African Summer Review 2013

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African Summer Review 2013

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  • African Summer School Review 2013

    www.africansummerschool.org

    info@africansummerschool.org

  • Indice

    Introduzione

    1. La religione tradizionale africana / Rosanna Colella

    2. La Convivenza religiosa in Nigeria: analisi del contesto storico e sociale / Serena Rizzo

    3. La democrazia come strumento di diversione

    dai problemi africani / Marco Simoncelli

    4. Imperialismo evolutivo in Africa: tendenze di ieri e prospettive di oggi / Laura Fregi

    5. Trasferimento di tecnologie

    e investimenti diretti esteri in Africa / Camilla Marchesi

    6. Giovani e creazione di ricchezza in Africa: la trasformazione e la diversificazione della Manioca / Denis Nebatumbu

    7. La Mappa di Peters: rappresentazione controversa

    di una nuova visione del Mondo / Armando Padula

    8. Decostruire le Mappe, decolonizzare le menti: riflessioni critiche sull'immagine cartografica dell'Africa. / Alessandra Turchetti

    9. L'uso didattico-politico della cartografia: un confronto tra la visione

    geopolitica eurocentrica e quella afrocentrica / Giulia Larato

    10. Lascesa dell'Africa e il declino del modello occidentale: progetti di oggi e sfide di domani / Valeria Lussana

    11. Africa Paradiso: visione di un continente ricco

    e presto prosperoso / Carole Tcheukam

    12. Il momento propizio / Micl Mazzacurati

    13. L'Africa nella trappola della globalizzazione e dell'imperialismo. Come salvarsi / Ngouedi Marocko

    14. Stop that train / Maria Grazia Berillo

    15. Il calcio come strumento di colonialismo in Africa / Elisabetta Fedele

    16. Il calcio in Africa / Matteo Komla Mawutowou Toglo

    17. Storia da Negro / Luciano Calzia

  • African Summer Review 2013

    con grande piacere e immensa soddisfazione che pubblichiamo le tesine dei partecipanti alla prima edizione di African Summer School. Abbiamo scelto di fare una pubblicazione digitale per una maggior divulgazione dei lavori. Nasce cos: African Summer School Review n1. Abbiamo realizzato questa pubblicazione perch convinti del fatto che il lavoro di ogni partecipante avesse un valore intrinseco, dato dal coraggio e dalla fatica con cui ognuno ha dovuto misurarsi nelle attivit di ricerca e di elaborazione dei testi. Questopera inedita per il suo carattere interculturale, nel senso che mette insieme elaborati scritti da persone di varie origini (Italia e Africa) che, pur non essendo ricercatori di mestiere, hanno insieme apportato un contributo sulle questioni che toccano il continente africano. Gli argomenti trattati sispirano dalle lezioni di geostrategia africana del professor Jean Paul Pougala. Abbracciano problematiche riguardanti la democrazia, il trasferimento di tecnologia e la creazione di ricchezza in Africa. In molti hanno scelto di scrivere sulla falsa carta geografica dellAfrica, testimoniando del fatto che la lezione sull'erronea rappresentazione geografica del continente fosse quella pi apprezzata. Si tratta, questo, di un tema importante perch, come lha rilevato Pougala, la geostrategia parte dalla buona conoscenza e rappresentazione del territorio. Come secondo argomento segue la questione del calcio come strumento di colonialismo mentale in Africa. Alcune tesine si contraddistinguono dagli altri per il loro elevato grado di documentazione e di accuratezza. Altre invece approfondiscono in modo apprezzabile alcuni argomenti trattati brevemente in aula, come ad esempio i lavori sulla religione africana. Nella pubblicazione, si avr anche modo di incontrare vere e proprie ricerche effettuate sul campo, come anche dei pensieri e resoconti sullintera settimana di lezioni. Abbiamo scelto di dare visibilit a tutti i lavori inviatici che, di sicuro, andranno a far crescere il patrimonio culturale delle ricerche sul continente africano in Italia. Un sincero ringraziamento al professor Pougala per le sue lezioni, agli autori dei testi e a Fabrizio Colombo per la consulenza e laiuto concreto offerto per la pubblicazione di queste-book; a tutto lo staff della scuola, nonch a tutti gli sponsors e partners che hanno reso concretamente possibile il progetto dellAfrican Summer School.

