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Pagina 1 Historic Car Club Sile ALFA ROMEO GIULIA SPRINT GT L’Alfa Romeo Giulia GT fu presentata nel 1963 come sostituta della Giulietta Sprint. Realizzata sul pianale della Giulia berlina, da cui però differiva nel passo accorciato a 235 cm, era una elegante coupè 2+2 (due posti anteriori e due più piccoli posteriori) disegnata da Giorgetto Giugiaro per conto di Bertone. Caratteristica estetica principale di questa prima versione era il famoso sbalzo anteriore posto tra il cofano e la calandra che dava l’impressione ci fosse uno scalino (da qui il famoso soprannome della vettura, per l’appunto Scalino). Questa fessura era frutto di un ripensamento dell’ultimo minuto; inizialmente difatti il progetto prevedeva una presa d’aria posta in quella posizione, presa d’aria poi eliminata poco prima della messa in produzione per motivo di contenimento costi. Il problema fu che molte calandre erano già state stampate, quindi si decise di mandare in produzione la vettura fino ad esaurimento delle calandre stesse per poi porre rimedio al “problema”. Il pubblico invece dimostrò di gradire tale “difetto”, visto che le dava una caratteristica unica, tanto che i responsabili decisero di non porvi rimedio. La prima versione presentata nel 1963 si chiamava Giulia Sprint GT (Gran Turismo) e meccanicamente derivava dalla berlina Giulia TI (Turismo Internazionale), con un quattro cilindri in linea longitudinale (come in seguito tutte quante) di 1570 centimetri cubici in alluminio con distribuzione bialbero, ma con quattro freni a disco, carburatori doppio corpo e potenziato fino a 106 cavalli, il quale, mosso da un cambio a quattro velocità le permetteva una massima velocità di 182 km/h. Particolarità era che il filtro dell’aria, posizionato a sinistra del motore era collegato al cassoncino di aspirazione con un prolungamento nella parte superiore chiamato “proboscide”. Internamente si evidenziavano sedili specifici per questo modello con fianchetti abbastanza pronunciati dotati di una fascia centrale che poteva essere in diversi materiali, di serie si poteva scegliere tra velluto o finta pelle (forata) oppure in opzione vera pelle, poi un volante a tre razze, un cruscotto piatto a quattro strumenti circolari, la pedaliera infulcrata in basso ed il cambio a cloche. Dopo un 1964 senza novità per la gamma, il 1965 al contrario ne fu ricco; addirittura tre, che portavano i nomi di Giulia Sprint GT Veloce 1600, Giulia Sprint GTC (Gran Turismo Cabriolet) e

ALFA ROMEO GIULIA SPRINT GT - hccsile.it · L’Alfa Romeo Giulia Sprint GTA 1600 nacque nel 1965 ... nuovo tunnel centrale dotato ... evoluzioni arrivò ad erogare 165 cavalli a

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    Historic Car Club Sile

    ALFA ROMEO GIULIA SPRINT GT

    LAlfa Romeo Giulia GT fu presentata nel 1963

    come sostituta della Giulietta Sprint. Realizzata

    sul pianale della Giulia berlina, da cui per

    differiva nel passo accorciato a 235 cm, era

    una elegante coup 2+2 (due posti anteriori e

    due pi piccoli posteriori) disegnata da

    Giorgetto Giugiaro per conto di Bertone.

    Caratteristica estetica principale di questa

    prima versione era il famoso sbalzo anteriore

    posto tra il cofano e la calandra che dava

    limpressione ci fosse uno scalino (da qui il

    famoso soprannome della vettura, per

    lappunto Scalino). Questa fessura era frutto di

    un ripensamento dellultimo minuto; inizialmente difatti il progetto prevedeva una presa daria posta

    in quella posizione, presa daria poi eliminata poco prima della messa in produzione per motivo di

    contenimento costi. Il problema fu che molte calandre erano gi state stampate, quindi si decise di

    mandare in produzione la vettura fino ad esaurimento delle calandre stesse per poi porre rimedio

    al problema. Il pubblico invece dimostr di gradire tale difetto, visto che le dava una

    caratteristica unica, tanto che i responsabili decisero di non porvi rimedio.

