di legno bianco e carta da macero. La liscivia esausta (black liquor) bruciata con aggiunta di olio combustibile e metano per produrre calore ed elettricit ad uso interno. GIUGNO 2009: CESSAZIONE ATTIVITA

    LAlce (gruppo Silvateam) cessa le sue produzioni di tannino e carta semichimica, lamentando una crisi in particolare della carta semichimica, e mette in cassa integrazione i suoi 109 lavoratori. 21 SETTEMBRE 2009: DOMANDA DI A.U.

    In concomitanza con il ritiro del progetto LUCART (avvenuto a fine estate 2009), in un clima di enorme preoccupazione per i posti di lavoro, il 21 settembre 2009, allinsaputa della popolazione, Andrea Battaglia, legale rappresentante di Alce S.p.A., del gruppo Silvateam, presenta alla Provincia di Lucca domanda di AU art. 12 d.lgs 387/03 ed art. 11 della legge regionale toscana n. 39 del 24/02/05 per la realizzazione di un impianto termoelettrico alimentato a biomasse della potenzialit termica di 48,5 Mw. Alce ha presentato un progetto da 48,5 MW termici di potenza, eludendo cos lobbligo di dover sottostare alla Valutazione Impatto Ambientale (da 50 MW termici obbligatoria la VIA). Si tratterebbe del pi grande impianto a biomasse solide dellItalia Centrale.

  • 8 GIUGNO 2010: CONCESSIONE A.U.

    La Provincia di Lucca rilascia ad Alce S.p.A. Autorizzazione unica per impianto produzione energia da biomasse - Determinazione Dirigenziale n 3305, rilasciata ai sensi del Dlgs 387/2003 e L.R. Toscana 39/2005. Alce in tal modo autorizzata a bruciare 150.000 t/anno di biomassa legnosa (legno detannizzato, cortecce, scarti e segatura, cippato ed altri scarti legnosi provenienti da attivit forestali e di trasformazione del legno). SETTEMBRE/OTTOBRE 2010: NOTIFICA E DEPOSITO DI DUE RICORSI AL TAR TOSCANA (N. 01673/2010 REG.RIC. E N. 01673/2010 REG.RIC.) Alcuni cittadini e Legambiente onlus presentano al TAR Toscana due ricorsi per lannullamento, previa sospensione, della determinazione dirigenziale n. 3305 del 8.6.2010, recante D.lgs.387/2003, L.R. Toscana 39/2005 Autorizzazione Unica ALCE s.p.a.. - Impianto Produzione Energia da Fonti Rinnovabili/Biomasse, stab. diFornoli, pubblicata all'Albo pretorio dal 8 al 22 giugno 2010. Fra i motivi addotti dai ricorrenti c anche la mancata VIA dellimpianto progettato.

    16 NOVEMBRE 2011: VENGONO PRONUNCIATE DAL TAR TOSCANA LE SENTENZE N. 01679/2011 REG.PROV.COLL. E N. 01680/2011 REG.PROV.COLL.

    Il 16 novembre 2011, con inconsueta rapidit (meno di un mese dalludienza), il TAR Toscana ha emesso le sentenze 1679 e 1680/2011. Con la sentenza 1680/2011 il TAR ha dichiarato inammissibile per carenza di interesse il ricorso dei cittadini N. 01673/2010 REG.RIC..

    Con la sentenza 1679/2011 in parte ha dichiarato inammissibile per difetto di interesse dei ricorrenti il ricorso N. 01667/2010 REG.RIC. e, per il resto, lo ha rigettato. Con queste due sentenze il TAR Toscana ha stabilito che i cittadini residenti in prossimit di impianti potenzialmente dannosi per la salute dovrebbero indicare il danno concretamente subito dal funzionamento dellimpianto per essere legittimati a ricorrere e che laspettativa alla salubrit dellambiente non motivo sufficiente per un ricorso. A supporto di queste decisioni il TAR Toscana ha citato una serie di precedenti sentenze che andrebbero in tal senso. Le due decisioni del TAR rappresentano di fatto un duro colpo per la democrazia partecipativa, una negazione sostanziale del principio secondo cui ai soggetti privati ricorrenti non pu addossarsi il gravoso onere della prova delleffettivit del danno subendo, prova che, non potendo prescindere dalleffettiva realizzazione dellimpianto, finirebbe per svuotare di significato il principio costituzionale del diritto di difesa predicato dallart. 24 della Costituzione, rendendolo possibile solo allorquando il diritto alla salute e/o allambiente salubre fossero gi definitivamente ed irrimediabilmente compromessi od esposti a pericolo e che non necessario dimostrare "lesistenza di un danno concreto ed attuale ai fini dellimpugnativa di un provvedimento che autorizza lavvio di unattivit potenzialmente inquinante essendo sufficiente la prospettazione di temute ripercussioni sul territorio collocato nelle immediate vicinanze ed in relazione al quale i ricorrenti sono in posizione qualificata", principi statuiti da copiosa giurisprudenza prodotta dai ricorrenti e recentemente condivisi proprio dalla II Sezione del TAR Toscana. Lo stesso TAR Toscana, nella recente sentenza n. 1411/2011 sullimpianto a biomasse di Gallicano, aveva evidenziato, citando altre sentenze ad hoc, che i soggetti residenti in prossimit della localit nella quale si intende realizzare un impianto di consistenti dimensioni preposto alla produzione di energia elettrica, ed alimentato da combustibili che sono potenzialmente suscettibili di incidere negativamente sulla qualit dellambiente, sono legittimati ad impugnare l'atto autorizzativo dell'impianto suddetto, attesa la sussistenza di un loro collegamento stabile con la zona interessata alla realizzazione dell'opera e aveva osservato che tale legittimazione non pu essere subordinata alla produzione di una prova puntuale della concreta pericolosit dell'impianto, dovendo reputarsi sufficiente la prospettazione delle temute ripercussioni sul territorio collocato nelle immediate vicinanze della centrale da realizzare. E ancora: Con riferimento agli impianti per la produzione di energia si ritenuto che linteresse personale, attuale e concreto ad impugnare lautorizzazione unica ravvisabile in capo al proprietario frontista allarea in cui autorizzata la realizzazione dellimpianto stesso, attesa la potenziale incidenza negativa che la vicinanza dellimpianto comporta anche sul valore commerciale dei beni immobili.

  • Nel caso di Gallicano il TAR, dopo aver citato le sentenze suddette, aveva addirittura sostenuto che i cittadini avrebbero dovuto fare ricorso principale. Nel caso dellAlce, lo stesso TAR Toscana afferma, invece, che per poter fare ricorso non basta la vicinanza al luogo ma occorre anche la dimostrazione di un peggioramento complessivo della situazione ambientale ed un danno concreto e diretto ai cittadini stessi, danno peraltro ampiamente documentato nei ricorsi tramite approfondite relazioni tecniche, studi epidemiologici e scientifici.

