Memorie Apostoliche di Memorie Apostoliche di Abdia MEMORIE APOSTOLICHE DI ABDIA - PRIMO VESCOVO DI

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  • Memorie Apostoliche di Abdia

    MEMORIE APOSTOLICHE DI ABDIA - PRIMO VESCOVO DI BABILONIA

    LIBRO I

    La splendida attività del Beato Pietro, primo degli apostoli

    [1] Dopo che il Signore si era fatto carne nella natività, e lo stesso Signore Gesù Cristo, vera luce del mondo, aveva mostrato la sua luce alle tenebre del mondo, mentre se ne camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone detto Pietro, e Andrea suo fratello, che lanciavano il giacchio in mare; erano infatti pescatori. Disse loro: "Seguitemi e vi renderò pescatori di uomini". E quelli subito, lasciate le reti, lo seguirono.

    Arrivato nei dintorni di Cesarea di Filippo, interrogò i suoi discepoli: "Chi dice la gente che sia il Figlio dell'uomo?". Essi risposero: "Alcuni dicono: è Giovanni il Battezzatore, altri Elia, altri Geremia o uno dei profeti". Rispose allora Simone Pietro senza esitazione e con fermezza: "Tu sei il Messia, il Figlio del Dio vivente".

    E Gesù a lui: "Beato sei tu, Simone bar-Jona, perché non la carne e il sangue te l'hanno rivelato ma il Padre mio che è nei cieli. Ebbene, io dico a te: tu sei Pietro e su questa pietra io edificherò la mia Chiesa, e le porte dell'Ade non prevarranno contro di essa; ti darò le chiavi del regno dei cieli, e ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli".

    In quello stesso periodo il Cristo, presi con sè Pietro, Giovanni e Giacomo, tre dei discepoli più cari, andò secondo il suo solito su un monte a pregare. Appena i discepoli lo videro elevarsi un po' più in alto e circondato dalla luce del sole tra Mosè ed Elia, "Signore - disse Pietro - questo è un ottimo luogo per starci; e così, se sei d'accordo, faremo tre tende: una per te, una per Elia e una per Mosè" Gesù però non rispose nulla: li esortò invece ad alzarsi e a deporre il timore; e proseguì il suo discorso sulla passione.

    Prima delle festività pasquali, quando erano ormai imminenti, Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che egli era venuto da Dio e a Dio ritornava, si levò da mensa e depose le vesti; prese un panno, se ne cinse, quindi versò dell'acqua nel catino e prese a lavare i piedi dei suoi discepoli e ad asciugarli col panno. Giunto a Simone Pietro, Pietro gli dice: "Signore, tu i piedi non me li laverai". Gli risponde Gesù: "Ciò che sto facendo tu ora non lo comprendi, lo comprenderai però dopo". Allora Pietro: "Tu i piedi non me li laverai mai!". Gesù gli rispose: "Se non ti laverò, non avrai parte con me". Al che Pietro: "Non soltanto i piedi, ma anche il mio capo e le mie mani". Gesù, in occasione di quelle parole, rispose: "Chi ha fatto un bagno non ha più bisogno di essere lavato ancora, ma è del tutto mondo".

    Questi avvenimenti riguardanti Pietro risalgono a prima della risurrezione.

    [2] Quindi il Signore Gesù, dopo che fu risorto, disse a Pietro: "Simone di Giovanni, mi ami?". "Certo, Signore - rispose Pietro - tu lo sai che ti amo". Allora rispose Cristo: "Pasci i miei agnelli"; e soggiunse: "Simone di Giovanni, mi ami?". Gli rispose Pietro: "Lo sai che ti voglio bene". "Pasci allora le mie pecore", rispose Gesù. E per la terza volta rivolto a Pietro: "Simone di Giovanni, mi ami?". Udito questo, Pietro si rattristò perché gli aveva chiesto per la terza volta: "Mi ami?" e rispose: "Signore, tu lo sai che ti amo!". E Gesù: "Pasci allora le mie pecore. In verità ti dico: quando eri più giovane ti cingevi e andavi dove volevi, ma quando sarai vecchio stenderai le braccia e un altro ti cingerà e ti condurrà dove tu non vorrai!". Disse questo per indicare con quale genere di morte doveva glorificare Dio.

    Questi fatti risalgono al tempo in cui il Salvatore, dopo essere risorto, era apparso sulla spiaggia del mare di Tiberiade ai discepoli che stavano pescando e aveva chiesto loro se

  • avessero preso qualche pesce. Ma essi, che da lontano non avevano riconosciuto il Signore, assicuravano di no. All'udire questo, Gesù ordinò di gettare la rete a destra della barca. Quando essi l'ebbero fatto e Pietro si fu tuffato in mare, tirarono su una rete piena di pesci. Stupefatti da quel miracolo, cominciarono a riconoscere il Signore, e guadagnata la riva trovarono vicino a lui del pesce sopra la brace e del pane. Dopo che ebbero contati ben cento e cinquanta pesci, il Cristo invitò i discepoli a sedere e a mangiare pane e pesce con lui.

    Questi fatti di Pietro, degni di essere ricordati, avvennero quando ancora Egli era sulla terra dopo la risurrezione.

