Procedura penale 1 e 2

  • View
    2.652

  • Download
    0

Embed Size (px)

DESCRIPTION

Riassunto integrale del testo Compendio di Procedura Penale di Conso e Grevi; Chi deve preparare procedura penale 1 deve studiare i primi otto capitoli; i primi tre paragrafi del capitolo X.Chi deve preparare procedura penale 2 deve studiare capitolo IX (per intero) e X (solo i primi 3 paragrafi). Si consiglia, altresì la lettura dei capitoli III e VII.

Text of Procedura penale 1 e 2

Riassunti di Procedura Penale a cura di [email protected]

COMPENDIO DI PROCEDURA PENALE

PRIMA EDIZIONE 2009A CURA DI

[email protected]

Riassunti di Procedura Penale a cura di [email protected]

Indice Sommario Capitolo Primo

I Soggetti ...............pag. Atti

3

Capitolo Secondo Capitolo Terzo

pag. 41 ....pag. 70

Le Prove

Capitolo Quarto Capitolo Quinto Capitolo Sesto

Misure Cautelari ..pag. 92 Indagini Preliminari e Udienza Preliminare ..pag. 115

Procedimenti Speciali...pag. 143 Giudizio.pag. 166

Capitolo Settimo Capitolo Ottavo Capitolo Nono

Procedimento in Composizione Monocratica.pag. 183

Impugnazioni.pag. 190 Esecuzione...pag. 233

Capitolo Decimo

SCHEMI DI RIEPILOGO..pag. 250

2

Riassunti di Procedura Penale a cura di [email protected] I

I SOGGETTI1. Premessa. E opportuno distinguere, anche in considerazione della differente ampiezza dei poteri che in molti casi si ricollega a questa distinzione, tra soggetto e parte. Dovendosi riservare quest'ultima qualifica a chi vanta il diritto ad una decisione giurisdizionale in rapporto ad una pretesa fatta valere nel processo, ne consegue che la qualifica di parte non spetta alla totalit dei soggetti elencati nel libro I del codice. Dev'essere anzitutto escluso il giudice, visto che il suo ruolo istituzionale esige, come fondamentale requisito, quello dell'imparzialit. Neppure la polizia giudiziaria, la persona offesa e il difensore assumono la qualifica di parte, che, invece, compete ai rimanenti soggetti elencati nel libro I. 2. La giurisdizione penale. In piena sintonia con il disposto dell'art. 102 comma 1 Cost., che attribuisce la funzione giurisdizionale a magistrati ordinari istituiti e regolati dalle norme sull'ordinamento giudiziario, l'art. 1 riserva l'esercizio della giurisdizione penale ai giudici previsti dalle leggi di ordinamento giudiziario. Ci significa che soltanto il giudice, e non qualsiasi magistrato (quindi, non il pubblico ministero), pu essere titolare di funzioni giurisdizionali penali. La qualit di giudice il risultato di un atto di investitura di potere regolato dalla legge, e precisamente come stabilisce l'art. 1 dalle leggi di ordinamento giudiziario. Non pu sfuggire lo stretto raccordo intercorrente tra la normativa ordinamentale e quella codicistica, se vero che il valido esercizio della funzione giurisdizionale risulta fortemente condizionato dalla ritualit dell'investitura. Stabilisce, infatti, l'art. 178 che sempre prescritta a pena di nullit [assoluta] l'osservanza delle disposizioni concernenti: a) le condizioni di capacit del giudice e il numero dei giudici necessario per costituire i collegi stabilito dalle leggi di ordinamento giudiziario. Lart. 33, prevedere che le condizioni di capacit del giudice e il numero dei giudici necessario per costituire i collegi giudicanti sono stabiliti dalle leggi di ordinamento giudiziario. Tuttavia la portata di questo enunciato normativo viene ad essere incisivamente circoscritta dai due commi successivi, che individuano una serie di ipotesi dichiarate processualmente irrileti Non vengono considerate attinenti alla capacit del giudice le disposizioni sulla su: destinazione agli uffici, sulla formazione dei collegi e sulla assegnazione dei processi a sezioni, collegi e giudici. Anche per quanto concerne le disposizioni relative alla formazione dei collegi pu essere ribadito il rilievo di una non puntuale pertinenza rispetto al requisito della capacit del giudice. Escluso che rientrino in tale categoria le disposizioni inerenti al numero dei giudici necessari per costituire il collegio, la cui violazione inequivocabilmente sanzionata con una nullit assoluta (art. 179 comma 1) sembra doversi ritenete che la locuzione in esame riguardi: a) le disposizioni che regolano la composizione dell'organo giudicante nel caso di assegnazione di un numero di giudici; b) le disposizioni relative alle supplenze e alle applicazioni. Per quanto attiene infine alle disposizioni sulla destinazione del giudice all'ufficio si pensi ad un trasferimento o all'assegnazione di nuove funzioni giudicanti esse sono sicuramente riconducibili al concetto di capacit. L'unico attributo rilevante ai fini di un'eventuale incapacit del giudice sembra essere quello della qualifica richiesta per l'esercizio delle funzioni giudiziarie che chiamato a svolgere. 3. Profili ordinamentali. I precetti costituzionali dedicati sia alla magistratura nel suo complesso sono (artt. 104, 105, 106 comma 1, 107, 108 e 109 Cost.). Di primaria importanza risulta la distinzione tra giudici straordinari (istituiti successivamente al fatto da giudicare), giudici speciali (figure estranee alla legge di ordinamento giudiziario) e giudici ordinari, contrapponibili ai giudici speciali in quanto traggono la loro legittimazione dall'ordinamento giudiziario. La Costituzione vieta di istituire giudici straordinari o speciali, mentre ammette l'istituzione di giudici specializzati tipico esempio: il tribunale per i minorenni in ragione dello specifico oggetto della loro giurisdizione (art. 102 comma 2 Cost.). Restano esclusi dal divieto, conformemente a quanto desumibile dagli artt. 103 comma 3 e 134 Cost., solo due giudici speciali: i tribunali militari (e gli altri organi giudicanti della giustizia militare) in relazione ai reati militari commessi da appartenenti alle forze armate; la Corte costituzionale, nella particolare composizione risultante dall'art. 135 3