    (http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Firenze/Sezione%202/2010/201001673/Provvedimenti/201101680_01.XML

    http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Firenze/Sezione%202/2010/201001667/Provvedimenti/201101679_01.XML) FEBBRAIO/MARZO 2012: GLI ORIGINARI RICORRENTI INTERPONGONO APPELLO AL CONSIGLIO DI STATO (N. 01841/2012 REG.RIC. E N. 01604/2012 REG.RIC.) 28 FEBBRAIO 2013: IL CONSIGLIO DI STATO HA PRONUNCIATO LE SENTENZE N. 01218/2013REG.PROV.COLL. E N. 01217/2013REG.PROV.COLL.

    Gioved 28 febbraio, 16 giorni dopo ludienza, sono uscite le sentenze del Consiglio di Stato relative ai due ricorsi presentati dai cittadini e da Legambiente Onlus per la riforma delle sentenze del TAR della Toscana.

    Le due sentenze del Consiglio di Stato non entrano minimamente nel merito delle questioni sollevate dai ricorrenti e liquidano sbrigativamente i due appelli dei cittadini con un macchinoso pretesto procedurale. Infatti il Consiglio di Stato ha stabilito che il rito applicato dal TAR della Toscana era sbagliato. Il TAR e le controparti avevano sostenuto e applicato il rito ordinario, mentre il Consiglio di Stato ha stabilito che il rito da applicare quello speciale. Nelle due sentenze il Consiglio di Stato addebita ai ricorrenti la colpa di aver dato ascolto al TAR che in primo grado ha sostenuto la tesi del rito ordinario, opposta a quella sposata successivamente dal Consiglio di Stato. Nei fatti il Consiglio di Stato si rifiutato di esaminare il contenuto dei ricorsi e conseguentemente non si assunto la responsabilit di dare un giudizio nel merito. Questa sentenza impedisce agli abitanti di Bagni di Lucca e di Borgo a Mozzano e agli Amministratori di avere delle risposte nel merito delle obiezioni sollevate e lascia aperte le questioni relative alla legittimit dellAU.

    (http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Consiglio%20di%20Stato/Sezione%205/2012/201201841/Provvedimenti/201301217_11.XML

    http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Consiglio%20di%20Stato/Sezione%205/2012/201201604/Provvedimenti/201301218_11.XML)

  • *

    INCONTRI APERTI A TUTTA LA POPOLAZIONE, NEL CORSO DEI QUALI SONO INTERVENUTI MEDICI, SCIENZIATI E TECNICI tra i quali il Dott. Federico Valerio, la Dott.ssa Patrizia Gentilini, il Dott. Montanari, la Dott.ssa Maria Antonietta Gatti, il Dott. Marco Stevanin ecc.

    http://www.youtube.com/watch?v=EYa1H3XOK6o

    http://www.youtube.com/watch?v=0XYRjGHSUdQ&list=UUnR6d8wHyj8iGSmJ-Q7RTzg

    http://www.slideshare.net/comitatoambientesalutevalledelserchio7/federico-valerio-a-bagni-di-lucca-2012

    https://www.facebook.com/events/237898589670949/

  • *

    PERIZIA GIURATA DI SCREENING DELLA DOCUMENTAZIONE E ANALISI DEI CONTENUTI DI PROGETTO DI CUI ALLA PROCEDURA DI AUTORIZZAZIONE UNICA EFFETTUATO DALLO STUDIO TERRA SRL (DOTT. MARCO STEVANIN) A MARZO 2010 SU INCARICO DEI COMITATI AMBIENTE E SALUTE

    http://www.slideshare.net/comitatoambientesalutevalledelserchio7/stevanin-su-alce-analisi-documentazione-17691651

    http://www.slideshare.net/comitatoambientesalutevalledelserchio7/stevanin-su-alce-tabelle-a3-17691694

  • *

    STUDIO EPIDEMIOLOGICO SVOLTO DAL PROF. BIGGERI SU INCARICO DELLA PROVINCIA DI LUCCA 18 MARZO 2011

    http://www.slideshare.net/comitatoambientesalutevalledelserchio7/comunicato-stampa-del-prof-biggeri-18-maggio-2011-17691458

    http://www.slideshare.net/alessandralunatici/presentazione-rapporto-biggeri-in-provincia-18-marzo-2011

    *

    CAMPAGNA DI RILEVAMENTO DELLA QUALIT DELL'ARIA C/O FORNOLI-BAGNI DI LUCCA C/O SCUOLA ELEMENTARE VIA A. DE GASPERI Relazione Intermedia 21/08/2010 31/12/2011

    http://www.slideshare.net/comitatoambientesalutevalledelserchio7/comunicato-stampa-14122012-17691861

    http://www.slideshare.net/comitatoambientesalutevalledelserchio7/arpat-fornoli

    *

    VERBALE DI ACCORDO DEL 19/12/2012

    http://www.slideshare.net/comitatoambientesalutevalledelserchio7/verbale-di-accordo-del-19122012-17691916

    *

    STUDIO BETTINI relativo a Piano di Caratterizzazione Alce, commissionato da Comune di Bagni di Lucca a dicembre 2012

    http://www.slideshare.net/comitatoambientesalutevalledelserchio7/comunicato-stampa-03012013

    http://www.slideshare.net/comitatoambientesalutevalledelserchio7/alce-studio-bettini

  • *

  • *

    29 MARZO 2013 BASTA CON LE INGIURIE E LE MINACCE PERSONALI !

    Se questo atteggiamento goffo e volgare da parte di pochi individui (facenti parte dei dipendenti Alce) non cessa, saremo costretti (nostro malgrado) a condurre la vicenda in altre sedi e qualcuno dovr rispondere di quanto ha scritto. Purtroppo certe persone, vicine sia alle Istituzioni che alla propriet dell'ALCE, stanno usando questi inconsapevoli scalmanati per interessi che niente hanno da spartire con quelli loro, semplici operai, appunto !

    - Invitiamo tutti ad andare a leggere lintera ed interessante discussione scaturita da un articolo che qualcuno ha pubblicato su La Voce di Lucca: http://www.lavocedilucca.it/post_esp.asp?id=26820&arg=0

    Questo video stato caricato su YouTube nel dicembre 2010, alcune notizie in esso riprese sono superate ma, il contenuto sostanziale, risulta essere pi che mai attuale

  • LA MACCHINA DEL FANGO appunto...

    http://www.youtube.com/watch?v=JF7gexWRgU0

    *

    BIOMASSE DI MASSA REPORT RAI TRE 31/10/2010

    http://www.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-9dbca710-20ea-42d0-b4c4-2cf34c2f54c0.html

    Nel frattempo alcuni progetti sono falliti o per gravi illegittimit (Gallicano) o per non aver ottenuto fondi pubblici (fra questi anche quello di Lugliano). Altri impianti pi piccoli (molto al di sotto di 1 Mwt) sono invece stati realizzati, con positivo utilizzo del calore per riscaldare piccoli paesi o ambienti pubblici (San Romano, Pruno...).