    Fortuna Ekutsu Mambulu

    Founder e Project Coordinator African Summer School

  • African Summer School 2013

    La religione tradizionale africana Rosanna Colella A.S.S. 0015

  • La religione tradizionale africana Eppure oggi perfettamente evidente che la spiegazione scientifica di tutti i sistemi di pensiero e credenze che in Africa sono passati sotto la comoda etichetta di religione (adopero questa parola spesso fuorviante solo in mancanza di meglio) di vitale importanza per ogni autentica analisi sociale. Non possiamo cominciare a capire il senso e la logica della percezione africana della realt se non abbiamo afferrato, per esempio, i motivi per i quali gli antenati di attribuzione possono essere diventati i custodi gelosi dei massimi valori moralii valori assiomatici da cui si credeva derivasse ogni condotta ideale. In questo senso ampio lo studio della religione lo studio della realt sociale. Basil Davidson La civilt africana

    La diffusione del Cristianesimo e dellIslam nel continente africano hanno

    determinato lerrata ma diffusa opinione che le visioni, i valori e le istituzioni

    della religione tradizionale africana siano stati rimpiazzati dalle religioni

    mondiali, la cui forza spirituale ha trionfato sullintrinseca debolezza e sulle

    deplorevoli inadeguatezze primitive del patrimonio religioso dei padroni di casa.

    Questo ha generato limmagine di unAfrica senza voce nelle questioni di

    religione, etica e teologia. La verit unaltra. Quella che viene comunemente

    chiamata religione africana tradizionale ha resistito allintroduzione dellIslam,

    del Cristianesimo e alleducazione occidentale.1 Il termine tradizionale sta per

    1 Le statistiche dicono che sono 150 milioni, ma di fatto sono molti di pi coloro che seguono le cosiddette religioni tradizionali africane. Secondo le stime delle fonti dei missionari comboniani, sarebbero distribuiti nel modo seguente: rappresentano il 50% e oltre della popolazione in: Benin, Botswana, Burkina Faso, Repubblica centrafricana, Guinea Bissau, Costa DAvorio, Kenya, Liberia, Mauritius, Mozambico, Swaziland, Togo, Zambia, Zimbabwe. costituiscono tra il 30% e il 49% in: Burundi, Camerun, Ciad, Rep. Popolare del Congo, Rep. Democratica del Congo, Gabon, Ghana, Madagascar, Malawi, Mali, Namibia, Rwanda, Sierra Leone, Sudafrica, Tanzania, Uganda. sono tra il 10% e il 29% in: Angola, Gambia, Guinea, Lesotho, Niger, Nigeria, Sao-Tome e Sudan. sono meno del 10% in: Capo Verde, Gibuti, Eritrea, Etiopia,

  • indigeno e indica un insieme di credenze e pratiche religiose, trasmesse di

    generazione in generazione e mantenute in vita e praticate oggi dagli Africani,

    inclusi coloro che si dichiarano cristiani e musulmani. Essa uneredit del

    passato ma non immutabile n superata, al contrario connette il passato con il

    presente e il presente con leternit. Naturalmente i moderni cambiamenti

    hanno influenzato la religione tradizionale ma non hanno determinato la sua

    estinzione.

    Per secoli, la religione tradizionale africana stata oggetto di quello stesso

    travisamento e di quella stessa sottovalutazione che sono stati riservati e

    spesso continuano ad essere riservati alle societ, alle culture e agli attori

    dellAfrica Sub-Sahariana in generale. La rappresentazione dellAfrica come di

    un continente privo di una propria dimensione spirituale o di una religione

    degna di questo nome va a completare, e in qualche misura a giustificare,

    unimmagine dellAfrica fatta di generalizzazioni infondate e distorte o di

    informazioni omesse; un quadro che descrive un continente i cui abitanti e le cui

    comunit, considerate per lo pi rurali, sarebbero coinvolti in un groviglio di riti

    ancestrali spesso crudeli e sanguinosi, superstizioni e credenze assurde e

    infantili, paure ataviche che bloccano le capacit personali, liniziativa e le

    possibilit di sviluppo degli africani.2

    Come la religione tradizionale africana divenne primitiva

    I primi tentativi di studiare la religione tradizionale africana furono fatti da

    missionari ed esploratori durante il XVIII e linizio del XIX secolo. Nonostante il

    fatto che questi autori ebbero spesso poco tempo per osservare e comprendere

    le credenze e le pratiche degli Africani, essi descrissero la religione tradizionale

    africana come un insieme disordinato di complicate, bizzarre, selvagge e

    Guinea Equatoriale, Senegal, Seychelles e Somalia. Al di l delle cifre, le religioni tradizionali africane si manifestano, non solo come religione "positiva" e dichiarata, ma come forma di spiritualit diffusa, oppure come insieme di elementi che convivono "sincreticamente" insieme alle forme religiose cristiane e musulmane. Comboni Missionary Magazine, New Africa Leadership. Special Issue of January 2000 2 MEZZANA D., African traditional religions and modernity, African Societies, www.africansocieties.org/n3/eng_dic2002/ religionitrad.htm

  • primitive credenze e pratiche. Nel 1931, Leo Frobenius3, ricordava un articolo

    apparso su un giornale berlinese:

    Prima dellintroduzione di una vera fede e di uno pi alto

    standard culturale da parte degli Arabi, i nativi non avevano

    unorganizzazione politica n, in senso stretto, al