    La prima versione presentata nel 1963 si chiamava Giulia Sprint GT (Gran Turismo) e

    meccanicamente derivava dalla berlina Giulia TI (Turismo Internazionale), con un quattro cilindri in

    linea longitudinale (come in seguito tutte quante) di 1570 centimetri cubici in alluminio con

    distribuzione bialbero, ma con quattro freni a

    disco, carburatori doppio corpo e potenziato

    fino a 106 cavalli, il quale, mosso da un

    cambio a quattro velocit le permetteva una

    massima velocit di 182 km/h. Particolarit

    era che il filtro dellaria, posizionato a sinistra

    del motore era collegato al cassoncino di

    aspirazione con un prolungamento nella

    parte superiore chiamato proboscide.

    Internamente si evidenziavano sedili specifici

    per questo modello con fianchetti

    abbastanza pronunciati dotati di una fascia

    centrale che poteva essere in diversi

    materiali, di serie si poteva scegliere tra velluto o finta pelle (forata) oppure in opzione vera pelle,

    poi un volante a tre razze, un cruscotto piatto a quattro strumenti circolari, la pedaliera infulcrata in

    basso ed il cambio a cloche.

    Dopo un 1964 senza novit per la gamma, il 1965 al contrario ne fu ricco; addirittura tre, che

    portavano i nomi di Giulia Sprint GT Veloce 1600, Giulia Sprint GTC (Gran Turismo Cabriolet) e

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    Giulia Sprint GTA (Gran Turismo Alleggerita) 1600. La prima altro non era che una versione

    migliorata sotto tutti gli aspetti della Sprint GT, equipaggiata sempre dal motore da 1570 centimetri

    cubici con carburatori doppio corpo,

    ma dalla potenza di 109 cavalli il quale

    fu migliorato soprattutto

    nellerogazione della coppia rispetto al

    precedente, tanto che, nonostante la

    lieve differenza di potenza massima,

    le prestazioni della Veloce erano

    nettamente migliori e con una velocit

    massima di 187 km/h. Esteticamente

    era facilmente riconoscibile

    dallapposita scritta Veloce situata a

    lato del faro posteriore destro, gli

    stemmini col Quadrifoglio Verde posti

    nei montanti posteriori e la calandra

    anteriore con la griglia a nido dape sovrastata da tre profili cromati. Allinterno invece si

    distingueva per profili pi pregiati e la plancia in finto legno.

    La Giulia Sprint GTC invece era la versione cabriolet della GT, unauto dalla storia difficile ma allo

    stesso tempo affascinante. Nonostante il disegno della vettura, che era uguale alla coup fino alla

    linea di cintura per poi avere la capote in tela, fosse sempre di Giugiaro per conto di Bertone, la

    realizzazione fu affidata alla carrozzeria Touring di Milano, che in quel periodo si trovava in grosse

    difficolt economiche, una sorta di aiuto a cui Bertone non si oppose minimamente. La stessa

    carrozzeria Touring per, prima di accingersi alla messa in produzione, si prodig in alcuni

    miglioramenti al telaio che venne sia rinforzato per compensare la mancanza del tetto, sia

    alleggerito, tanto che la versione

    cabriolet sulla bilancia riportava

    lo stesso peso della coup.

    Purtroppo, una volta messa in

    vendita, non ebbe una buona

    accoglienza del pubblico, un po

    per il prezzo elevato e un po per

    alcuni problemi sia di tenuta

    allacqua che di rigidit del telaio,

    per cui le venne preferita

    dapprima la vecchia ma pi

    economica Giulietta Spider e poi

    dal 1966 la nuova Alfa Romeo

    Spider Duetto, dotata di una

    linea innovativa. A causa di

    queste grosse difficolt la produzione si interruppe a termine del primo lotto di esemplari previsti,

    equivalenti a mille unit.

    LAlfa Romeo Giulia Sprint GTA 1600 nacque nel 1965 soprattutto per esigenze agonistiche, in

    quanto lAlfa Romeo allepoca era una delle punte di diamante del motorismo italiano nelle

    categorie Turismo. Larrivo di nuove armi da corsa a limite del regolamento da parte di case come

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    Ford, con la Cortina Lotus e BMW, con la 1800 TI/SA rese la berlina Giulia TI Super vecchia e

    superata prestazionalmente. La dirigenza Alfa Romeo pose allora il problema alla neonata

    Autodelta di Udine (Reparto Corse inizialmente autonomo specializzato in elaborazioni su base