    Dai contratti stipulati dallAlce con i futuri fornitori di legname, depositati presso il TAR Toscana, risultano le seguenti provenienze e quantitativi (espressi in tonnellate annue)per un totale di 139.440t/anno.

    REGIONI:

    EMILIA ROMAGNA: 11.100 (7,96%)(Bologna: 6.500; Parma: 4.600)

    LIGURIA: 10.750 (7,70%)(La Spezia: 10.750)

    TOSCANA: 117.590 (84,3%)

    PROVINCE TOSCANE:

    Firenze: 39.000 (27,96%) (Galleno: 30.000; San Godenzo: 3.500; Vicchio di Mugello: 2.500; Barberino di Mugello: 3.000)

    Pistoia: 39.700 (28.47%) (Marliana: 18.000;Piteglio: 9.700; Chiazzano: 4.000; Macchino: 4.000; Prunetta: 1.000; Mammiana: 3.000) (in tutta la provincia, secondo lARSIA, ci sono meno di 22.000 t/anno di residui forestali economicamente sostenibili da destinarsi al settore energetico)

    Pisa: 1.000 (0,71%) (San Miniato: 1.000)

  • Lucca: 37.890 (27,17%) (in tutta la provincia, secondo lARSIA, ci sono meno di 26.000 t/anno di residui forestali economicamente sostenibili da destinarsi al settore energetico)

    COMUNI LUCCHESI:

    Bagni di Lucca: 2.160 (1,54%) (Capoluogo 660; Benabbio 700; Fornoli 250; San Cassiano 400; Palleggio 150)

    Borgo a Mozzano: 11.400 (8,17%) (Capoluogo 400; Gioviano 2.700; Cerreto 500; Corsagna 2.300; Piano della Rocca 5.000; Diecimo 500)

    Coreglia Ant.lli:100 (0,07%) (Ghivizzano 100)

    Barga: 200 (0,14%)

    Pescaglia:650 (0,46%) (Piegaio 650)

    Lucca: 5.000 (3,58%) (Monte San Quirico 5.000)

    Capannori: 2.200 (1,57%) (Pieve di Compito 2.200)

    Villa Basilica: 1.000 (0,71%)

    Vergemoli:200 (0,14%)(Fornovolasco 200)

    Stazzema: 60 (0,04%) (Palagnana 60)

    Castelnuovo: 3.420 (2,45%) (Capoluogo 920; Antisciana 2.500)

    Castiglione Garfagnana: 6.000 (4,30%)

    Villa Collemandina: 2.500 (1,79%)

    Sillano: 3.000 (2,15%)

    OSSERVAZIONI:

    Nelle Province di Pistoia e di Lucca non sono assolutamente disponibili i quantitativi, garantiti dai fornitori dellAlce, di residui forestali economicamente sostenibili da destinarsi al settore energetico.

  • Senza considerare i residui gi utilizzati nei molteplici piccoli impianti gi in funzione.

    Meno del 10% di legname proverrebbe da ditte dei due Comuni che maggiormente soffriranno le ricadute ambientali dellimpianto a biomasse: Bagni di Lucca e Borgo a Mozzano.

    Il Comune di Bagni di Lucca, sul cui territorio si trova lAlce, che sarebbe particolarmente penalizzato rispetto alla possibilit di un rilancio turistico-termale, contribuirebbe con un misero 1,54% di biomassa consegnata da ditte locali.

    Il 72,80% della biomassa proverrebbe da ditte di Bologna, Parma, La Spezia, Firenze, Pistoia, Pisa.

    Del 27,17% di legname proveniente dalla Provincia di Lucca il 10,69% proverrebbe da ditte dellAlta Garfagnana (Castelnuovo, Castiglione, Villa Collemandina, Sillano), e il 5,15% della Piana di Lucca (Lucca, Capannori). Solo il 9,92% proverrebbe da ditte della Mediavalle.

    *

    COMUNICATO STAMPA

    Ormai ufficiale: la linea tannino era solo una foglia di fico che ALCE SpA. ha indossato nel 2009 per giustificare la richiesta autorizzativa per linceneritore a biomasse. Lo avevamo sempre sospettato e oggi emerge con chiarezza dalle dichiarazioni del Sindaco di Borgo a Mozzano relative al nuovo piano industriale presentato da FUTURIS SpA, (http://www.futuris.it/public/index.html) ad ulteriore e definitiva conferma di quanto gi emerso durante lincontro in Regione del 19 dicembre scorso.

    Senza produzione di tannino il progetto totalmente difforme rispetto alla Determinazione autorizzativa. Infatti al PUNTO 3 della DD 3305 del 08/06/2010 scritto esplicitamente che lautorizzazione in conformit con il progetto costituito dalla documentazione presentata dalla societ, depositata presso lAmministrazione Provinciale di Lucca ed individuata in premessa. Nella documentazione tecnica, presentata dallAlce a corredo della domanda autorizzativa, si dichiara che Scopo del progetto la realizzazione di una centrale termoelettrica in grado di utilizzare a fini energetici il legno proveniente dallestrazione del tannino dal legno di castagno, In questo modo il progetto energetico integra e completa il ciclo produttivo dellAlce, Il progetto di investimento nasce dalla necessit di garantire la continuit allattivit di produzione di tannino dellAlce, La riconversione della centrale attuale dellAlce, quindi, permette il mantenimento sostanziale dellattivit industriale dellAlce, Circa il 50% del personale verr reimpiegato dalla produzione di tannino e dalla centrale, e cos via.

    Poich senza produzione del tannino il progetto diventa difforme rispetto alla Determinazione autorizzativa, l'autorizzazione concessa dalla Provincia di Lucca non pu pi essere considerata valida.

  • Di questo fatto devono prendere atto i Sindaci, il Presidente della Provincia, il Dirigente Responsabile del procedimento e la Conferenza dei Servizi a suo tempo coinvolta nella procedura autorizzativa, che dovranno urgentemente chiedere e adottare i conseguenti e doverosi atti di revisione dellAutorizzazione rilasciata, fra cui anche lannullamento.

