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2011-2012 Club Alpino Italiano ALTA VALLE BREMBANA Sezione di Piazza Brembana ANNUARIO

Annuario 2011 2012

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  • 20 1 1 - 20 1 2

    Club Alpino Italiano

    A L T A V A L L E B R E M B A N ASezione di Piazza Brembana

    ANNUARIO

  • In copertina:Monte AreraQuadro a olio di Eletta Bacuzzi

  • Club Alpino Italiano

    A L T A V A L L E B R E M B A N ASezione di Piazza Brembana

    [email protected]

    ANNUARIO 2011-2012

  • Provincia di BergamoComunit MontanaVALLE BREMBANA

  • ANNUARIO 2011-2012

    PAG. 25

    PAG. 14

    PAG. 46

    PAG. 74

    PAG. 95

    PAG. 136

    VITA DI SEZIONE

    ENZO

    VITA DI MONTAGNA

    RIFLESSIONI - CULTURA

    ESCURSIONI - ALPINISMO

    SPORT DI MONTAGNA

  • Cari soci,

    non mi facile scrivere dopo la scomparsa dellamico Enzo, pi volte

    presidente della nostra sezione, che ci ha lasciato nel pieno delle proprie

    forze e della propria volont di impegnarsi di nuovo e sempre pi

    allinterno del suo CAI, quella sezione che egli stesso ha contribuito a

    creare, far crescere e diventare un punto di riferimento per il mondo

    della montagna brembano e bergamasco.

    Ripartire difficile ma il nostro animo, lanimo dei gogs, forte, determinato, pieno di vitalit e di

    voglia di fare lo stesso sentire che spontaneamente ci impegna a proseguire sulla scia di Enzo.

    Le parole chiave sono condivisione, passione, amicizia e comunione dintenti, le diverse anime del

    CAI devono viaggiare insieme e trovare sintesi nel nostro comune essere montanari, nel pensare alla

    montagna come un universo da vivere a pieno: dallalpinismo alle gite senior, dai nuovi sport che

    stanno prendendo piede alle serate culturali e divulgative, dalle feste allescursionismo giovanile,

    senza dimenticare la Scuola Orobica e il Soccorso Alpino, fondamentali presdi di competenza e

    generosit.

    Mille vie da scalare sono di fronte a noi, ognuna bella e complessa; per intraprenderle serve prima

    di tutto un gran lavoro di cordata dove fiducia, convinzione e consapevolezza dei propri mezzi sono

    fondamentali. Per questo il mio invito ai soci di partecipare attivamente alla vita di sezione, il CAI

    non unentit astratta, unistituzione o un circolo, ma un insieme di persone che contribuiscono

    attivamente allo sviluppo, promozione e salvaguardia del nostro territorio.

    La nostra sezione pu e deve contribuire, insieme alle altre realt valligiane, allo scatto dorgoglio di

    un intero territorio, la nostra splendida Valle Brembana, che troppo spesso non crede fino in fondo

    nelle proprie potenzialit e nel proprio valore.

    Con lorgoglio, la grinta e lottimismo della ragione, con la competenza del consiglio e con la generosit

    dei soci possiamo far s che Enzo, anche da lass, sia orgoglioso della propria sezione.

    Andrea Carminati

  • ORGANIGRAMMA

    Presidente: Carminati AndreaVice-Presidenti: Rossi Dino e Milesi DavideConsiglieri: Begnis Paolo, Busi Luciano, Cattaneo Stefano, Farese Mario,

    Fois Gianmario, Galbiati Decio, Lego Lorenzo, Regazzoni Stefano, Rodeghiero Elisa, Rossi Dino, Rota Marilena, Speziali Ferdinando, Tarenghi Antonio

    Revisori dei conti: Gasparini Luca, Gianati Ivan, Salvini GiuseppeSegreteria: Facchinetti GregorioTesoriere: Rota MarilenaTesseramento: Busi Luciano, Galbiati Decio, Farina HermesResponsabile sede e biblioteca: Busi LucianoResponsabile tecnologie informatiche: Fois GianmarioDirettore Scuola Orobica: Ghisalberti AlessandroResponsabile Squadra Soccorso Alpino: Patera FilippoDelegati Nazionali: Cattaneo Stefano e Salvini Giuseppe

    COMMISSIONI

    Rifugio Cesare Benigni: Regazzoni Stefano (responsabile), Cattaneo Stefano, Fois Gianmario, Papini Sergio, Pedretti Alberto, Pedretti Marco, Rodeghiero Elisa

    Alpinismo-Scialpinismo: Begnis Paolo (responsabile), Caccia Marco, Giupponi Domenico, Milesi Fabrizio, Milesi Manuele, Piazzalunga Mattia

    Alpinismo Giovanile: Cattaneo Stefano (responsabile), Rho DavideSentieri: Salvini Giuseppe (responsabile), Busi Luciano, Donati Ettore,

    Galbiati Decio, Milesi Davide, Pedretti Luca, Pizzamiglio Angelo, Regazzoni Nazzareno, Rossi Dino, Rossi Primo

    Escursionismo: Rossi Dino (responsabile), Busi Luciano, Cattaneo Stefano, Pizzamiglio Angelo

    Seniores: Galbiati Decio (responsabile), Moscheni GiancarloCultura (TAM): Tarenghi Antonio (responsabile), Galizzi Flavio,Gervasoni Piero,

    Torriani Stefano, Zani GianniAnnuario: Carminati Andrea (responsabile), Galizzi Flavio, Giupponi Alberto,

    Lego Lorenzo, Tarenghi Antonio, Torriani StefanoCommissione Legale: Terzi Nicola (responsabile), Monni Sebastiana

  • SOCI 2011

    Soci VenticinquennaliSalvi AntonelloPaleni SilvioCattaneo Dario

    Soci OrdinariAlgeri GiovanniAmbrosioni FrancoAmbrosioni AndreaAmbrosioni MatteoAmbrosioni Norma CaterinaAmbrosioni TizianoArioli PaoloArizzi DaniloArizzi EnricoArizzi ErnestoArizzi FrancescoArrigoni GrazianoAstori AlbertoAstori CesareAstori GiovanniAvogadro GianfrancoBadini Ivan TullioBaggi MarioBagini ClaudioBagini RobertoBagini ValentinoBalestra MassimoBalicco ClaudioBalicco Filippo

    Bana AngeloBaroni GiovanniBaroni GiuseppeBaschenis ManuelBazzoni EnricoBeghini AlessandroBegnis AndreaBegnis EttoreBegnis IvanBegnis LorenzoBegnis PaoloBelotti Maria ClaudiaBelotti EmilioBelotti Paolo GiosueBeltramelli GiuseppeBenigni LucaBergamaschi MarioBerlendis StefanoBianchi AdrianaBianchi GianalbertoBianchi PrimoBianchini VittorioBonaccorsi GianfrancoBonaiti MariacristinaBonaldi GaetanoBonetti GianantonioBonetti LorenzoBonetti StefanoBonomo MicheleBonzi Daniele

    Bonzi JolandaBonzi SergioBonzi VittorioBordogna GiuseppeBorsotti GianbattistaBosatelli PierangeloBosio PaoloBottani GiancarloBrevi LucianoBulanti StefanoBusi GiovanbattistaBusi LorenzoBusi Luciano(Piazza B.Na)Busi PietroBuzzoni IvanCadonati LucaCaiani DanieleCaimi DarioCaldarola MaurizioCalderone Zamboni GiannaCalegari AdrianoCalegari DomenicoCalegari GiuseppeCalegari MarcelloCalvi DiegoCalvi GiancarloCalvi AmbrogioCalvi MonicaCapelli FrancescoCapelli Roberto

  • Capelli TarcisioCarletti AlessioCarletti AndreinaCarletti CarmenCarletti LivioCarletti OscarCarletti RomanoCarminati AndreaCarminati ClaudioCarminati GiovanniCarrara AngeloCasari ClaudioCattaneo ChiaraCattaneo DanieleCattaneo DaniloCattaneo DarioCattaneo StefanoCatullo StefanoCavadini MarcoCavagna CristianCavagna FiorenzoCavagna MauroCazzaniga MirellaColleoni WalterCornali GiuseppinaCornolti FrancescaCortinovis RoccoCortinovis SergioCrescini FerdinandoDaina PatrizioDalle Fabriche TarcisioDamiani LoredanaDanelli MarcoDentella ItaloDentella PaoloDonati GianbattistaDonati SergioEgman Alessandra

    Egman MarioEgman MonicaEnea Spilimbergo LuigiFacchinetti GregorioFantini EmanueleFantini OsvaldoFarese MarioFarina ElenaFarina FaustoFarina HermesFiameni CarloFois GianmarioFracassetti GiovanniFurlani LucaFustinoni DarioGabanelli GiulioGalbiati DecioGalbiati FabrizioGalizzi BernardoGalizzi EliseoGalizzi EttoreGalizzi FlavioGalizzi GiacomoGalizzi Mose MauroGalizzi PieroGamba ClaudioGamba GiovanniGamba SergioGambardella DavideGambarelli MarinoGarcia LaiaGarzia BrunoGasparini GianlucaGavazzi PietroGeneletti MarcoGeneletti Maria ClaraGentili GiuseppeGervasoni Alberto

    Gervasoni DuilioGervasoni ElioGervasoni ErnestoGervasoni MarioGervasoni PierantonioGherardi DomenicoGherardi ModestoGhidini FrancescaGhisalberti ElenafrancaGianati AndreaGianati GiordanoGianati IvanGianati PinuccioGiannatempo RobertoGiupponi AlbertoGiupponi CristianGiupponi DomenicoGiupponi Domenico CamerataGiupponi GiuseppeGiupponi PietroGiupponi TeresaGoglio EttoreGozzi GianbattistaGozzi GianluigiGrataroli ClaudioGrion LucaGritti GianfrancoGritti LauraGuidi ValerioGualteroni NicolaGusmini Don GiovanniLava MauroLazzarini MarcoLazzaroni LuigiLazzaroni MarcoLazzaroni StefanoLego LorenzoLocatelli Albino

    8

  • Locatelli ClaudioLocatelli EleonoraLocatelli EliseoLocatelli FrancescaLocatelli GuglielmoMagnati AndreaMagnati RenatoMagrini FabioMainetti LucianoMainetti PietroMalavasi AlessandroMamoli EnricoMancini Luca LivioMangini CaterinaManzoni LucianoManzoni SilvioManzoni UgoMarchesi TizianoMarchionna AttilioMarconi GianfrancoMarenzi ValentinaMaroni GianpieroMarsilli RobertoMartinelli GianfrancoMicheli PierfrancescoMidali BarbaraMidali FeliceMidali GinoMidali PaoloMiglio GiuseppeMigliorini AntonioMigliorini DanieleMigliorini EnzoMigliorini FulvioMigliorini OsvaldoMilesi AdrianoMilesi AldoMilesi Andrea Stefano

    Milesi Anselmo(Olmo)Milesi CostantinoMilesi DanieleMilesi DaniloMilesi DarioMilesi DavideMilesi ErmannoMilesi FabrizioMilesi FrancescoMilesi GaldinoMilesi GeremiaMilesi GiacintoMilesi Giovanni (Ornica)Milesi Giovanni (Botta di Sedrina)Milesi Giovanni (S.G. Bianco)Milesi Giuseppe (Fuipiano)Milesi Giuseppe (Pontevecch)Milesi LucaMilesi ManueleMilesi MarcoMilesi OmarMilesi OsvaldoMilesi PietroMilesi PlinioMilesi RaffaeleMilesi Remo AttilioMilesi SabrinaMilesi StefaniaMolinari FaustoMolinari GianniMolinari GiovanniMolinari ItaloMonaci AlessandroMonaci GiacomoMonaci MaraMonaci StefanoMonachello NicolaMongodi Raffaele

    Monni SebastianaMorali ClaudioMorali GiovanniMoroni GiulianoMosca Pier LuigiMoscheni GiancarloMoser LuigiMostacchetti FabioMusati MarinoMusati RobertoNani GiuseppeNoe ClaudioNoris GianluigiOberti DiegoOberti GiuseppinaOberti PiergiacomoOberti RosannaOldrati MarcoOmacini MirkoOrlandini AmerigoOrlando StefanoPaganini GiorgioPaganoni GuglielmoPaganoni LucaPalazzi RobertaPaleni AndreaPaleni EmilioPaleni ErmannoPaleni GiovanniPaleni PaoloPaleni SilvioPandolfi Renato

