02 tunnel carpale cassiere supermercati

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  • G Ital Med Lav Erg 2005; 27:1, 106-111 PI-ME, Pavia 2005www.gimle.fsm.it

    R. Bonfiglioli1, S. Venturi1, F. Graziosi2, C. Fiorentini1, S. Mattioli1

    La sindrome del tunnel carpale nelle cassiere dei supermercati

    1 Unit Operativa di Medicina del Lavoro, Azienda Ospedaliera di Bologna Policlinico SantOrsola-Malpighi2 Universit di Bologna, Unit Operativa di Medicina del Lavoro

    Introduzione

    Le patologie muscolo-scheletriche dellarto superiorecorrelate al lavoro sono comuni in attivit lavorative cherichiedono lesecuzione di movimenti ripetitivi tra cui illavoro alle casse dei supermercati. La Sindrome del tunnelcarpale (STC) dovuta alla compressione del nervo media-no al polso, oltre ad essere la pi comune neuropatia da in-trappolamento nella popolazione generale, rappresenta unadelle pi frequenti patologie di origine occupazionale cor-relate al lavoro manuale.

    Uno studio trasversale sulla popolazione generale haevidenziato una prevalenza di sintomi compatibili conSTC del 14.4%, rispettivamente 10.4% nei maschi e17.3% nelle femmine; il 4.9% dei soggetti presentava con-temporaneamente sintomi compatibili con STC e altera-zioni di conduzione del nervo mediano (3).

    Negli ultimi 15 anni sono stati pubblicati diversi studiepidemiologici volti a valutare la prevalenza dei disturbimuscolo-scheletrici dellarto superiore e della sindromedel tunnel carpale nelle cassiere dei supermercati. La gra-duale sostituzione dei sistemi di cassa tradizionali, che pre-vedevano la digitazione dei prezzi su tastiera numerica,con i sistemi di lettura dei codici mediante laser scanner hamodificato sia il layout delle casse che le modalit opera-tive degli addetti alle casse. Si cos assistito ad un incre-mento dei ritmi di lavoro, causato dallaumento del nume-ro di pezzi trattati nellunit di tempo e del numero di mo-vimenti necessari ad effettuare la scansione.

    Margolis e Kraus nel 1987 (10)hanno pubblicato unostudio sulla prevalenza di sintomi correlabili alla sindro-me del tunnel carpale in 982 cassiere. I risultati hannomostrato che il 62.5% delle cassiere aveva riportato al-meno uno dei sintomi indicativi di sindrome del tunnelcarpale; la prevalenza dei disturbi risultava superiore(64.5%) tra coloro che utilizzavano lo scanner rispetto al-le cassiere che lavoravano col sistema tradizionale(57.7%). La prevalenza cresceva inoltre con let e con leore lavorate la settimana.

    Hinnen e coll. nel 1992 (5)hanno pubblicato uno studiotrasversale condotto in Svizzera che ha analizzato, me-diante questionario ed esame clinico, la prevalenza dei di-sturbi muscoloscheletrici in un gruppo di 46 cassiere cheutilizzavano lo scanner e di 106 cassiere che utilizzavano

    RIASSUNTO. Scopo della nostra indagine stato quello di valutare laprevalenza di Sindrome del tunnel carpale (STC) in un gruppo di addette adattivit di cassa con laser scanner per tutto il turno di lavoro, rispetto ad ungruppo di lavoratrici addette ad attivit che non implicano lesposizione afattori di rischio biomeccanico per larto superiore (insegnanti di scuolematerne). Il gruppo di studio era composto da cassiere impiegate sia a tempopieno che a tempo parziale. I soggetti sono stati sottoposti ad un colloquioclinico volto principalmente alla ricerca di sintomi indicativi di STC e aduno studio di conduzione nervosa del nervo mediano condottobilateralmente. Sono stati definiti casi di STC i soggetti clinicamentesintomatici la cui velocit di conduzione sensitiva (VCS) nel tratto palmo-polso risultava inferiore a 43,8 m/sec. La valutazione del rischiobiomeccanico per gli arti superiori stata effettuata attraverso il metodopubblicato dallAmerican Conference of the Governmental IndustrialHygienists. Il livello di attivit manuale presente nella mansione di cassiera risultato prossimo al valore limite di esposizione (TLV). La mansione diinsegnante non presentava unesposizione significativa a fattori di rischiobiomeccanico per larto superiore. La prevalenza di sintomi e di casi di STC risultata maggiore nelle cassiere rispetto al gruppo di controllo e,considerando le cassiere impiegate a tempo pieno, anche ai dati pubblicatinella popolazione generale. Si pu pertanto concludere che il lavoro allecasse dei supermercati espone i lavoratori a fattori di rischio di tipobiomeccanico per larto superiore. Lindagine evidenzia inoltre unacorrelazione tra la comparsa dei disturbi e lentit dellesposizionelavorativa. Successive indagini di tipo longitudinale permetteranno diapprofondire linfluenza dei diversi possibili fattori di rischio nellinsorgenzadi patologie muscoloscheletriche dellarto superiore negli operatori di cassa.

    Parole chiave: sindrome del tunnel carpale, cassiere degli ipermercati, studidella conduzione nervosa, movimenti ripetitivi arti superiori, esposizione.

