Click here to load reader

Ancora n 14

  • View
    218

  • Download
    0

Embed Size (px)

DESCRIPTION

 

Text of Ancora n 14

  • ANNO XXXII N 14 - 19 Aprile 2015 1.00

    SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI SAN BENEDETTO DEL TRONTO - RIPATRANSONE - MONTALTO

    Abbonamento annuo ordinario 30,00 - sostenitore 50,00 - Taxe parcue - Tassa riscossa Ufficio di AP - SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE - DL 353/2003 (conv.in L.27/02/2004 n.46) art.1 comma 1 commerciale business Ascoli Piceno

    Norme di sicurezza per leccezionale Ostensione

    della sacra Sindone

    A pag. 2

    SETTIMANA EUCARISTICA

    72a

    SETTIEUCARIIA

    M

    AISTTICA

    NAM

    A pag. 3

    Vita consacrata a Force

    LA SOLITUDINE DIPAPA FRANCESCO

    E LA PERSECUZIONE DEI CRISTIANI

    Ho appena letto un articolo interessante diLucia Annunziata sullHuffington Post dal si-gnificativo titolo: La solitudine di France-sco, il silenzio della sinistra sui cristiani. Lagiornalista, atea dichiarata, mostra la sua tri-stezza e meraviglia nellassistere al silenziodellopinione pubblica ed in particolare dellaSinistra con la S maiuscola come la de-scrive lei, di fronte al pi terribile dei criminiperpetrati oggi contro i pi deboli, la stragedei cristiani a cui stiamo assistendo inermi intante parti del mondo. Le sue osservazioni misembrano molto opportune soprattutto se ri-pensiamo al forte eco che le stragi di CharlieHebdo in Francia e poi del Museo del Bardoin Tunisia hanno suscitato nellopinione pub-blica occidentale.

    Eppure quotidianamente si perpetrano neiconfronti dei cristiani tanti crimini orrendied esecuzioni anche di massa (come la re-cente strage di Garissa in Kenia con lucci-sione di 148 studenti cristiani da parte dellemilizie islamiche) e lopinione pubblica oc-cidentale sembra tacere. Come mai avvienetutto questo? E purtroppo ancora vero oggiche lAfrica (tranne le regioni sahariane)non fa notizia e le tante guerre locali non ar-rivano quasi mai sui nostri giornali e sui no-stri mezzi di comunicazione. Ma anche veropurtroppo che il silenzio dei responsabilidelle Nazioni Occidentali rispetto a quantoavviene in diverse parti del mondo assor-dante; dettato da logiche politiche, dallapaura che la difesa dei cristiani possa accen-dere altre micce nel duro scontro di civilt acui spesso assistiamo e fomentare i tanti raz-zismi che anche nel nostro paese emergonocontro le altre religioni. Eppure non si do-vrebbe avere paura di dire la verit e di di-fendere i diritti dei pi deboli edemarginati (e questo a prescindere dallarazza e dalla religione professata) in tutte lesituazioni dove essi sono calpestati ed umi-liati. In questo senso papa Francesco rima-sta spesso lunica voce a difendere i pideboli, siano essi i tanti immigrati che fug-gono da guerre e miserie, i cristiani martiri dioggi, i giovani senza futuro delle nostre me-tropoli.

    SOSTENIAMO LUNIVERSIT.SOSTENIAMO LITALIA CHE VERR.

    WWW.UNICATT.IT

    WWW.GIORNATAUNIVERSITACATTOLICA.IT

    ENTE FONDATORE

    DELLUNIVERSITA` CATTOLICA DEL SACRO CUORE

    ISTITUTO TONIOLO19/04/2015 NOVANTUNESIMA GIORNATA PER LUNIVERSIT CATTOLICA

    Chi sostiene lUniversit sostiene la speranza in un futuro migliore per lItalia.Oltre ad aiutare il nostro Paese, questanno il tuo contributo ci permetter di essere presenti

    nelle situazioni demergenza internazionali con borse di studio per giovani cristiani del Medio Oriente. Partecipa anche tu ai nostri progetti con un versamento intestato allIstituto Toniolo.

    IBAN IT 89 I 03440 01600 000002672200 c/c postale n713206

    EDITORIALE

    segue a pag. 2

    A pag. 3

    A pag. 5

    Madre Cecilia superiora delMonastero di Santa Caterinada Siena

    A pag. 8

    A Montelparo il Presepe Pasquale

    A pag. 9

    Un Anno Santo Straordinario, perch questo iltempo della misericordia. Non il tempo per ladistrazione, ma per rimanere vigili e risvegliare innoi la capacit di guardare allessenziale. Nel-lomelia dei primi vespri, recitati subito dopo laconsegna e la lettura della Bolla MisericordiaeVultus di indizione del Giubileo straordinariodella Misericordia, davanti alla Porta Santa dellabasilica di san Pietro il primo Papa latinoamericanodella storia ha riassunto cos il senso del primo Giu-bileo, in oltre sette secoli, legato a questo tema. Elo ha fatto proprio alla vigilia della domenica dopoPasqua, giorno in cui il suo predecessore, san Gio-vanni Paolo II, ha istituito la festa della Divina Mi-sericordia. Misericordiosi come il Padre, il mottodel Giubileo, in sintonia con il motto scelto daPapa Francesco per il suo pontificato: Miserandoatque eligendo. Nelle nostre parrocchie, nelle co-munit, nelle associazioni e nei movimenti, dovun-que vi sono dei cristiani, chiunque deve potertrovare unoasi di misericordia, si legge nellaBolla, perch senza perdono la vita un desertodesolato. Come desidero che gli anni a veniresiano intrisi di misericordia per andare incontro ad