    Alfa Romeo nato nel 1963, poi dal 1966 trasformato in Reparto Corse Alfa Romeo), diretta dal

    geniale Carlo Chiti (in precedenza ingegnere alla Ferrari, ove insieme a Giotto Bizzarrini, fu uno

    dei principali progettisti di auto strepitose, una fra tutte la 250 GTO), la quale propose un progetto;

    partire dalla base della Giulia

    Sprint GT, per poi migliorarla

    sensibilmente in ogni area. Lidea

    fu approvata da Alfa Romeo e fu

    cos che al Salone dellAutomobile

    di Amsterdam del 1965 fu

    presentata lAlfa Romeo Giulia

    Sprint GTA 1600, che

    esteticamente era uguale alla GT

    a parte i cerchi Campagnolo da 14

    pollici, ma in realt aveva la

    carrozzeria realizzata in

    Peraluman 25, una lega di

    alluminio molto leggera, vetri in

    Plexiglas, alcuni componenti

    meccanici realizzati in magnesio e, solo successivamente, una nuova sospensione posteriore

    denominata slittone che permetteva di abbassare il centro di rollio. Tutto ci permise, nella

    versione stradale, di diminuire il peso dai 950 kg della GT ai 745 kg della GTA, peso che diminuiva

    di ulteriori 45 kg nelle versioni competizione grazie alleliminazione di paraurti, sedili e vetri

    discendenti. Il motore, sempre 1570 centimetri cubici di cilindrata, oltre ai componenti in magnesio

    era dotata di doppia accensione, ossia due candele per cilindro, coperchio punterie in Elektron,

    bielle lavorate e carburatori doppio corpo Weber. Il risultato fu che nella versione stradale erogava

    115 cavalli mentre nelle versioni corsa arriv ad erogare fino a 175 cavalli. Realizzate nei soli

    colori Rosso Alfa e Biancospino, entrambe con il quadrifoglio sul parafango anteriore, ne vennero

    prodotte, tra stradali e competizione, un totale di 493 esemplari.

    Arriviamo quindi al 1966, anno di debutto dellAlfa Romeo Giulia GT 1300 Junior, modello che nelle

    intenzioni della Casa Madre doveva essere la versione dingresso della gamma. Dotata di

    allestimento ridotto rispetto alla Sprint GT 1600, aveva una plancia uguale in design ma rivestita in

    un materiale plastico pi economico, un

    volante che nelle primissime versioni era a tre

    razze molto fini ed in seguito a due razze

    rivolte verso lalto, dei sedili semplificati e

    meno profilati con delle cuciture longitudinali

    nella parte centrale che potevano essere in

    skai, velluto, o entrambi, pavimento in gomma,

    cerchi con borchie semplificate senza anello

    nero ed assenza di servofreno. Il motore a

    quattro cilindri in linea longitudinali, come il

    nome lascia intendere, aveva una cilindrata di

    1290 centimetri cubici che erogava una

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    potenza massima di 89 cavalli. Alimentato da due carburatori a doppio corpo e mosso da un

    cambio a cinque velocit e con un peso a secco di 930 kg, garantiva prestazioni di 33 secondi sul

    km da fermo, e una velocit massima di 173 km/h. Da sottolineare che la Junior, essendo pi

    economica della sorella maggiore, ma senza rinunciare alle prestazioni come i dati

    precedentemente detti dimostrano, divenne ben presto pi popolare della 1600, sia dal punto di

    vista delle vendite che dal punto di vista agonistico.

    Lanno successivo, il 1967, lanno di

    presentazione dellAlfa Romeo 1750 GT Veloce.

    A partire da questa versione, che nella gamma

    risulta essere la nuova top di gamma, venne

    abbandonato il nome Giulia. Dotata di un motore

    di 1779 centimetri cubici, erogante 114 cavalli,

    oltre alla modifica nel nome inaugur anche un

    nuovo corso stilistico; venne tolto lo scalino con

    il cofano che si raccordava alla calandra in modo

    liscio, senza sbalzi. Oltre a ci presentava

    quattro fari circolari, due grandi esterni e due pi

    piccoli interni con una mascherina nera e un

    baffo cromato che si raccordava coi fari.

    Posteriormente i fari erano nuovi, con il catadiottri posti al centro degli stessi e alla base dei

    montanti posteriori erano presenti degli stemmini col Quadrifoglio dorato. Interiormente poi era

    presente una plancia completamente rinnovata con due grandi strumenti circolari ad orologio, un

    nuovo tunnel centrale dotato di strumentazione e nuovi sedili.