    20 aprile 2013

    - http://eventiquattro.ilsole24ore.com/eventi-e-altro/finanza-e-finanziamenti/notizie/2013/03/06/omnes-capital-entra-in-futuris.aspx

    La FUTURIS S.p.A., che dovrebbe gestire l'inceneritore a biomasse di Fornoli, E' COINVOLTA NEL BUSINESS DEL LAND GRAB: GLI ARRAFFA TERRE (http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-f5e627d7-77b3-44f5-a0d4-8cc3e2333c95.html)

    Il termine inglese grabbing nella nostra lingua si traduce afferrare, agguantare, strappare o anche arraffare. Lassociazione tra il concetto di grabbing e la parola land, ovvero terra nellidioma di William Shakespeare, ormai entrata nelluso comune anche in italiano, evocando uno scenario quanto mai preoccupante. Uno scenario in cui recitano la loro parte anche soggetti che rappresentano il nostro Paese.

    Ma di quale Italia parliamo? Sicuramente lItalia delle banche, delle imprese assicurative, delle grandi utilities energetiche e dei giganti dellabbigliamento. Ma anche lItalia delle piccole e medie imprese che si affrettano a diversificare la produzione se c aria di incentivi e facilitazioni...

    La pubblicazione di RE.COMMON mappa questa Italia e aiuta a capire come mai cos interessata al grande business del land grab.

    SCARICA QUI IL RAPPORTO IN PDF (PAG. 22 23) http://www.recommon.org/?wpdmact=process&did=MS5ob3RsaW5r

    *

    Biomasse del Serchio s.r.l., che attualmente detiene lautorizzazione per limpianto a biomasse di Fornoli, ha diffuso un comunicato in cui dichiara di non aver partecipato allasta per la concessione degli incentivi statali perch i ricorsi avversi non gli avrebbero consentito di organizzare la partecipazione nei tempi utili.

    I Comitati Ambiente evidenziano che il motivo addotto dalla societ a propria giustificazione privo di ogni fondamento. Le sentenze del Consiglio di Stato risalgono al 28 febbraio 2013, mentre i bandi relativi alle iscrizioni ai Registri e alla partecipazione alle procedure dAsta per gli incentivi pubblici sono stati PUBBLICATI SUL SITO WEB DEL GSE IL 13 MARZO 2013. Quindi successivamente alle sentenze.

  • Nei suddetti bandi il GSE comunicava che dalle ore 9.00 del 12 aprile alle ore 21.00 del 10 giugno 2013 era possibile presentare le richieste di iscrizione ai Registri e di partecipazione alle Procedure dAsta, come previsto dal Decreto Ministeriale del 6 luglio 2012. (http://www.gse.it/it/salastampa/news/Pages/FER-elettriche-chiusura-dei-Registri-e-delle-Procedure-dAsta.aspx)

    Solo il 18 marzo 2013, dopo la pubblicazione dei bandi sul sito del GSE, si costituita la nuova societ Biomasse del Serchio s.r.l..

    Il 12 aprile, pi di venti giorni dopo la costituzione della nuova societ, stata avanzata alla Provincia di Lucca istanza di voltura dellAU da Alce S.p.A. a Ledoga s.r.l. e a Biomasse del Serchio s.r.l.. Il Dirigente del Servizio Ambiente ha convocato una Conferenza de Servizi il 7 maggio per valutare listanza. Il 30 aprile per listanza stata ritirata e ne stata avanzata unaltra, dove si chiedeva la voltura dellAU da Alce S.p.A. a Biomasse del Serchio s.r.l.. La Conferenza dei Servizi stata necessariamente spostata ed stata convocata il 21 maggio. Il titolo autorizzativo (DD n. 3305 del 8 giugno 2010) stato volturato a Biomasse del Serchio s.r.l. con DD n. 2320 del 24/05/2013.

    La sequenza dei fatti rende evidente che i ritardi a cui fa riferimento Biomasse del Serchio sono da addebitarsi esclusivamente alle societ coinvolte.

    Non vogliamo perdere tempo a ipotizzare i motivi per cui Biomasse del Serchio s.r.l. non ha voluto partecipare alle procedure dasta per lassegnazione degli incentivi. Quello che certo che Biomasse del Serchio s.r.l. non ha mostrato nessun interesse alla produzione di tannino, tanto che in prima istanza aveva richiesto la voltura dellautorizzazione unica con lesclusione delle parti relative alla sola produzione del tannino e anche nella seconda istanza aveva allegato la Visura ordinaria della Societ e nell oggetto sociale non risultava la produzione di tannino. Per ottenere la voltura dellAU, Biomasse del Serchio s.r.l. dovette successivamente inserire obbligatoriamente la produzione di tannino nelloggetto sociale, poco prima della Conferenza dei Servizi del 21 maggio.

    Detto questo, il fatto nuovo e dirompente che sembra sia stato dimostrato che limpianto a biomasse autorizzato a Fornoli ha una potenza termica complessiva ben superiore a 50 MWt . Per impianti di potenza termica complessiva superiore a 50 MWt la normativa prevede una Valutazione di Impatto Ambientale, PRELIMINARE a qualsiasi autorizzazione. Pertanto lAU, concessa allAlce l8 giugno 2010 senza una preliminare VIA, deve essere immediatamente revocata o annullata.

    I quasi 2000 cittadini che hanno firmato contro limpianto a biomasse dellAlce chiedono che finalmente la loro salute venga tutelata.

  • *

    CONSIGLIO PROVINCIALE APERTO SULLE BIOMASSE DEL 9 MAGGIO 2013

    http://www.provincia.lucca.it/video_consigli_view.php?id=33

  • *

    POTENZA TERMICA IMPIANTO A BIOMASSE ALCE/BIOMASSE DEL SERCHIO

    NOTA DI CHIARIMENTO DEI COMITATI AMBIENTE E SALUTE

    Alfredo Scipioni, esperto nel settore della termodinamica, in servizio per 37 anni presso ANCC (Associazione Nazionale per il Controllo della Combustione) e ISPESL (Istituto Superiore per la Prevenzione e Sicurezza del Lavoro) ha effettuato recentemente uno STUDIO DI VERIFICA DELLA POTENZIALIT TERMICA DELLIMPIANTO A BIOMASSE ALCE/Biomasse del Serchio autorizzato dalla Provincia di Lucca l8 giugno 2010.

    Parte Prima - Verifica Potenza Termica Impianto a Biomasse Legnose da 48,5 MW: http://www.slideshare.net/comitatoambientesalutevalledelserchio7/verifica-potenza-termica-parte-prima Parte Seconda - Verifica Potenza Termica Impianto a Biomasse Legnose da 48,5 MW: http://www.slideshare.net/comitatoambientesalutevalledelserchio7/verifica-potenza-termica-parte-seconda Allegati: http://www.slideshare.net/comitatoambientesalutevalledelserchio7/n-9-allegati-alle-relazioni Nota Esplicativa - Verifica Potenza Termica Impianto a Biomasse Legnose da 48,5 MW: http://www.slideshare.net/comitatoambientesalutevalledelserchio7/nota-esplicativa-alle-due-relazioni-scipioni

    Lo studio, acquisito anche dal Comune di Bagni di Lucca (http://159.213.83.165/publishing/AP/docDetail.do?docId=66600), stato inviato dal Comitato Ambiente e Salute di Borgo a Mozzano e Bagni di Lucca, in data 14 agosto 2013, ai seguenti soggetti: Prefetto della Provincia di Lucca, Presidente della Provincia di Lucca, Assessori Provinciali, Componenti del Consiglio Provinciale di Lucca, Responsabile del Servizio Ambiente della Provincia di Lucca, Sindaco del Comune di Bagni di Lucca, Componenti del Consiglio Comunale di Bagni di Lucca, Responsabile dellARPAT di Lucca, Responsabile Az. USL 2 di Lucca, e p.c. Sindaco del Comune di Borgo a Mozzano.