    Paninforni EnricoPaninforni GiovanniPaolini DavidePapetti ArmidaPapetti FlavioPapini Sergio

  • Patera FilippoPatti AnnaPedretti AlbertoPedretti EnricoPedretti GiorgioPedretti LucaPedretti MarcoPedretti MauroPedretti VittorioPedrini GiovanniPedroni SantoPellegrinon LucianoPerico DavidePerico GiovanniPerico LuigiPesenti Compagnoni DomenicoPesenti GiancarloPessina DeboraPettazzi StefanoPiantoni TizianoPiccoli MichaelPirletti AngeloPrevitali ClaudioPizzamiglio AndreaPizzamiglio AngeloPlevani ClaudioPlevani RosyPonti BrunoPoli VittorioPreani MartinoPuppin LidiaQuarteroni AmbrogioQuarteroni FerdinandoQuarteroni LucianoQuarteroni RuggeroRaballo Filippo SilvanoRampinelli DaniloRaniolo Maurizio

    Redondi PieroRegazzoni AntonioRegazzoni AthosRegazzoni BeniaminoRegazzoni FrancoRegazzoni GerolamoRegazzoni GiorgioRegazzoni GiuseppeRegazzoni MarcoRegazzoni MauroRegazzoni NadiaRegazzoni NazarenoRegazzoni PaoloRegazzoni PietroRegazzoni RenatoRegazzoni RobertoRegazzoni StefanoRegazzoni Stefano (Valtorta)Regazzoni Stefano (St.Brigida)Revera CristianRevera MiriamRho DavideRho GianluigiRinaldi GianfrancoRini OmarRivellini CorradoRivellini GiovanniRivellini MarcoRodeghiero ElisaRomano MarioRonzoni EmilioRonzoni EnzoRonzoni GiancarloRossi DinoRossi MauroRossi OrazioRossi PaoloRossi Manuele

    Rossi PrimoRota GiorgioRota GiuseppeRota GuglielmoRota MarilenaRota StefanoRotasperti GianfrancoRovelli AldoRovelli BenitoRovelli Ezio (Cusio)Rovelli GilbertoRovelli GiorgioRovelli PierluigiRubini DarioRubini OttavioRubini RomanoRuffinoni Giovanni (P.zza Bremb.)

    Ruffinoni Jessica

    Ruffinoni Marino

    Ruffinoni Michele

    Ruffinoni Roberto

    Ruffoni GraziellaRuggeri Jean PierreRusconi GiovanbattistaSchmid MiriamSalvetti ItaloSalvetti LuciaSalvi AntonelloSalvi Giovanni PietroSalvi GiulioSalvini AntonellaSalvini CarloSalvini EnzoSalvini FerdinandoSalvini FulvioSalvini GiuseppeSalvini LucaSalvini Pietro Vincenzo

  • Santangelo GiorgioSanti SergioScaglia MosecesareScanzi LucianoScanzi RiccardoScaricabarozzi ErmannoScuri EnricoScuri EttoreScuri FabrizioSerrati CorradoSester DarioSignorelli MarioSonzogni Amelio (S.G. Bianco)Sonzogni ErmannoSonzogni PietroSoppelsa StefanoSormani LauraSpeziali GiovanniferdinaSpina VincenzoSpini AdrianoStracchi NicolaStefanoni GiovanniTancredi LucianoTarenghi AntonioTaschini PierangeloTassis EgidioTestori VincenzoTinaglia DiegoTiraboschi AngeloTiraboschi GianpietroTiranini CarloTironi ElioTironi GermanoTondi SilviaTorriani StefanoTraini GaetanoTurchetto StefanoTuveri Marco

    Tuveri MaurizioUsubelli ClaudioValceschini ClaudioValceschini FaustoVanini GianfrancoVitali LucianoVogelaar StefanZampiero FrancoZanetti MaurizioZani Giovanni (P.zza Brembana)Zani Giovanni (S.G. Bianco)Zeloni NataleZorzi MassimoZulian Luca

    Soci FamiliariArizzi LuigiArizzi VeronicaBagini AngelaBana AlessandroBarachetti SoniaBarbantani GabriellaBegnis RossellaBelotti ErsiliaBeltramelli AliceBenintendi DeliaBettinelli WilmaBianchi DariaBoezio AnnamariaBonaiti AnnaritaBonzi PaoloBosatelli DanielBosisio StefaniaBrambilla VincenzoBusi StefaniaCalegari DanieleCalegari IlariaCalegari Silvia

    Calvi AnnaCalvi MarcoCalvi SaraCalvi MonicaCapitanio NadiaCapitoni EnricaCapurso NicolettaCarletti CarmenCarletti GiuseppeCarletti MatteoCarrara ClaudioCassani PatriziaCattaneo BiancaCereda Paola MariaConsonni LucaConsonni SaraDentella MartaDi Giacomo DaliaDi Pilla NadiaDonati GiuliaDonati MarinoDonati MichelaDossi MaddalenaDuzioni RaffaeleEgman AlessandraEssig AnnemarieFagioli OmbrettaFerrari PaolaFustinoni StefanoGalizzi AchilleGalluzzi EdiGarzia ChiaraGeneletti EvaGervasoni OrnellaGhilardini DonatellaGianati FedericoGiupponi NoemiGiupponi Teresa

  • Gonella DavideGrataroli PieraGritti PaolaLazzaroni MarioLazzaroni RiccardoLegrenzi SilviaLicini GiovanniLicini MariaLocatelli FrancescaLocatelli MarcoLocatelli WalterLocatelli SaraMainetti MarioMainetti NicolaManzoni AlessandraMidali AlessioMidali ChiaraMigliorini LucaMilesi AlessandroMilesi BrunoMilesi CristianMilesi FiorellaMilesi MaraMilesi MariasperanzaMilesi MaximilianoMilesi SilviaMolinari SimonaMorali DonatellaMoser GiorgioMostacchetti DiegoOmacini DonatellaPagani DanielaPaganini FrancescoPaganini Giulia MariaPaleni AugustoPapetti GustavoPedretti DanielePesenti Compagnoni Annamaria

    Piccamiglio NadiaPirletti KatiaQuarteroni RaffaellaRegazzoni DavideRegazzoni LauraRho StefanoRiceputi GiulianaRossi AngelaRossi PaoloRota LucianaRovelli LuisaRuffinoni Giovanni (Roncobello)

    Ruffinoni Michele

    Ruffinoni Roberto

    Ruffoni OdetteSalvetti ChiaraSanti FilippoSavio GisellaSeghezzi ChiaraSonzogni DavideSonzogni FabioSonzogni OrnellaSormani Spina MichelaSpina DomenicoSpina VincenzoTimpano AnnaTuveri Simone MattiaZanchi MilenaZanchi RosannaZani FrancescoZanolini Vittoria

    Nuovi SociAmbrosioni AndreaAstori AlbertoAstori CesareBadini Ivan TullioBarbantani Gabriella

    Begnis LorenzoBegnis RossellaBegnis AndreaBonzi PaoloBonzi DanieleBrambilla VincenzoBuzzoni IvanCaimi DarioCaldarola MaurizioCalvi MonicaCapitanio NadiaCarbonari CaterinaCasari ClaudioCasari WilliamCasari LucaCattaneo ChiaraCazzaniga MirellaCornali GiuseppinaGamba GiovanniGeneletti EvaGiupponi AlbertoGiupponi CristianGiupponi NoemiGrion LucaGuerrini GaiaGuidi ValerioGusmini Don GiovanniLocatelli ClaudioLocatelli AlbinoMamoli EnricoMidali PaoloMidali ChiaraMilesi LucaNo ClaudioOmacini MirkoPalazzi RobertaPedretti LucaPedrini Giovanni

  • Perico DavidePesenti GiancarloPiccoli MichaelPonti BrunoPrevitali ClaudioPuppin LidiaRampinelli DaniloRegazzoni PietroRegazzoni LauraRegazzoni NadiaRevera MiriamRinaldi GianfrancoRossi ManuelRota GuglielmoRota StefanoSchmid MiriamScuri EnricoSeghezzi ChiaraSonzogni FabioSozzoni ThomasStracchi NicolaTaschini PierangeloTimpano Anna

    Elenco GiovaniAmbrosioni SimoneBalestra EliaBashenis MattiaBashenis GabrieleBossi GiulioCarbonari CaterinaCarbonari FedericoCarletti CristianCarletti MarcoCarminati DanieleCasari LucaCasari WilliamCavadini Michele

    Daina AlbertoytzhakDuzioni GionataFiameni ElettraFois LucaFois StefaniaGeneletti NicolaGoglio RiccardoGritti SilviaGuerrini GaiaIdilli MartinLicini GabrieleLicini MicheleMainetti SimoneMidali Fatima

    Milesi GiuliaPirinoli AndreaRegazzoni LucaRegazzoni StefanoRivellini GiadaRivellini GiovanniRivellini SaraRubini EricaRubini MariaRusconi NoraSonzogni MicheleSozzoni ThomasTurchetto SimoneWisniowicz Dawid

  • Enzo

  • Enzo

  • Enzo

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  • ANNUARIO 2011-2012 ENZO

    Per ENZO..Quando ci hanno chiesto di dire qualcosa su ENZO abbiamo pensato subito a quello che rappresentava per noi della Scuola Orobica.Per ENZO ognuno di noi era speciale e si ricordava di tutti quelli che negli anni in qualche modo dalla Scuola sono passati.Ma sarebbe molto limitativo ricordarlo solo per questo, Lui era molto di pi.Aveva un entusiasmo contagioso per tute le cose che gli passavano per testa e, credeteci, erano davvero tante. Era impossibile stargli dietro perch aveva sempre un nuovo progetto o una nuova idea. vero, la montagna era la sua grande passione, ma lo era anche la cultura della sua valle, la fotografia, la natura e la musica. Ognuna di queste cose lo entusiasmava e quando ne parlava gli si illuminavano gli occhi.Amava stare con i giovani e non sfigurava di certo. Desiderava far conoscere larrampicata ai pi piccoli, e molte volte ha organizzato nelle scuole o in estate giornate a tema. Inoltre aveva iniziato un progetto per far arrampicare i disabili.ENZO ci lascia una grande eredit di idee e di progetti, sar nostra cura cercare di realizzarli. Lo sappiamo, impossibile portarli avanti tutti perch nessuno riusciva a stare al suo passo ma cerchiamo di collaborare tutti insieme, perch quello che ENZOha sempre cercato di fare. Lunione fa la forza e forse cos riusciremo a realizzarei suoi sogni.ENZO, per noi sei stato un grande esempio di generosit, di lealt, sensibilit e schiettezza. Vogliamo salutarti dicendoti solo: ci vediamo gioved sera alla scuola!

    I tuoi istruttori dellOrobica

    Caro ENZO,insostituibile Amico e Presidente, conosciuto e stimato per il tuo coinvolgente entusiasmoe passione per la montagna.Sempre solare, dalla forte personalit ed estremamente schietto nel dire le cose.Hai saputo, con il tuo esempio, trasmettere quei Valori di Leale e Autentica Amicizia, che mai scorderemo, e avvicinare, soprattutto i giovani, ad una competente conoscenza della montagna.Non ci sar, per noi, modo migliore di ricordarti nel continuare a portare avanti questi Valori nei quali credevi e per i quali tanto ti sei dato da fare...

    Ciao.... ENZO

    Davide Milesi

  • Olmo al Brembo, 8 febbraio 2012Caro ENZO,

    noi Amici della Montagna sentiamo il triste e profondo bisogno di esprimerTi sincera gratitudine per la Tua intensa vita di uomo libero, giusto e leale, e convinta riconoscenza per il Tuo esempio di Maestro di Montagna infaticabile, audace e generoso con tutti.

    Le Tue numerose attivit di promozione della vita, scuola e gente di montagna sono sempre state evidenziate dalla Tua schietta sensibilit, coraggiosa gratuit e lungimirante volont dedicate a piene mani nel territorio della Tua Alta Valle Brembana e oltre, anche per diffondere valori e finalit di tutto il Club Alpino Italiano e per dare impulsi allUnione Bergamasca del Tuo e nostro Sodalizio.