    Tornando a parlare della versione GTA, nel

    1967, lAutodelta allest pochissimi

    esemplari (si parla di una decina) della

    Alleggerita denominata GTA SA. Questo

    nome significa SovrAlimentata, e sebbene

    sia ben poco conosciuta, la sua storia

    racchiude idee veramente geniali. Dotata di

    due compressori centrifughi montati in

    parallelo sul motore da 1600 centimetri

    cubici e mossi da un circuito idraulico

    azionato dallalbero motore, con una

    pressione massima di 0,7 bar questa Giulia

    GTA SA erogava oltre 220 cavalli. C da

    dire che per ridurre i pericoli di detonazione

    venne equipaggiata con un sistema di iniezione di acqua nel collettore di aspirazione che le

    permise pure di funzionare con la normale benzina. Una potenza del genere con un peso che si

    attestava sui 780 kg sulla carta poteva permettere prestazioni mostruose, difatti vennero dichiarate

    punte velocistiche massime di oltre 240 km/h. Purtroppo il tallone dAchille della SA era

    lerogazione a dir poco brutale unita al vizietto di incendiarsi che purtroppo la rese competitiva in

    pochissimi tracciati e non certo vincente quanto laspirata.

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    Rimanendo in ambito GTA, il

    1968 fu lanno in cui venne

    presentata la GTA 1300 Junior,

    la quale in versione stradale

    era esteticamente uguale alla

    1600 e con la stessa

    carrozzeria in Peraluman 25,

    ma sotto il cofano era presente

    un quattro cilindri con due

    alberi a camme in testa da

    1290 centimetri cubici dotato di

    doppia accensione (due candele per cilindro) e alimentato da due carburatori a doppio corpo

    Weber. Erogante 110 cavalli a 6000 giri/min nella versione stradale, nel corso degli anni e delle

    evoluzioni arriv ad erogare 165 cavalli a 8400 giri/min nella versione competizione ad iniezione

    SPICA (Societ Pompe Iniezione Cassani & Affini). Di GTA Junior furono allestiti in totale 492

    esemplari dei quali circa un centinaio in allestimento stradale i quali, anchessi proposti nei due

    colori Rosso Alfa e Biancospino, si distinguevano per gli adesivi sulla carrozzeria con il biscione

    sulla parte sinistra del cofano anteriore, il quadrifoglio sui parafanghi anteriori e la fascia che

    partiva dal quadrifoglio stesso per percorrere tutta la fiancata. Questi adesivi erano bianchi per la

    versione Rosso Alfa e verdi per la versione Biancospino.

    Nel 1968 venne pure realizzata una versione di 1750 GT Veloce dotata di iniezione meccanica

    SPICA e altre svariate modifiche di dettaglio per essere esportata e venduta nel mercato Nord

    Americano.

    Arriviamo al 1969, anno di debutto delle seconda serie sia per la GT 1300 Junior (che perse

    anchessa il nome Giulia) che per la 1750 GT Veloce. Per la prima le modifiche erano solo di

    dettaglio, visto che mantenne anche il muso con lo scalino ma fu dotata di servofreno e di una

    plancia molto simile a quella della 1750 GT Veloce, con una doppia strumentazione circolare ad

    orologio e un tunnel centrale semplificato (optional era il volante sportivo Hellebore a tre razze).

    Per la 1750 GT Veloce invece, oltre a modifiche estetiche comprendenti nuovi paraurti con i

    posteriori a profilo pi alto, nuove coppe ruota, fanali posteriori uniformati alle altre GT, nuovi sedili

    e pannelli interni, presentava anche un nuovo motore, sempre

    1750 centimetri cubici di cilindrata ma migliorato nella coppia e

    nellerogazione e con una velocit di punta di oltre 190 km/h.

    Nel novembre dello stesso anno, al salone di Torino, venne

    presentata una vettura dal design innovativo e quasi

    avveniristico; il suo nome era Alfa Romeo GT 1300 Junior

    Zagato. Dotata del motore pi piccolo dotato di 89 cavalli,

    venne realizzata partendo dal pianale della Spider accorciato

    per nel posteriore, il quale, essendo rinforzato in previsione

    della mancanza del tetto, permise di esasperare le sue linee

    con dei montanti del tetto molto sottili. Linee che, frutto del

    talento di Ercole Spada, erano quasi futuristiche, con un muso

    basso, lungo e una coda tronca dagli angoli netti; ispirazione

    tratta da altre grandi Zagato del passato. Sorpresero

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    tantissimo allepoca le ampie superfici vetrate, frutto per lappunto dei montanti sottili, e il frontale

    con i quattro fari protetti da una mascherina di Plexiglas tagliata al centro per formare lo scudetto

    Alfa Romeo. Da sottolineare che solo alcuni dei primissimi esemplari avevano porte e cofani in

    alluminio mentre tutte erano dotate di un sollevatore elettrico per il portellone posteriore, che

    permetteva di aprirlo di pochi centimetri per areare labitacolo. Anche gli interni erano rivoluzionari

    perch oltre ai sedili avvolgenti presentava due strumenti principali di fronte al guidatore e altri tre

    al centro tutti di forma tonda e incassati in una plancia di forma ellittica, con una console centrale

    cromata che balzava senzaltro allocchio. Ne vennero prodotti 1108 esemplari.