    Dallo studio, che applica i dati contenuti nella Relazione Tecnica allegata alla richiesta autorizzativa, risulta in maniera inequivocabile che limpianto in oggetto ha una potenza termica superiore a 50 MW e il Comitato ha chiesto alle autorit in indirizzo i provvedimenti di competenza. Va ricordato che per impianti di potenza termica superiore a 50 MW dobbligo la Valutazione di Impatto Ambientale, preliminare a qualsiasi concessione autorizzativa.

    Contestualmente allinvio del suddetto studio, il Comitato ha sollecitato telefonicamente i responsabili politici della Provincia affinch venisse fatta chiarezza sulla questione in un consesso tecnico che permettesse di mettere a confronto le posizioni dei due tecnici Scipioni e Pagni (questultimo Responsabile del procedimento).

    Invece, senza alcun confronto preliminare, con nota del 3 settembre 2013 il Responsabile del procedimento, Roberto Pagni, al termine di una serie di valutazioni per nulla convincenti, ha sostenuto che loperato della Provincia stato conforme al dettato della normativa vigente e che pertanto non ritiene di dover adottare alcun provvedimento.

    Di fronte al rimando della Provincia, con nota del 6 settembre, Alfredo Scipioni ha ribadito e confermato la validit delle sue relazioni e delle sue conclusioni e contestualmente ha dichiarato di ritirare lo studio prodotto, almeno fino a quando non sia aperto un confronto serio fra le parti.

  • Listruttoria autorizzativa per questo tipo di impianti spetta alla Provincia e noi del Comitato ritenevamo in buona fede che non ci fossero dubbi sulla potenza termica che caratterizzava questo impianto. Stupisce pertanto che la Provincia lamenti il fatto che queste osservazioni giungano solo adesso. Al contrario, la Provincia in primis dovrebbe ben accogliere valutazioni che riaprano un confronto che tenda a fugare ogni dubbio su una questione dirimente come quella della potenza termica dellimpianto.

    Non c da parte dei Comitati lintenzione di accusare nessuno: possono esserci errori da entrambe le parti. Lesigenza semplicemente quella di fare chiarezza totale. Si rinnova pertanto agli Amministratori provinciali e al Sindaco di Bagni di Lucca la richiesta di organizzare urgentemente un confronto tecnico chiarificatore nellinteresse di tutti: azienda, cittadini, enti coinvolti.

    * Commento al parere sulla centrale a biomasse legnose a Fornoli (LU), redatto dallOrdine dei Medici di Lucca.

    Il 7 settembre 2013 stato pubblicato, sulla stampa locale, il parere del Consiglio dell'Ordine dei Medici di Lucca sui possibili rischi sanitari indotti dallentrata in funzione della centrale a biomasse legnose che la societ ALCE intende realizzare a Fornoli (LU), in sostituzione di un impianto per la produzione di tannino, gestito dalla stessa ditta.

    Tale parere, scaricabile dal sito dellOrdine

    (http://www.ordmedlu.it/index.php/notizie/news/856-il-parere-dell-omceo-di-lucca-sulla-centrale-a-biomasse-di-fornoli) prende atto degli obiettivi della ALCE di dimezzare le emissioni del suo vecchio impianto e evince, dai documenti ARPAT, che, nella Media Valle del Serchio, la maggiore fonte dinquinamento da polveri sottili costituita dagli impianti di riscaldamento domestico (in particolare dalla combustione inefficiente di legna) e dal traffico veicolare.

    Di conseguenza, lOrdine dei Medici di Lucca stima che il contributo di ALCE allinquinamento risulterebbe quantitativamente trascurabile.

    Questo giudizio, a parere dellOrdine suffragato dal parere dellARPAT che afferma per la Centrale ALCE sono state prescritte modalit di gestione e sistemi di abbattimento in grado di assicurare ampiamente emissioni di polveri sottili inferiori ai valori limite che forniscono oggettivi elementi di sicurezza intrinseca in risposta alle giustificate preoccupazioni dei comitati espresse durante la procedura autorizzativa.

  • In sintesi, lOrdine dei Medici giudica trascurabile limpatto ambientale del nuovo impianto ALCE, e sposta la propria attenzione sull impatto delle altre aziende operanti in zona, del traffico, degli impianti di riscaldamento. Per tutti questi casi, lOrdine dei Medici di Lucca, auspica ladozione delle migliori tecnologie ecosostenibili.

    Limpressione che si ha, leggendo il documento dellOrdine dei Medici di Lucca, che il parere espresso, derivi, quantomeno, da una valutazione affrettata e superficiale dei documenti.

    E vero che lARPAT individua gli impianti di riscaldamento a legna e il traffico come possibile causa degli sforamenti delle concentrazioni di polveri sottili (PM10) registrati a Fornoli nel 2011, ma allOrdine dei Medici di Lucca deve essere sfuggito il fatto che, nel 2011, lALCE risultava completamente inattiva.

    Secondo questi risultati, lOrdine dei Medici avrebbe dovuto chiedersi quale effetto produrr, sulla qualit dellaria di Fornoli, lentrata in funzione della nuova ALCE, con la combustione di 150.000 tonnellate allanno di legname e laumento del traffico pesante per il trasporto del legname e delle ceneri prodotte (6.700 tonnellate/anno).

    Annualmente, nel pieno rispetto dei limiti alle emissioni, la nuova ALCE emetter in atmosfera 5 tonnellate di polveri sottili, una quantit che la stessa azienda ha stimato superiore del 47%, rispetto alle polveri emesse dalla vecchia ALCE (Relazione del Dipartimento di Energetica L. Poggi. 2010).

    A queste polveri, emesse direttamente dal camino della centrale a biomasse legnose, bisogner aggiungere le polveri sottili secondarie, formatesi per reazioni fotochimiche delle emissioni di ossidi dazoto (175 tonnellate/anno) e di anidride solforosa (51 tonnellate anno), che la nuova ALCE aggiunger al grande calderone della valle di Fornoli.