    Nellimpegnativo ruolo di Presidente della Sezione CAI di Piazza Brembana, di fondatore, Istruttore nazionale e Direttore della Scuola Orobica, hai sempre dimostrato straordinaria dinamicit, consapevole responsabilit e trasparente onest per promuovere lalpinismo e la montagna in ogni dimensione, soprattutto nel regalare le tue migliori energie e qualit per educare i giovani a scalare il futuro.

    Lo spirito di servizio, il rispetto per ogni persona e lumilt verso tutto sono la Tua ricchezza etica e umana seminata in ogni Tua attivit sociale, sportiva e culturale, e Ti rendono uno dei cristalli pi limpidi della nostra famiglia bergamasca del Club Alpino Italiano.

    Attraverso questo passaggio obbligato dellultimo arrivederci per lasciarti andare avanti oltre le montagne, vogliamo e dobbiamo raccogliere il testimone delle mille storie di vita che Tu ENZO ci affidi come prezioso patrimonio dellanimo, accese scintille di pensiero e incancellabili tracce di esperienze per portare avanti tutti insieme il Tuo progetto di praticare lamore e la passione per la montagna, sentimenti puri che rafforzano, legano ed elevano ogni comunit.

    Oggi, tutti uniti, mescoliamo il nostro piccolo dolore nellinfinito dolore dei tuoi cari che vogliamo stringere in un abbraccio silenzioso e solidale la moglie DELIA le figlie NATASHA e JENNIFER; i figli MICHELE e ALBERTO MASSIMO; i fratelli DINO, ADRIANO e PIERANGELO; gli Amici del CAI di Piazza Brembana e della Scuola Orobica.

    Caro ENZO,ancora grazie perch dopo questo inesorabile e commosso arrivederci, siamo sicuri, ci guiderai per sempre con la Tua forte voce del cuore nel nostro cammino quotidiano come impareggiabile Compagno di cordata, saggio Ambasciatore della Montagna e splendido Amico per la vita.

    Ciao ENZO !Paolo e i tuoi Amici

    20

  • ANNUARIO 2011-2012 ENZO

    ENZO E LANNUARIO

    LAnnuario del CAI Alta Valle ha appena compiuto 15 anni. Di questa esperienza editoriale sono stato testimone diretto e comparsa, avendo collaborato fin dal primo numero con la Redazione, in compagnia di Stefano Torriani, con cui ho condiviso limpegno anche nella realizzazione di altri importanti progetti. LAnnuario ormai adulto. Ricco di storia e di storie, di passioni e di entusiasmi, espressione vivace da parte di tutti i collaboratori e i Soci che lo sostengono, allora 500 e oggi pi di 640, diventato un punto di riferimento non solo per i valligiani, ma per il variegato mondo di appassionati della montagna che frequentano e amano la nostra Valle. Alla sua nascita ero compagno di lavoro di Enzo Ronzoni, che mi aveva coinvolto in questo suo progetto, ambizioso, ma necessario secondo lui per dare corpo ad un sodalizio, appunto quello del CAI, che aveva voluto costituirsi in una Sezione autonoma da Bergamo, e aveva quindi bisogno di linfa per crescere e darsi unidentit. Enzo era allora il giovane Presidente del CAI Alta Valle Brembana, e a dargli una mano erano in molti, chi con il semplice entusiasmo, chi fattivamente con limpegno a scrivere nello spirito del CAI, tutti con il loro sostegno morale che Ronzoni, nelleditoriale del primo numero cos sintetizzava: Le alte montagne sono un sentimento; un invito a viverle, farle conoscere, rispettarle, amarle e raccontarle. E lui queste nostre montagne le conosceva e le amava veramente, sopra ogni cosa.A dargli sostegno cera un altro caro amico, coscritto e mio compagno fin dalle elementari, Giampietro Piazzalunga, responsabile del Comitato di Redazione. Entrambi ci hanno lasciato prematuramente, ma il loro entusiasmo continua a rivivere nei giovani che hanno saputo coinvolgere in questo importante progetto, che hanno avviato allalpinismo e ai quali hanno trasmesso una passione responsabile nei confronti della montagna, concretizzatasi poi con la creazione della Scuola Orobica di Alpinismo e Scialpinismo, facendoli partecipi di quellamore per i silenzi e le cime che ancora oggi sono forti e vivi in tutti i Soci della Sezione. Lasciano uneredit importante, che richiede nuovo entusiasmo, e che continuer a vivere finch ci sar ad alimentarla il loro ricordo.

    Caro Enzo,ho preso a prestito le parole pi toccanti del tuo Editoriale del 2000, quando ricordavi con amicizia sincera e con grande affetto lamico comune Giampietro Piazzalunga che ci aveva lasciato, e le ho utilizzate per fartene omaggio, e ricomporle, come un piccolo mazzo di fiori di campo, in un Tanka, un componimento poetico breve in stile giapponese, che ti dedico.

    CIAO ENZO

    Ci accompagna un velo di tristezza manca qualcuno. Una stella alpina nellazzurro del cielo.

    Flavio

  • Caro Enzo,

    hai trovato uno strano modo per riunirci sotto la Corna del Det che ti ha visto muovere i primi passi verticali. Il contrasto era forte, si riusciva a stento a contenere le lacrime; come in una sfilata carnevalesca cerano diversi gruppi colorati che con tristezza e dolore ti hanno accompagnato da casa verso il cimitero. Il soccorso alpino, lAIDO, la Scuola CAI Valseriana, il CAI di Piazza Brembana e la tua Scuola OROBICA, oltre ad amici e conoscenti a cui hai lasciato qualcosa, ti hanno voluto abbracciare per lultima volta.

    Prima, durante e dopo la cerimonia ho osservato come nei momenti di dolore lumano si avvicina allaltro in un modo che raramente si riscontra nella vita di tutti i giorni : carezze, mani sulle spalle, abbracci avvicinano le persone nella condizione emotiva del dolore. Sarebbe bello che ci sbilanciassimo di pi verso il contatto nel piacere e nella gioia, piuttosto che nel dolore. Non facile invertire una tendenza che dura centinaia danni, ma credo che anche dal tuo vissuto possiamo imparare qualcosa. Ho potuto osservare che anche tu, a tuo modo, esprimevi questa voglia di contatto con le tue mani che oltre a cucinare ed arrampicare, usavi sulle spalle di chi incontravi allOROBICA, la tua seconda casa.E proprio nella tua fisicit, nelle tue espressioni verbali cos come nel contatto che avevi nelle tue relazioni, lasciavi trasparire la passione e la voglia ti trasmetterla ad altri. Soprattutto quando si parlava di Montagna ti si accendevano gli occhi e si accendeva un fuoco che hai alimentato negli anni passando anche attraverso dolori e battute darresto.

    Credo anche che fossi disposto a rimetterti in gioco, a provare nuove esperienze; ricordo quando sei venuto alla mie lezioni di Yoga e abbiamo sudato assieme in un ambiente sicuramente inusuale. Eri entusiasta della pratica e mi incoraggiasti a fare ci che sentivo pi giusto per me in quel momento. Mi piacerebbe pensare che il vuoto che hai lasciato nei nostri cuori lasciasse il posto ad una apertura delle persone; dovremmo non solo parlare di pi, ma incontrarci, invece di scontrarci, nel rispetto della persona che abbiamo davanti, indipendentemente da ci che dice.

    Spesso si ricordano le persone che vengono a mancare con ci che hanno fatto nella loro esistenza e, di solito, si tende a ricordare ci che, nella societ/cultura dove vivono, visto come bene e positivo e a dimenticare ci che sentito come negativo. Io non voglio fare nulla di tutto ci e dir solo che Enzo era un uomo come tanti altri, con i suoi bisogni primari, con i suoi sogni e la sua tristezza, sua rabbia e la gioia di vivere.Enzo per ha reso possibile che tantissima gente si approcciasse alla Montagna, ha dato spazio a chi voleva respirare in un modo diverso e, soprattutto, ha fatto sognare persone di ogni et.

    22

  • ANNUARIO 2011-2012 ENZO

    Non tutti quelli che ha incontrato hanno poi continuato per la strada che proponeva, ma tutti hanno avuto, grazie a lui, la possibilit di vedere una alternativa.

    Queste poche righe non vogliono sostituire la chiacchierata che non abbiamo fatto, ma uno spunto di riflessione per tutti noi che ti abbiamo conosciuto e a cui hai lasciato qualcosa.Per me sei stato un uomo che mi ha accolto nella sua famiglia e mi hai lasciato libero di fare, dandomi indicazioni preziose che non sempre ho saputo apprezzare in quel momento,ma che mi sono servite in seguito per la mia formazione tecnica e umana.

    Ci hai tenuto assieme con il tuo grande abbraccio per pi di ventanni, ci lasci con tanti progettie qualche domanda a cui non sappiamo rispondere. A me lasci lamarezza di non aver conversato in modo sereno, non su progetti o cose da fare, ma sul come si sta e su ci che ancora ci fa vivere e vibrare.Ti lascio con una canzone che penso tu conosca bene...

    Angie - Rolling Stones

    Angie, Angie, quando scompariranno queste nuvole scure?Angie, Angie, dove ci porter il destino?senza un briciolo damore nelle nostre anime e senza un soldo nelle tasche dei nostri cappottitu non puoi dire che siamo soddisfattima Angie, Angie, non puoi dire che non abbiamo mai provato Angie, tu sei bella,ma non il momento di dirsi addioAngie, io continuer ad amarti, ricordando tutte quelle notti in cui abbiamo piantotutti i sogni che tenevamo stretti sembravano finire in fumolasciami sussurrare nelle tue orecchieAngie, Angie, dove ci condurr il destinoAngie, non piangere, tutti i tuoi baci hanno ancora un sapore dolceodio vedere la tristezza nei tuoi occhiMa Angie, Angie, non il momento di dirsi addio, senza un briciolo damore nelle nostre anime e senza un soldonelle tasche dei nostri cappottitu non puoi dire che siamo soddisfattiMa Angie, io ti amo ancora e dovunque io guardi vedo i tuoi occhinon c nessuna donna che si avvicini tanto a tee dai, asciugati gli occhi

    Un grosso abbraccio

    Ivano

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    Valtorta-Campionato_Layout 1 25/05/11 21:28 Pagina 1

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  • ANNUARIO 2011-2012 VITA DI SEZIONE

    C.A.I. Alta Valle Brembana - Sez. di Piazza BrembanaVERBALE DELLASSEMBLEA DEL 14 gennaio 2012

    Oggi, sabato 14 gennaio 2012, alle ore 18, convocata presso la sala polivalente della Bi-blioteca Comunale di Piazza Brembana, Via Roma, lAssemblea Generale Ordinaria dei Soci del C.A.I., sez. di Piazza Brembana, con il seguente O.d.g.:

    1) Nomina del Presidente e del Segretario dellAssemblea 2) Relazione del Consiglio Direttivo in carica 3) Conto Consuntivo 2011 e Bilancio Preventivo 2012 4) Quote associative 2013 5) Varie ed eventuali

    Sono presenti 64 Soci

    1) Nomina del Presidente e del Segretario dellAssemblea.Alle ore 18.10 si d inizio ai lavori. Dopo il saluto ai presenti da parte del Presidente della Sezione sig. Ronzoni Enzo, su proposta dello stesso, per alzata di mano, vengono eletti Pre-sidente dellAssemblea il sig. Gentili Giuseppe, e Segretario il sig. Giupponi Alberto. Prima di passare al secondo punto allO.d.g., vengono consegnati gli attestati di Socio Onorario ai sig.ri Donati Giambattista e Farese Dario, per il lungo e profondo impegno dimostrato allinterno dellAssociazione fin dalla nascita. Vengono poi consegnati i diplomi agli iscritti con venticin-que anni di tesseramento:

    BAGINI ROBERTO Foppolo MILESI BRUNO Olmo al Brembo CALEGARI DANIELE Piazza Brembana SANTI SERGIO Santa Brigida RUBINI ROMANO Piazza Brembana REGAZZONI ROBERTO Olmo al Brembo MILESI GIOVANNI San Giovanni Bianco LAZZARONI STEFANO Santa Brigida GOZZI GIANLUIGI Piazza Brembana CAPELLI TARCISIO San Giovanni Bianco BONZI VITTORIO San Pellegrino Terme BONZI JOLANDA San Pellegrino Terme BIANCHINI VITTORIO Pavia BASCHENIS MANUEL Santa Brigida MILESI ANSELMO Olmo al Brembo

    Il Presidente dellassemblea invita poi a parlare il sig. Paolo Valoti, gi Presidente della Sez. CAI di Bergamo, il quale sottolinea la vicinanza dei Soci della Sez. di Bergamo agli amici dellAlta Valle Brembana, la necessit di costruire una unione paritetica tra tutte le Sezioni CAI della provincia, nel rispetto delle rispettive autonomie, facendo cordata, limportanza dei rapporti con le Istituzioni a tutti i livelli. Viene invitato poi a intervenire il sig. Carlo Saffioti, Consigliere Regionale, che evidenzia le iniziative svolte dal CAI in occasione del 150 dellU-nit dItalia, ricordando anche che nel 2013 ricorre il 150 della fondazione del CAI; accenna

  • allimpegno della Regione Lombardia a sostegno del CAI, a cui vien sempre chiesto il parere sulle leggi riguardanti la Montagna e lAmbiente (rifugi, uso delle motoslitte.).