    Il 1970 fu lanno di debutto della 1750 GTAm

    (e quando debutt la versione 2000 GT Veloce

    divenne 2000 GTAm), unauto dalla storia

    molto complicata gi a partire dal nome perch

    alcuni dicono voglia dire Gran Turismo

    Alleggerita maggiorata, altri sostengono

    significhi Gran Turismo America (vista anche

    la m minuscola nel nome). Era derivata dalla

    meccanica della 1750 GT Veloce versione

    America con liniezione SPICA anche se in

    realt la cilindrata era maggiorata a 1985

    centimetri cubici, visto che il regolamento per

    cui era stata creata lo consentiva. Da questi

    due particolari si capisce che entrambi i nomi

    possano essere plausibili. Comunque, il due litri sempre a doppia accensione, nonostante abbia il

    basamento della 1750 GT Veloce, aveva pistoni modificati, canne cilindri maggiorate e la testata

    con nuove camere di scoppio; i vetri laterali erano in Plexiglas e i parafanghi maggiorati erano in

    vetroresina rivettati con rivetti dalluminio. Esteticamente saltavano allocchio i cerchi Campagnolo

    da 13 pollici, il tappo per il rifornimento rapido posto a sinistra del cofano posteriore e la scritta

    iniezione tra la targa posteriore e il fanalino destro. In ordine di marcia il peso si fermava a 920 kg

    e la potenza si attestava dai 195 cv a 7200 giri/min delle prime versioni ai 240 cv a 7500 giri/min

    delle ultime evoluzioni. In teoria ne sono stati costruiti 40 esemplari, ma lo stesso Chiti ammise che

    molte furono costruite su ordinazione, quindi c incertezza sul reale numero di esemplari costruiti.

    Nel 1971 ci furono sostanziali novit per tutte le

    versioni. Le GT Junior furono completamente

    ristilizzate e persero anchesse definitivamente lo

    scalino per avere il frontale liscio e i parafanghi

    posteriori a profilo pi alto. In poche parole si

    uniform la scocca alla 1750 GT Veloce anche se

    rimasero delle differenze visto che le Junior avevano

    due soli fanali anteriori (in luce dei quattro delle top

    di gamma) e una mascherina ad hoc con singolo

    profilo cromato. Infine bisogna sottolineare che la

    gamma Junior raddoppi visto che alla 1300 da 89

    cavalli fu affiancato il 1600 da 109 cavalli (il motore

    che fu della 1600 Veloce). Queste due nuove Junior vennero identificate come terza serie.

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    Historic Car Club Sile

    Come la terza serie debutt anche per la GT Veloce, che abbandon il 1779 centimetri cubici per

    adottare un nuovo motore da 1962 centimetri cubici alimentato con due carburatori sportivi doppio

    corpo Solex o DellOrto da 150 cavalli. Alcuni esemplari erano dotati anche di un differenziale

    autobloccante Torsen tarato al 25%. Esteticamente si identifica da una nuova maschera anteriore

    cromata, fari posteriori pi grandi con luce retromarcia integrata e allinterno una nuova

    strumentazione con la forma di un quadrifoglio, una nuova consolle centrale, sedili anteriori con

    zona centrale a cuciture orizzontali e rivestimenti interni rinnovati. Come optional ci son da

    segnalare nuovi cerchi in lega denominati Millerighe, vernice metallizzata, vetri atermici ed aria

    condizionata. Con un peso di 1020 kg la 2000 GT Veloce faceva segnare un accelerazione sullo 0-

    100 km/h di 7,2 secondi per una velocit massima di oltre 195 Km/h.