Riassunti di Procedura Penale a cura di [email protected] comma 7 Cost., con riferimento alle accuse promosse contro il Presidente della Repubblica per alto tradimento o per attentato alla Costituzione. La categoria dei giudici ordinari, ricomprende i seguenti organi giudicanti: a) giudice di pace: giudice onorario e monocratico, che si contrappone, per un verso, al giudice professionale e, per l'altro verso, al giudice collegiale, il quale risulta composto da una pluralit di magistrati. b) giudice per le indagini preliminari: monocratico. c) giudice dell'udienza preliminare: monocratico. Lart. 6 d. lgs. 19 febbraio 1998, n. 51, stabilisce che il giudice dell'udienza preliminare debba essere diverso da quello che, nel medesimo procedimento, ha svolto le funzioni di giudice per le indagini preliminari. I commi 2-bis e 2-ter dell'art. 7-bis ord. giud.: la loro introduzione, risalente all'art. 57 comma 11. 16 dicembre 1999, n. 479, va ricollegata, da un lato, all'esigenza di assicurare un'elevata qualificazione professionale dei giudici de quibus (il comma 2-bis, integrato dall'art. 24 1. 1 marzo 2001, n. 63, esige che essi abbiano precedentemente svolto per almeno due anni la funzione di giudice del dibattimento o quella di giudice dell'udienza preliminare) C), dall'altro, all'intento di creare le migliori premesse per la terziet di questi giudici. A tal fine stata fissata la regola della temporaneit delle funzioni (il comma 2-ter esclude che le medesime possano essere esercitate per pi di dieci anni consecutivi). d) tribunale ordinario: a seconda della gravit del reato o delle caratteristiche dello stesso come emerger meglio in seguito quando si esaminer il suo doppio ordine di attribuzioni (infra, 7) tale organo giudica in composizione monocratica oppure in composizione collegiale, decidendo, in quest'ultimo caso, con il numero invariabile di tre componenti. L'art. 7-bis comma 2 quarter. ord. giud. (introdotto dall'art. 57 comma 101. 16 dicembre 1999, n. 479) stabilisce che il tribunale in composizione monocratica sia costituito da un magistrato che abbia esercitato la funzione giurisdizionale per non meno di tre anni. Vi possibilit di una deroga per imprescindibili e prevalenti esigenze di servizio (art. 7-bis comma 2-quinquies ord. giud.). e) corte d'assise: giudice collegiale composto da otto magistrati, di cui due togati (magistrati professionali, stabilmente appartenenti all'ordine giudiziario come magistrati di carriera) e sei laici (magistrati onorari, che solo temporaneamente fanno parte dell'ordine giudiziario e sono scelti fra i cittadini in possesso di determinati requisiti), la cui partecipazione all'amministrazione della giustizia va ricollegata al disposto dell'art. 106 comma 2 Cost. f) corte d'appello: giudice collegiale composto da tre magistrati. g) corte d'assise d'appello: giudice collegiale, la cui composizione mista (ai due magistrati togati si vanno ad aggiungere sei giudici onorari o popolari) ricalca quella della corte d'assise. h) magistrato di sorveglianza: monocratico. i) il tribunale di sorveglianza: giudice collegiale composto da quattro magistrati, di cui due togati e due laici. Al vertice di questo organigramma si colloca la corte di cassazione. La corte di cassazione divisa in sette sezioni, ciascuna delle quali giudica con cinque componenti, che diventano nove quando tale organo chiamato a pronunciarsi nella composizione a sezioni unite. Anche i giudici minorili (in relazione ai quali v. diffusamente infra, cap. XII) sono regolati dalla legge di ordinamento giudiziario (artt. 49 ss.): rispetto ad essi, come si anticipato, quindi corretta la definizione di giudici ordinari specializzati. 4. Le questioni pregiudiziali. La giurisdizione penale una giurisdizione autosufficiente, nel senso che ha cognizione autonoma su tutte le questioni strumentali alla pronuncia finale. Lart. 2 stabilisce il dovere del giudice penale di risolvere ogni questione che si ponga come antecedente logicogiuridico della decisione di cui investito. Quella con cui viene risolta non a caso il legislatore non parla di decisione la questione logicamente prioritaria una semplice pronuncia incidentale che pu avere natura civile, amministrativa o penale, e che ha rilevanza solo all'interno del procedimento in cui inserita (cognitio incidenter tantum), senza alcuna efficacia vincolante in nessun altro processo (art. 2 comma 2