    2) Relazione del Consiglio Direttivo in caricaIl Presidente dellAssemblea invita i responsabili delle singole Commissioni a relazionare sulle attivit svolte nel 2011 e sui programmi per il 2013.

    - Responsabile Sede, Tesseramento e Biblioteca: relatore Busi Luciano - Commissione Sentieri: relatore Milesi Davide - Salvini Giuseppe (Pepo) - Commissione Alpinismo e Scialpinismo: relatore Begnis Paolo della Scuola Oro-bica - Commissione Alpinismo Giovanile: relatore Cattaneo Stefano - Commissione Escursionismo-Attivit Gite: relatore Rossi Dino - Commissione Seniores: relatore Galbiati Decio - Commissione Cultura-Tutela Ambiente Montano: relatore Tarenghi Antonio - Commissione Annuario: relatore Carminati Andrea - Commissione Legale: relatore Presidente Ronzoni Enzo - Commissione Rifugio Cesare Benigni: relatore Regazzoni Stefano - Attivit Rifugio: relatore rifugista Rodeghiero Elisa - Bivacco Zamboni: relatore Cattaneo Stefano

    Commissione Sede, Tesseramento e BibliotecaResponsabile: Busi Luciano Sede: aperta ufficialmente il venerd dalle ore 21. Questanno ci sono state parecchie

    migliorie: nuovo fax, bacheca (offerta dalla falegnameria Bruno Milesi di Olmo), leggio (offerto dalla falegnameria F.lli Balestra di Lenna), deumidificatore.

    Biblioteca: in fase di catalogazione con laiuto di Chiara Delfanti, responsabile della

    Latteria Sociale di Valtorta

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  • Biblioteca Comunale di Piazza Brembana; i libri della nostra sede entreranno nel circu-ito del sistema Bibliotecario della Provincia di Bergamo.

    Tesseramento: al 31 ottobre 2011, i Soci erano 640 (+26 rispetto al 2010). Ordinari: 468, familiari: 126, giovani sotto i 18 anni: 46.

    Commissione SentieriResponsabili: Milesi Davide e Salvini Giuseppe (Ppo) Milesi Davide fa notare come sia necessario intervenire non solo sui sentieri alti, ma

    anche su quelli di collegamento al basso. Molto buona la collaborazione con le altre Associazioni della valle.

    * Viene allegato lelenco dettagliato degli interventi straordinari e ordinari effettuati nel corso dellanno.

    Commissione Alpinismo e Sci AlpinismoResponsabile: Begnis Paolo, della Scuola Orobica La Scuola Orobica sta crescendo. C limpegno di preparare dei capogita validi per ele-

    vare il livello di sicurezza; servir uno sforzo particolare per lassistenza ai vari gruppi e iniziative: CRE, disabili, feste, fungolandia... Occorre allargare il numero degli Istruttori della Scuola nei vari corsi gi organizzati; c lintenzione di dare il via anche al Corso di Arrampicata libera. Viene ringraziato il Comune di San Pellegrino Terme per la di-sponibilit della Sede. [Intervento del Vice Sindaco di san Pellegrino che, garantendo la continuit dellimpegno dellAmm. Comunale, si congratula per lattivit svolta a difesa dei valori della Montagna].

    Commissione Alpinismo GiovanileResponsabile: Cattaneo Stefano La nostra attivit allinizio; si deve rimarcare che i giovani partecipanti non sono molto

    numerosi. C speciale sollecitudine ad applicarsi per un pi largo coinvolgimento attra-verso la Scuola, le gite e le escursioni accompagnate.

    Commissione EscursionismoAttivit gite: responsabile Rossi Dino Occorre insistere affinch sia garantita sempre maggiore sicurezza nelle gite ed escur-

    sioni; si dar molto rilievo al Corso per Accompagnatori. Il maltempo ha annullato alcu-ne iniziative.

    * Viene allegato lelenco dettagliato delle Escursioni e Gite del 2011.

    Commissione SenioresResponsabile: Galbiati Decio Esprime parecchie soddisfazioni che derivano da questa attivit, e che coinvolgono sia

    le persone di una certa et che le loro famiglie. Ringraziamenti profondi per gli accom-pagnatori della sezione.

    * Viene allegata la relazione dettagliata con lelenco delle gite effettuate.

    Commissione Cultura - Tutela Ambiente MontanoResponsabile: Tarenghi Antonio Si operato attivamente nella ricerca di testimonianze preistoriche nella zona Alpe

    Azzaredo, in collaborazione con la Soprintendenza dei Beni Archeologici della Regione

    ANNUARIO 2011-2012 VITA DI SEZIONE

  • Lombardia e con il CNR, ufficio di Dalmine. Si tratta di una Torbiera con reperti databili intorno a 6/7 mila anni fa. Saranno effettuati nuovi carotaggi il prossimo anno, presso la Baita Azzaredo - Cas. Verr richiesto un modesto finanziamento a tale scopo (un migliaio di Euro) al Consiglio Direttivo della Sezione (il quale vaglier la richiesta), ri-entrando questa iniziativa storico-naturalistica tra gli scopi della nostra Associazione. La costruzione nelle vicinanze di un nuovo rifugio non deve compromettere la peculia-rit della zona, in particolare riguardo alla torbiera.

    Altro intervento la rimozione di cumuli di pietre, sempre nellAlpe Azzaredo - Cas, lungo uno storico barec, sotto il Bivacco Zamboni, considerati inopportuni dalla So-printendenza. Con laiuto di alcuni membri della Commissione si cercher di realizzare una carta topografica che segnali Rifugi, Bivacchi, Alberghi delle Prealpi Orobiche, specie a quote elevate in rapporto alla cosiddetta sostenibilit dellambiente montano. Durante il 2011 sono stati tenuti contatti continui con la commissione TAM della Sezione di Bergamo; cos si far nel 2012.

    Commissione AnnuarioResponsabile Carminati Andrea Si fatto uno sforzo speciale per migliorare anche graficamente la nostra pubblicazio-

    ne annuale. Lopera deve mettere in risalto lidentit della Valle: Montagna, Ambiente, Storia, Tradizioni e Cultura. Si insister, come nel passato, sulluso di tutte le tecnologie moderne per diffondere i valori e le iniziative della Sezione, in modo di attrarre linteres-se di pi persone possibile, in particolare del Giovani (Facebook, sito.)

    Commissione LegaleResponsabile: Ronzoni Enzo Si sottolineano le gravi responsabilit di carattere giuridico del Presidente della Sezione

    e di tutti i Collaboratori che operano in settori che presentano una certa dose di perico-losit.

    Commissione Rifugio Cesare BenigniResponsabile: Regazzoni Stefano

    Rifugio Benigni Da un primo incontro con la rifugista sono emerse due grosse difficolt: approvvigio-

    namento acqua e carenza elettricit. Subito si provveduto con by pass volante della tubazione idrica, per cui, passando meno acqua nella pompa, si risparmiata anche energia. Rimangono molti altri interventi per essere in regola con la normativa: acque-dotto, tetto nella parte vecchia, inceneritore, locale batterie, cantina, bagni, parafulmine, scala di emergenza, impianto riscaldamento acqua calda.

    Il preventivo di spesa di circa 60.000. A questo punto interviene il sig. Facchinetti Gregorio, Segretario della Sezione, che

    sottolinea come occorra adeguare la gestione del Rifugio Benigni alle nuove normati-ve, anche in funzione di una nuova classificazione. Ora servono le certificazioni per i lavori effettuati, e, pertanto, deriva la necessit di usare in modo corretto il volontaria-to.La rifugista, sig.ra Rodeghiero Elisa, illustra lattivit svolta dal Rifugio; soprattutto insiste nel rimarcare la necessit di interventi urgenti in vista della classificazione del Rifugio secondo le normative regionali. Fa anche alcune proposte di carattere ammini-strativo (assicurazione, contratto, telefono, inventario)

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  • ANNUARIO 2011-2012 VITA DI SEZIONE

    Bivacco Zamboni Dalle diverse ispezioni risultato tutto in regola, anche se occorre migliorare la vivibilit

    interna: stufa, arredi. La famiglia Zamboni collabora e partecipa fattivamente.

    3) Conto Consuntivo 2011 e Bilancio Preventivo 2012 Il Presidente invita il Tesoriere sig.ra Rota Marilena a presentare la Relazione sul Conto

    Consuntivo 2011 e il Bilancio di Previsione 2012.

    CONTO CONSUNTIVO 2011 Il tesoriere sig.ra Rota Marilena, elenca le varie voci, i costi e i ricavi, e le attivit e pas-

    sivit totali. Luscita complessiva stata di 55.027,71 [Lavori urgenti per il Rifugio, interventi sen-

    tieri, corsi aggiornamento per Accompagnatori, serate con Alpinisti, quote al CAI cen-trale, tasse e imposte, spese gestione ordinaria]

    Le entrate complessive ammontano a 44.437,74 [Quote Soci, affitto del rifugio, spon-sor dellAnnuario, contributi Enti pubblici e privati]

    Si evince una perdita complessiva pari a 10.589,97. Lo stato patrimoniale si conclude con un totale a pareggio tra attivit e passivit di

    294.757,15 (di cui 28.445,75 in Banca, e 336,93 in Cassa).

    BILANCIO DI PREVISIONE 2012

    Per la maggior parte costituito dalle stesse voci indicate nel Consuntivo, sia in entrata che in uscita, e relative alla gestione della Sezione.

    Limpegno nuovo pi gravoso di 53.300,02 per i lavori di adeguamento al Rifugio Be-nigni. La spesa sar coperta per 26.650,01 dal contributo CAI centrale, per 3.800,00 con rimanenza di Bilancio, e per 22.850,01 con contributi da privati ed Enti pubblici, che il Consiglio in carica si impegner a reperire. A tale proposito, il sig. Gentili Giusep-pe propone di ricorrere ad un mutuo presso il Consorzio BIM, come gi fatto in occa-sione dellallargamento del Rifugio (mutuo anticipatamente restituito completamente); questo strumento permetter di diluire lo sforzo in pi annualit.

    Dopo i chiarimenti a seguito di alcune precisazioni richieste dai soci, Il Presidente mette in votazione prima il Conto Consuntivo, che viene approvato allunanimit, poi il Bilancio di Previsione, anchesso approvato allunanimit.

    4) Quote associative 2013 Riguardo alle quote Associative, il Presidente della Sezione, in considerazione delle

    spese da affrontare, come risulta dalle relazioni approvate, in particolare riguardo agli interventi per mettere a norma il Rifugio Benigni, propone di adeguare le Quote Asso-ciative per il 2013 nel modo seguente:

    - Socio ordinario: 45. - Familiare: 27. - Giovani sotto i 18 anni: 16 (invariata). La quota in aumento rimarr interamente alla Sezione. La proposta, messa in votazione, viene approvata allunanimit.

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    5) Varie ed eventuali Il Presidente della Sezione Enzo Ronzoni ringrazia tutti i partecipanti. Sottolinea come il

    2011 sia stato un anno di transizione, con le conseguenti maggiori difficolt; si congra-tula per il lavoro dei responsabili delle singole Commissioni, e invita a continuare con impegno e partecipazione a favore della Montagna e dellAmbiente, tenendo sempre conto dei problemi di chi in montagna vive.