    Sul finire del 1972, uscita di scena la GT

    1300 Junior Zagato, entr in produzione la

    versione 1600 della stessa, chiamata GT

    1600 Junior Zagato. Non cambiava solo il

    motore, il noto 1600 da 109 cavalli, ma

    variava in diversi dettagli. Innanzitutto il

    pianale, sempre della Spider ma, in questo

    caso non accorciato per contenere i costi. Ne

    consegue che il posteriore diverso, e ad un

    primo colpo docchio si nota uno spoiler

    meno accennato e dei fanalini pi sottili oltre

    che allo sportello della benzina posto a

    sinistra invece che a destra. Altre differenze

    erano il paraurti anteriore ora pi avvolgente

    e i gocciolatoi ora in metallo. Ne vennero costruiti 402 esemplari.

    Infine, nel 1973, le Junior si adeguarono allestetica della 2000 GT Veloce, differenziandosi solo

    per i fanalini posteriori leggermente pi piccoli. Questa nuova serie, che fu anche lultima della

    storia delle GT era identificata come Quarta Serie oppure Unificato.

    Uscirono tutte di produzionenel 1975 sostituite dallAlfa Romeo Alfetta GT, facendo cos uscire di

    scena un auto che ha lasciato un segno indelebile nella storia dellauto e dellAlfa Romeo.

    Insomma, chi non ha mai sognato di guidarne una, magari una GTA, e immaginarsi al Curvone di

    Monza con la ruota anteriore interna sollevata? Immagini che tutti gli appassionati hanno bene in

    testa; segni, che fanno breccia nel cuore.

    COMPETIZIONI

    La Giulia Sprint, in tutte le sue versioni si sempre dimostrata vettura efficace nelle competizioni,

    anche nelle versioni pi piccole ha fatto la fortuna dei piloti privati in quanto la base era gi ottima

    di suo e bastava poco per ottenere un ottima arma da competizione. Essendo quasi impossibile

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    riassumere tutte le vittorie in tutti i campionati, menzione particolare spetta alle GTA e GTAm, le

    armi ufficiali per trionfare nelle gare Turismo non solo nazionali ma soprattutto internazionali, che

    allepoca erano vero e proprio terreno di scontro e dimmagine per la maggior parte delle case

    automobilistiche, le quali crearono scompiglio aggiudicandosi il Campionato Europeo Turismo,

    titolo importantissimo allepoca, per ben cinque volte, nel 1966, 1967, 1969, 1971 e 1972.

    Lesordio ufficiale della GTA 1600 nelle

    competizioni avvenne nel suo anno di debutto,

    il 1965, nella corsa in salita Trento Bondone,

    quellanno dominata da Lodovico Scarfiotti e

    la sua Dino 206 P. Gi in questa prima gara

    segni del potenziale furono evidenti visto che

    ottenne con Roberto Bussinello la vittoria

    nella classe prototipi (visto che ancora non

    era omologata) davanti a Giorgio Pianta in

    gara con una Asa. Lonore poi, di portarla al

    debutto nellimportante palcoscenico

    dellEuropeo Turismo spett ad Andrea de

    Adamich, il quale nella gara di Olympia dello

    stesso anno, in Austria, la port ad uno

    splendido sesto posto assoluto. Altri

    importanti risultati prima della fine della

    stagione 1965 furono il secondo posto di

    Roberto Bussinello a Snetterton (Inghilterra) e il quarto posto di Rob Slotemaker a Zandvoort

    (Olanda) entrambi ottenuti da due 1600 GTA gestite dal Jolly Club di Milano.

    Il preambolo fu soddisfacente ma tutti, addetti ai lavori e non, si chiedevano se la GTA fosse stata

    sviluppata sufficientemente per ambire al trionfo nel Campionato Europeo Turismo. Sottolineando

    che il Campionato Europeo nel 1966 era suddiviso in 3 gruppi, per vetture fino a 1000 centimetri

    cubici (gruppo 1), fino a 1600 centimetri cubici (gruppo 2) e da 1600 a oltre 2000 centimetri cubici

    (gruppo 3), Alfa Romeo puntava chiaramente alla vittoria nel gruppo 2 e perch no, pure alla

    vittoria assoluta se la competitivit lo avesse permesso, visto la presenza di avversari diretti come

    la Ford con Cortina Lotus, e ad avversari sulla carta superiori come BMW con la 2000 Ti e Porsche

    con la 911. Ebbene le vittorie arrivarono

    copiose, sia di gruppo che assolute (da

    sottolineare le sette GTA 1600 ai primi sette

    posti alla 4 Ore del Jolly Club a Monza), tanto

    che in Gruppo 2 gli assoluti trionfatori a fine

    anno furono Andrea de Adamich (Pilota Alfa

    Romeo) nella classifica Piloti e Alfa Romeo

    nella classifica Costruttori, grazie anche ad

    altri grandi piloti come Zeccoli, Pinto, Geki e

    molti altri.

