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    1 Luigi Abbate appunti MMPI-2

    Luigi Abbate IL MINNESOTA MULTIPHASIC PERSONALITY INVENTORY-2 (MMPI-2) Il MMPI-2 un questionario di personalit autosomministrato

    composto da 567 item dal contenuto eterogeneo, che prevede risposte dicotomiche del tipo Vero/Falso. Esso costituisce la revisione aggiornata e ristandardizzata di uno dei questionari di personalit pi diffuso e utilizzato nellassessment clinico e psichiatrico, il Minnesota Multiphasic Personality Inventory (MMPI; S.R. Hathaway, J.C. McKinley, 1940, 1942). I risultati di diverse indagini (W.J. Camara, J.S. Nathan, A.E. Puente et al., 2000) indicano, infatti, che il MMPI/MMPI-2 il test di personalit pi frequentemente utilizzato dagli psicologi clinici (86%), il secondo in uso dopo la WAIS-R (94%).

    1. Dal MMPI al MMPI-21 Il MMPI ha raccolto nel tempo numerosi lavori teorici e di ricerca

    che ne hanno documentano lattendibilit e la validit, nonch la duttilit per lutilizzo in diversi contesti applicativi.

    Gli autori del test, Starke Hathaway e Charnley McKinley, che lavoravano presso gli University of Minnesota Hospitals, ritenevano che il MMPI potesse rivelarsi utile nellassessment diagnostico di routine. Tra il 1930 e il 1940, infatti, la principale occupazione degli psichiatri e degli psicologi clinici era quella di assegnare etichette diagnostiche appropriate ai singoli casi. S.R. Hathaway e J.C. McKinley erano certi che un inventario di personalit potesse rappresentare un modo pi efficace e attendibile di pervenire a etichette diagnostiche adeguate.

    Gli item che componevano le scale del questionario furono determinati empiricamente. Questa metodologia rappresentava uninnovazione significativa in quegli anni, fino allora, infatti, gli inventari di personalit erano costruiti seguendo metodologie fondate sulla logica. Gli item erano selezionati e generati razionalmente tenendo conto della validit di facciata e le risposte ottenute erano classificate secondo il giudizio soggettivo degli autori del test e, quindi, sulla base di quello che pensavano fosse pi rappresentativo delle caratteristiche misurate. Nella nuova procedura introdotta, invece, le risposte ai singoli item erano sottoposte a numerose analisi statistiche allo scopo di identificare quegli item capaci di differenziare i gruppi criterio (ad esempio, un gruppo di pazienti depressi vs un gruppo di individui non clinici). Secondo gli autori, la nuova metodologia avrebbe consentito il superamento di alcuni importanti limiti associati con loriginale approccio soggettivo.

    Dopo pi di dieci anni in cui il MMPI era regolarmente utilizzato

    nella ricerca e nella pratica clinica, la constatazione di una serie di problemi port a pensare che avesse fallito nelladempiere al suo

    1. Per un confronto dettagliato tra le due versioni, cfr. R.L. Greene (1991), L. Abbate, S. Ferracuti (1992).

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    scopo principale. La ricerca, inoltre, aveva evidenziato lesistenza di forti correlazioni fra le diverse scale cliniche del questionario. Esse, di fatto, avevano in comune numerosi item. Questo, ovviamente, riduceva le possibilit di ottenere un singolo punteggio elevato su ununica scala.

    Nel frattempo, si cominciava anche a dubitare dellattendibilit delle diagnosi psichiatriche dei soggetti che avevano fatto parte del campione di standardizzazione del questionario.

    Nel tempo, quindi, chi utilizzava il MMPI inizi a utilizzarlo per scopi diversi da quelli per cui era stato originariamente costruito. Si cominci a pensare, infatti, che i punteggi ottenuti alle scale cliniche non fossero semplicemente espressione della varianza derrore, poich venivano costantemente rivelate differenze attendibili tra i punteggi ottenuti da soggetti che si sapevano differire attraverso lapplicazione di altri strumenti diagnostici.

    I clinici e i ricercatori, utilizzando la nuova metodologia empirica, tentarono dunque di identificare i correlati comportamentali associati a ciascuna scala. In altre parole, quando una persona otteneva uno specifico punteggio su una particolare scala, il clinico poteva attribuire a quella persona le caratteristiche e i comportamenti che le ricerche precedenti e lesperienza clinica avevano identificato come appartenenti anche ad altri individui con punteggi simili sulla medesima scala.

    Oltre a identificare per ciascuna scala i correlati empirici comportamentali associati ai punteggi elevati, si tentava di identificare anche quelli associati ai punteggi bassi e alle varie combinazioni di punteggi (ad esempio, i correlati empirici associati alle scale con i punteggi pi elevati nei singoli profili, oppure alle due scale con i punteggi pi elevati). Vari ricercatori avevano anche sviluppato regole molto complesse per classificare i profili individuali e per identificare i correlati empirici comportamentali degli stessi (ad esempio, H. Gilberstadt, J. Duker, 1965; P.A. Marks, W. Seeman, D.L. Haller et al., 1974).