    Lincontro continuer in un clima conviviale presso il Ristorante Coira di Santa Brigida.

    Avendo esaurito gli argomenti allOrdine del Giorno, lAssemblea sciolta alle ore 20.00.

    Piazza Brembana, 14 gennaio 2012

    IL SEGRETARIO Il PRESIDENTE Giupponi Alberto Gentili Giuseppe

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  • Relazione rifugio Cesare Benigni 2011Questa stagione cominciata sabato 14 maggio, con un week end di ricognizione: la neve cera bene o male solo dal canale in su, le batterie erano cariche e limpianto ripartito subito, il lago non era cos gelato e siamo riusciti a riattaccare il tubo per il pescaggio dellacqua.. quindi ho deciso di aprire e gi dal fine settimana successivo sono arrivati i primi escursionisti, an-che per dormire. In maggio e giugno il tempo stato buono e le temperature si sono alzate a dovere cos lacqua arrivata velocemente e, nonostante la pompa non funzionasse, il rifugio ha cominciato ad essere utilizzabile in modo completo. Dopo il lungo week end del due giugno, il 16 abbiamo fatto i carichi con lelicottero: viveri, bombole, legna e anche un nuovo tavolo per lesterno; purtroppo, per vari malintesi, non sono riuscita ad accordarmi con i comuni di Cusio e Santa Brigida per il recupero dei rifiuti che giacevano su dallautunno precedente e che dunque sono rimasti ammucchiati ordinatamente dietro il rifugio fino alla fine di luglio quando abbiamo fatto il secondo ed ultimo elicottero.Da qui fino all11 di settembre il rifugio rimasto aperto continuativamente. In seguito abbia-mo tenuto aperto nei fine settimana fino al 23 ottobre.Laffluenza tornata nella norma rispetto allanno scorso, infatti abbiamo avuto 604 pernotta-menti. Come al solito laccesso privilegiato e quello dal 108 ma ormai anche dalla Val Gerola sale parecchia gente; il 101 sempre ben frequentato.Questanno non si sono visti molti stranieri forse anche perch in luglio, che il periodo in cui ne passavano di pi, il tempo stato proprio inclemente.Le iniziative e gli eventi di questanno sono stati molteplici: eccone una breve descrizione.Visto che i rapporti con il CAI Morbegno si erano molto affievoliti negli ultimi anni, le due sezioni hanno pensato di favorire un riavvicinamento organizzando due incontri: il primo

    RifugioBenigni

    ANNUARIO 2011-2012 VITA DI SEZIONE

  • si svolto il 26 giugno mentre il secondo, programmato per

    il 7 agosto come gemellaggio con anche il CAI di Introbio, stato poi rimandato per maltempo al 25 settembre. C stata una buona partecipazione e la volont di ripetere lesperienza, magari anche con altre gite durante lanno. Inoltre spero che il fatto che questanno sia io che Carlo Mazzoleni di Morbegno, che lavora con me al rifugio, siamo diventati consiglieri delle nostre rispettive sezioni CAI di appartenenza possa essere unulteriore facilitazione per future collabo-razioni ed attivit comuni. Nellambito delliniziativa Sentieri creativi, organizzata dal Comune di Bergamo e dalla sezione del CAI di Bergamo, allinizio di luglio al rifugio sono stati installati tre pannelli della giovane aspirante artista Medea Zanoli: il tema proposto era la lentezza in montagna e il soggetto prescelto una simpatica lumachina che si arrampica proprio al Benigni.Il 10 di luglio alcune cime nelle vicinanze del rifugio (Cima Piazzoti, Pizzo Trona, Pizzo dei Tre Signori, Denti della Vecchia) sono state meta delliniziativa CAI 150 Vette dItalia: anche noi rifugisti abbiamo contribuito e dopo le fatiche della domenica, vestiti delle magliette di rito (ma purtroppo dimenticando il tricolore) ci siamo arrampicati a conquistare il Dente di Mezzaluna!Sono continuate come di consueto le iniziative Girarifugi (questanno solo con tessere scari-cabili dal sito), Fungolandia, Mangiartipico (subentrato a Agripromo) e Pizzo delle tre signore (ad esaurimento delle tessere gi in circolazione, dato che Serena ha cambiato rifugio ed ora non gestisce pi il FALC ma il Griera, sopra Pagnona in Valsasssina, quindi un po fuori zona). Questanno il rifugio stato iscritto nellelenco regionale dei rifugi alpini ed escursionistici e, secondo la nuova legge regionale, abbiamo tempo cinque anni per mettere a norma la struttura.Qui di seguito riporto gli interventi che sarebbero necessari al rifugio e di cui si diffusamente parlato nel consiglio di luglio.

    Urgenze- parafulmine: interrotto; verificare inoltre che non disperda nella stessa sede del passaggio

    del gas- tecnici su cui poter fare affidamento soprattutto per cose urgenti (ad esempio questestate si

    rotto linverter dellimpianto luci e prese, sostituito in breve tempo da Eliano)- impianto idraulico: riattaccata la pompa ma non funziona; solare termico non sfruttato; trovare

    una soluzione pi funzionale di pescaggio e chiusura dellacqua- impianto elettrico: surriscaldamento quadri elettrici- gas: attacco bombole troppo basso - rifiuti: accordi definitivi con i comuni e luogo coperto dedicato- stoccaggio freschi: rendere almeno una parte di cantina sanificabile ed attrezzata in modo

    adeguato- sistemazione del retro Strutturale- miglioramenti funzionali: separazione impianto idraulico (fatto: ora i bagni esterni sono separati

    dal resto), sistemazione del retro (alimentazione fontana vecchia tramite tubo fisso e allarga-mento scarichi, magazzino esterno)

    - adeguamento entro cinque anni alla legge regionale: uscite di sicurezza, controllo volumetrie posti letto, alloggio lavoratori

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  • ANNUARIO 2011-2012 VITA DI SEZIONE

    - perdite dal tetto vecchio dove stato bucato per far passare i cavi dei pannelli- dare limpregnante allinterno dell invernale- tinteggiare ante e porte esterne della parte vecchia - risolvere il problema della muffa sui muri dellingresso e della scala (perline?)- posteggio: si era parlato di allargare un po la strada alla partenza del 108 ma poi non si pi

    saputo niente

    Escursionismo- pannelli con risposte alle domande ricorrenti (sentiero dei vitelli, val Pianella, cima Piazzotti,

    giro dei laghi, non esiste il sentiero diretto per il passo Salmurano, ecc..)- cartello anche a Pescegallo- segnaletica coerente Amministrazione- assicurazione: rivedere i massimali- contratto: togliere la parte sulla responsabilit del rifugista per quello che succede sul sentiero;

    prosecuzione del contratto dato che scade lanno prossimo- telefono: Telecom chiede un traffico minimo annuo, ma due anni che non viene raggiunto a

    causa del miglioramento della copertura per i cellulari; intanto il costo lho coperto io ma dato che non una cifra irrisoria volevo sapere se giusto che spetti a me o se pu occuparsene almeno in parte il CAI, dato che il telefono durante il periodo di chiusura del rifugio serve esclu-sivamente per il soccorso: si stabilito di fare a met tra me e la sezione

    - aggiornamento inventario Durante lestate gli ispettori, il presidente e alcuni membri della Commissione Rifugio hanno pi volte visitato la struttura (e in una di queste visite abbiamo riscontrato che anche il tetto nuovo ha bisogno di un intervento, dato che la lamiera si gonfiata) dunque confido che vengano prontamente attuate le scelte migliori.

    Elisa Rodeghiero

  • 150 CIME PER LUNIT DITALIA 11/7/2011e gli intrepidi rifugisti del Benigni, con italico fervore si accingevano, in missione necessaria alla sacra glorificazione della Patria, a scalare il vertiginoso spigolo sud del pizzo Mezzaluna2011, 150esimo anniversario dellunit dItalia, varie manifestazioni e festeggiamenti fiorisco-no in tutto il Paese. Domenica 11 luglio tocca ai CAI bergamaschi celebrare un cos importan-te anniversario, con uniniziativa davvero degna di nota: soci e simpatizzanti sarebbero saliti in contemporanea su 150 vette orobiche sventolando il tricolore. Orde di montanari - patrioti aderiscono con entusiasmo allevento, e ognuno prenota la sua cima preferita in base a po-sizione, difficolt e storie personali. Soltanto il pizzo Mezzaluna, torre di 2370m con accesso alpinistico, non riscuote molto successo, malgrado sia una delle cime pi belle nel gruppo del pi glorioso pizzo dei Tre Signori e molto, ma molto vicino al rifugio Benigni; quindi perch non coinvolgere i suoi infaticabili gestori a partecipare anchessi alla grande scalata collettiva per conquistare la povera e bistrattata montagna? Detto, fatto: lElisa, il Carlo e lo Stefano non possono essere che felici per avere unoccasione in pi per lanciarsi come caprette tra le rocce. Non fosse che, partiti alle 5 del pomeriggio di una domenica di gran lavoro, giunti quasi allattacco dellaereo spigolo (30m, III) la furia della natura si scatena improvvisamente, aprendo gli argini di un celeste torrente e im-pedendo ai patriottici, ma non certo fessi, scalatori - rifugisti di attaccare lultimo tratto di salita. Tornati alla capanna di gran corsa, vergognandosi per essere lunica dele-gazione infruttuosa della giornata, accendono la stufa e meditano vendetta. Pur essendo luglio non ci sono da preparare colazioni. La mattina successiva, alzatisi di buonora, e accortisi che il pallido sole mattutino domi-na incontrastato da qualsivoglia nube, i tre intrepidi la-sciano un presidio al rifugio e si lanciano per lultimo, fruttuoso attacco alla cima. Ripercorso il faticoso tratto a piedi, superata la sottile cresta, giungono alla base dello spigolo; si legano e il Carlo, che potrebbe salire a occhi chiusi per le migliaia di volte che ci si arrampicato sopra, giun-ge rapidamente in vetta; assicurati i due compagni alla provvidenzia-le clessidra li recupera, e, con un giorno di ritardo, anche lultima delle 150 vette designate viene conquistata. Non restano che le fotografie di rito: Eli, tira fuori la bandiera!, la bandiera?? Ma non dovevi prenderla tu?. B, morale, niente vessillo sven-

    Mezzaluna

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  • ANNUARIO 2011-2012 VITA DI SEZIONE

    tolante sul Mezzaluna, ma rimane lallegria dei tre alpinisti che felici festeggiano in modo inusuale limportante compleanno dellItalia, che potr ave-re centinaia di problemi, migliaia di difetti, milio-ni di detrattori ma, finche avr laffetto della sua gente, e tra le sue genti, rimarr sempre un posto meraviglioso; senza dimenticare il suo inestimabi-le valore paesaggistico, che questa iniziativa del CAI riuscita con pieno merito, per una giornata, a valorizzare.

    Carlo MazzoleniCAI Morbegno

  • ScuolaOrobica

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  • ANNUARIO 2011-2012 VITA DI SEZIONE

    ESPERIENZA IN SCUOLA OROBICACapita, avendo un minimo di fortuna, di nascere in Val Brembana.

    allora naturale essere attirato dai boschi e dalle montagne che ti circondano, e cominciare ad esplorarli, in estate e in inverno, con i mezzi che hai a disposizione. Nel mio caso, ho ini-ziato a camminare (o a fare trekking, come si usa dire adesso con discutibile mescolanza linguistica) in tenera et, e quasi contemporaneamente mi sono dedicato allo sci di fondo, favorito dalla vicinanza di una pista divertente, seppur un poco artigianale - almeno per gli standard odierni.Sono quindi cresciuto allargando, con molta gradualit, il mio raggio dazione, e diventando pian piano autonomo e piuttosto solitario nella frequentazione della montagna.

    Ricordo perfettamente le vacanze estive trascorse al Calvi, il divertimento e lo stupore nel vedere quanto fossero impacciati gli adulti cittadini nella mia prima discesa dal canalino del Benigni, le prime salite al Corno Stella e allAga. Al Diavolo no, perch per anni gli accompa-gnatori adulti, considerandola una salita impegnativa, la posticipano in attesa che tu cresca; poi, quando tu sei cresciuto a sufficienza, loro non si sentono pi abbastanza in forze per ac-compagnarti - capita... e quindi ti tocca aspettare loccasione buona per un bel po di tempo.Nel frattempo apprezzi sempre pi anche lo sci di fondo, un connubio perfetto di fatica, di-vertimento, silenzio e tranquillit, con cui riesci ogni tanto a contagiare qualcuno - una volta superato il classico preconcetto dell troppo faticoso. E anche l pian piano estendi il tuo raggio dazione, uscendo dalle piste battute e scoprendo il piacere delle pelli e della discesa a raspa.