    [3] Dopo che il Signore Gesù fu assunto in cielo, Pietro e Giovanni stavano salendo al tempio verso l'ora nona per la preghiera. Ed ecco che veniva portato un uomo nato storpio, che usavano collocare ogni giorno alla porta del tempio chiamata "Bella" perché chiedesse l'elemosina a quanti vi entravano. Costui, visti Pietro e Giovanni che stavano entrando, chiese loro l'elemosina. Pietro con Giovanni lo fissò e disse: "Guarda verso di noi". L'uomo li guardava attento, con la speranza di riceverne qualcosa. Allora Pietro: "Non ho argento e oro, ma quel che possiedo te lo do: in nome di Gesù Cristo, il Nazareno, alzati e cammina!". E, presolo per la destra, fece l'atto di rialzarlo. All'istante piedi e caviglie presero vigore, ed egli con un balzo fu in piedi e camminò. Entrò poi con loro nel tempio e si mise a testimoniare pubblicamente il fatto e a esaltare il Signore. Come età aveva superato i quarant'anni.

    Frattanto il numero di coloro che abbracciavano la fede, una moltitudine di uomini e di donne, cresceva sempre più, e si arrivò al punto di portar fuori nelle piazze gli ammalati e di deporli sui rispettivi lettini e barelle lungo le vie pubbliche su cui avevano saputo che gli apostoli sarebbero arrivati. Molti ancora dalle città vicine raggiungevano Gerusalemme portando uomini infermi e tormentati da potenze maligne, e Pietro li guariva tutti

    Intanto corse voce a Gerusalemme che la Samaria aveva accolto il vangelo e gli apostoli vi inviarono Pietro e Giovanni. Essi, giunti colà, recitarono per loro un'orazione perché ricevessero lo Spirito santo. Su nessuno di loro infatti era disceso ancora, ma erano stati soltanto battezzati nel nome di Gesù. Allora gli apostoli imposero loro le mani, e così anche i Samaritani ricevettero lo Spirito santo.

    Un certo Simone, detto il Mago, quando vide che con l'imposizione delle mani degli apostoli veniva dato lo Spirito santo, offrì loro del denaro dicendo: "Fornite anche a me questo potere di conferire lo Spirito santo a chiunque imporrò le mani". Pietro gli rispose: "Alla malora tu e il tuo denaro, perché hai creduto di ottenere il dono di Dio con l'oro. Tu non parteciperai mai a ciò che hai chiesto. Questo perché il tuo cuore non è retto davanti a Dio. Pentiti, quindi, ravvediti da questa tua nefandezza e chiedi a Dio, se possibile, di perdonare il tuo desiderio, perché è iniquo. Io infatti ti vedo schiavo di una passione perniciosa". Simone rispose: "Pregate voi per me il Signore che nulla mi accada di quanto mi avete detto". Essi pertanto, dopo aver testimoniato ed esposto il vangelo di Gesù, rientrarono a Gerusalemme, evangelizzando molte zone della Samaria.

    [4] Avvenne allora che Pietro, toccando molte città e villaggi, scese presso i cristiani residenti a Lidda. Là trovò un paralitico chiamato Enea, che giaceva da otto anni in un letto, e gli disse: "Enea, alzati, il Signore nostro Gesù Cristo ti ha guarito". E subito quegli si alzò e si rifece il letto. Lo videro tutti gli abitanti di Lidda e del Saron e si convertirono al Signore.

    Durante questi avvenimenti occorse il fatto di una cristiana di nome Tabita, che significa "gazzella". Costei si dava alle opere buone e alle elemosine che elargiva di continuo. Un giorno cadde ammalata e morì. I parenti paterni, dopo averla lavata, la deposero nella sala superiore. E siccome Lidda era vicina a Joppe, inviarono due uomini da Pietro per invitarlo a venire da loro immediatamente. Pietro, ricevuta la notizia, si mise in cammino e giunse con loro a Joppe. Appena arrivato, lo fecero salire alla sala superiore e venne attorniato da tutte le vedove in lacrime che gli mostravano tuniche e mantelli che aveva loro confezionato Gazzella.

  • Pietro, commosso dal pianto di costoro, dopo aver fatto uscire tutti i parenti, alzò occhi e mani al cielo, e inginocchiatosi, si mise a pregare. Rivolto al cadavere, disse: "Tabita, alzati!". Quella aprì gli occhi e, visto Pietro, si levò a sedere. Pietro allora le porse la mano, la fece alzare e, chiamati i cristiani e le vedove, la presentò loro viva. Il fatto si riseppe in tutta Joppe e molti credettero nel Signore.

    [5] In quello stesso periodo il re Erode prese a maltrattare alcuni membri della Chiesa; vedendo che la cosa era gradita agli Ebrei, arrestò anche Pietro. Si era nei giorni degli Azzimi.

    Presolo, lo mise in carcere, affidandolo alla custodia di quattro plotoni di soldati, con l'intento di fargli il processo dopo la Pasqua. Pietro era rinchiuso in carcere, ma la Chiesa innalzava continuamente preghiere per lui al Signore. Quando Erode fu sul punto di portarlo in giudizio, quella stessa notte Pietro era addormentato tra due soldati, legato con due catene. I carcerieri montavano la guardia davanti alla porta. Quand'ecco un angelo del Signore apparve e una luce brillò nella cella; toccato Pietro sul fianco, il Signore lo svegliò: "Alzati in fretta"; le catene gli caddero dai polsi, e l'angelo gli disse: "Mettiti la cintura e i sandali"; Pietro ubbidì. Disse ancora: "Indossa il mantello e seguimi". Pietro, seguendolo, uscì; ma non riusciva a capaci