    LOrdine dei Medici di Lucca disponibile a sostenere che questo carico inquinante aggiuntivo sia trascurabile?

    LOrdine dei Medici di Lucca, e la stessa ARPAT, hanno presente che il primo articolo del D.L. 155/2010, prescrive che la qualit dellaria deve essere migliorata quando, come nel caso di Fornoli, sono superati gli standard di qualit dellaria, fissati dallo stesso decreto?

    Lentrata in funzione della nuova ALCE migliorer la qualit dellaria di Fornoli? Permetter il costante rispetto degli standard di qualit dellaria?

  • LOrdine dei Medici di Lucca giudica allarmistico il parere dellOrganizzazione Mondiale della Sanit (OMS) del 2006, in cui si afferma poich la ricerca non ha identificato concentrazioni di polveri sottili al di sotto delle quali non si verificano danni alla salute, occorre sottolineare che i valori guida suggeriti dallOMS (20 microgrammi per metro cubo, inferiori ai valori guida attualmente in vigore in Italia 40 microgrammi per metro cubo: n.d.r) non garantiscono la totale protezione della salute umana ?

    LOrdine dei Medici di Lucca non ha nessuna critica da fare alla scelta della nuova ALCE di non attuare nessun intervento di mitigazione (teleriscaldamento) sulle fonti emissive attive nella vallata di Fornoli, e conseguentemente di buttare nellaria della valle, il calore residuo alla produzione di elettricit?

    Genova 7 ottobre 2013

    Dr. Federico Valerio (Chimico Ambientale)

    Il documento sottoscritto da: Associazione Medici per l'Ambiente - ISDE Italia Via della Fioraia 17/19 - 52100 Arezzo Tel. 0575-22256, Fax 0575-28676 Web www.isde.it, E-mail [email protected]

  • *

    COMUNICATO STAMPA

    Il Presidente della Regione, Enrico Rossi, in occasione della recente visita del Ministro Orlando alle zone alluvionate, si speso a favore degli impianti a biomasse raccontando una serie di sostanziali e inaccettabili panzane. Rossi ha parlato genericamente di filiera corta e di legname sparso in giro che, a suo dire, se raccolto produrrebbe energia. A quale legname fa riferimento con precisione il presidente Rossi? A noi risulta che la potenziale produttivit Toscana economicamente sostenibile di biomasse da aree forestali utili per il settore energetico si ferma ad appena 320.000 tonnellate annue. Anche aggiungendo a questo legname le 9.320 t/anno ricavabili dalla manutenzione degli alvei fluviali e del verde urbano, si avrebbe una produttivit massima di neppure 330.000 t/anno (Manuale Arsia Stima della potenzialit produttiva delle agrienergie in Toscana- E.Bonari pag.72 e tabella pag 85). Considerato che sul territorio regionale sono gi attive innumerevoli centrali a legna che gi utilizzano diverse decine di migliaia di tonnellate di cippato lanno e considerato che 150.000 t/anno di legname sarebbero assorbite dallenorme impianto dellAlce di Fornoli, autorizzato col contributo istruttorio della Regione, ci si domanda con quale legname verrebbero alimentate le ulteriori decine e decine di impianti che Rossi ha in progetto per la nostra Regione. Purtroppo l'autorizzazione fornita ad ALCE ha di fatto annullato qualsiasi velleit di attuazione di una programmazione energetica sulle biomasse da energia che, nella nostra provincia ed in quelle limitrofe, non ha pi alcun senso. O forse dobbiamo leggere l'auspicio politico di Rossi relativo ai cosiddetti piccoli impianti come alternativi all'impianto autorizzato ad ALCE? Ma la menzogna pi spudorata che Rossi ha messo in campo a Gallicano quella relativa allassenza di inquinamento degli impianti a biomasse. Tanto per capirci: l impianto da 1 MWe come quello progettato a Gallicano, e poi dichiarato illegittimo, era autorizzato ad emettere 1,2 tonnellate di PM10 allanno, alle quali si sarebbero aggiunte altre tonnellate di polveri sottili secondarie formatesi a valle della ciminiera per le reazioni fotochimiche delle tonnellate di ossidi di azoto e di anidride solforosa emessi. Per non parlare dellimpianto dellAlce, 150.000 t/anno di legno per produrre 16,5 MWe, autorizzato ad emettere annualmente tonnellate e tonnellate di polveri, monossido di carbonio, ossido di azoto, anidride solforosa, COT, ammoniaca, acido cloridrico, acido fluoridrico, oltre a metalli pesanti, IPA, diossine.

    Rossi forse non sa, o non vuol sapere, che la combustione di legna, dopo quella del carbone, quella che produce pi polveri e che non esistono filtri in grado di fermare le nanopolveri, n tantomeno ci sono modi per impedire la formazione delle polveri secondarie. Rossi dovrebbe sapere che ormai dimostrata la stretta correlazione tra lincremento della concentrazione di particolato e laumento dellinsorgenza di ictus, scompensi cardiaci e tumori polmonari, e dovrebbe sapere che le recenti analisi eseguite dallARPAT dimostrano che nella Mediavalle laria gi inquinata, paragonabile a quella della Piana di Lucca, con superamento del limite di legge proprio per il parametro polveri.

    Le dichiarazioni del Presidente della Regione sono irricevibili, perch cozzano con i dati reali.

    28 ottobre 2013 COMITATI AMBIENTE E SALUTE DI BAGNI DI LUCCA E BORGO A MOZZANO

  • * Bagni di Lucca, 14 novembre 2013

    Spett. A.R.P.A.T. Direzione Regionale Via Porpora, 22 - 50144 Firenze

    e p.c.

    Spett. Regione Toscana Al Presidente ed all'Assessore all'Ambiente ed energia

    Spett. Provincia di Lucca Al Presidente ed agli Assessori competenti

    Spett. Comune di Bagni di Lucca Al Sindaco ed all'Assessore all'Ambiente

    Spett. A.R.P.A.T. Dipartimento Provinciale di Lucca Via Vallisneri, 6 Lucca

    OGGETTO: replica alla nota apparsa su ARPATnews n. 231 - Venerd 08 Novembre 2013 Impianti a biomasse: il caso dell Alce di Lucca http://www.arpat.toscana.it/notizie/arpatnews/2013/231-13/231-13-impianti-a-biomasse-il-caso-dell-alce-di-lucca

    Lesternazione dell ARPAT sulla vicenda Alce, pubblicata sul sito di ARPATnews dell8 novembre e rimbalzata immediatamente sulla stampa locale, lascia increduli e perplessi. Increduli per le grossolane inesattezze e contraddizioni, intollerabili da parte di chi dovrebbe garantire competenza e conoscenza delle questioni, e perplessi per la tempistica e le finalit con cui lAgenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Toscana intervenuta sulla questione Alce, a ridosso dellautorevole presa di posizione, critica sullimpianto a biomasse, assunta da ISDE Italia.