    E cos arrivi a sentirti, tutto sommato, soddisfatto ed appagato del tuo modo di vivere la montagna. Ti capita qualche volta di uscire dai confini brembani, ma molto raramente - so-prattutto per una certa ritrosia alle lunghe trasferte e alle levatacce, e anche perch quello che cerchi, tutto sommato, lo trovi vicino a casa.Poi, qualcuno ti convince ad iscriverti ad un corso di Alpinismo - e scegli, ovviamente, la Scuola Orobica, perch le origini non si rinnegano mai - e, non appena terminato quello, ti ritrovi iscritto pure al corso successivo, di Alpinismo Roccia, e in pochi mesi la tua pluride-cennale routine viene messa a dura prova.

    Gi, perch parti tranquillo, con nozioni di geologia, glaciologia, meteorologia, medicina, soccorso, topografia, orientamento, pianificazione delle uscite, storia dellalpinismo; e, in men che non si dica, ti ritrovi sul Cabianca e sullo Zucco Pesciola, e l, vabb, gi ceri stato (senza corde, per...); poi in Val Ferret, allAuguille du Midi, sul Gran Paradiso; e poi Zucco

    Orobica

  • Angelone, Arco, Falzarego, Val Masino, appeso in parete per ore. E comincia a sembrarti normale portarti appresso corde, cordini, imbrago, moschettoni, ca-sco, piastrina, discensori, piccozze, ramponi.E ripassare asola, controasola, otto, doppio inglese, barcaiolo, mezzo barcaiolo, Prusik, Machard, nodo galleggiante, nodo a palla, Edi o Lorenzi, paranchi, bilancino,doppie, so-ste- e magari portarti anche sul lavoro un cordino e un paio di moschettoni per un ripasso infrasettimanale, tra gli sguardi prima perplessi e poi rassegnati (labbiamo perso, ormai) dei colleghi.

    E cos, pian piano - ma neanche tanto - molte cose che conoscevi solo per sentito dire entra-no a far parte del tuo bagaglio di esperienze, e cominci a rivalutare tutto il tuo percorso, e a chiederti dove effettivamente vuoi andare.Perch capisci che le possibilit sono tante: puoi essere attratto dallalta quota e dal misto, dalle lunghe vie su roccia pi o meno attrezzate, dalle difficolt da affrontare in una pi tran-quilla falesia; puoi decidere di accantonare (parzialmente!) lo sci di fondo e iscriverti pure al corso di sci alpinismo (che tanto da anni che ci pensi, e in cuor tuo sapevi che prima o poi ci saresti cascato).Puoi anche, ovviamente, considerare il tutto solo come un piacevole intermezzo, e tornare alle tue abitudini precedenti, ma poco probabile che accada.

    Insomma, come gi subodoravi... la Scuola Orobica peggio di un virus, e finito un corso cominci a pensare al successivo.Perch sono occasioni uniche per sperimentare, in pochissimo tempo, attivit e situazioni che da solo ti richiederebbero anni, di stringere amicizie con persone che condividono il tuo amore per la montagna in molte delle sue forme, e di frequentare un gruppo al tempo stesso familiare e tecnicamente rigoroso e preparato.Ragion per cui mi ritengo decisamente debitore verso tutti gli istruttori e i compagni di corso, che probabilmente dovranno sopportarmi ancora a lungo, per quello che hanno condiviso con tanta passione; e devo certamente ringraziare la persona che mi ha convinto ad iscriver-mi, ed augurarle di poter presto ricominciare a condividere queste esperienze; e, soprattutto, consigliare a chiunque ami la montagna di concedersi la possibilit di frequentare almeno uno dei corsi: non c nulla da perdere e tanto da guadagnare - poi, ognuno sar libero di valutare quale sar la sua strada, ma avr sicuramente orizzonti molto pi ampi tra cui sce-gliere.

    Paolo Midali

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  • ANNUARIO 2011-2012 VITA DI SEZIONE

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  • LARRAMPICATAIl 30 novembre 2011 il CAI Alta Valle e la Scuola Orobica hanno permesso ad alcune persone che accedono ai Servizi della Cooperativa Sociale In Cammino di provare unesperienza mai provata prima. I Servizi coinvolti sono legati allambito della salute mentale e della disabilit.Oltre a raccontare con questo articolo le nostre emozioni, vorremmo ringraziare Enzo, Ezio e Flaminio per la grande emotivit e sensibilit manifestata che ha superato ancor pi la grande forza fisica necessaria per sorreggerci nella scalata.

    Ecco di seguito le nostre emozioni dopo questa fantastica esperienza.Renato: Unemozione che mi ha consentito di capire quale il pericolo nello scalare le

    montagne.Martina: Ho avuto paura ma si pu imparare. Lho fatto due volte e sono arrivata in

    cima.Michela: Mi sento in colpa perch non ho provato. Mi hanno offerto aiuto per vincere la

    mia paura ma non ho voluto. La mia preoccupazione era di far venire lernia a chi mi avrebbe aiutato.

    Sabrina: Bello! Ho avuto un po paura, ma ho provato unaltra volta.Diego: stato bello perch non avevo mai provato. stata la prima volta. Quando ero

    in cima alla parete si vedeva laltezza.Alessandra: andata bene. Ho avuto paura di cadere ma i signori mi hanno aiutata.

    Ho fatto tante foto.Isidoro: Ho scalato con la corda e mi sono attaccato su con i piedi e con le mani.

    123456 stato bello. Non ho avuto paura.Davide: Ho fatto fatica con il braccio. Qualche anno fa riuscivo meglio. Lanno prossimo

    ci riprovo ed intanto mi alleno

    ANNUARIO 2011-2012 VITA DI SEZIONE

  • Osvaldo: stato bellissimo, la compagnia stata bella e siamo stati in allegria perch scalare stato divertente!!!!!!!!!

    Ivana: Mi piaciuto molto vedere quelli che salivano. Io non ho provato perch ho paura di cadere e non mi fido. La prossima volta non so se prover

    Ornella: Con il nostro gruppo siamo andati per la prima volta a Zogno a scalare la parete di roccia della palestra e questa esperienza per me stata molto bella. Ringrazio tutti quelli che si sono impegnati nel realizzarla, i signori del CAI e i nostri collaboratori, che tanto disponibili si sono prestati per farmi divertire e soprattutto provare lemozione di questo sport..GRAZIE DI CUORE A TUTTI E SPERO CHE NON SIA LULTIMA VOLTA.ANCORA GRAZIE!!!!!!

    Nicola: Quando ho saputo che andavo a fare arrampicata in palestra rifiutavo anche solo lideapoi pungolato da Renato e dagli istruttori mi sono deciso stato molto faticoso, soprattutto il primo tentativo perch ero bloccato dalla paura, ma ce lho fatta anche se nello scendere avevo paura del vuoto e di staccare le mani dalla paretema mi piaciuto e ho ritentato ed andata molto meglio, avevo meno paurae poi sono sceso con le braccia allargate quasi come uno scalatore vero. Questa esperienza mi ha dato molto coraggio anche per supe-rare le tante paure e insicurezze che ho.

    GRAZIE ENZO!!!PER AVERCI AIUTATO A SUPERARE ALTRI OSTACOLI

    E PER AVER TRASMESSO AGLI ALTRI CHE NELLA VITA NON IMPORTANTE SOLO

    IL RAGGIUNGIMENTO DELLA VETTA!

    I ragazzi e gli educatori della Coop. Sociale In Cammino

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  • ANNUARIO 2011-2012 VITA DI SEZIONE

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  • ANNUARIO 2011-2012 VITA DI SEZIONE

  • CHI JJ5? STORIA E ATTUALITA cura di Chiara Crotti

    Storicamente lorso uno degli animali che ha lasciato i segni pi profondi nella cultura uma-na: i culti, su di esso incentrati, affondano le loro radici nella preistoria, attraversano il mondo classico con i miti greci dellArcadia e di Artemide, che nellambiente celto-romano diventa la dea Artio (la radice Art identifica ancora oggi lorso in varie lingue celtiche e non dimentichia-mo che i nomi Arturo e Bernardo non sono altro che la variante del nome Orso, rispettivamen-te nelle lingue celtiche ed anglosassoni) e giungono fino ai giorni nostri con alcune relitte, feste dellorso che si celebrano alla fine dellinverno e che, cristianizzate, si stemperano nelle feste della Candelora e del Carnevale (Oriani, 1996).Veniamo alla presenza storica dellorso in bergamasca dove la sua immagine una costante nelle tradizioni (fig. 1), nella geografia (nella toponomastica) (fig. 2), nellarte (fig. 3), nellaral-dica e onomastica.

    Fig. 1: la fonte dellorso a Peghera

    JJ5

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  • ANNUARIO 2011-2012 VITA DI MONTAGNA

    Lalta Val Brembana la zona dove la specie era pi diffusa: 11 comuni erano interessati dalla sua presenza e si reperita la documentazione di ben 69 orsi accertati, tra 1707 ed il 1914, sui 73 complessivamente rintracciati nel territorio della attuale Provincia di Bergamo. Per la prima met dellOttocento sono stati reperiti pochissimi dati e nella seconda met la specie non era ormai pi comune come un secolo prima: sono stati accertati, infatti, solo una decina di individui. La piccola popolazione dellalta Val Brembana era contigua alla vitale popolazione ancora ampiamente diffusa sul versante valtellinese delle Orobie e beneficiava di questa presenza (Oriani, 1991). In alta Val Brembana lorso si riproduceva ed da sottoli-neare che luccisione del cucciolo avvenuta il 15 marzo 1914 a Foppolo (Corriere della sera XXXIX n. 77, 18 marzo 1914; Corriere della Valtellina XIX n. 12, 20 marzo 1914; Il Prealpino [Lecco], 25 marzo 1914; Galli-Valerio, 1917) (fig. 4 e 5) testimonia lultima riproduzione sulle Orobie ed in tutta larea alpina lombarda; negli anni successivi, in alta Valtellina ed in Val Camonica, si accerta la presenza di alcuni orsi, ma si trattava comunque sempre di individui adulti verosimilmente provenienti dal Trentino o dalla bassa Engadina (Oriani, 1996).

    Fig. 2: esempi di toponomastica relativa allorso Fig. 3: casa Milesi a Cassiglio

    Fig. 4: Corriere della sera XXXIX n. 77, 18 marzo 1914 Fig. 5: Il Prealpino [Lecco], 25 marzo 1914

  • Nel 2008 la provincia di Bergamo, dopo quasi centanni di assenza, vede larrivo di un orso (fig. 6); il finanziamento dato dal Parco delle Orobie Bergamasche allUniversit di Pavia permette il monitoraggio fisico e genetico della specie per il periodo dal 2008 al 2010; le indagini genetiche rivelano lesistenza di un solo individuo negli anni 2008 e 2009, lorso JJ5, giovane maschio proveniente dal Trentino e di un secondo individuo non genotipizzato (cio stato possibile accertare lappartenenza del campione biologico alla specie orso e non ad un individuo preciso) nellanno 2010 (il documento Monitoraggio dei grandi predatori nel Parco delle Orobie Bergamasche - rapporto di fine progetto si pu scaricare dal seguente link: www.parcorobie.it/progetti.asp).