    Il 1967 fu fotocopia del precedente sia per

    Andrea de Adamich che per Alfa Romeo che trionfarono nuovamente con ampio margine nel

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    gruppo 2. Da sottolineare che de Adamich vinse davanti a Galli e Pinto, suoi compagni di squadra,

    anchessi vincenti.

    Per il 1968 la casa del Biscione voleva puntare al

    Gruppo 3, per questo port al debutto la GTA SA,

    la quale pur se egualmente 1600 centimetri cubici

    di cilindrata era sovralimentata, e ci la faceva

    rientrare nella categoria superiore (da 1,6 litri in

    su). Purtroppo la vettura sovralimentata fu un

    mezzo disastro per via di soventi guasti e il

    ritorno alla vettura aspirata fu fatto troppo in

    ritardo per ambire alla vittoria di qualche titolo.

    Cos, a fine anno i campioni furono Rhodes nel

    gruppo 2 e Quester nel gruppo 3 per quanto

    riguarda i Piloti, e BMC (British Motor Company

    ossia Morris ed Austin) nel gruppo 2 e BMW nel

    gruppo 3 per i Costruttori.

    Il 1969 doveva per forza esser lanno del rilancio e Alfa Romeo lo fece alla grande, puntando

    ferocemente alla ri-conquista del gruppo 2 schierando non una, ma ben due frecce al proprio arco

    affiancando alla GTA 1600 la pi piccola e nuova GTA 1300 Junior. C da dire che la competitivit

    della piccolina era tale che talvolta aveva prestazioni anche superiori alla sorellona. Il risultato

    fu che a fine anno gli obiettivi vennero colti con Alfa Romeo vincitrice del Costruttori e con

    Spartaco Dini vincitore davanti ad Ignazio Giunti (entrambi piloti del Biscione), del titolo Piloti.

    Nel 1970 ci fu una novit nel regolamento il quale pur mantenendo invariate le 3 categorie,

    permetteva a tutti di vincere la classifica assoluta sommando il totale di punti nella propria

    categoria (ad esempio, se Abarth a fine anno totalizza 100 punti nel gruppo 1 e Alfa Romeo 99 nel

    gruppo 2, a fine anno Abarth risulta campione nellassoluta per un punto). Detto ci, nel 1970 Alfa

    Romeo si present al via di due classi, il gruppo 2 con la sola GTA 1300 Junior (a causa di

    problemi di omologazione alla GTA 1600), e nel gruppo 3 con la nuovissima GTAm 1750 (anche

    se di cilindrata era una 2 litri). Entrambe le auto risultarono essere competitive nei loro gruppi ma

    altalenanti nei risultati, soprattutto la

    Junior, che soffr la competitivit della

    BMW 1600. In gruppo 3 invece ci fu una

    stella splendente che rispondeva al nome

    di Toine Hezemans, il quale con la sua

    1750 GTAm consegu il maggior numero di

    vittorie, nonostante la presenza di vetture

    ben pi grosse come la Ford Capri GT

    2300 e la BMW CS 2800. A fine anno, il

    risultato fu che nonostante Alfa non

    consegu il titolo Costruttori perch fin seconda e quarta, con BMW prima e Abarth terza, Toine

    Hezemans divenne Campione Europeo piloti.

    Nel 1971 ci fu una modifica nella cilindrata dei tre gruppi, con il primo aperto a vetture fino a 1,3

    litri, il secondo per vetture fino a 2 litri e il terzo per vetture oltre 2 litri (con un massimo di 5 litri).

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    Historic Car Club Sile

    Detto ci la GTA Junior rientr nel gruppo 1 e la GTAm 2000 (cambi nome in 2000 perch la

    versione GT Veloce stradale pass da 1750 a 2000 di cilindrata) nel gruppo 2. Entrambe

    dominarono il proprio gruppo, con il gruppo 3 che fu appannaggio della Ford, che con la Capri

    2600 domin. Detto ci e visto che il

    campionato era a classifica unica, il

    Campione Europeo tra i Piloti fu Glemser,

    alfiere Ford, ma la classifica Costruttori fu

    vinta da Alfa Romeo, con la piccola GTA

    1300 Junior, grazie alle sue vittorie e alla

    costanza nei risultati.

    Vittorie e costanza nei risultati si ripeterono

    nel 1972 visto che, con un filotto di vittorie

    dalla prima allultima gara nel gruppo 1, la

    piccola GTA 1300 Junior permise di portare

    a casa nuovamente il titolo Costruttori.