    In effetti appare quantomeno irrituale questo spendersi dellARPAT a favore di un progetto privato che, derogando da ogni finalit di efficienza e risparmio energetico, mira a far business con i lauti incentivi pubblici. Nessuna sollecitazione pu giustificare un intervento cos frettoloso e superficiale come quello apparso su ARPATnews.

  • Lelenco delle contraddittorie inesattezze scritte dal relatore della news lungo e incredibile.

    Non vero che la centrale a biomasse sostituirebbe un impianto per la produzione di tannino. E proprio il contrario: limpianto a biomasse stato autorizzato come funzionale al mantenimento di tale produzione.

    E stupefacente laffermazione di ARPAT per cui La realizzazione della centrale a biomasse si potrebbe anzi trasformare in una importante occasione di risanamento della qualit dellaria se si costituisse una filiera per il recupero ed il riutilizzo energetico delle potature e dei rifiuti agricoli, che attualmente vengono per lo pi bruciati in campo, con un rilevante contributo ai livelli di inquinamento. E evidente che ARPAT si confusa. Non vero che limpianto dellAlce potrebbe utilizzare rifiuti agricoli: esso autorizzato a bruciare esclusivamente legna vergine. Non vero che limpianto a biomasse sarebbe una sorgente di inquinamento poco significativa. E autorizzato ad emettere oltre 4 t/anno di particolato primario (vedi autorizzazione); emetterebbe grandi quantitativi di particolato secondario, la cui formazione coinvolge, in qualit di precursori principali, anche e soprattutto gli ossidi di azoto, emessi in grande quantit dallimpianto (400 Kg al giorno), oltre agli ossidi di zolfo (oltre 300 Kg al giorno) e allammoniaca (30 Kg al giorno), come ben documenta lintroduzione e il paragrafo 3.1 della relazione Cernuschi-Grosso allegata alla news stessa. Inoltre limpianto produrrebbe tonnellate di polveri diffuse durante le fasi di movimentazione, taglialegna e cippatura di 150.000 t/anno di legname, in massima parte castagno, la cui polvere classificata come cancerogena. E incredibile che il relatore della news dimentichi di citare il particolato secondario e le polveri diffuse. Eppure la questione delle polveri dirimente, poich a Fornoli i parametri di legge per questo inquinante sono e sono stati in passato gi ampiamente superati, come risulta da tutti i documenti ufficiali della stessa ARPAT. Per quanto riguarda le polveri fini e ultrafini, rispettivamente con granulometrie inferiori a 2,5 e a 0,1 micron, non esiste nessuno studio sui quantitativi presenti nellaria del territorio n sono stati quantificati in tal senso i livelli emissivi dellimpianto, tanto che ARPAT pu fare riferimento solo alle PM10. Eppure ormai acquisito a livello scientifico che le particelle di maggiore rilevanza per gli effetti sulla salute umana sono proprio quelle fini e ultrafini.

    A proposito dellinquinamento da polveri sottili che affligge da tempo il territorio, il relatore della news afferma che, pi che le attivit industriali, i responsabili sono gli impianti di riscaldamento a legna e il traffico. Il contenuto di questa affermazione cozza con le conclusioni a cui la stessa ARPAT giunta al termine del recente monitoraggio sulla qualit dellaria a Fornoli. In quelle conclusioni si affermava che le condizioni meteo climatiche e lorografia della zona determinano probabilmente condizioni sfavorevoli alla dispersione degli inquinanti. Pertanto, pur in presenza di minore traffico e minore densit abitativa rispetto a Lucca, si registrano valori confrontabili con quelli delle stazioni della rete fissa della Piana di Lucca. Comunque, se il traffico la grande preoccupazione dellARPAT, vale la pena ricordare che limpianto a biomasse dellAlce prevede la movimentazione di 162.650 t/anno di prodotti vari (approvvigionamento/smaltimento/conferimento) con 6.830 automezzi lanno (13.660 viaggi considerando andata e ritorno 2 automezzi lora), come evidenziato nella Valutazione tecnica del progetto redatta dalling. Gabbrielli del Dipartimento di Energetica L.Poggi dellUniversit di Pisa.

    Anche il supposto contributo allinquinamento del nostro territorio dovuto a un ampio utilizzo delle biomasse per il riscaldamento degli edifici non trova riscontro in alcuno studio documentale. Oltre al fatto che Fornoli e i paesi circostanti sono da tempo metanizzati, ci spiace dover ancora una volta constatare le incredibili contraddizioni dell ARPAT. Basta verificare sull Allegato 1 pag. 46 della DGR (Deliberazione Giunta Regionale) 1406 del 21-12-2001 per rendersi conto che, di tutta la Valle del Serchio, solo i comuni di Barga e di Bagni di Lucca presentavano anche in passato gravi criticit rispetto al parametro PM10. E quindi evidente che il problema nasceva da insediamenti industriali e non dagli impianti di riscaldamento a legna, a meno che non si voglia supporre che solo a Barga e a Bagni di Lucca si accendevano speciali stufe e caminetti!!

  • A questo proposito vale la pena ricordare i risultati del Rapporto sullo stato di salute della popolazione residente nella Valle del Serchio che, su richiesta della Provincia di Lucca, stato condotto nel 2010/11 nellambito del Progetto di ricerca finalizzata Sorveglianza epidemiologica del rischio legato a fonti di origine industriale e militare (Responsabile scientifico Prof. Biggeri; Ministero della Salute 0005561-P-16/09/2009). Lo studio epidemiologico ha evidenziato nella Valle del Serchio eccessi significativi di mortalit per tutte le cause e le malattie, al netto del contributo dei fattori socioeconomici, oltre ad una aspettativa di vita alla nascita sensibilmente minore della media regionale.

    Nel Rapporto si evidenzia che Nella Valle del Serchio sono localizzate alcune attivit industriali che sono state censite nellinventario regionale delle emissioni. Le sostanze tossiche principali riguardano metalli pesanti e altri inquinanti come polveri fini, policlorobifenili e diossine. Tutti questi tossici sono connessi nella letteratura tossicologica ed epidemiologica alle malattie per le quali si sono registrati degli eccessi nella popolazione residente. e che ci richiede che vengano poste in essere adeguate misure di contenimento o bonifica. Non ci risulta che ad oggi sia stato programmato e attuato un programma di risanamento della qualit dellaria nella Valle del Serchio: limpianto dellAlce va sicuramente in senso contrario.