    Fig. 6: presenza dellorso JJ5 in provincia di Bergamo

    La ricolonizzazione avvenuta proprio in quelle aree dove testimoniata la presenza storica della specie. Questa coincidenza tra le localit in cui un tempo erano presenti gli orsi e dove lo sono tuttora pu essere dovuta a unevoluzione recente che ha portato a una situazione ambientale pi simile a quella storica, limitatamente al territorio alpino. Infatti, labbandono della montagna che si verificato dagli anni 50 ha portato a unespansione delle foreste e a un recupero della naturalit dellambiente; inoltre vi stato un recupero notevole delle comunit di ungulati selvatici sia come numero di specie, sia come densit delle popolazioni. Si pu affermare che il territorio delle Orobie berga-masche possegga caratteristiche ambientali idonee allorso; esso infatti pu trovare unelevata disponibilit di fonti alimentari diversificate che vanno dai frutti, pre-senti soprattutto nelle fasce ecotonali e nel sottobosco, agli insetti, alle carcasse di animali selvatici morti, alle prede di origine antropica. Questa situazione fa delle Orobie bergamasche unimportante area di ricoloniz-zazione spontanea da parte della specie che potrebbe permettere un ampliamento a ovest dellattuale areale.Attualmente le segnalazioni di orso in Lombardia si

    Fig. 7: orso M2 (novembre 2010)

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  • VITA DI MONTAGNAANNUARIO 2011-2012 VITA DI MONTAGNA

    sono intensificate: nel 2010 sono stati accertati due orsi M2 (fig. 7) e M6 in Val Canonica, e un orso in Valtellina (orso KJ2G2), nel 2011 stato accertato lorso M12 in Val Canonica (fig. 8), gio-vane maschio figlio di KJ2 e Ga-sper e lorso M7 in Valtellina, un giovane animale nato nel 2009.

    Lorso JJ5, da giugno 2009 tornato in Trentino, attualmente sappiamo che vivo e in salute grazie al monitoraggio geneti-co attuato dal Parco Adamello Brenta e dalla Provincia auto-noma di Trento (per ulteriori in-formazioni www.orso.provincia.tn.it/rapporto_orso_trentino).

    Opere citate: Oriani A, 1991 Indagine storica sulla distribuzione dellorso bru-no (Ursus arctos L., 1758) nelle Alpi Lombarde e della Svizzera Italiana, Il Naturalista Valtelline-se, Morbegno, 2: 99-136.Oriani A, 1996 Atti del convegno il territorio lombardo: prospetti-ve di ricerca storico-naturalisti-ca dal medioevo allet contem-poranea, Natura 87 (2): 91-96

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  • Sintesi di un incontro sulle scienze che studiano le variazioni climatiche nelle Alpi

    In occasione della manifestazione di Bergamo Scienza, lo scorso 12 ottobre 2011, il Parco delle Orobie Bergamasche, in collaborazione con il CAI Alta Valle Brembana e CAI A. Lo-catelli di Bergamo, ha organizzato un incontro sul tema I cambiamenti climatici nel sistema alpino. Il tema, di grande attualit a livello mondiale, particolarmente importante per le Alpi, dove negli ultimi decenni si sono avute temperature medie di ca 1,7 gradi centigradi pi della me-dia mondiale. I drammatici fenomeni termici sono accompagnati da una accentuata estre-mizzazione dei fenomeni climatici, che causano eventi catastrofici, con perdite di vite umane e danni economici enormi. Quattro ricercatori hanno presentato alcuni lavori di sintesi degli studi effettuati recentemen-te su quanto avvenuto nel tempo, dopo le glaciazioni terminate circa 10000 anni fa, e su quanto sta succedendo in tempo attuale, sui cambiamenti nelle componenti fisiche e biologi-che rilevati negli ultimi decenni nelle Alpi. Il dr. Paolo Cherubini, ricercatore presso il WSL Swiss Federal Research, a Birmersdorf, Svizzera, ha presentato un lavoro a carattere generale su Luso degli anelli degli alberi per capire la reazione degli ecosistemi forestali al Global Change . La Storia del clima attraverso lanalisi statistica degli anelli degli alberi, la Dendrocronologia (scienza nata nei primi anni del secolo scorso in America ad opera di A. E.. Douglas), ha permesso di correlare le variazioni di incremento di spessore degli anelli di campioni di legno fossile e attuale con le variazioni climatiche degli ambienti dove gli alberi vivevano o vivono.

    SCIE

    NZA

    BER

    GA

    MO

    SCIE

    NZA

    12.1

    0.20

    11

    50

  • Nelle Alpi i dati ottenuti con lanalisi degli anelli hanno permesso di produrre una serie tem-porale, che risale nel tempo sino alle fasi tardoglaciali iniziate circa 20000 anni fa.

    Il dr. Giovanni Leonelli, ricercatore presso lUniversit di Milano, Dipartimento di Scienze della Terra, nel suo lavoro Cambiamento climatico, fluttuazioni glaciali e dinamiche recenti della vegetazione arborea nel Sud delle Alpi, ha evidenziato come il fenomeno dellarretra-mento dei fronti glaciali presenti nelle Alpi, dovuto al riscaldamento globale, sia immediata-mente seguito dalla colonizzazione della vegetazione nelle aree liberate dai ghiacciai.

    ANNUARIO 2011-2012 VITA DI MONTAGNA

  • Altro fenomeno in ambiente alpino dovuto al riscaldamento climatico in corso, la variazio-ne di densit della foresta ad alta quota e in alcuni casi lo spostamento del limite altitudinale degli alberi verso quote maggiori, una dinamica regolata comunque dai fenomeni geomor-fologici locali, ma che a livello generale nelle Alpi un fenomeno evidente.

    Il dr Cesare Ravazzi, del CNR Istituto della Dinamica dei Processi Ambientali, Dalmine, Milano, ha presentato La storia del clima nel Sud delle Alpi dallultima glaciazione.Attraverso lo studio dei pollini e di macroresti nei depositi lacustri e torbosi, si possono evi-denziare levoluzione storica dei cambiamenti della vegetazione nellarco alpino durante gli ultimi 20.000 anni.

    In particolare, dalle analisi polliniche e dalla datazione di macroresti con C 14 provenienti dalla torbiera di Cerete nei pressi del lago dIseo, si evidenziano i cambiamenti della vegetazione attraverso dei diagrammi pollinici, che indica-no indirettamente le variazioni climatiche nella storia della vegetazione locale. Polline di tiglio e di abete rosso

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  • Il dr. Juri Belotti ricercatore dellUniversit di Pavia nel suo lavoro ha presentato il progetto GLORIA Orobie.

    GLORIA un progetto internazionale che a scala locale ha coinvolto il Parco delle Orobie Ber-gamasche, lUniversit di Pavia, il WWf e il Centro Meteo Lombardo, per studiare e verificare quali impatto relativo ai cambiamenti climatici si ha nel tempo sulla flora delle Prealpi Orobie. Sono state individuate 4 cime: il Ferrantino a Vilminore di Scalve, Pizzo Arera e Monte Men-na a Oltre il Colle, Cimetto a Premolo, dove sono stati predisposti dei reticoli per campionare e monitorare la vegetazione nel tempo.

    Nelle stesse aree sono stati posti dei sensori di rileva-mento delle temperature e piovosit. Il progetto appena partito, ma a livello europeo in fase di analisi un lavoro che mostra, come in Grecia e in Spagna, che dal 2001 al 2008 la risalita di alcune specie e la scomparsa di endemiti sono evidenti. La storia del clima alpino degli ultimi 20.000 anni circa mostra che le variazioni sono state drammatiche e, se nelle fasi pi remote i fenomeni astronomici, come lec-centricit dellorbita, la precessione degli equinozi e linclina-zione dellasse polare, hanno influenzato sicuramente il clima sulla Terra, altrettanto evidente che negli ultimi secoli leffetto antropico sul clima si sovrappone ai fenomeni astronomici, accele-rando la drammaticit della sopravvivenza dei sistemi biololgici come li conosciamo oggi. Per le Alpi, che sono il cuore dellEuropa, la consistenza dei cambiamenti climatici attuali oltre-modo evidente e pi forte rispetto al resto del mondo, e ancora gli studi sono solo allinizio. Le Alpi sono il centro dei pi importanti sistemi idrografici, ambientali e culturali dellEuropa; quale sar il futuro della vita anche umana nel sistema Alpi e in Europa se il trend climatico si confermer?

    Patrizio Daina

    Per i contributi si ringraziano il Dr. Paolo Cherubini, Dr. Giovanni Leonelli,Dr. Cesare Ravazzi, Dr. Juri Belotti

    ANNUARIO 2011-2012 VITA DI MONTAGNA

  • LA CROCE DEL CORNO STELLAEra un desiderio di Enzo che qualcuno scrivesse nellannuario sulle vicende della Croce del Corno Stella. 2620 m., monte al centro della catena orobica, panorama amplissimo e spetta-colare su tutte le Prealpi e le Alpi. Ne aveva parlato anche durante lultima assemblea del 14 gennaio scorso. Qualcuno aveva scritto dei fogli con informazioni preziose, ma incomplete, senza documentazione fotografica.Giunti alla riunione della Commissione Annuario, il responsabile Carminati Andrea, ora Pre-sidente della Sezione, dice: C del materiale sulla Croce del Corno Stella, occorre metterlo insieme e completarlo.Accetto lincarico, anche per assecondare lamico scomparso.Gli scritti pervenuti sono di Lorenzo Begnis, di Lenna, membro della sezione, Zucchi Anto-nietta, moglie di Mario Rubini (scomparso nellagosto 2009), Attilio Marchionne, un villeg-giante di Monza socio della Sezione. Prendo informazioni, controllo e confronto le notizie, raccolgo materiale fotografico, parlo con alcune persone, che man mano risultano coinvolte nei fatti, in particolare Renzo Begnis, Michele e Luigi Pesenti (Gti), del Gruppo Escursionisti di San Pellegrino Terme (GESP), Antonio Mascheroni, della sottosezione CAI di Zogno, e altri.Largomento mi interessa anche personalmente perch, a un certo punto, involontariamente, risulto parte attiva. Pertanto, basandomi sugli scritti pervenuti, sulle testimonianze dirette e indirette, sul materiale fotografico pervenuto e in mio possesso, ho cercato di ricostruire i vari passaggi, naturalmente senza la pretesa di esaurire completamente largomento.

    Agosto 1965 A piazza Brembana c il gruppo G.A.M., che riunisce appassionati della montagna,

    guidato da Mario Rubini; gli amici provengono da Piazza, Lenna, Valnegra, Moio Altri Soci sono Tino Bonetti, Luigi Regazzoni, Cesare Calvi, Renzo Begnis, ci sono

    anche giovani forestieri, come Attilio Marchionna, che quasi sempre a Piazza nei fine settimana.

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  • Il G.A.M. organizza la partecipazione dei ragazzi e dei giovani della zona a gare ed escursioni, con coraggiose aperture verso le Alpi centrali e occidentali; fa anche attivit di carattere sociale, porta a parlare Walter Bonatti a Piazza Brembana. La vita del so-dalizio breve, per motivi di lavoro del pur dinamico Mario.

    Per dirla con Lorenzo Begnis: Il G.A.M. ha fatto da chioccia ad un gruppo di giovani che poi diverranno i fondatori del CAI Alta Valle, del Soccorso Alpino, dello Sci club. Tor-nando a noi, al Rubini non quadra che il Corno Stella, la montagna pi panoramica della Valle Brembana, non abbia la sua croce. La voce si diffonde in paese. Arriva loccasio-ne. Un bravo fabbro di Averara, Riccardo Passerini, esperto anche in attrezzature di montagna, aveva fabbricato una croce per una tomba del cimitero di Piazza Brembana, opera che poi il committente non volle pi. Lavoro pregevole ed elaborato, poi donato al nostro Rubini. La croce c.

    Rubini e gli amici si ritrovano al Bar Posta, venerd 13 agosto, verso sera. Lattivo capo del G.A.M. propone ai presenti di collaborare a portare e fissare la croce sul Corno Stella. Tempo brutto; alcuni accettano, anche se convinti che la mattina dopo sarebbe stato impossibile procedere alloperazione. Invece, al mattino, tempo bello.

    Alle 7 i nostri partono, con tutti gli attrezzi necessari. Cesare Calvi, Lorenzo Begnis e altri avevano preparato il materiale occorrente nei pressi del lago Moro. Tutto procede regolarmente, grande fatica per tutti, scavo di un metro circa, acqua presa sotto il Passo di Publino e trasportata in contenitori del latte (brente) Opera compiuta, pranzo meri-tato. Anche la targhetta - G.A.M. agosto 1965 - fa la sua bella figura!