    Fu questo lultimo trionfo Internazionale per questAlfa Romeo, che nellimmaginario collettivo e nel

    rispetto di altre grandi vetture col marchio del Biscione che lhanno preceduta e succeduta,

    rappresenta lessenza Alfa Romeo sia in ambito stradale che sportivo racchiusa in una sola

    vettura.

    LA PROVA

    La vettura presa in considerazione ed iscritta allHistoric Car Club Sile uno splendido esemplare

    di Alfa Romeo GT 1300 Junior appartenente a Paolo, il quale, per far capire quale sia la sua

    passione, oltre ad essa possiede altre due

    vetture depoca. Ma torniamo alla protagonista

    della prova, la quale spicca nella sua livrea

    Biancospino con interni color cinghiale. La

    vettura risulta essere una Model Year 1972 con

    cofano e calandra collegati senza sbalzi o scalini

    e venne immatricolata il 3 gennaio 1972. Il

    Model Year 1972 si contraddistingue dai modelli

    successivi per i cerchi con le coppe coprimozzi

    grandi e tondeggianti con la scritta Alfa Romeo

    su sfondo nero. Nel model Year 1973 le coppe

    ruota furono rimpiazzate da un centro ruota cromato con i bulloni in vista. La vettura venne

    acquistata da Paolo nel 2013, il quale risulta esserne il terzo proprietario, anche se i due

    precedenti facevano parte della stessa famiglia, una famiglia di carrozzieri di Padova che lhanno

    sempre coccolata. Gli stessi proprietari precedenti provvidero ad un completo ed eccellente

    restauro della carrozzeria. Complice la qualit di tale lavoro e la completa documentazione del suo

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    Historic Car Club Sile

    passato, subito attir le attenzioni di Paolo, che non se

    la lasci scappare. Al momento dellacquisto la vettura

    presentava diversi optional originali dellepoca, tra i

    quali dei cerchi in lega Cromodora Alfa a cinque punte,

    il lunotto termico e un rarissimo e originale volante

    Hellebore GTA con corona in legno. Una volta portata

    a casa fu sottoposta ad una revisione completa del

    motore, grazie alla quale ora gira regolare come

    nuovo, tanto che, ancora in rodaggio stato

    protagonista di un lungo viaggio in Maremma e

    successivamente di un'altra lunga escursione fin sul Gransasso. Di recente, la vettura stata

    sottoposta al severo esame dei commissari dellAutomotoclub Storico Italiano con lobiettivo di

    ottenere quellattestato di qualit che risponde al

    nome di targa oro; inutile dire che tale obiettivo

    stato colto in pieno, potendo ulteriormente

    dimostrare lalta qualit di questa GT. Salendoci a

    bordo, magari per la prima volta, sorprende

    lincredibile sensazione di qualit che plancia,

    rivestimenti e sedili danno, e pensare che siamo

    a bordo di una Junior, che dovrebbe essere la

    entry level. Una volta in moto e in marcia, al

    contrario di ci che la sua storia pu far

    immaginare, ossia tromboncini daspirazione e

    scarichi aperti che aspirano aria per rilasciare

    musica ad alti decibel, regna uninaspettata quiete, anche se c sempre laspirazione che in

    accelerazione fa da inebriante colonna sonora. Un altro dettaglio che balza allorecchio il

    ticchetto dellorologio che si riesce sempre a percepire, indice di ottima cura nellinsonorizzazione,

    da vera Gran Turismo mangia chilometri. Anche

    la spinta del piccolo 1300 centimetri cubici non

    affatto male, complice anche il peso di 930 kg a

    secco che ad oggi possiamo raramente trovare

    persino sulle utilitarie, anche se c da

    sottolineare un discreto rollo in curva quando la

    guida diventa un po pi allegra, dovuto ad una

    taratura piuttosto morbida delle sospensioni,

    pratica piuttosto diffusa nelle vetture dellepoca e

    anche se pu sembrare un difetto bisogna

    ripensare al suo nome, GT, ossia Gran Turismo,

    vetture per antonomasia atte a viaggiare anche

    molto velocemente, quindi tale morbida taratura la si pu ricondurre alla ricerca del comfort. Infine

    il tutto lo si pu riassumere in una parola esemplificativa: sorprendente; sorprendente nella qualit,

    nelle prestazioni e anche nelle sensazioni, merita di salirci a bordo, anche solo come passeggero,

    il resto lo spiegher lei.

    EMANUELE ROMANO