    COMITATI AMBIENTE E SALUTE DEI COMUNI DI BAGNI DI LUCCA E BORGO A MOZZANO

    *

    COMUNICATO STAMPA

    Da quando Alce-Biomasse del Serchio ha tradito le aspettative dei suoi supporter disertando le aste per lassegnazione degli incentivi pubblici, tutto un fiorire di esternazioni e cinguettii vari di plauso da parte di soggetti istituzionali all impianto a biomasse rimasto sulla carta a distanza di oltre tre anni dalla concessione autorizzativa.

    Il fallimento del Piano aziendale, avallato pi di quattro anni fa da Provincia, Sindacati e precedente Amministrazione del Comune di Bagni di Lucca, ha comportato e sta comportando gravi disagi personali e un costo rilevante per la comunit, anche in termini di cassa integrazione in deroga e straordinaria. E davanti allevidenza del fallimento, i corresponsabili del danno tentano di nascondere le loro colpe politiche e personali con strumentali e distrattivi interventi mediatici.

    La volont di sfuggire alle proprie responsabilit e di non riconoscere i propri errori lunica spiegazione anche al diniego della Provincia ad un confronto tecnico-politico chiarificatore sulla dirimente e irrisolta questione della reale potenza termica dellimpianto progettato. Il disagio politico dellEnte reso evidente anche dallindecente rinvio (siamo oltre i 6 mesi!!) di una pronuncia del Consiglio provinciale sul tema delle biomasse e dellAlce.

  • Sulla vicenda biomasse abbiamo recentemente assistito anche alla chiamata alle armi del Presidente della Giunta Regionale Enrico Rossi, alla quale hanno prontamente risposto il Dipartimento Regionale dellARPAT e il Presidente della cooperativa Terra Uomini Ambiente, Nazareno Belleggia. Pur non condividendoli, comprendiamo i motivi del plauso di Belleggia alle esternazioni del Governatore della Toscana, Regione che detiene larga quota societaria di TUA tramite Fidi Toscana. Impossibile invece giustificare chi, nellautorevolezza del proprio ruolo istituzionale di garante super partes, divulga plateali e contraddittorie inesattezze. In tal modo, oltre a mettere fuori strada la gente, si lede la dignit dell Ente pubblico che si rappresenta.

    Il Governatore Rossi, invece di acclamare arbitrariamente il massiccio incenerimento di biomasse come soluzione al dissesto idrogeologico, farebbe bene a metter mano alle gravissime incongruenze della classificazione, relativa alla qualit dellaria ambiente, del territorio dei comuni di Barga e Bagni di Lucca. La mancata attuazione delle politiche di risanamento la dice lunga sulla scarsa attendibilit dellAmministrazione Regionale in materia di tutela ambientale e sanitaria.

    Bagni di Lucca, 16 novembre 2013

    Comitato Ambiente e Salute di Borgo a Mozzano e Bagni di Lucca

    *

    COMUNICATO STAMPA 23/11/2013

    Come cittadini impegnati da tempo sul fronte della difesa dellambiente e della salute riteniamo che quello dellARPAT rappresenti un ruolo essenziale per la valutazione dello stato dellambiente e per l attuazione degli indirizzi regionali nel campo della prevenzione e tutela ambientale. Questo ruolo tuttavia pi volte non stato svolto. Negli anni 80, di fronte allenorme ed evidente inquinamento prodotto dallAlce e di fronte alle preoccupazioni della popolazione, nessuna Istituzione si attiv per tutelare la salute pubblica, tanto che nel 1987 il Comitato Ambiente e Salute fu costretto a far effettuare a proprie spese dallUniversit di Pisa un biomonitoraggio della qualit dellaria. I risultati di quello studio dimostrarono la fondatezza delle preoccupazioni dei cittadini e il quadro della situazione si deline in tutta la sua gravit. Quella fu la svolta che impose una ristrutturazione dellimpianto produttivo dellAlce e determin un conseguente consistente miglioramento della qualit dellaria. Quella svolta non avvenne per la funzione di vigilanza e controllo dellARPAT o per lattenzione degli Organismi delegati alla tutela della salute pubblica, ma per limpegno della popolazione a difesa dei propri diritti. Oggi purtroppo rileviamo che in alcune Istituzioni, ad esempio organi dellARPAT, si passati dalla mancata attenzione alla tutela delle aree interessate da fenomeni di inquinamento ambientale, che ha caratterizzato un recente passato, ad un sostegno attivo a progetti aziendali di chiaro stampo speculativo e di innegabile negativo impatto ambientale e sanitario. La recente esposizione mediatica del Dipartimento Regionale di ARPAT e il suo perseverare nel diffondere, sul tema specifico dellAlce, informazioni inesatte e opinioni non supportate da dati, appaiono chiaramente impostati a gratuita difesa della iniziativa aziendale ALCE.

  • Il Comitato Ambiente e Salute ha inviato al Dipartimento Regionale ARPAT, e per conoscenza ad altri Enti coinvolti, una nota via PEC, protocollata, di cui risulta chiaro il mittente personalmente responsabile. Di contro, ARPAT ha risposto con un comunicato stampa. Appare formalmente scorretto e sostanzialmente grave che, rispondendo alle obiezioni del Comitato, lARPAT labbia fatto con un comunicato stampa e non con una nota di risposta, firmata, inviata al Comitato Ambiente. Dietro questa scorrettezza formale si potrebbero nascondere responsabilit, errori ed omissioni di altro tipo. Chi ha redatto il comunicato stampa ha comunque dato ulteriore prova di non conoscere la questione specifica e puntualmente provvederemo a evidenziare le inesattezze con nota apposita. Il messaggio rassicurante insito nel comunicato stampa di ARPAT in contrasto quantomeno con qualsiasi principio di precauzione, che dovrebbero tradursi in misure di prevenzione. Gli impianti a biomasse sono classificati dalla legge come industrie insalubri di prima classe, collocabili solo lontano dalle abitazioni. Questi impianti sono altamente inquinanti, tanto che anche obbligatoria la Valutazione di Impatto Ambientale quando superano i 50 Mwt di potenza complessiva, come quello dellAlce. Eppure lAlce, col benestare delle Istituzioni, continuerebbe a disattendere il dettato del Testo Unico delle leggi sanitarie e, oggi come in passato, continuerebbe ad eludere la VIA. Il rispetto dei limiti emissivi nulla dice sulla sostenibilit ambientale dellimpianto in quanto ai fini delle ricadute ambientali e sanitarie contano i valori assoluti delle sostanze emesse e non i valori relativi, come ben sa ARPAT. La mancata VIA dellimpianto Alce e il mancato rispetto della normativa nazionale ed europea a tutela della qualit dellaria ambiente nel Comune di Bagni di Lucca richiamano a responsabilit politiche, amministrative e personali che il Comitato Ambiente e Salute provveder a evidenziare nelle sedi competenti.

    http://www.arpat.toscana.it/notizie/comunicati-stampa/2013/caso-alce-le-risposte-al-comitato-ambiente-e-salute