    Si narra, ma purtroppo vero, che i nostri amici crociferi fossero andati a prendere in prestito dal fotografo Fontana Walter una cinepresa per immortalare levento. Cosa che fu fatta. Scesi a valle, rimasero interdetti nel constatare che nel marchingegno il rullo non cera. Allora (qui necessario lanonimato), la domenica dopo qualcuno risal la montagna con tutto loccorrente per rifare la scena, riempiendo gli zaini con erba, zolle, sassi, per simulare la fatica. Ritornati a casa, gli attori mancati si accorsero subito quanto facessero ridere, coi loro movimenti goffi e artificiosi; la produzione artistica fu fatta sparire. In conclusione, di materiale fotografico della collocazione della croce non c traccia (pare)!

    1975, Estate A questo punto devo narrare in prima persona singolare. Il 29 dicembre 1974, sul Corno

    Stella, poche centinaia di metri sotto la vetta, cade e muore Angelo Gherardi, maestro di sci alpinismo di San Pellegrino Terme, sposato a Zogno, dove sta trascinando alla-more verso la montagna molti adulti, giovani e soprat-tutto bambini.

    Conoscevo Angelo come compagno anziano di escur-sioni, sia in montagna che nelle grotte dellArera; ami-co, era diventato anche mio parente. Passati alcuni mesi dalla disgrazia, nel luglio del 1975, decido di an-dare a vedere il punto preciso dove era caduto. Salgo e arrivo fino alla cima della montagna. Vedo che la croce

    ANNUARIO 2011-2012 VITA DI MONTAGNA

  • in terra, quasi sicuramente tranciata da un fulmi-ne. Ritorno a casa. La settimana seguente risalgo sulla cima portando con me un palo di ferro a T, di quelli che si usano per sostenere la rete metallica, alto circa 2 m: con me ho anche filo di ferro e tena-glia. A Foppolo, piazzale alberghi, sto per prendere la seggiovia funzionante, laddetto alla biglietteria mi chiede cosa facessi di quel palo; spiego e non mi fanno pagare il biglietto. Sulla cima, con il filo di fer-ro, lego il palo al moncone di ferro rimasto fissato a terra, per circa 60 cm; con laiuto di 2 escursionisti l presenti, alzo la croce da terra e la fermo, sempre col filo di ferro, ad unaltezza di 150 cm. Laltezza totale

    di circa 2 metri. Non sta bene, in alto si vede lo spuntone del palo non troppo perpendicolare, ma mi

    dico: Per qualche tempo durer, e qualcuno poi interverr!. Dopo 2 settimane risalgo in vetta con i fratelli di Angelo e con alcuni suoi familiari; la croce per adesso regge (foto 1). Antonio Mascheroni, allora Presidente della sottosezione CAI di Zogno di cui era stato fondatore, conferma: Nel giugno del 1975 celebrammo una Messa in vetta, con la presenza degli amici francesi, tra cui Jean Paul Zuanon, famoso scialpinista che aveva effettuato lanno precedente il giro delle Orobie con Angelo dal Pizzo dei Tre Signori allAprica. Aggiungemmo una targhetta a ricordo. Vedemmo che la croce era spezza-ta e durante la Messa la appoggiammo al troncone rimasto. In quel periodo eravamo impegnati a ricordare Angelo attraverso attivit sportive e iniziando la costruzione del rifugio ai Piani dellAlben in Val Taleggio.

    Per alcuni anni la croce resistette, col fil de fr. Non ricordo fino a quando.

    1989 - Agosto - Ottobre Adesso la parola, con appunti scritti, passa a

    Pesenti Michele, fino a pochi anni fa presidente del GESP (Gruppo Escursionisti San Pellegri-no Terme) . I ricordi scorrono come un fiume. Domenica 13 agosto 1989, con alcuni soci del GESP, mia moglie e i due bambini, andammo sul Corno Stella. Giunti in vetta, con stupore notammo che la croce non cera pi; solo un palo si levava, con del filo di ferro attorcigliato intorno, legato al vecchio moncone. Pensam-mo di tutto. Cominciammo a cercare tuttintor-no. La croce giaceva in un canalone, verso la Valtellina, alla sommit della Val Cervia. Con non poche difficolt la riportammo in vetta per fissarla di nuovo al palo. Probabilmente, la grande quantit di neve accumulata aveva causato lo strappo del filo di ferro e, conse-guentemente, trascinato a valle la croce. De-cidemmo di portarla a valle, a San Pellegrino, per restaurarla a dovere (foto 2). Fu restaurata

    Foto 1

    Foto 2

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  • ANNUARIO 2011-2012 VITA DI MONTAGNA

    nella officina dei miei fratelli menegh, a Piazzo Basso di S. Pellegrino. A lavori ultima-ti, contattammo il gruppo Al-pini di Foppolo, chiedendo un aiuto per il trasporto della cro-ce e del materiale fino al Lago Moro. Accordato. Domenica 15 ottobre, una dozzina di soci del GESP sal sul Corno Stella con tutto loccorrente: cemento, sabbia, acqua, at-trezzi per fissare la croce al suo posto, anche con robusti tiranti. Cos fu (foto 3).

    Fatto curioso. Sabato 14 ottobre, vigilia della data stabilita per il lavoro, nella nostra officina, dove era custodita, non trovammo pi la croce. Allarmati, dubbiosi, sospettosi,

    ci mettemmo alla ricerca. Risultato. Mio fratello Luigi, Gti, essendo impossibilitato a parte-cipare ai lavori il giorno seguente, senza avvertire nessuno, aveva trafugato la croce, caricata sul portapacchi della sua 500, portata a spalle dal piazzale degli alberghi fino alla vetta, infischiandosi della jeep che sarebbe stata a disposizione il giorno dopo.Cos termina la testimonianza di Michele Pesenti. Per curiosit parlo con Gti, ancora oggi attivo socio del GESP e degli Alpini. Conferma tutto. Dice che cerano state discussioni sul modo di portare la croce ., e pertanto: Io ho tagliato corto. Anzi, attesta che prima di partire laveva pesata: 33 Kg esatti.A dimostrazione, una foto scattata quel sa-bato appena arriva-to sulla vetta da altri Sanpellegrinesi che si trovavano l per caso (foto 4).

    22 Luglio 1990 Salgo, come altre volte, sul Corno Stella. Giorna-ta splendida, panorama incantevole. Scatto alcune foto che ancora conservo (foto 5). La croce sta l, ben affrancata con i tiranti, lucida; guarda il Cielo, le Alpi, le Orobie, gli Uomini verso il basso. Sembra voglia dirmi: Io sto qui a guardare tutti, indistintamente, di qui non mi muovo, se non per volont di Chi sta sopra.

    Alberto GiupponiFoto 5

    Foto 3

    Foto 4

  • COLORI E STAGIONI DELLE OROBIE BREMBANE (Marco Caccia)

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  • ANNUARIO 2011-2012 VITA DI MONTAGNA

  • Il CavalloLestate terminata da qualche settimana, ma i suoi riflessi caldi si sono protratti per quasi tutto Ottobre. Importanti novit familiari mi hanno tenuto lontano dalla baita per diversi mesi; i lavori, abbandonati lo scorso inverno, devono essere ripresi prima dellarrivo del nuovo gelo.Il legno di castagno tagliato, dopo una lunga maturazione, pronto a lasciarsi lavorare; con un amico, Matteo, tenace agricoltore di Dossena, decidiamo di portarlo a valle e ci organizziamo per il trasporto. Saura, una dolcissima cavalla avelignese, si presta paziente a trasportare i grossi tronchi lungo lerto sentiero fino alla strada. La giornata non delle migliori: piove e ci rende il tutto pi impegnativo. Dopo aver preparato Saura con i finimenti da lavoro, partiamo con il primo carico, ma dopo pochi metri ci troviamo in difficolt: inesperienza!La tenacia ci aiuta e, dopo diversi tentativi, riusciamo a trovare il modo corretto di agganciare i tronchi e trascinarli.Carico dopo carico si fa sera; lacqua non accenna a diminuire, la luce cala e il bosco silen-zioso preannuncia la notte. Saura ha ormai memorizzato il tragitto; ogni passo nella terra bagnata si fa pi leggero; il suo respiro accompagna il fumo di calore che sale dalla schiena. Il silenzio, rotto solo dai pochi ordini per Saura, mi avvolge; un ritmo lento, una cantilena.. quasi una preghiera che mi fa sentire parte di qualcosa di pi grande, di magnifico.Ultimo viaggio e ultimi tronchi.. Felici, avvolti ormai dalla penombra, torniamo alla baita, dove un caldo risotto alla zucca e una succulenta gallina bollita ci aspettano per confortare il corpo infreddolito.

    Lorenzo Lego

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  • ANNUARIO 2011-2012 VITA DI MONTAGNA

    Flora: azioni di conservazione della biodiversitvegetale nel parco delle orobie bergamascheIl Parco delle Orobie Bergamasche un hot spot a livello nazionale ed europeo per quanto concerne il numero e limportanza delle specie vegetali presenti sul territorio. Tra le pi rare ed importanti si possono elencare alcuni endemiti esclusivi delle Orobie come Linaria ton-zigii, Saxifraga presolanensis, Gallium montis-arerae, Sanguisorba dodecandra e Primula albenensis; sono inoltre presenti specie esclusive della fascia insubrica e altre piante poco diffuse a livello nazionale. Questo patrimonio, giunto fino a noi attraverso i secoli deve essere tutelato e conservato, e per fare ci il Parco delle Orobie Bergamasche ha avviato una serie di progetti volti a valutare i fattori di minaccia per le specie botaniche di grande interesse e nel contempo pianificare azioni di tutela, conservazione e rafforzamento.Una delle principali minacce per le specie di alta quota linnalzamento medio delle tempe-rature che potrebbe portare nel lungo periodo allestinzione di diverse piante. Secondo alcuni studiosi la flora delle Orobie sarebbe soggetta ad un fortissimo rischio di scomparsa nei prossimi decenni. Per monitorare leffetto dei cambiamenti climatici, Parco delle Orobie, Uni-versit di Pavia, WWF Italia e Centro Meteo Lombardo, nel 2009, hanno avviato una nuova stazione sulle Orobie nellambito della rete Gloria, progetto di monitoraggio dei cambiamenti climatici, che coinvolge pi di 80 target regions in diverse zone montuose del pianeta, basato sullosservazione degli effetti a carico della vegetazione, sia per quanto riguarda la struttura sia per quanto riguarda la composizione specifica. Lo studio viene fatto collocando, su vette poco frequentate e a quote diverse (Menna, Arera, Cimetto e Ferrantino), alcune griglie che permettono di valutare lo spostamento verso lalto delle specie alpine a causa dellinnalza-mento delle temperature. Oltre a ci son state interrate 4 sonde su ogni vetta con lo scopo di misurare la temperatura a livello del suolo e vicino a ciascuna cima stata posizionata una centralina meteo che registra diversi parametri climatici utili per avere un quadro dettagliato

  • del microclima dellarea. Considerata la seria mi-naccia di estinzione di di-verse specie, il Parco delle Orobie Bergamasche ha de-ciso di mettere in banca le pi importanti. Sembra una battuta ma la realt; infatti, insieme al Dipartimento di Ecologia del Territorio dellUniversit di Pavia ha avviato un progetto di conservazione ex situ delle venti specie pi rare (ampliato anche ad altre piante). Le fasi principali del lavoro sono la raccolta dei semi delle specie target al momento della naturale maturazione e il loro trattamento presso la Lombardy Seed Bank di Pavia dove vengono puliti, disidratatati e congelati, processo che garantisce di conservarli vitali per centinaia di anni. In caso di necessit future (scomparsa di specie o addirittura di interi habitat), sarebbe sufficiente scongelare il materiale conservato e farlo germinare per ottenere le piante da reintrodurre. Il Parco ha anche istituito una serie di corsi atti a formare operatori che, dopo aver superato un esame di idoneit, hanno conseguito il permesso di raccolta del germoplasma. In totale presso la Lombardy Seed Bank di Pavia, grazie alle raccolte avviate dal 2004, sono conservate 131 specie della flora bergamasca, alcune delle quali rappresentate da diversi campioni. Oltre a piante endemiche o stenoendemiche, e quindi molto rare, son conservate anche alcune specie comuni ma altrettanto importanti per eventuali ripristini ambientali.I semi conservati vengono testati periodicamente per veri-ficarne la vitalit e i risultati ottenuti fino ad oggi sono ampiamente positivi.Alcuni duplicati di semi delle specie pi importanti sono stat