    ogni persona portando la bont e la tenerezza diDio!, lauspicio di Francesco che si proietta gioltre il Giubileo, che inizier l8 dicembre 2015,solennit dellImmacolata e 50 anniversario dellachiusura del Concilio, per concludersi il 20 novem-bre 2016, festa di Cristo Re. Durante lAnno Santo,ogni chiesa locale avr la sua Porta della Miseri-cordia, come Francesco ha ribattezzato la PortaSanta della basilica vaticana. In Quaresima, unatask force di missionari della misericordia, per-ch a tutti, credenti e lontani, possa giungere il bal-samo della misericordia. Forse per tanto tempoabbiamo dimenticato di indicare e di vivere la viadella misericordia, sottolinea il Papa, che chiedealla Chiesa di non giudicare e non condannare e diriscoprire le opere di misericordia corporale e spi-

    rituale. Al centro della Bolla papale, la consegna dispezzare la barriera di indifferenza, curando leferite e aprendo il cuore alle periferie esistenziali,e un forte appello ai criminali e ai corrotti: Vichiedo di cambiare vita. Lasciamoci sorprendereda Dio, linvito finale, perch il grande fiume dellamisericordia sgorga e scorre senza sosta, non potrmai esaurirsi. Neanche con i milioni di pellegriniche tra otto mesi varcheranno, a Roma e nelmondo, le Porte della Misericordia.Tempo favorevole per la Chiesa. Ci sono mo-menti nei quali in modo ancora pi forte siamochiamati a tenere fisso lo sguardo sulla misericordiaper diventare noi stessi segno efficace dellagire delPadre. per questo che ho indetto un GiubileoStraordinario della Misericordia come tempo favo-revole per la Chiesa, perch renda pi forte ed effi-cace la testimonianza dei credenti. Dopolapertura della Porta Santa della basilica vaticana,la domenica successiva, la Terza di Avvento, siaprir la Porta Santa nella Cattedrale di Roma, laBasilica di San Giovanni in Laterano. Successiva-mente, si aprir la Porta Santa nelle altre BasilichePapali. Nella stessa domenica - si legge nella Bolla

    - stabilisco che in ogni Chiesa particolare, nellaCattedrale che la Chiesa Madre per tutti i fedeli,oppure nella Concattedrale o in una chiesa di spe-ciale significato, si apra per tutto lAnno Santo unauguale Porta della Misericordia. A scelta dellOr-dinario, essa potr essere aperta anche nei Santuari,mete di tanti pellegrini, che in questi luoghi sacrispesso sono toccati nel cuore dalla grazia e trovanola via della conversione. La scelta dell8 dicembre,spiega il Papa citando san Giovanni XXIII e ilbeato Paolo VI, dovuta al fatto che la Chiesasente il bisogno di mantenere vivo il Concilio.No e indifferenza, abitudinariet e cinismo.

    BOLLA DEL GIUBILEO

    Il volto della misericordiaUna Porta Santa in ogni Chiesa localePapa Francesco ha ufficialmente indetto lAnno Santo straordinario che inizier l8 dicembre:"Non il tempo per la distrazione, ma per rimanere vigili e risvegliare in noi la capacit diguardare allessenziale". Annunciata una task force di "missionari della misericordia". Lappello ai criminali e ai corrotti: "Vi chiedo di cambiare vita"

    M. Michela Nicolais

    segue a pag. 2

  • Anno XXXII

    19 Aprile 20152

    PAG

    Continua dalla prima pagina Continua dalla prima pagina

    Parola del SignoreTERZA DI PASQUA - ANNO B

    RISPLENDA SU DI NOI, SIGNORE, LA LUCE DEL TUO VOLTO

    Dal VANGELO secondo LUCA

    Di ritorno da Emmaus , i due discepoli riferirono ci che era accaduto lungo la via e comeavevano riconosciuto Ges nello spezzare il pane. Mentre essi parlavano di queste cose,Ges in persona apparve in mezzo a loro e disse: "Pace a voi!" (LUCA 24,35-48)

    Ges mostr loro le mani e i piedi il gesto del Signore, sottolinea la continuit tra il Ges delcalvario e il Cristo della resurrezione, egli mostra le sue piaghe per indicare che la resurrezionenon abolisce, non cancella la Passione, certamente la supera, la trasfigura, ma non la cancella. Isegni dellamore di Ges per luomo, rimangono, cos come rimane il suo amore. Egli vuolemostrare che il suo amore per noi non viene mai meno. Questo aspetto pu anche essere un altro insegnamento per noi, la fede nel Cristo risorto, noncancella le prove, i dolori della vita, ma, nella fede, anche noi possiamo trasfigurarli; possiamobruciarli nel fuoco dellamore del Signore risorto.Altra dimostrazione che Ges ci d del suo amore, la grande pazienza che dimostra ai suoi di-scepoli un po duri di comprendonio: apr loro la mente all'intelligenza delle Scritture , ancorauna volta si mette al loro fianco e spiega e ripete, come aveva gi fatto con i discepoli di Emmaus.Questo amore, questa pazienza egli la mostra SEMPRE ai suoi discepoli ieri e oggi, quante volte

    ci si mette a fianco, ci parla, ci spiega e noi non sentiamo,non capiamo, o facciamo finta di essere sordi ai suoi ri-chiami, ai suoi insegnamenti.Quante volte diciamo a noi stessi: si, per secondo me; op-pure: si ma cos fanno tutti e io che sono stupido ? ancora: si, ma questo giustificato. Quante volte gli volgiamo le spalle, e Lui sempre l, sem-pre presente a richiamarci, a sollecitarci, a invitarci.Quante volte cerchiamo di allontana