    Cos, anche se il MMPI non riusc a centrare lobiettivo per il quale era stato costruito (e cio, la possibilit di ottenere una diagnosi differenziale fra specifici gruppi clinici), fu ugualmente utilizzato, perch in grado di offrire dettagliate descrizioni del soggetto, fondate sui punteggi ottenuti alle scale cliniche.

    1.2. I motivi per una revisione: verso il MMPI-2 Lesigenza di migliorare lo strumento e di renderlo pi attuale

    rispetto anche ai cambiamenti sociali e culturali ha motivato il processo di revisione che ha portato al MMPI-2 (S.R. Hathaway, J.C. McKinley, 1989) .

    Vi erano diversi problemi che riguardavano ladeguatezza delloriginale campione di standardizzazione. Si trattava di soggetti in gran parte bianchi, con unet media di 35 anni, provenienti da aree geografiche in prossimit di Minneapolis, nel Minnesota (W.G. Dahlstrom, G.S. Welsh, 1960). Era dunque un campione di convenienza, gi allora poco rappresentativo della popolazione americana generale.

    Erano rilevati, inoltre, problemi che in modo specifico riguardavano il contenuto degli item. Il set originale degli item, infatti, non era cos ampio da permettere la valutazione di tutte quelle

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    caratteristiche necessarie per un completo assessment dei soggetti esaminati. Ad esempio, pochi item riguardavano i tentativi di suicidio, lutilizzo di droghe, di alcol o i comportamenti correlati al trattamento; e anche se erano state costruite numerose scale aggiuntive, il loro successo era limitato dal fatto che utilizzavano lo stesso insieme di item del questionario.

    I ricercatori e i clinici che utilizzavano il questionario sentirono, quindi, la necessit di una sua revisione e ristandardizzazione. Nel 1982 la University of Minnesota Press design un Restandardization Committee coordinata da Beverly Kaemmer, test manager per la University of Minnesota Press, e costituita da James Butcher, Grant Dahlstrom, John Graham e Auke Tellegen, al fine di verificare la fattibilit di una revisione del questionario.

    Gli obiettivi generali che i revisori del MMPI Restandardization Committee si proponevano, erano: (1) sostituire gli item obsoleti, potenzialmente offensivi e di difficile comprensione ed elaborazione; (2) ottenere dei dati normativi che fossero pi recenti e, quindi, fondati su un campione normativo pi ampio e rappresentativo della popolazione; e (3) mantenere una certa continuit con le scale cliniche e di validit originali, cos da poter permettere a chi interpretava il test di continuare a fare affidamento su decenni di ricerca e di esperienza clinica accumulate con queste scale (Y.S. Ben-Porath, 1994, p. 380).

    1.3. Attualmente Il set degli item standard del MMPI-2 rimasto lo stesso dalla data

    della sua revisione; tuttavia, sono numerose le successive modifiche e gli aggiornamenti che devono essere sottolineati e di cui si cercher di tener conto. Sono state incluse, ad esempio, diverse nuove scale di validit e numerose scale supplementari. Sono state aggiunte, inoltre, le Scale di Contenuto sviluppate da J.N. Butcher (J.N. Butcher, J.R. Graham, C.L. Williams et al., 1990) la cui possibilit dinterpretazione stata migliora con le scale di Componenti di Contenuto (Ben-Porath & Sherwood 1993) e sono stati presentati nuovi gruppi di scale, le Personality Psychopatology Five Scales (PSY-5; A.R. Harkness, J.L. McNulty, Y.S. Ben-Porath et al., 2002) e le pi recenti Restructured Clinical (RC) Scales (A. Tellegen, Y.S. Ben-Porath, J.L. McNulty et al., 2003), attraverso le quali si cercato di incrementare la validit discriminante delle scale cliniche.

    Un Manuale aggiornato (J.N. Butcher, J.R. Graham, Y.S. Ben-Porath et al., 2001) presenta le linee guida per lo scoring e linterpretazione delle scale che sono state aggiunte al MMPI-2 dopo la sua pubblicazione2.

    2. Le scale del MMPI-2 La struttura di base del MMPI-2 pressoch identica a quella del

    MMPI. Loriginale MMPI era costituito da 13 scale standard, di cui 3 correlate alla validit e 10 correlate a indici clinici o di personalit. Il MMPI-2 ha mantenuto le originali 10 scale cliniche/di personalit e le

    2 Per la versione italiana degli aggiornamenti vedi Sirigatti, Stefanile (2011)

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    3 scale di validit (Lie, Infrequency e Correction), il cui numero stato incrementato (Tab. 1 e 1a).

    Tab. 1 Scale di validit

    Scale di validit Numero item