    ABSTRACT. www.gimle.fsm.itWe studied Carpal Tunnel Syndrome prevalence in part time and full timefemale supermarket cashiers and in a control group (female primary schoolteachers). Subjects underwent a clinical examination in which informationsabout personal, physiological, pathological and occupational factors werecollected by a physician with a questionnaire and a self-administered Katzshand diagram. The study protocol included median nerve conduction studies(NCS) for each worker, performed bilaterally according to the palmartechnique described by J. Kimura. Case definition of Carpal Tunnel Syndromewas based on the combination of typical symptoms (classic/probable orpossible) and electrodiagnostic findings according to the Consensus Criteriafor the Classification of Carpal Tunnel Syndrome published by Rempel et al.in 1998 Biomechanical risk for upper limb was assessed by a group of trainedobserver using videotape and scales of hand activity level (HAL) andnormalized peak of force (PF) proposed by the American Conference ofGovernmental Industrial Hygienists (ACGIH): supermarket cashier job tasksresulted on the threshold limit value line, confirming high biomechanical riskfactors for CTS. Both symptoms and case prevalence resulted higher insupermarket cashiers than in control group and in full time cashiers ifcompared with part time ones. This difference between groups of part-/full-time cashiers could be due to total hours of exposure during the week and/orto the amount of recovery time between work sessions. Further longitudinalstudy could give more information about the role of different biomechanicalrisk factors in the onset of cumulative trauma disorders of the upper limb.Key words: carpal tunnel syndrome, supermarket cashiers, nerve conductionstudies, exposure.

  • G Ital Med Lav Erg 2005; 27:1 107www.gimle.fsm.it

    il sistema tradizionale di cassa. La prevalenza di segni cli-nici indicativi di disturbi agli arti superiori risultata com-presa tra il 17 e il 19%; tra tutte le cassiere quelle che uti-lizzavano lo scanner avevano una maggiore prevalenza didisturbi al collo, alle spalle e al braccio sinistro; tali di-sturbi si riducevano se lattivit allo scanner era alternataad altre attivit.

    Osorio e coll. nel 1994 (11)hanno condotto uno studiotrasversale esaminando 56 lavoratori addetti ai diversi re-parti di un supermercato. In seguito alla valutazione del ri-schio le cassiere sono state inserite nel gruppo ad altaesposizione a movimenti ripetitivi del polso. La prevalen-za totale della sindrome del tunnel carpale basata solo suisintomi risultata del 23% (RR=8.3 confrontando i lavo-ratori ad alto rischio con gli altri); valutando separatamen-te i gruppi ad alto, moderato e basso rischio le prevalenzesono risultate rispettivamente del 63%, 10% e 0%. La pre-valenza relativa alle alterazioni di conduzione risultatapari al 16% nel totale e al 33%, 7% e 0% se divisa neigruppi ad alto, moderato e basso rischio; il numero di annilavorati come cassiere risultato un fattore predittivo peril rallentamento della conduzione del nervo.

    In Italia nel 1996 sono stati pubblicati i risultati diunindagine trasversale che ha coinvolto 100 cassiere (etmedia 29.5 anni) che utilizzavano un sistema dotato discanner. Il 74% delle lavoratrici presentava disturbi a cari-co degli arti superiori prevalentemente localizzati allespalle e ai polsi, di queste il 20% sintomi indicativi di sin-drome del tunnel carpale. (12).

    Materiali e metodi

    Su un totale di 206 addetti alle casse di due grandi iper-mercati sono stati indagati 131 soggetti, 127 femmine (etmedia 34.9 7.3 DS) e 4 maschi, questi ultimi esclusi inseguito dallelaborazione dei dati. Lo studio, svolto pressolambulatorio aziendale, stato condotto in cieco, ciole fasi di valutazione del rischio, lindagine clinica e quel-la strumentale sono state svolte da operatori diversi.

    stato selezionato un gruppo di controllo composto da245 insegnanti delle scuole materne appaiate per sesso edet (et media 34.9 7.5 DS). Per et superiori a 45 anni ilnumero di soggetti appartenenti al gruppo di controllo erasignificativamente superiore rispetto al gruppo di studio,pertanto dal gruppo di controllo sono stati estratti in modorandomizzato 2 soggetti appaiati per et per ogni soggettodel gruppo di studio.

    Per lanalisi statistica dei dati, eseguita mediante il pro-gramma Stata 7.0, relativamente al confronto fra propor-zioni, stato utilizzato il test del chi-quadrato o laddovenecessario il test esatto di Fisher, mentre per quel che ri-guarda il confronto tra medie stato utilizzato il test del-lanalisi della varianza.

    QuestionarioI soggetti, previa sottoscrizione di un consenso infor-

    mato, sono stati sottoposti ad un colloquio clinico con lo-biettivo di raccogliere dati anagrafici, dati volti ad inda-gare il carico di lavoro in ambito familiare, dati antropo-

    metrici, lanamnesi lavorativa attuale e pregressa, dati re-lativi alle abitudini di vita (fumo, alcool, sport, hobby),lanamnesi riproduttiva, la familiarit relativa alla STC,lanamnesi personale riguardo ad eve